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Battlefield 5: DICE ed Electronic Arts tornano in guerra

Abbiamo potuto mettere le mani sul prossimo capitolo della serie targata DICE, ora ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Ecco com'è andata.

provato Battlefield 5: DICE ed Electronic Arts tornano in guerra
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Battlefield 1 è stato un buon titolo. Il ritorno all'ambientazione storica (peraltro il primo conflitto mondiale, ovvero un teatro bellico non esattamente semplice da rendere in un videogame) ha senza dubbio giovato alla serie targata DICE. Ora, a distanza di ormai due anni dalla release, lo sviluppatore nordico ci riprova cambiando il periodo di riferimento e tornando a una numerazione progressiva "canonica". Uno spostamento sicuramente rischioso: la Seconda Guerra Mondiale, del resto, è forse uno dei conflitti più rappresentati nelle opere videoludiche, da sempre. Dopo un lungo periodo, in cui l'interesse dell'utenza è scemato a causa dell'inflazionarsi del mercato, quel setting sta tuttavia lentamente tornando in auge. L'anno scorso è toccato a Call of Duty riaprire la via per il ritorno del conflitto in ambito mainstream (senza poi dimenticare altri progetti interessanti, come Battalion 1944). Ora è quindi la volta dei ragazzi di DICE, che sembrano davvero intenzionati a calare il poker d'assi, con Battlefield V. L'abbiamo provato a lungo allo stand di EA. Ecco com'è andata la nostra incursione nella splendida Rotterdam.

    La battaglia per l'Olanda

    L'anno è il 1940 e l'Olanda si trova attanagliata dalla minaccia nazista. Rotterdam pare essere una cittadina tranquilla, erroneamente considerata lontana da un possibile attacco nemico. Nessuno se l'aspetta ed è proprio questo che le truppe del Fuhrer vogliono agire.

    L'attacco è fulmineo e la città viene, nel giro di pochi giorni, bombardata e conquistata.Lo scontro che abbiamo avuto modo di giocare, dopo l'alpha che ci ha portato nella fredda Norvegia, si svolge esattamente in quei primi giorni di maggio del 1940, praticamente all'alba dell'espansione nazista nel continente europeo.
    La nostra squadra entra subito in azione. I primi istanti, però, li spendiamo ad osservare la magnificenza di una mappa in grado di proporci degli scorci mozzafiato, talmente grande e stratificata -in un intrico di stradine, ponti, passaggi interni e case- che in più di un'occasione ci siamo sentiti spersi.
    Ogni singolo elemento architettonico e ambientale, bagnato dal caldo sole di maggio, ci colpisce per la minuzia posta nella sua realizzazione. Persino le piccolezze, come il turbinio delle foglie sollevate da terra al passaggio di un carro armato oppure lo spiccare il volo dei piccioni al rumore di uno sparo, hanno quel non so che di tragico e poetico allo stesso tempo, che rende la mappa meno asettica e maggiormente viva e vibrante. Sotto questo profilo il lavoro di DICE e la loro abilità nel tirare fuori il meglio dall'engine si fa notare ancora una volta e appare davvero encomiabile.

    Controllo

    Rotterdam è stata giocata nella classica modalità "controllo". Da un lato i nazisti, dall'altro gli inglesi. La porzione di città in cui i due schieramenti si sono scontrati presentava una manciata di punti da dover conquistare e mantenere; cercando, nel frattempo, di non portare il contatore dei rinforzi a zero. Lo scontro, giocato prima per uno e poi per l'altro esercito, ci ha permesso di dare un'occhiata alle molte novità che ci attenderanno in ottobre, quando la nuova fatica di DICE giungerà nei negozi.

    Le maggiori novità di Battlefield V riguardano, principalmente, due elementi da sempre fondamentali per la serie. Prima di tutto il gioco di squadra e, secondariamente, la distruttibilità - quasi - totale dell'agone.
    Battlefield V, come da tradizione, mantiene una struttura quadripartita per ciò che concerne le classi ma, rispetto al predecessore, sembra sia divenuta ancora più importante la collaborazione tra i diversi componenti della formazione. Ogni ruolo possiede caratteristiche tali da riuscire a compensare i punti di debolezza dei compagni. Li abbiamo provati tutti più volte e ognuno di essi si differenzia in modo ancora più marcato dagli altri rispetto al capitolo precedente. Purtroppo non ci è stato possibile accedere al loadout delle armi, altro elemento molto interessante che invece sarebbe stato interessante approfondire un po' di più.

    Per ciò che concerne la distruttibilità ambientale, anche questa risulta essere potenziata in ogni sua parte. Quasi qualunque elemento a schermo può essere fatto saltare, aprendo di fatto scenari dinamici e del tutto imprevedibili. Oltre che distruggere sarà possibile anche erigere barricate di fortuna per migliorare le difese dei punti di grande rilevanza strategica e bloccare - seppur temporaneamente - la linea del fronte. La lunga sessione di provato ci ha convinti sul lavoro che DICE ha fatto con Battlefield V, almeno per ciò che attiene agli elementi che vi abbiamo descritto. All'appello, infatti, mancano ancora le informazioni sulla campagna single player, sulle modalità multigiocatore ma, soprattutto, sul loadout e sulla progressione di armi e classi.
    Per il resto, Battlefield V punta a stupire senza riserve, tanto sotto il profilo della beltà stilistica e tecnica - davvero senza pari la mappa di Rotterdam - quanto per ciò che concerne le novità che andranno ad arricchire una formula ludica da sempre soddisfacente e appagante. Non ci resta che attendere ancora qualche mese per sciogliere gli ultimi dubbi su questo ennesimo, mastodontico progetto del developer nordico.

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