Blind Console: un'esperienza sensoriale alla Milan Games Week 2019

Blind Console è un progetto che punta a un obiettivo arduo e virtuoso: dare la possibilità ai non vedenti di vivere un'esperienza ludica di alto impatto.

provato Blind Console: un'esperienza sensoriale alla Milan Games Week 2019
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  • La Milan Games Week è un momento d'incontro diretto tra l'industria e l'utenza italiana, con migliaia di consumatori in fila per toccare con mano alcuni dei titoli più attesi dei prossimi mesi. Tra Final Fantasy VII Remake e una lucidata al Poltergust di Luigi's Mansion 3, però, i giocatori possono avvicinarsi anche ai team indipendenti nostrani. A tal proposito, questa edizione della fiera meneghina ci ha regalato un appuntamento importante con una produzione diversa, virtuosa per sua stessa natura. Stiamo parlando di Blind Console, un hardware pionieristico nato con un obiettivo coraggioso e importante: regalare anche ai non vedenti un'esperienza ludica.

    Dancing in the dark


    Si potrebbe disquisire a lungo sulla concezione di videogioco e sull'importanza fondamentale della sua componente visiva. Al netto di una definizione standard ed onnicomprensiva, l'inclusività è un tema che si apre a una quantità spropositata di vissuti e necessità, come abbiamo anche approfondito nel nostro speciale su videogiochi e accessibilità.

    Mentre le grandi aziende stanno lavorando per compensare le disabilità fisiche, come ad esempio Microsoft con il suo adaptive controller, l'assenza della vista, strettamente interconnessa con il significato stesso del termine "videogioco", sembra purtroppo una montagna invalicabile. Eppure, i ragazzi di Novis stanno proprio cercando di abbattere quel titano enorme e apparentemente invincibile.

    Cos'è quindi Blind Console? È un hardware che si collega al proprio cellulare tramite un'app, e che consente all'utente di vivere la sua esperienza ludica attraverso il tatto e l'udito. L'azienda di Torino ha sviluppato un proprio telecomando, non lontano come concept dall'accessorio per Wii, seppur differente nell'estetica e in altre caratteristiche: ad esempio è presente un solo tasto molto grande, in corrispondenza dell'indice (una semplificazione necessaria per non incorrere in pressioni accidentali).

    Sebbene si tratti ancora di un prototipo, abbiamo constatato che l'hardware calcola con estrema precisione anche i movimenti più minuti. Tra l'altro, Novis sta studiando la possibile implementazione di un sensore che possa vibrare quando sfiorato, similmente a quanto fatto da Apple con i suoi smartphone.
    L'altro elemento imprescindibile è l'audio, e su questo aspetto i ragazzi torinesi hanno ammesso di essersi trovati dinanzi a un mondo ricco di possibilità tutte da scoprire. Attualmente Blind Console sfrutta la spazialità e le funzionalità stereo delle cuffie, ma è prevista nel futuro l'introduzione del sonoro in 3D. Proprio su quest'ultimo aspetto, ossia quello del "non vedere ciò che si sente", si è basata la nostra prova.

    Close your eyes

    Per chi ha da sempre giocato sfruttando i propri occhi, ritrovarsi bendati e costretti ad affidarsi al suono è già di per sé straniante. Eppure, una volta immersi nello "spazio virtuale" di Blind Console, tutto appare naturale e immediato. Così basta solamente ruotare il busto per sentire una voce nominare il titolo del gioco, per poi selezionarlo con l'unico tasto del telecomando.

    Al momento Novis ha tre piccole demo per mostrare il potenziale della propria idea (ne abbiamo testate due), ma l'obiettivo è quello di fornire un mezzo adatto a qualsiasi team che si voglia cimentare nell'impresa. Già l'idea di concepire Blind Console è senz'altro meritevole di un encomio per il coraggio, ed immaginare da zero un gioco senza la sua componente video non sarà certo da meno.

    Detto questo, durante la nostra prova abbiamo testato un mini-game in cui era richiesto di scassinare una cassaforte. Come in molte meccaniche viste in titoli "standard", far ruotare il telecomando restituiva una vibrazione crescente, che ci ha guidato fino al suono del chiavistello aperto. Per ribadire l'importanza dell'audio, i rumori di un grimaldello ci hanno accompagnato per tutta la durata dell'esperienza, ed infine un coro in festa ha sancito la vittoria. È doveroso menzionare nuovamente l'incredibile precisione dell'hardware sviluppato da Novis: i feedback tattili aumentavano o diminuivano anche nello spazio di pochi millimetri e, nonostante gli occhi fossero esclusi dal processo, non abbiamo mai avuto la sensazione di essere spaesati o completamente fuori strada.

    A seguire abbiamo testato anche il ping pong, e in questo caso una voce femminile ha svolto la funzione di tutorial uditivo prima del match vero e proprio. I ragazzi di Novis sanno che la strada per affinare l'aspetto audio della piattaforma è ancora in salita, ma già adesso il semplice "avvertire" il suono della pallina nella cuffia destra o sinistra comunica inequivocabilmente il lato verso cui muovere il braccio, anche se il riconoscimento del "rovescio" è ancora in fase di rifinitura.

    I creatori di Blind Console, infine, hanno voluto comunicarci i piani per l'immediato futuro: dalla realizzazione del telecomando definitivo alla conquista di un vero sonoro in 3D, passando per le partnership con studi indipendenti italiani allo scopo di realizzare nuovi giochi. Nei loro progetti, infatti, ci sono anche avventure e altri generi, senza contare le produzioni di tutti quei team che vorranno abbracciare una filosofia effettivamente inedita: quella di un videogioco che vuole fare a meno delle immagini.

    Blind Console È sicuramente complicato comunicare solo con le parole un'esperienza sensoriale come quella che Blind Console si propone di fornire ad un pubblico di non vedenti. Questo primo contatto ci ha lasciato sensazioni estremamente positive: un prodotto pensato con intelligenza, in grado di tradurre in formato sonoro e tattile ciò che dovrebbe essere sperimentato con la vista. La nostra speranza è che Novis e i futuri partner riescano a concretizzare pienamente il loro progetto, per costruire una piattaforma dotata di un’identità unica, distintiva e pionieristica. In sostanza, l’idea mostrata alla Milan Games Week si è dimostrata non soltanto coraggiosa, ma anche virtuosa e meritevole di assoluta attenzione.

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