E3 2019

Battletoads: il ritorno dei rospi mutanti su Xbox One e PC

Abbiamo provato con mano all'E3 il nuovo gioco dedicato ai ranocchioni antropomorfi ispirati alle mitiche Tartarughe Ninja.

Battletoads
Anteprima: Xbox One
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Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • L'aspetto di Battletoads che colpisce all'istante, non appena lo sguardo viene catturato dai colori sgargianti e dalle forme squadrate mostrate a schermo, è senza dubbio alcuno la sua incontenibile natura da cartone animato estremamente moderno, sulla scia di certe produzioni targate Nickelodeon o Cartoon Network. Il ritorno di Rash, Pimple e Zitz - ovvero i protagonisti antropomorfi di una saga che faceva il verso alle mitiche Tartarughe Ninja e che negli anni '90 era a suo modo diventata un cult - è infatti all'insegna della contemporaneità più assoluta, con un'estetica sopra le righe che potrebbe far storcere il naso a quelli cresciuti in compagnia dei nerboruti ranocchioni Rare, con interi pomeriggi di dolore trascorsi a cercare di superare quelle maledette fasi a bordo delle moto volanti.

    Una nuova generazione di anfibi

    Inutile girarci troppo attorno: Battletoads era un videogame profondamente figlio del suo tempo, permeato di quel gusto anni '90 che oggi quando non fa inorridire spesso fa comunque come minimo sorridere (perché, diciamocelo, lo spirito di quell'epoca è davvero assai lontano dai canoni del 2019, e nemmeno può contare più di tanto sul fascino vintage di cui godono invece gli anni '70-'80). È probabilmente proprio per questa ragione che Rare e soprattutto DLALA, il misconosciuto studio indipendente inglese a cui è stato effettivamente affidato lo sviluppo di questo nuovo capitolo del franchise, hanno deciso di abbandonare le radici estetiche dei capitoli originali, abbracciando con convinzione la modernità e provando a rivolgersi anche a un pubblico di nuovi - e giovani - appassionati.

    Ciascun personaggio, oltre ad avere animazioni completamente customizzate, presenta caratteristiche leggermente diverse.

    Non che l'attualizzazione spinta della serie non funzioni, anzi. Approcciandosi al gioco a menta aperta e senza particolari pregiudizi, Battletoads fa infatti assolutamente la sua figura, distinguendosi proprio per l'intrinseca consapevolezza di essere un cartoon impazzito nelle mani degli utenti (a proposito, si gioca da uno a tre persone, con co-op rigorosamente locale). I toni sono giocosi e divertiti, la scrittura semplice ma brillante, con dialoghi da fumettone scemo che tra una mazzata e l'altra rendono l'atmosfera ancora più godibile e solare. Il tutto in un tripudio di colori, di animazioni gommosamente teatrali, di trasformazioni anche fisiche dei personaggi che strappano a più riprese sorrisi genuini, tra occhi che fuoriescono dalle orbite alla The Mask, braccia che diventano pistole gigantesche e altre follie del genere.

    Al di là della brillante caratterizzazione artistica, l'ulteriore buona notizia è che Battletoads si sia dimostrato anche un videogioco piuttosto divertente e solido in termini di gameplay. Allo showcase Xbox ho avuto modo di provare due diverse sezioni, pensate per illustrare un condensato di ciò che il titolo avrà da offrire.

    La demo si apriva con una sezione da picchiaduro a scorrimento tradizionale, presentando quella che è a tutti gli effetti la natura principale della serie. Da registrare anche da questo punto di vista qualche gradevole sorpresa, per un beat'em up che di certo non rivoluzionerà il genere né diventerà mai una pietra miliare in grado di impensierire lo Streets of Rage di turno, pur rivelandosi comunque un gioco decisamente meno banale del previsto.

    L'azione è ritmata, il feeling dei colpi soddisfacente, e il sistema di combattimento nient'affatto blando, tra piccole combo di attacchi da concatenare, mosse speciali caricate da usare come meccanismo di crowd control e versatili prese a distanza servendosi della schioccante lingua da rospo. Senza ovviamente contare le schivate, gli attacchi dall'alto e le combo di mazzate in collaborazione con i compagni, rese possibili da controlli reattivi e da un ritmo abbastanza sostenuto.

    Una volta sconfitto senza particolare fatica Porkshank, un ridicolo cinghiale rosa palesemente ispirato a Bepop delle Turtles, sono stato messo alla prova con l'immancabile sezione di guida a bordo di scattanti astronavi, in una citazione esplicita di uno dei momenti che avevano reso indimenticabile l'originale datato 1987 (diventando poi di fatto un marchio di fabbrica del franchise).

    Almeno per l'occasione, è da segnalare un significativo cambiamento nella visuale con cui viene (ri)proposta la sequenza di gioco a base di veicoli: niente più scorrimento laterale ma attraverso un movimento in profondità, con un'inquadratura alle spalle dei muscolosi batraci. Inalterata invece la micidiale difficoltà di fondo, per una corsa all'impazzata lungo un percorso irto di ostacoli che possono solo e soltanto essere evitati, servendosi necessariamente del boost a sinistra o a destra dato dalla pressione dei rispettivi dorsali.

    Nonostante i checkpoint piuttosto frequenti, aspettatevi comunque di morire a raffica: per arrivare in fondo servono pazienza, coordinazione e fortuna, ma è interessante la meccanica di respawn. Se infatti anche soltanto uno dei protagonisti è ancora in gioco, gli altri due avranno l'occasione di essere rimessi in pista dopo qualche secondo di attesa, per provare a destreggiarsi fino alla fine di quella che a tratti diventa una vera e propria staffetta assassina.

    Durante i livelli a bordo dei mezzi, morirete così spesso che il gioco nelle schermate di game over proverà a consolarvi. Ma quanta soddisfazione una volta arrivati alla fine!

    E, di nuovo, al netto del tasso di sfida sadicamente impietoso, è giusto sottolineare l'apprezzabile clima di squadra che si viene a creare in locale, con una corsa a perdifiato che, quando non vi ridurrà sull'orlo della sedia a sudare per zigzagate al millimetro, vi spingerà a fare genuinamente il tifo per i compagni ancora in vita.

    Battletoads Non soltanto non nutrivo particolari aspettative nei confronti di Battletoads, ma anzi ero francamente preparato abbastanza al peggio, con la sensazione di una produzione di secondo piano messa in piedi giusto in nome della nostalgia per un marchio del passato. Il primo hands-on è invece riuscito, non senza sorpresa, a spazzare via i miei innati dubbi da pessimista cronico: DLALA sembra aver allestito un progetto semplice ma curato, con una personalità ben distinta e una realizzazione tecnica non banale. Un picchiaduro a scorrimento capace di regalare sensazioni convincenti una volta impugnato il pad, che si preannuncia come un titolo senza troppe pretese ma da tenere comunque d'occhio. Aspettando una data d'uscita - gli sviluppatori mi hanno promesso aggiornamenti attorno alla Gamescom - le impressioni sono comunque più che positive, per una delle possibili rivelazioni di questo E3 2019.

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