Battlefield 5: Storie di Guerra, primo contatto con la campagna

Ospiti di DICE ed Electronic Arts, abbiamo provato per la prima volta la campagna single player del nuovo Battlefield.

Battlefield 5: Single Player
Anteprima: PC
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Non è un mistero che la campagna di Battlefield V, così come quella di tutti i suoi predecessori e più in generale degli shooter a sfondo bellico che ogni autunno assaltano il mercato, non sia la modalità portante della produzione. Eppure i ragazzi di DICE sembrano andare piuttosto fieri delle loro War Stories, tanto da averci convocato a Londra per una prova diretta del Single Player. La formula che il team ha deciso di utilizzare è la stessa di Battlefield I: una soluzione che due anni fa si era dimostrata discretamente efficace, riuscendo ad accompagnare degnamente le scorribande multigiocatore. Ancora una volta la campagna di Battlefield V sarà quindi divisa in vari racconti, ciascuno focalizzato su uno diverso personaggio e uno specifico fronte di guerra. L'idea è quella di presentare storie intime e viscerali, per far riscoprire ai giocatori quei teatri di battaglia storicamente rimasti più "in disparte", lontani dalle grandi cronache di guerra. Per quel che abbiamo avuto modo di vedere, tuttavia, la qualità della scrittura sembra inferiore rispetto a quanto riscontrato nell'episodio sulla Prima Guerra Mondiale: che sia per colpa di personaggi meno riusciti, di situazioni già viste, o ancora di tematiche ormai abusate, le War Stories ci sono parse al momento un po' più insipide, ed in qualche caso persino funestate da alcuni evidenti problemi di game design. Prima di entrare nel dettaglio, cerchiamo però di capire quale sarà l'offerta contenutistica di Battlefield V.

    Dalla Norvegia all'Africa

    Quando il gioco arriverà sugli scaffali, il prossimo 20 novembre, sarà possibile giocare tre diverse War Stories, oltre ad un prologo introduttivo che dovrebbe in qualche modo specificare i toni e le tematiche del racconto.

    Quest'ultimo si consuma in una decina di minuti, ed è così scriptato e lineare che viene difficile considerarlo parte integrante della modalità single player: rappresenta, più che altro, una sorta di microscopica "ouverture". Le altre tre War Stories saranno ambientate rispettivamente in Norvegia, in Nord Africa e sul fronte francese: ciascuna dovrebbe durare poco meno di un'ora, e pure considerando la possibilità di selezionare quattro diversi livelli di difficoltà ci pare che la longevità del Single Player sia decisamente risicata. Come parte integrante del supporto post lancio (a cui il team di sviluppo ha dato il nome di Tides of War), a dicembre arriverà anche l'ultima Storia di Guerra, dal titolo Last Tiger. Di questo "episodio" sappiamo che sarà ambientato in Germania, sul finire del conflitto. Interpreteremo un capitano dell'esercito tedesco alla guida di uno degli enormi carri Tiger, bestioni corazzati dalla stazza impressionante. Probabilmente le situazioni di gioco ricorderanno quelle di Sangue e Fango, una delle War Stories più riuscite del capitolo precedente. Dobbiamo però ammettere che i primi dettagli emersi dal trailer non ci hanno fatto impazzire: la volontà di raccontare la Seconda Guerra Mondiale anche dal punto di vista degli sconfitti è senza dubbio apprezzabile, ma forse le scelte retoriche non sono proprio a fuoco. Fatte sparire le svastiche del Reich, Battlefield V martella sull'idea che tutti i soldati siano uguali di fronte alla tragedia del conflitto: una posizione un po' incolore a livello etico, che viaggia sul limite pericoloso del revisionismo storico.

    Nel corso dell'evento, in ogni caso, abbiamo giocato degli estratti delle prime tre War Stories. Nordlys è ambientata come dicevamo in Norvegia, più precisamente nel 1943, durante l'occupazione tedesca. Impersoneremo un giovane membro della resistenza che dovrà infiltrarsi in una base nemica per salvare la madre, e successivamente si imbarcherà in una missione di sabotaggio fondamentale per le sorti del conflitto. L'ambientazione è forse la meno interessante del lotto a livello scenico: la coltre di neve che ricopre basi e foreste tende a rendere meno d'impatto il colpo d'occhio, che in altri momenti resta invece il fiore all'occhiello della produzione.

    In generale Nordlys è la War Stories che ci ha convinto di meno, anche per struttura dell'avanzamento: la protagonista è armata di coltelli da lancio e può equipaggiare un paio di sci, che le permettono di scivolare sulla neve. Entrambi questi strumenti sfociano in situazioni un po' surreali, permettendoci di attraversare le arene a velocità folli, e soprattutto di uccidere qualsiasi nemico, da qualsiasi distanza, con un colpo preciso della lama da lancio, che si rivela ben più utile di qualsiasi fucile automatico. Anche il racconto ci è sembrato abbondantemente prevedibile, focalizzato sull'idea del sacrificio e della rivalsa, per una serie di situazioni tutt'altro che ispirate.

    Fanno molto meglio Tiralleur e Under No Flag, anche se di entrambe abbiamo potuto provare solo il primo atto. Under No Flag ci mette nei panni di un criminale inglese, arruolato contro la sua volontà in un corpo speciale di soldati sacrificabili, in cui durante la guerra finivano galeotti e dissidenti.

    La missione, ambientata in Nord Africa, è servita se non altro per ribadire l'eccellenza tecnica del Frostbite: in questo caso i panorami ci hanno stupito grazie a texture in altissima risoluzione, una gestione dell'illuminazione allo stato dell'arte, ed una qualità nella realizzazione dei materiali che non trova nessun riscontro in altri first person shooter. Anche a vastità dell'area di gioco ci ha colpito, permettendoci di provare diversi approcci allo scontro, e valorizzando quella libertà d'azione che non dovrebbe mai mancare in uno sparatutto moderno. Un po' più lineare e inquadrata ci è sembrata invece Tiralleur, che si focalizza sull'omonimo corpo di fanteria coloniale (i tiralleur sénégalais), impegnato in una missione d'assalto in Provenza. In questo caso il dinamismo del motore grafico e la sua capacità di gestire scenari mozzafiato sono ancora più evidenti, in quella che è senza dubbio la missione più riuscita sul fronte scenico e stilistico. Basta e avanza lo spettacolo di un campo di battaglia coperto dalle foglie autunnali, sollevate da refoli di vento improvvisi, affinché si possa perdonare una struttura della missione apparentemente più regolare negli incarichi e negli obiettivi.

    Complessivamente, in ogni caso, le War Stories di Battlefield V non ci sono sembrate un contenuto in grado di distinguersi, nell'economia della produzione DICE. Racconti non sempre ispirati e tematiche un po' abusate fanno da cornice ad un mission design abbastanza canonico. Seppure volessimo considerare la presenza di quattro War Stories (del resto Last Tiger arriverà meno di un mese dopo il lancio), la durata dichiarata dei singoli episodi fa pensare ad una longevità non esorbitante. Ma del resto che il single player avesse un ruolo minoritario, in un titolo come Battlefield V, era chiaro fin da subito. Il successo della produzione si misurerà sulla qualità delle mappe multiplayer, sulla solidità del supporto continuo, sul bilanciamento di armi e classi, e forse persino sull'efficacia dell'inedita modalità Battle Royale.

    Nel caso delle War Stories, fra l'altro, si segnalano alcuni problemi di ottimizzazioni che sfociano in un framerate non sempre stabile, ed una serie di glitch, imperfezioni, compenetrazioni e storture dell'Intelligenza Artificiale che dovranno essere aggiustate prima del lancio. Da questo punto di vista il rinvio della data d'uscita è giustificato e comprensibile; il tempo che ci separa dal Day One potrebbe per altro essere sufficiente per limare queste imperfezioni.

    L'appuntamento con il titolo DICE è previsto fra poco più di un mese, per allora vi aggiorneremo sui progressi dell'ottimizzazione e daremo il nostro giudizio finale sulla qualità della sceneggiatura delle Storie di Guerra. Per il momento, l'idea che ci siamo fatti è che queste ultime rappresentino più che altro un'appendice, che non sposterà più di tanto il giudizio su Battlefield V, del tutto legato alle modalità multigiocatore.

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