Blacktail: la favola di Baba Yaga reinterpretata da un survival open world

Le origini di Baba Yaga in un gioco survival di matrice Open World: un titolo da tenere d'occhio per gli amanti del genere.

Blacktail
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  • Di tutte le figure appartenenti al panorama mitologico europeo, quella di Baba Yaga (o Jaga) è con tutta probabilità la creatura leggendaria più enigmatica e controversa. Presente nelle fiabe russe, polacche, ceche e slovacche, Baba Yaga è descritta come una mostruosa e malvagia vecchietta in possesso di incredibili poteri magici, ma che solo di rado vengono utilizzati per aiutare il protagonista del mito o della favola stessa. Come appreso allo scorso E3, quando abbiamo assistito al trailer di annuncio di Blacktail, proprio alla strega sarà dedicata la nuova avventura survival in prima persona realizzata dal team di The Parasight, che in occasione dei recenti The Game Awards ha pubblicato su Xbox e PC una corposa demo del prodotto. Incuriositi dal progetto, nei giorni scorsi abbiamo letteralmente divorato la versione di prova di Blacktail e ve ne proponiamo di seguito le nostre impressioni preliminari.

    Le origini della strega leggendaria

    Se nei racconti russi l'anziana Baba Yaga è descritta come una strega cattiva che si sposta volando su un mortaio e che addirittura rapisce i bambini per mangiarli, le fiabe polacche raccontano di incantatrici alquanto dispettose, ma solitamente benevole e propense a elargire preziosi consigli o strumenti magici all'eroe di turno.

    Dinanzi alle varie versioni di Baba Yaga, che appunto presenta delle piccole differenze a seconda del Paese in cui è conosciuta, i ragazzi di The Parasight non hanno adottato in pieno nessuna delle sue tante varianti, ma al contrario hanno preferito creare una versione molto personale del suddetto personaggio, cercando al contempo di conservare le caratteristiche principali di ognuna delle sue "forme" note. Difatti la protagonista di Blacktail non è una vecchia malevola, bensì una sedicenne in possesso di poteri magici sorprendenti quanto misteriosi, ma che ancora non ha deciso se metterli al servizio del bene o se invece servirsene per abbracciare l'oscurità. Accusata proprio di stregoneria e cacciata in malo modo dal proprio villaggio natale, la giovane Yaga si ritrova ben presto a dover vivere tra i boschi assieme a sua sorella Sora, che in circostanze ancora misteriose scompare senza lasciare alcuna traccia.

    Purtroppo i contenuti risicati della build non ci consentono di esaminare nel dettaglio il canovaccio narrativo del prodotto, ma la storia di Blacktail ha comunque catturato la nostra attenzione, in quanto gli sviluppatori hanno escogitato un sistema morale che, a seconda delle scelte compiute durante l'avventura (e similmente a quanto avveniva nell'indimenticabile saga di Fable), influenza l'allineamento del personaggio, le sue doti magiche e addirittura può semplificare la gestione degli elementi da survival.

    Oltretutto le scelte morali si riflettono persino sulle missioni secondarie, poiché se una buona reputazione impedisce di accettare le missive proposte da personaggi senza scrupoli, come la regina delle formiche determinata a sottomettere l'umanità intera, una pessima condotta preclude l'accesso alle sidequest degli NPC benevoli.

    Bisognerà attendere la versione finale del prodotto per comprendere se e quanto l'inclinazione della moralità della protagonista porterà a conseguenze interessanti, spalancando eventualmente le porte al fattore rigiocabilità, ma i dialoghi tra Yaga e i personaggi non giocanti che abbiamo incontrato durante la versione di prova suggeriscono che la strega potrà macchiarsi di peccati talmente gravi da alterare persino il comportamento degli interlocutori e degli avversari incontrati lungo il cammino.

    Crafting e gameplay

    Sul piano ludico Blacktail si propone fondamentalmente come un action adventure in prima persona con qualche elemento tipico del genere survival, non a caso la nostra incantatrice deve necessariamente raccogliere i rami, le piume, i fiori e qualsiasi altro oggetto utilizzabile per creare da sé pozioni, antidoti, frecce e quant'altro possa servirle per sopravvivere nel cuore della foresta.

    Il titolo presenta infatti un elementare sistema di crafting che permette di combinare i materiali posseduti e che può essere richiamato attraverso una scorciatoia anche nel mezzo delle boss fight, al fine di riempire al volo la faretra della giovane Yaga e curarla ove necessario. Va comunque precisato che la componente survival non risulta affatto opprimente, tant'è che in Blacktail le risorse recuperabili nelle sessioni esplorative risultano abbondanti e addirittura si rigenerano dopo qualche minuto: come risultato, durante le quasi due ore trascorse in compagnia della sedicenne streghetta non abbiamo mai sentito la necessità di abbandonare il sentiero principale per rimpinguare la sua scorta di materiali.

    Altrettanto semplice ci è poi parso il sistema di combattimento con l'arco, che grazie a una mappatura dei comandi piuttosto intuitiva consente di scoccare rapidamente le frecce, caricare i colpi per infliggere danni maggiori o addirittura infonderli di potere magico per annientare più bersagli.

    Il numero di azioni, in ogni caso, dovrebbe aumentare ancora nella versione finale del prodotto, tant'è che già della demo da noi provata ci siamo imbattuti in un autentico albero delle abilità in cui sbloccare power-up e altre skill: recuperando le ricette perdute e gli altri materiali richiesti, Yaga sarà quindi libera di accrescere progressivamente il proprio potere bellico.

    È però l'inquadratura a non convincerci affatto, poiché la visuale in prima persona restituisce delle prospettive alquanto falsate, difatti durante l'unica boss fight prevista della versione di prova abbiamo avuto qualche grattacapo al momento di dover schivare i molteplici attacchi del nemico, sorvegliare gli immediati dintorni della fanciulla e al contempo rifornirla di frecce. Nonostante sia possibile ricorrere alla schivata rapida per evitare gli attacchi in entrata e rispondere al fuoco, la visuale assai limitata offerta dalla prima persona penalizza in buona parte la lettura dell'azione di gioco, specie nelle situazioni più concitate.

    Mettendo da parte i dubbi sull'inquadratura, è sul piano artistico che Blacktail ci ha già convinti senza remore. Dopotutto, i ragazzi di The Parasight hanno costruito un fiabesco open world affascinante e misterioso: con le bizzarre creature che pullulano nei boschi, i temi oscuri degli scenari e i colori vividi adottati dallo stile grafico, l'atmosfera di Blacktail riesce a trasmette al giocatore un forte senso inquietudine, adattandosi perfettamente alle premesse narrative della produzione.

    Blacktail La demo di Blacktail ci ha fatto provare delle sensazioni discordanti. Da una parte ci dichiariamo intrigati dalla decisione del team di reinterpretare il mito di Baba Yaga e lasciare al giocatore il compito di delinearne la personalità, attraverso scelte morali apparentemente in grado di alterare persino il racconto e l’atteggiamento degli NPC. Dall’altra, però, un gameplay semplice e abbastanza derivativo, per giunta aggravato dai limiti della visuale in prima persona e da un sistema di crafting poco variegato, rischia di diventare monotono e un tantino frustrante. Trattandosi solo di una pre-alpha, ci auguriamo quindi che la versione di prova messa a nostra disposizione non rappresenti la qualità del prodotto finito, che ricordiamo non dispone ancora di una finestra di lancio. Con un pizzico di varietà in più e qualche accorgimento mirato a semplificare la lettura dell’azione del gioco (aggiungendo magari una mini-mappa alla spartana interfaccia utente), il team di The Parasight potrebbe realmente proporci qualcosa di nuovo e particolare.

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