Beyond The Wire: uno sparatutto da trincea

Ci siamo immersi nel fango delle trincee e testato a lungo questo interessante FPS ambientato nella prima guerra mondiale.

provato Beyond The Wire: uno sparatutto da trincea
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  • Pc
  • La Grande Guerra rappresenta un contesto storico evocativo e di grande impatto, che stranamente è sempre stato trattato in misura "minore" rispetto a ciò che sarebbe avvenuto appena vent'anni più tardi. Infatti, mentre esiste una incalcolabile quantità di opere sul secondo conflitto mondiale, sul primo inferno globale dell'era moderna ancora poco è stato sfruttato, soprattutto per ciò che concerne l'ambito videoludico e cinematografico.

    Gli anni che vanno dall'assassinio dell'Arciduca Francesco Ferdinando (la classica "goccia che fece traboccare il vaso" di scolastica memoria) alla capitolazione dell'Impero Asburgico sono infatti tornati a smuovere l'interesse di case cinematografiche e studi di sviluppo solo in tempi relativamente recenti.
    Basti pensare a film come Warhorse di Steven Spielberg, il più recente 1917 di Mendes, They shall not grow old di Jackson, oppure alle opere di casa nostra come Soldato Semplice e Torneranno i prati, oltre a un buon numero di pellicole in cui il conflitto fa semplicemente da comparsa, rimanendo sullo sfondo della narrazione.

    La Grande Guerra nei videogiochi

    Per quanto riguarda il medium videoludico, invece? Beh, se prendiamo a riferimento un intervallo temporale ristretto, possiamo citarne pochi: Valiant Hearts, Tannenberg, Verdun. Battlefield 1 (per saperne di più vi rimandiamo alla recensione di Battlefield 1). Di questi, solo due cercano di "ricreare" lo scenario bellico terrestre del primo conflitto in maniera verosimile. Il motivo dell'assenza di opere videoludiche dedicate a quel periodo è, ovviamente, evidente. Stiamo pur sempre parlando di una guerra di logoramento, con eserciti impantanati nelle stesse trincee per mesi e armi che non si sposano molto bene con i canoni degli "sparatutto frenetici" a cui siamo abituati.

    Eppure c'è sempre qualche coraggioso developer che ogni tanto prova a reinterpretare quel setting, cercando di bilanciare al meglio fedeltà storica ed esigenze ludiche. Questa volta tocca ai ragazzi di Redstone Interactive che, supportati dal publiser Offworld Industries (gli stessi di Squad, a cui Beyond the Wire deve non poco), provano ad uscire dalla trincea proponendo Beyond the Wire, un FPS ruvido, suggestivo, frustrante e appagante allo stesso tempo. Noi l'abbiamo provato, ovviamente su PC.

    They shall not grow old

    Possiamo riassumere l'esperienza bellica di Beyond the Wire, attualmente in early access su Steam, in una manciata di parole: multiplayer massivo calato nel contesto del primo conflitto mondiale. Fino a qui nulla di "nuovo". La definizione, in effetti, appare riduttiva e non permette di cogliere appieno ciò che Redstone Interactive punta a proporre ai giocatori. Per mettere piede nel fangoso teatro bellico del fronte occidentale e approcciare il titolo con la dovuta consapevolezza, dovete anzitutto mettere da parte tutto quello a cui siete abituati. Dimenticate i Call of Duty ipercinetici e il piglio cinematografico dei Battlefield. L'FPS abbraccia appieno la filosofia bellica di inizio '900, con le ovvie limitazioni del caso e alcune trovate decisamente interessanti che favoriscono ancor di più l'immersività. Ma andiamo con ordine.

    Beyond the Wire permette scontri su vasta scala in cui vengono coinvolti 100 giocatori, cinquanta per ogni schieramento. Le mappe, come anticipavamo, sono tutte ispirate al fronte occidentale. Attualmente ve ne sono tre: le Argonne (zona boschiva francese, teatro dell'omonima battaglia), una mappa dedicata a una particolare fase della Battaglia della Somme (uno dei più cruenti massacri della storia dell'umanità) e una location che, invece, ci scaraventa dritti nell'inferno delle Fiandre.

    I giocatori, a seconda del teatro bellico in cui si trovano, possono scegliere di schierarsi con una tra le tre fazioni in campo: Repubblica francese, Impero austro-ungarico e Corpo di spedizione statunitense. Ogni armata è ottimamente caratterizzata, non solo sotto il profilo del design ma anche per ciò che concerne l'equipaggiamento dell'epoca. Così, ad esempio, i fanti francesi hanno a disposizione il fucile a colpo singolo Leben 1886 e i tedeschi il Mauser Gewehr 98.

    Non mancano, poi, le armi da fianco semi automatiche come la Ruby M1915 e la Colt 1911, oltre ai mortali - e fondamentali - strumenti per sopravvivere in corpo a corpo come baionette e mazze da trincea.

    Probabilmente avrete notato l'assenza - o quasi - delle armi automatiche. Per aderenza storica, infatti, solo una manciata di giocatori all'interno del gruppo possono possedere e maneggiare quel tipo di armi. Di solito coloro che scelgono di far parte della squadra specializzata dei mitraglieri.

    Ecco, riguardo a tale aspetto, i giocatori sono suddivisi in piccole squadriglie, ognuna delle quali riveste uno specifico ruolo nell'economia dello scontro. A esempio, il gruppo di comando può chiedere supporto dall'artiglieria, solo alcuni soldati possono costruire nidi improvvisati con i sacchi di sabbia per difendere meglio la posizione, solo i mitraglieri, appunto, avranno la possibilità di coprire l'assalto della fanteria con la loro maggiore potenza di fuoco e, infine, solamente i medici potranno effettivamente curare i compagni feriti in maniera grave. Va da sé che un fronte unito, con giocatori consapevoli della "classe" a cui appartengono, avrà molto probabilmente la meglio su una compagine avversaria più individualista e meno organizzata.

    Ad aumentare il senso di realismo e immersività "ruolistica", ci pensa anche l'intelligente soluzione adottata per le chat vocali - fortemente raccomandato un microfono, se deciderete di giocare a Beyond the Wire -. Infatti, al di là della normale chat con i membri della propria squadra, si possono udire solamente le voci dei soldati nelle vicinanze (la cosiddetta "proximity voice chat"). Non solo: mancando riferimenti "visivi", come frasi pre-impostate o un sistema di ping, è possibile comunicare con gli alleati a voce. Ad esempio, nel caso in cui vi troviate a un passo dalla morte persi in una trincea sconosciuta, l'unica vostra possibilità sarà quella di urlare aiuto ai compagni, sperando ovviamente che qualcuno vi senta e che accorra a curarvi.

    Sparagli Piero, sparagli ora

    Come anticipato in apertura, Beyond the Wire possiede una doppia anima: sa essere frustrante e appagante allo stesso tempo. Scesi sul campo di battaglia ci troviamo di fronte a un'esperienza ludica difficile, non immediata da assimilare e, soprattutto, padroneggiare. La mobilità è molto limitata; scordatevi rapide sortite da una parte all'altra della mappa e atti di insensato eroismo sparando e saltando verso la linea nemica al grido di "Leeroy Jenkins". Spesso mettere il naso fuori dalla trincea significa attirare attenzioni indesiderate, portando a una spiacevole controindicazione: la morte istantanea.

    Il respawn, tra l'altro, è abbastanza punitivo; esso avviene decisamente lontano dal fronte e costringe il giocatore a camminare un bel po' prima di tornare in prima linea. Per venire magari ucciso un'altra volta a causa di una disattenzione e ricominciare da capo.

    Le armi, poi, sono tutte pesanti e lente da maneggiare, il rinculo potente, la mira imprecisa, la ricarica lenta e snervante. Tutti questi fattori rendono ogni scontro a fuoco, soprattutto quando avviene negli stretti budelli, una roulette russa con il destino. Sporgersi dalla copertura, o da un angolo, e sbagliare un colpo può significare la morte. Basta un singolo proiettile, infatti, per uccidere...o morire. Il margine di errore è praticamente nullo.

    Abbiamo visto molti compagni cadere solo perché si sono intestarditi a ricaricare mentre il nemico gli piombava addosso per ingaggiare il corpo a corpo. A tal proposito, visto che gli scontri avvengono prevalentemente all'interno delle trincee e dei crateri scavati dagli ordigni esplosi, Beyond the Wire presenta un sistema di combattimento all'arma bianca piuttosto curato in cui entrano in gioco diversi fattori: la resistenza, la direzione dei fendenti e lo sbilanciamento in caso di parata e contraccolpo. Qui il corpo a corpo, al contrario di quanto avviene in altri FPS, non è l'ultima opzione a disposizione del giocatore, anzi, nel caos della battaglia risulta esser quella a cui si ricorre più spesso. E, anche, più volentieri.

    "Piacevoli" contrasti

    Sebbene Beyond the Wire sia un titolo ancora in piena fase di sviluppo, appare già abbastanza curato. Il titolo, oltre a un design storiograficamente fedele, propone un bel contrasto tra l'ampiezza delle mappe e la necessità di dover restare accucciati all'interno di trincee claustrofobiche. Non solo, permette di vivere un'esperienza di gioco più vicina possibile alla filosofia bellica di inizio '900. Ogni colpo, come dicevamo, risulta fondamentale e non esistono riferimenti grafici che semplificano la vita ai giocatori.

    I tag degli avversari non compaiono a schermo, quindi l'individuazione del nemico (o dei propri compagni) avviene solo attraverso un'attenta osservazione, per riconoscere il colore (i francesi, con quelle divise blu elettrico, purtroppo per loro risaltano ovunque) o lo stile della divisa oppure, ancora, da che parte della mappa provengono per capire se sono effettivamente alleati o avversari.

    Sotto il profilo puramente tecnico, possiamo dirvi che Beyond the Wire non è ancora ottimizzato a dovere e soffre spesso di pesanti cali di framerate anche con PC di fascia alta. Ciò nonostante, con qualche aggiustamento nelle impostazioni è possibile goderne senza grossi intoppi.

    L'unico punto dolente, al momento, l'abbiamo rilevato nella gestione dei server. È possibile affittarne uno, oppure entrare in quelli degli altri giocatori, ma non paiono esserci server proprietari; il timore è che questo lasci sostanzialmente in mano ai giocatori la "sopravvivenza" del titolo. Ad ogni modo, Beyond the Wire si trova ancora in una fase molto acerba e il team di sviluppo è già al lavoro per arricchirlo di contenuti come fazioni, armi e mappe. Noi siamo fiduciosi.

    Beyond the Wire Beyond the Wire è un titolo sicuramente interessante, che propone un'esperienza di gioco peculiare, ruvida e intransigente, che coraggiosamente prende le distanze dai canoni del genere. Il contesto della Grande Guerra è reso in maniera coerente e verosimile, il design appare curato e fedele. Se cercate un FPS diverso degli altri e vi affascina il periodo storico, il titolo dei Redstone potrebbe fare al caso vostro. Se volete dargli un'opportunità, attualmente Beyond the Wire si trova in early access.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel Core i7-10750H
    • RAM: 16 GB
    • GPU: NVIDIA GeForce GTX 1660Ti

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