Bleeding Edge Beta: il nuovo gioco multiplayer degli autori di Hellblade

Dopo un lungo weekend passato in compagnia della Beta di Bleeding Edge, ecco le nostre impressioni sul nuovo progetto Ninja Theory in uscita a marzo.

provato Bleeding Edge Beta: il nuovo gioco multiplayer degli autori di Hellblade
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  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Tra le innumerevoli acquisizioni che Xbox Game Studios ha portato a termine negli ultimi tempi, quella di Ninja Theory è sicuramente una fra le più concrete e prolifiche. La software house inglese sta ricoprendo un ruolo chiave nella cavalcata di Xbox verso la next-gen con un Hellblade 2 pronto a dimostrare le capacità di Series X e il misterioso Project: MARA, un titolo che punta a riscrivere le regole dell'horror. Ma il primo passo dello studio sotto l'ala protettrice di Microsoft è ben differente dai progetti cupi e introspettivi appena citati.

    Questo passo si chiama Bleeding Edge ed il primo gioco esclusivamente multiplayer per la software house di Cambridge, un campo in cui Xbox ha una certa esperienza e da cui, per necessità di mercato, si sta velatamente staccando in vista di un maggiore bilanciamento dell'offerta con l'inserimento produzioni orientate verso il single player. Durante il fine settimana siamo tornati a mettere le mani sul titolo grazie a una beta pubblica disponibile su Xbox Game Pass: una nuova occasione per verificare lo stato dei lavori in attesa dell'immancabile recensione in arrivo in prossimità del lancio, previsto per il prossimo 24 marzo.

    Una nuova chiave di lettura per il genere "hero"

    Bleeding Edge arriverà sul mercato con la voglia di inserirsi a modo suo in un genere molto in voga negli ultimi anni, quello dei giochi multiplayer basati sugli eroi. Un proposito sostenuto dalla commistione inedita con una componente brawler che rende la formula del titolo piacevolmente originale, almeno dal punto di vista concettuale.

    Non a caso Ninja Theory ha apertamente e fieramente definito la sua ultima fatica un hero brawler, leggasi un gioco multiplayer online che fa leva sui combattimenti dando sfogo all'unicità di ogni personaggio. Allo stato attuale delle cose, il roster è composto da 11 eroi giocabili, ma già sappiamo che prossimamente ne sarà svelato un dodicesimo, insieme a tanti altri che andranno a puntellare l'offerta nei mesi successivi al lancio

    Durante il matchmaking Bleeding Edge vi chiederà di scegliere tra tre categorie di eroi: attacco, tank e supporto. La formazione con cui entrerete in partita, insieme alla comunicazione non obbligatoria (ma consigliata) con i compagni, potrà essere modificata a seconda delle esigenze e dell'andamento, garantendo una certa dinamicità alle situazioni di gioco. Ogni eroe, chiaramente, risponderà alle regole della classe di appartenenza, ma avrà anche le sue peculiarità distintive, in aggiunta a delle trasformazioni speciali. Il gameplay alla base di Bleeding Edge è composto da un mix di combattimenti melee e dalla distanza, con i primi a farla tendenzialmente da padrona.

    Insieme alle caratteristiche di ogni personaggio, l'utilizzo e la combinazione delle stesse tra i componenti della squadra può dar vita a degli attacchi devastanti che possono influenzare non poco la piega presa dalla partita. Oltre a questo ultimo fattore, un altro elemento da tenere in considerazione sono le trasformazioni e le abilità degli eroi. Prendere il controllo di un avversario, congelarlo, elettrificare le zone circostanti sono solo tre delle tante possibilità che avrete a disposizione nei panni di uno dei tanti, strampalati combattenti disponibili.

    A completare il quadro ludico della produzione ci pensa un'innata propensione per la velocità e il dinamismo, con l'opportunità di affidarsi a degli hoverboard e a delle apposite trasformazioni. E nonostante abbia dalla sua tutte le peculiarità tattiche e competitive di un gioco multiplayer di razza, senza mai mettere da parte un sincero divertimento, Bleeding Edge è anche un titolo sorprendentemente facile a cui avvicinarsi. Merito anche del tutorial contro l'IA che fa da apripista alle scorribande online, strutturato con tutte le spiegazioni utili per apprendere le dinamiche legate ad ogni tipo di strategia (attacco, difesa, contrattacco e così via). A questa fase introduttiva è stato aggiunto anche un dojo per fare pratica con i singoli personaggi, con i tempi e i modi che si preferiscono.

    È piuttosto difficile, al momento, dare un giudizio sull'effettivo bilanciamento degli eroi e delle squadre che è possibile comporre, ma la prova della beta lascia ben sperare, sopratutto tenendo in considerazione il fattore varietà e considerando il sacrosanto lavoro di perfezionamento che partirà proprio dopo questa fase di testing. Possiamo però spezzare una lancia in favore di uno dei grandi punti di forza di tutta la produzione: il sistema di combattimento. Bleeding Edge ha tutte le meccaniche di gioco che hanno reso famosi i lavori dei ragazzi di Ninja Theory, ed è davvero esaltante poter constatare il funzionamento di stilemi appartenenti agli action puri in un gioco multiplayer. Vi basti pensare che tra le ultime aggiunte della build destinata al testing pubblico c'è la meccanica della parata, che se messa in atto con le giuste tempistiche può dare vita a dei contrattacchi micidiali.

    Modalità a servizio del gameplay

    Ad oggi gli sviluppatori hanno messo a disposizione della community soltanto due modalità, con le restanti opzioni che andranno a rimpinguare la mole contenutistica dell'edizione definitiva del gioco e il suo programma di contenuti post lancio. Parliamo di Objective Control e Power Collection, due interpretazioni di modalità familiari agli appassionati della scena competitiva online, ma che non disdegnano alcune e doverose variazioni sul tema, sempre in linea con il lato "brawler" del gameplay di Bleeding Edge.

    Entrambe sono rivolte a due squadre da quattro giocatori ognuna, e hanno dimostrato di saper offrire dosi di divertimento decisamente abbondanti. Nella prima i team sono chiamati a dominare delle zone (variabili) distribuite in giro per la mappa per ottenere un punto per ogni secondo trascorso in difesa dell'area, in vista di una vittoria fissata sui seicento punti totali. Objective Control, ovviamente, chiama in causa tutti i ragionamenti strategici che caratterizzano le modalità a obiettivo, che rendono le tempistiche degli spostamenti e del coordinamento di squadra offensivo e difensivo fondamentali per portarsi a casa i match.

    In Power Collection, invece, dovrete recarvi in delle zone predefinite della mappa in cui raccogliere delle batterie da spostare e accumulare in altri punti specifici e mobili. Ogni giocatore ha la facoltà di portare in spalla il numero di batterie che preferisce, tenendo ovviamente in considerazione il fattore di rischio a cui andrà incontro trovandosi di fronte degli avversari lungo il cammino.

    La refurtiva persa in caso di morte, infatti, finirà nelle mani dei nemici ribaltando completamente le situazioni di vantaggio/svantaggio ottenute in precedenza. C'è da dire che, con il loro concept, entrambe le modalità finiscono col puntare i riflettori su due caratteristiche chiave del gameplay, ovvero gli spostamenti frequenti e repentini da una parte all'altra della mappa e l'enfasi continua sui combattimenti: in Bleeding Edge non si sta mai fermi o lontani dalle mazzate, anche cercando ardentemente di evitarle.

    Parola d'ordine: stile

    In giochi del genere il design dei personaggi, oltre che le loro peculiarità in termini di gameplay, rappresenta un punto focale per decretarne il successo: utilizzare e confrontarsi con i protagonisti di un videogame hero-based per decine di ore può essere stancante, ed è per questo che rendere accattivanti gli alter ego con cui lanciarsi in battaglia deve essere uno degli obiettivi primari degli sviluppatori. In questo senso, in Bleeding Edge le cose vanno davvero alla grande grazie a una direzione artistica che riesce a inquadrare un immaginario con carattere da vendere. Ogni personaggio "rompe lo schermo" con una caratterizzazione di altissimo livello, oltre che originale oltre ogni aspettativa.

    Una ragazza ultra colorata armata di tutto punto, un samurai influenzato da una street culture modernissima, una sorta di lottatore di sumo robotizzate, un chitarrista death metal norvegese che spara fuoco e fulmini: sono solo alcuni degli esempi più calzanti di un titolo stilisticamente incredibile sotto ogni punto di vista. Il valore di questa caratterizzazione è lampante e immediato: i dettagli sui modelli poligonali di sprecano, mentre le animazioni, fluide e mai ripetitive, completano un quadro estetico stracarico di personalità, con il contributo dei nomi (El Bastardo, Gizmo e ZeroCool, per citarne alcuni) e i font con cui vengono presentati i combattenti.

    Lo stesso discorso può essere applicato alle quattro mappe disponibili nella beta, anche da un punto di vista del level design. In linea generale il team di sviluppo sembra aver puntato su uno stile molto pulito e basilare, senza calcare troppo la mano sulla verticalità. La morfologia delle location è quindi molto classica e funzionale, pensata per rendere accessibili i punti chiave delle modalità da qualsiasi zona. Questa struttura riesce a valorizzare la ricerca degli avversari e, di conseguenza, la velocità con cui si entra in azione, contribuendo al mood galvanizzante delle partite. E a proposito di sensazioni: nonostante il gioco sia abbastanza caotico quando si entra nel vivo delle battaglie, il tutto viene mitigato da una palette di colori mai esagerata, ma comunque sempre sul pezzo quando si tratta di esaltare la vivacità dell'universo partorito dalla software house di Cambridge.

    Insomma, con Bleeding Edge Ninja Theory non sta facendo altro che confermare quello che è da sempre è stato uno dei suoi cavalli di battaglia: l'efficacia della direzione artistica. Lo stesso non si può dire, però, della resa tecnica generale. Pur non soffrendo di particolari deficit prestazionali, infatti, l'esclusiva Xbox ha dalla sua una grafica pulita ma non strabiliante, anche su One X. Colpa, probabilmente, della natura scalabile di un motore pensato per il multiplayer, che tra l'altro deve far fronte alle diverse esigenze delle configurazioni dell'ecosistema Microsoft, incluso e non ultimo l'ambiente PC.

    Bleeding Edge Facendo affidamento su un netcode veloce e affidabile, Bleeding Edge si è dimostrato pronto a un lancio in grande stile. Ninja Theory ha avuto il coraggio di confezionare un gioco con una formula divertente e stratificata, che va ad affacciarsi in un genere ricco di pesi massimi della scena competitiva, Overwatch su tutti, facendosi strada con delle variazioni che potrebbero dar vita a un vero e proprio sotto-genere. Probabilmente la nuova esclusiva Xbox non riuscirà a godere della stessa visibilità e dello stesso successo dei suoi diretti concorrenti, ma rispettando le ottime premesse e appoggiandosi a Xbox Game Pass potrà certamente ritagliarsi uno spazio per soddisfare una community affiatata e appassionata. In occasione del day one bisognerà valutare la quantità e la qualità delle mappe e delle modalità a disposizione fin da subito, verificando accuratamente il bilanciamento degli eroi e la loro influenza su un gameplay senza dubbio affascinante e spassoso. Ai contenuti e al supporto post lancio andrà poi il duro compito di scolpire la riuscita di una delle operazioni più a fuoco degli ultimi tempi di Xbox.

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