E3 2018

Battlefield 5: distruzione, evoluzione e... Battle Royale!

In attesa di vedere la campagna di Battlefield 5 in azione abbiamo provato la modalità Grand Operations del nuovo sparatutto DICE.

Battlefield 5: Grand Operations
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • È certamente troppo presto per giudicare questo nuovo Battelfield V, del resto anche l'ultimo capitolo ambientato durante la Prima Guerra Mondiale ci aveva fatto un'ottima impressione durante i test preliminari, rivelandosi successivamente molto più problematico di quanto prematuramente avevamo provato a immaginare. Eppure, non possiamo nascondere di avere nuovamente avuto delle buonissime impressioni da questo quinto gioco della serie DICE, tornato dopo tanti anni al conflitto più sanguinoso del nostro recente passato, che è anche quello che sembra adattarsi meglio ad essere riproposto come shooter competitivo.

    Scenario

    Se il Vietnam è senza dubbio la guerra con la colonna sonora migliore, la battaglia fratricida che infiammò l'Europa più di sessant'anni fa rimarrà per sempre caratterizzata dal più grande cattivo di sempre (e speriamo vivamente che il primato non venga infranto in futuro). Ciò nonostante, in questo Battlefield V non sembra esserci posto per svastiche e sottolineature storiche, e sebbene ambientazioni e grida non lascino spazio a dubbi su quale sia il periodo scelto dagli sviluppatori svedesi, la caratterizzante iconografia sembra qui solamente accennata, sorprendentemente sfumata, volutamente edulcorata. Le cose potrebbero cambiare, anche radicalmente, una volta che avremo davanti il gioco completo e la sua modalità single player che, come già sappiamo, riprenderà la struttura da dramma in pillole già vista in Battlefield 1. Eppure allo stato attuale il conflitto ritratto in questo nuovo gioco sembra quasi storia di una realtà parallela. Ma anche se queste sensazioni verranno confermate nei prossimi mesi, deludendo in parte chi da Battlefield cerca anche una rigorosa ricostruzione storica (ma c'è mai stata?), il rischio che questo approccio possa in qualche modo danneggiare il gameplay è decisamente basso.

    Fragenstein

    Grand Operations è la modalità di punta del nuovo Battlefiled V: un'operazione militare su vasta scala, con ben 32 soldati per fazione, che si scontrano a più riprese, durante i vari step di progressione della battaglia.
    Nel nostro caso, ergo la mappa di Narvik, i giorni erano tre: va detto però che è previsto anche un quarto giorno, ma soltanto qualora si verifichi una situazione di stallo al terzo round. In questo caso si procederà con uno "spareggio" stile Last Man Standing (con proiettili ridotti ed una sola vita a testa). Durante l'EA Play ci è stato permesso di partecipare esclusivamente ai primi due giorni, come da prassi strettamente legati tra di loro, senza la possibilità di vedere l'epico finale dello scontro.

    Sotto l'aurora norvegese, tedeschi e inglesi si affrontano sguazzando fra sangue e neve, e volete sapere come è andata a finire? Abbiamo perso, ma vendendo cara la pelle e cercando di raccogliere quanti più dettagli e differenze col passato possibili. Come sempre la prima cosa a stupire è la solita pantagruelica grafica del gioco, e per quanto non ci aspettavamo nulla di meno, è lo stile adottato a riservare le sorprese più grandi. Battlefield V è senza dubbio un gioco DICE, eppure qualcosa è cambiato radicalmente nel tratto come nell'illuminazione. Se anche voi avete pensato che in Battlefield 1 ci fosse inspiegabilmente un po' troppa Tatooine, Battlefield V sembra disegnato proprio per aumentare le distanze con il suo fratello minore Battlefront, o almeno questo è ciò che si evince addentrandosi nella spettacolare mappa messa a disposizione per questa specialissima occasione. L'angolo di Norvegia presente in BFV è ricoperto di neve e stelle, costruito con dettaglio profondo, epico nelle distanze e micidiale nella ripartizione di punti di riferimento, per un risultato che non può che portare nei dintorni delle migliori mappe nella storia del franchise. Una vetta altissima guadagnata con una vallata dal respiro unico, affiancata verso ovest da un imponente ponte ferroviario dai molteplici utilizzi, e verso est da una zona residenziale arroccata su una collina con troppa fretta di trasformarsi in montagna. A margine, aggiungiamo anche che ci sono piaciuti moltissimo i nuovi set delle animazioni, che sembrano più "scomposti", reali, credibili; e poi c'è anche un livello di dettaglio che è ai massimi storici, così come la pulizia dell'immagine e il framerate. E tutto questo girava meravigliosamente a 1440p, almeno su PC (per giunta uno armato di GTX 1080). Chiudendo la parentesi sul comparto tecnico, ci sono parse sbalorditive le modifiche operate al sistema di distruzione: sarà che gli edifici norvegesi, costruiti rigorosamente in legno, subivano in maniera molto evidente le esplosioni e gli impatti, ma ci è sembrato che le modifiche operate alla fisica di gioco abbiano trasformato sensibilmente crolli e cedimenti strutturali, ora molto più credibili e spettacolari.

    Dinamica, Divarica, Ricarica

    Ogni singola mappa inclusa nelle Grand Operation dà vita ad uno scontro unico, che muta in base ai diversi obiettivi strategici presenti. Nel nostro specifico caso i Tedeschi erano chiamati a difendere le postazioni di artiglieria dagli intenti Britannici, con due round come tempo massimo a disposizione (circa una decina di minuti l'uno). Nel primo, i tedeschi non solo vengono chiamati ad uccidere i primi assalitori, ma anche ad erigere delle difese che ne rallentino l'avanzata anche nei turni successivi. Il sistema è molto semplice ma non totalmente libero: per esempio non è possibile creare una trincea ovunque si voglia, ma solo dove l'interfaccia grafica mostrerà la struttura già costruita in trasparenza; e questo vale anche per mura di contenimento e tutte le altre varianti presenti. Quando non devastate dai nemici, queste difese rimangono in piedi per tutta la durata dello scontro, eppure come vi abbiamo già anticipato prima, nel caso di parità il gioco consentirà di giocare un match conclusivo dove la mappa sarà totalmente rasa al suolo dai bombardamenti nemici. In questo endurance, i difensori oramai senza forze devono cercare di ribaltare la situazione con pochissime munizioni a disposizione, cercando di racimolare il necessario dai corpi dei soldati avversari.

    Il problema del munizionamento diventerà importante, in Battlefield V, e non solo nelle situazioni estreme come quella appena descritta. A cambiare sono anche i meccanismi che regolano il funzionamento delle casse di munizioni lanciate dall'ingegnere, o di quelle che ripristinano energia dei medici: entrambe non hanno più un effetto ad area automatico, come accadeva in passato, ma andranno raccolte passandoci letteralmente sopra e per questo saranno strettamente monouso. Con questo espediente DICE cerca chiaramente di rendere la cooperazione tra giocatori più interessante, valorizzando ancor di più il ruolo, spesso sottostimato, dei dottori. Per lo stesso motivo i feriti gravi potranno decidere se lasciarsi andare e velocizzare morte e respawn, o attivare una richiesta d'aiuto che non è più solo testuale, ma che prevede animazioni e richieste di cure a voce. Come idea non è male, e sicuramente porterà a dei risultati, ma non è detto che si riveli sufficiente a combattere il proverbiale menefreghismo dei chirurghi da battaglia da sempre presenti nella serie.

    Un'altra piccola grande novità adottata sempre per lo stesso scopo è la necessità per chi guida i diversi mezzi di locomozione, da terra o aerei, di fare rifornimento di munizioni tornando alla bisogna nei pressi del campo base. A rendere invece le battaglie ancor più dinamiche che in passato, la possibilità di ricollocare ovunque si voglia postazioni antiaeree, mitragliatrici fisse, e addirittura cannoni su ruote che potranno essere agganciati dai mezzi blindati e trasportati ovunque sia necessaria la loro presenza.
    Anche per quanto riguarda il gunplay ed il feeling delle sparatorie il team di sviluppo promette sensibili migliorie, legate soprattutto alla gestione del rinculo, che dovrebbe essere più prevedibile e quindi più facile da compensare. Per valutare con più attenzione i cambiamenti su questo fronte, tuttavia, sarà necessario avere accesso all'intero arsenale, e per un lasso di tempo che vada oltre quello delle due partite che abbiamo disputato. Allo stato attuale dei fatti, complice anche una balistica rimasta apparentemente invariata rispetto a quella del precedente capitolo, il sapore delle sparatorie non si è allontanato troppo da quello che ricordavamo.

    Battlefield 5 La "rivoluzione a metà" di BF1 è già un ricordo lontano: Battlefield V sembra davvero avere le carte in regola per risolvere i problemi endemici delle serie (o almeno quelli delle sue ultime declinazioni), portando con sé anche delle novità che potrebbero trasformare radicalmente l'esperienza di gioco. E poi c'è l'immancabile Battle Royale, una modalità che sembra sposarsi alla perfezione con quelle che sono le caratteristiche tecniche e di gameplay che da sempre contraddistinguono lo shooter DICE. Purtroppo è ancora troppo presto per parlarne, perché EA non ha ancora avuto il coraggio di mostrarla al pubblico. Speriamo quindi di poter mettere le mani su questa nuova modalità, sulla co-op e sulle War Stories entro l'uscita del gioco, prevista per il 19 ottobre. Battlefield 5, del resto, vuole presentarsi come il capitolo della serie più denso dal punto di vista dei contenuti, e proprio per quest sarebbe bene che EA si decidesse a mostrarli.

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