Battlefield 5 Guerra nel Pacifico: provate le novità del Capitolo V

Siamo volati a Stoccolma per provare in anteprima i nuovi contenuti in arrivo per Battlefield V. Ecco cosa ci attende nell'espansione Guerra nel Pacifico.

Battlefield 5
Anteprima: PC
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • In Svezia ci si va per un sacco di motivi, come ad esempio la caccia ai troll, i banchetti vichinghi o anche soltanto per il design scandinavo; se però ti occupi di videogiochi (ed è autunno), allora stai sicuramente andando a trovare i ragazzi di DICE. Giusto la scorsa settimana, infatti, siamo volati a Stoccolma per provare in anteprima i nuovi contenuti dell'inesauribile Battlefield V, e ora che l'embargo non può più trattenerci, è giunto il momento di vuotare il sacco.
    È stato un anno molto ricco per i sostenitori del team Battlefield: dopo ben quattro capitoli stracolmi di nuove mappe, modalità e arsenali assortiti, il virtuoso supporto post-lancio messo in piedi dal team svedese si prepara finalmente ad accogliere anche il versante Pacifico, storico teatro di alcune fra le battaglie più forsennate del secondo conflitto mondiale. Oltre all'arrivo di due nuove fazioni, ovvero USA e Giappone, Guerra nel Pacifico porta con sé due location inedite, nonché una miriade di interessanti suppellettili fra cui -udite udite- il caro vecchio M1 Garand. Ora, non so voi ma noi era da tempo che volevamo tornare laggiù: appostati sotto una palma, dispersi fra gli atolli.

    Un proiettile da Iwo Jima

    Abbiamo provato la nuova espansione di Battlefield V per un'intera giornata, testando ogni nuovo ferro messo a disposizione dal team e inghiottendo anche una bella razione di acqua salata, e volete sapere una cosa? C'era davvero bisogno di due mappe così. Ci riferiamo ad Iwo Jima, celebre isola al largo delle coste giapponesi, e a Pacific Storm, il paradiso tropicale che ricorda moltissimo i fasti di "Tempesta a Paracel" visti in Battlefield 4.

    Sono due biomi molto diversi fra loro, e l'unica cosa che hanno davvero in comune è forse l'idea di una natura incontaminata, sferzata per la primissima volta dai venti di guerra (peraltro resa accuratamente dal team di sviluppo, che non si è certo risparmiato in sopralluoghi). Chiaramente in entrambe le mappe l'elemento acquatico ricoprirà un ruolo fondamentale, ma mentre in Pacific Storm il focus resta ancorato per tutto il match alla guerriglia navale, in Iwo Jima il mare è soltanto la prima parte dell'esperienza.
    L'isola giapponese, da noi solcata in modalità sfondamento, si divide in due momenti ben distinti: il primo è rappresentato dallo sbarco degli alleati, ovvero la classica sequenza alla Dunkirk, con tanto di corsa affannata sulle spiagge nero-vulcanico. In questa fase non ci sono veri ripari, si è sempre tremendamente esposti, e così bisogna avanzare di fosso in fosso sperando di schivare i colpi di mortaio o le raffiche dei caccia Zero giapponesi.

    Conquistati i punti strategici A e B, poco più avanti della prima vera trincea, si apre l'isola in tutta la sua grandezza, fatta di piccole valli, pendii scoscesi e lunghe distese coperte di erba in cui strisciare il più silenziosamente possibile. Dall'altra parte la difesa deve giocarsela d'arrocco, ovvero puntando tutto sulla fortificazione del monte Suribachi, che nasconde un paio di grotte fatte di cunicoli davvero niente male.

    I giapponesi hanno dalla loro il vantaggio dell'altezza, un campo visivo più ampio e postazioni decisamente avvantaggiate, ma in Battlefield si sa: c'è sempre un modo per sfondare, e infatti gli americani possono puntare sull'effetto sorpresa, giacché il bilanciamento di DICE prevede numerosi accessi per ogni punto di controllo (in alcuni casi anche un po' troppi), e così con la giusta coordinazione far breccia nelle file nemiche non è affatto impossibile, esattamente come ci ha insegnato la storia.

    A questo punto avrete capito che Iwo Jima è già candidata come miglior nuova mappa, eppure anche Pacific Storm non è da sottovalutare: si tratta di un insieme di piccoli atolli dalla spiaggia bianca, bagnati da acque chiarissime dove è praticamente impossibile nascondersi, cosparsa di una vegetazione piuttosto fitta e addobbata da pochi (ma fondamentali) insediamenti. Proprio in questi emergono con forza le regole del CQB (close quarters), che si mescolano perfettamente con i tempi più distesi degli spostamenti.

    La natura della mappa infatti è volutamente disorganica, e a seconda del mezzo scelto le traversate possono essere anche piuttosto lunghe, il che si traduce in una vasta gamma di approcci, e più in generale anche da un buon quantitativo di fuoco incrociato. In nome della levolution arriva anche una tempesta verso il gran finale, che mina notevolmente la visibilità e aggiunge un'ulteriore variabile all'equazione.

    Il grande protagonista di questa location? Senza dubbio i mezzi anfibi, come gli LVT (per gli alleati) e i Ka-Mi (per i giapponesi). In sostanza, soltanto con le mappe appena citate Battlefield V potrebbe tranquillamente portare a casa la pagnotta, ma in Svezia ci vanno giù pesante quando devono, e infatti a dicembre arriverà anche il remake di una vecchia gloria, ovvero l'intramontabile Wake Island, amatissima da tutti i veterani di Battlefield 3 (e non solo); si tratta di una vera e propria ricostruzione -da zero- della celebre isola, senza ricicli, che rispetta però la mitica forma a ferro di cavallo, ma di quella probabilmente vi parleremo un'altra volta...

    Tropic Thunder

    Lasciamo i cocktail sotto l'ombrellone e parliamo anche di tutte le altre novità introdotte in questo nuovo capitolo, partendo ovviamente dall'armamentario: la parata comincia con l'inossidabile M1 Garand, preciso e deciso come ai tempi del 1942, mentre dall'altra fazione invece spunta un ottimo Type 99 Arisaka, eppure non vi nascondiamo che il nostro amore già risiede altrove, ovvero in quel Type 100 in dotazione ai medici, capace di sventagliate veloci e incredibilmente controllate.

    Interessante è il nuovo mitra di classe media M1919 A6 (per gli amici semplicemente M19), ovviamente destinato alla classe supporto, capace di un fuoco di soppressione notevole sulla lunga distanza, e caratterizzato da un'oscillazione tutt'altro che indomabile: provare per credere.
    Grandi ritorni anche nell'hangar dei veicoli leggendari, nella fattispecie parliamo dell'M4 Sherman che, anche se robusto come pochi altri, dovrà vedersela con il Type 97, che invece pare capace di una sterzata più acuta nonché di un'agilità generale abbastanza preoccupante per tutti gli americani in circolazione. Fondamentali per ogni match, come accennavamo prima, sono i mezzi leggeri/anfibi; ancora più veloci e manovrabili dei loro fratelli maggiori, capaci di aggirare le "zone calde" e i colli di bottiglia, con lo scopo di piombar dietro alle linee nemiche, falciando senza pietà ogni forma di fanteria. Questi ultimi però sono anche parecchio fragili, e per buttarli giù basta un poco di cooperazione e un supporto abbastanza sveglio, in più metteteci anche che con tutta la vegetazione che c'è nel pacifico, piazzare un paio di mine sotto lo scafo è assai facile.

    Oltre a quanto già detto, alle skin e alle ricompense che anche questa volta non mancano, c'è anche un paio di aggiunte interessanti e senz'altro "appariscenti". Stiamo parlando delle armi che possono essere raccolte in-match, che si traducono nella Katana per il sol levante e nel lanciafiamme per gli Yankee.

    La lama del samurai è indubbiamente l'arma più cool di sempre, ma capirete da soli che utilizzarla nei campi di battaglia in stile Battlefield non è esattamente facile. Bisogna evitare gli spazi aperti, giocarsela di stealth e dove possibile approfittare del caos, altrimenti non si fa in tempo nemmeno a toglierla dal fodero. Del resto basta un colpo per freddare i nemici, e forse è anche giusto che sia così.

    Meno alla moda, ma che comunque riesce a farsi notare è il lanciafiamme M2, in grado di spargere un danno ad area piuttosto esteso, tanto che in alcune situazioni si è rivelato addirittura vitale, in quanto capace di un eccellente crowd-control. I suddetti oggetti sono inoltre più pratici del solito, poiché adesso vanno a sostituire l'accessorio di classe piuttosto che le armi principali, ciononostante, più che elementi di svolta si tratta chiaramente di gimmick divertenti, che in alcune situazioni possono regalare delle giocate davvero spettacolari, quelle di cui non vorresti mai perdere il replay, insomma...

    Battlefield 5 Battlefield V arriva al suo quinto aggiornamento e si prepara ad accogliere nei suoi ranghi i sanguinosi eventi del teatro Pacifico, allargando ulteriormente un’offerta già robusta e variegata. Assieme alle due nuove fazioni troviamo anche due mappe caratterizzate da alcune peculiarità morfologiche e strutturali davvero interessanti; in questi scenari tropicali i protagonisti sono senz’altro i mezzi anfibi e le piccole imbarcazioni, che incitano i giocatori a spostamenti veloci e a repentini cambi di fronte, aprendo così la strada anche a nuovi possibili approcci in nome di un forte dinamismo. Buono anche l’assortimento dei mezzi di terra e delle nuove armi, comprese quelle esotiche da raccogliere durante i match come la Katana o il lanciafiamme, che si rivelano tutto sommato divertenti nonostante la (purtroppo) scarsa praticità. Sempre su questo fronte aggiungiamo anche un valido schema di sfide settimanali nonché un buon menu ricompense di capitolo, ad esempio la tenuta da Predatore della Giungla, la Mazza con Filo spinato e una lunga lista di altri gingilli che faranno la gioia dei collezionisti. Insomma, abbandonare l’Europa e partire alla volta del Pacifico è stata di certo un’ottima idea da parte di DICE: lo stacco netto con le vecchie location si fa sentire positivamente, rinfresca gli animi, e inoltre la mole di contenuti sembrerebbe già fra le migliori dell’intero programma post-lancio, se poi a tutto questo aggiungiamo anche un bel soggiorno gratuito a Wake Island...

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