E3 2021

Bloodhunt: un Battle Royale nell'universo di Vampire The Masquerade

Abbiamo provato Bloodhunt, un promettente Battle Royale ambientato nello stesso oscuro universo narrativo di Vampire The Masquerade.

Bloodhunt: un Battle Royale nell'universo di Vampire The Masquerade
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Quando si assiste alla presentazione di un nuovo battle royale è quasi inevitabile il timore che possa trattarsi dell'ennesimo prodotto che, dopo un boom iniziale dovuto alla curiosità degli utenti e magari all'attenzione dei content creator, sparirà nel nulla. Il mercato è ormai saturo di prodotti di questo genere, sebbene la quasi totalità di essi sia indirizzato ad un pubblico più giovane. Ed è proprio qui che entra in gioco Sharkmob, team che ha pensato bene di dare vita ad un progetto che fa dei toni cupi e della brutalità due dei suoi elementi portanti: parliamo ovviamente di Bloodhunt, il battle royale ambientato nello stesso universo di Vampire The Masquerade.

    Mentre lo sviluppo di Bloodlines 2 sembra essere afflitto da qualche problema che ha costretto Hardsuit Labs a posticiparne l'uscita proprio di recente, il team composto da veterani dell'industria videoludica che hanno lavorato a IP di successo come Hitman e The Division ha silenziosamente lavorato a questo peculiare progetto di cui sapevamo già l'esistenza grazie ad un teaser trailer pubblicato un annetto fa. Grazie all'opportunità offertaci dagli sviluppatori, abbiamo potuto trascorrere un paio d'ore in compagnia della versione pre-alpha del gioco e aggirarci per i vicoli di Praga in cerca di vittime.

    Praga invasa dai vampiri

    Definire Bloodhunt uno sparatutto in terza persona non sarebbe propriamente corretto: il nuovo battle royale di Sharkmob a base di vampiri non si basa unicamente sulle fasi di shooting e propone una serie di meccaniche tipiche dei giochi d'azione. La struttura di base, non dissimile da altri esponenti del genere, è quella di uno shooter con telecamera alle spalle del protagonista, il quale è un agilissimo vampiro in grado di arrampicarsi in ogni dove e saltellare come un grillo da un tetto all'altro.

    Se le doti acrobatiche sono comuni a tutti i protagonisti, non possiamo dire lo stesso delle abilità attive e passive che caratterizzano ognuna delle classi. Abbiamo ruoli focalizzati sulla forza bruta e che dispongono di potenti attacchi corpo a corpo e altri che prediligono lo stealth grazie alla possibilità di diventare temporaneamente invisibili: ognuno può trovare quello che meglio rappresenta il proprio stile di gioco. La scelta della classe non influenza però la dotazione di base del proprio alter ego digitale, che entra in campo sempre e solo con una misera pistola e deve farsi largo tra i punti d'interesse della mappa alla ricerca di forzieri contenenti armi e risorse. A tal proposito gli sviluppatori hanno incluso un arsenale di tutto rispetto ed è difficile rimanere delusi: dalle doppie spade alle mitragliatrici leggere passando per balestre e fucili d'assalto, ogni tipo di arma ha almeno un rappresentante. Ovviamente non tutti gli strumenti di morte sono equivalenti e vale anche in questo caso la regola del "più raro è, meglio è", dal momento che le armi non possono essere modificate dal giocatore e quelle più preziose dispongono di qualche extra come danni aggiuntivi e caricatori più capienti.

    Il mix tra abilità, fucili di ogni tipo e armi bianche funziona davvero bene e rende i combattimenti tutt'altro che statici. Per avere la meglio sul nemico non basta posizionarsi su un tetto e "camperare", ma occorre avere tanto una buona mira quanto una discreta capacità nello sfruttare il sistema di movimento che permette ad esempio di utilizzare le scivolate per aumentare la distanza di salto e raggiungere anche i palazzi in lontananza. In un paio di occasioni ci siamo scontrati proprio con gli sviluppatori e vi assicuriamo che vedere un ottimo giocatore muoversi in Bloodhunt è un piacere (oltre che un incubo per chi se lo ritrova contro).

    Un'altra chicca che abbiamo gradito è il ridotto numero di proiettili che si trovano in giro, elemento che sprona i giocatori non solo a sfruttare qualsiasi arma si trovi in giro ma anche a combattere corpo a corpo quando ve n'è la possibilità. I giocatori più forti non avranno problemi ad accumulare loot, poiché in maniera simile ad altri prodotti sono presenti in specifiche aree di Praga dei commando di soldati altamente specializzati e dotati di spesse corazze la cui eliminazione consente di ottenere un bel po' di bottino. Non sottovalutate però questi nemici, poiché sono davvero aggressivi ed è probabile che possano darvi più rogne dei giocatori in carne ed ossa.

    Solo un sorso, grazie

    Nel caso in cui i commando dovessero darvi una bella lezione, potete rimettervi in sesto come ogni creatura delle tenebre che si rispetti: in questi casi non basta certo un comune medikit, ed è qui che iniziano a manifestarsi le prime differenze con altre produzioni. Probabilmente per la prima volta nella storia dei battle royale, la città che fa da sfondo agli scontri presenta numerosi NPC che si aggirano indifesi per le strade e i giocatori possono balzargli addosso per sorseggiare del buon sangue e ripristinare i punti vita e non solo.

    Queste sacche di sangue ambulanti non sono tutte uguali tra loro e in alcuni di essi scorre nelle vene un sangue più prezioso e in grado di risvegliare nel nostro vampiro delle abilità extra: alcuni velocizzano la ricarica delle abilità, altri migliorano la rigenerazione degli HP e così via. Andare a caccia di umani è sì un pericolo (la sua presenza sulla mappa agli avversari per una manciata di secondi), ma è anche un modo per attivare una serie di power-up cumulativi che potrebbero fare la differenza nelle fasi avanzate di un match. Esistono in ogni caso anche dei consumabili che ripristinano la salute e che possono essere trovati nelle ambulanze e nelle farmacie, ovvero delle utilissime sacche di sangue che fungono in maniera equivalente ai comuni medikit.

    Come ben saprete, i vampiri sono creature dotate di ottime capacità rigenerative e tale fattore incide sul loro sistema di atterramento: a differenza di altri giochi, che giochiate da soli o in una squadra non si può morire subito ma si subiscono ferite mortali dalle quali si può guarire automaticamente nel caso in cui gli avversari dovessero ignorarci. In più di un'occasione ci è infatti capitato di subire una sconfitta nei momenti finali della partita, quelli in cui diversi giocatori si incontrano e iniziano a darsele di santa ragione ma, nel bel mezzo del caos, siamo stati bellamente ignorati, il che ci ha permesso di ritornare in salute e continuare a combattere.

    In ogni caso non è facile sfuggire al nemico mentre ci si ritrova a terra, visto che gli sviluppatori hanno implementato le Diablerie, ovvero delle brutali finisher che permettono di ottenere dei piccoli vantaggi oltre ad umiliare l'avversario sconfitto. Il gioco supporta anche un sistema di rientro in stile Fortnite/Apex Legends per i giocatori che non ce l'hanno fatta, ma in questo caso non possiamo parlarvene, poiché tale meccanica non era presente nella build che abbiamo testato.

    Uccidere con stile

    Sebbene si trattasse di una build pre-alpha, la nostra prova è filata liscia come l'olio e non abbiamo mai riscontrato problematiche tecniche, ad eccezione di qualche animazione non impeccabile e altre piccole imperfezioni che sono del tutto normali in un prodotto il cui sviluppo non è ancora alle fasi finali. Al di là del comparto tecnico, comunque buono, a colpirci è stato quello artistico: Sharkmob è riuscita a creare un prodotto molto fedele all'immaginario di Vampire The Masquerade e tutti gli elementi di gioco, dalla mappa ai personaggi, sono facilmente riconoscibili grazie al loro stile.

    Nel corso del test non abbiamo avuto l'opportunità di osservare il negozio in game, ma gli sviluppatori hanno sbloccato una discreta quantità di cosmetici per permetterci di valutare la varietà e la qualità degli stessi. Per quanto si tratti di una quantità limitata di oggetti, quelli che abbiamo potuto osservare ci sono sembrati tutti ben realizzati e offrono l'opportunità di personalizzare i protagonisti con elementi esclusivi tra i quali troviamo piercing, tatuaggi e abiti. Va precisato che a differenziare i personaggi non ci sono le sole skin ma anche le classi, le quali propongono modelli unici con forme che ne rispecchiano le caratteristiche.

    Vampire The Masquerade Bloodhunt Questo primo contatto con Bloodhunt ci ha stupito, poiché il nuovo progetto di Sharkmob sembra avere tutte le carte in regola per ritagliarsi una buona fetta di pubblico grazie al suo gameplay che vanta caratteristiche uniche per questo genere di titoli, sia per l'immaginario d'appartenenza, il quale ha parecchi fan in giro per il mondo. Si tratta ovviamente di un entusiasmo legato esclusivamente ai pochi elementi che abbiamo avuto l'occasione di provare, dal momento che un titolo di questo tipo andrà valutato nel tempo e bisognerà verificare che tipo di supporto riceverà tanto dalla community quanto dagli sviluppatori. Restiamo quindi in attesa di provare nuovamente il Bloodhunt al debutto dell'alpha nel corso della prossima estate, periodo nel quale il free to play inizierà a farsi conoscere ai giocatori prima di essere provato da un pubblico più vasto grazie alla beta.

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