Black The Fall: provato il nuovo gioco del programma Square-Enix Collective

Un governo di stampo comunista, un popolo schiavo delle macchine e una città scura e rumorosa sono gli ingredienti di Black The Fall.

Black The Fall: provato il nuovo gioco del programma Square-Enix Collective
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  • Il rapporto tra Square-Enix e gli sviluppatori indipendenti ha subito parecchie evoluzioni e superato numerose fasi, dapprima di analisi, poi di apertura e infine di reciproca collaborazione.
    Ne è nata così The Collective, una vera e propria, seppur molto piccola, divisione occidentale del publisher nipponico, che ha ideato un sistema a voti utile a valutare il potenziale dei titoli proposti dai vari team, una volta posti davanti all'attenzione dell'ampissima audience videoludica, composta dai fan di brand come Tomb Raider, Final Fantasy, Deus Ex e Hitman.
    The Collective ha mutato forma più volte, non ultima alcuni mesi fa quando è stata annunciata la cessazione del supporto all'organizzazione delle campagne di raccolta fondi su Kickstarter, ma alcuni prodotti sono già stati pubblicati sotto la propria etichetta, con risultati, tittavia non sempre eccezionali.
    Black The Fall è quindi l'ultimo titolo in ordine di tempo ad aver attirato la comunità che gravita intorno a The Collective ed è in dirittura d'arrivo su Steam, dopo aver vinto numerosi premi in svariati festival internazionali.

    Nulla di nuovo nell'oscurità

    Black The Fall si inserisce nel filone degli action adventure a scorrimento, inizialmente nato con pietre miliari come Another World e Flashback, poi ritornato al successo alcuni anni fa con Limbo e ora nuovamente sulla cresta dell'onda, proprio grazie al ritorno di Playdead con lo stupefacente Inside.

    Come nel caso di tutti i titoli citati, la trama è ciò che sorregge il gameplay: in Black The Fall ci troviamo al cospetto dell'ennesima distopia, nella quale un governo di stampo comunista impone una ferrea disciplina, nel nome del presunto benessere della società.
    L'immaginario creato dal team Sand Tailor (fondato a Bucarest e attualmente composto da soli nove membri) sembra affondare le radici nella storia della Romania, virandola verso un mondo nel quale la tecnologia si basa su una profonda dipendenza dalle macchine, ben più avanzate di quelle che esistono nella nostra realtà.
    Il protagonista fa parte di un gruppo dei macchinisti e la sua mansione consiste nel far funzionare parte di una enorme linea di produzione, pedalando su una bicicletta per dare il proprio contributo alla messa in movimento del gigantesco meccanismo, intervenendo soltanto qualora si verifichino delle anomalie.
    Il nostro eroe sta però pensando da tempo alla fuga, attendendo il momento migliore per mettere in pratica il proprio piano: l'occasione giusta, ovviamente, si verifica nell'istante esatto in cui ne prendiamo il controllo. In maniera non dissimile da Inside, la narrazione non è esplicita, ma verrà raccontata attraverso un mix di elementi quali gli ambienti di gioco, i personaggi che li popolano, i puzzle da risolvere e le situazioni che affronteremo. Se però nel capolavoro di Playdead ogni elemento è al posto giusto, inserito nel contesto perfetto così da far sentire al giocatore al centro della scena, Black The Fall non riesce altrettanto bene nell'intento.
    L'atmosfera oppressiva crea sì un buon senso di disagio, ma è la narrazione, che in questa tipologia di prodotti è affidata in gran parte al gameplay, a non risultare sufficientemente coinvolgente. Per tornare al confronto con Inside, il titolo di Playdead si prende i tempi necessari ad accompagnare l'utente all'interno del suo mondo, entrando un minuto alla volta in sintonia con il protagonista: ne deriva così un quadro ludico frutto di uno studio lungo ed accurato, nel quale hanno sicuramente lavorato spalla a spalla narrative designer, scrittori, game designer, sviluppatori e artisti, dando ognuno il proprio contributo per comporre un racconto che prende vita proprio grazie alla narrazione.

    Black The Fall , invece, non solo non riesce a brillare di luce propria, ma finisce con il proporre sezioni puzzle molto ravvicinate una all'altra, che non danno quindi il respiro necessario all'ambientazione e alla storia per emergere e che condiscono l'azione con controlli non sempre reattivi, uniti a collisioni saltuariamente problematiche.
    Ecco dunque che Black The Fall, dopo una fase iniziale interessante ma non del tutto coinvolgente, sembra perdere progressivamente di mordente, malgrado l'implementazione di alcune meccaniche legate alla cooperazione con un altro fuggitivo che incontreremo durane il cammino, in grado di ridare predominanza alle qualità del gameplay rispetto agli altri aspetti della produzione.

    Black The Fall La prima ora in compagnia di Black The Fall convince solo in parte e mette in mostra un prodotto che, suo malgrado, va a posizionarsi in un settore del mercato particolarmente complesso. Confrontare gli sforzi, il budget e il tempo di due titoli come Inside e Black The Fall si rivela forse un po' troppo ingiusto, ed è difficile pretendere che la produzione di Sand Sailor possa tenere testa all'ultima fatica di Playdead. Essendo due prodotti così simili e a loro modo settoriali, però, è impossibile non constatare come Inside abbia notevolmente alzato l'asticella della qualità, sia per aspetti quali i valori produttivi sia per la pura capcità di inscenare una narrazione sublime. Black The Fall prova a seguire la scia dell'opera Playdead, facendo però molta fatica a tenerne il passo e rischiando di rimanere nascosto dietro la sua ombra.

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