Bloodstained Ritual of the Night: il richiamo della Sinfonia della Notte

Bloodstained si appresta a far rivivere ai giocatori le atmosfere della serie Castlevania. Lo abbiamo provato per un'ora nella sua versione definitiva.

Bloodstained Ritual of the Night
Anteprima: Playstation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • È stata dura, ma alla fine BloodStained: Ritual of the Night ce l'ha fatta a fuggire da quell'insidioso dedalo di ritardi e rinvii in cui sembrava destinato a rimanere rinchiuso. Si potrebbe dire che il nuovo progetto di Koji "IGA" Igarashi si sia fatto desiderare, così bramato dal suo pubblico (il titolo, ricordiamo, ha mosso i primi passi dopo una campagna Kickstarter di grande successo) eppure costretto a uno sviluppo all'apparenza interminabile, iniziato oramai più di tre anni fa.

    Nulla d'imperdonabile nel caso in cui il risultato valga l'attesa, specie quando il soggetto in questione è un'avventura che mira a rispolverare la formula dei vecchi Castlevania bidimensionali, che lo stesso Igarashi, oltretutto, ha storicamente contribuito a produrre. Dopo un'ora spesa fra i quadri della sua build definitiva - Day One Patch a parte - possiamo confermare che il tempo sia stato galantuomo nei confronti di Ritual of the Night: un'opera che oggi, archiviato un passato fatto d'insicurezza, sembra pronta a sfoderare gli artigli.

    Sulle orme di Castlevania

    Se quest'ultimo test ha saputo placare gran parte dei dubbi accumulati durante gli hands-on precedenti, è giusto evidenziare come abbia anche confermato tutto ciò che di buono avevamo già avuto modo di scorgere. Al di là di ogni ragionevole considerazione, non si può negare che BloodStained sia un prodotto dall'eccezionale valore intrinseco, forse l'unico del suo genere attualmente in possesso dei requisiti per soddisfare chiunque, orfano della saga dei Belmont, sia ancora alla ricerca di un gioco forte del medesimo appeal. Nelle vene dell'ormai battezzato "Igavania" scorre un sangue molto simile a quello del leggendario Symphony of the Night, tanto che se ne potrebbe parlare quasi alla stregua di un suo erede effettivo, anziché spirituale.

    Basta impugnare il pad e il feeling è pressappoco lo stesso di vent'anni fa: stesse atmosfere goticheggianti, stesso incedere dai ritmi moderati, stesse mappe a mosaico da esplorare in lungo e in largo, il tutto unito a un sottofondo musicale meraviglioso e solenne, retaggio dei vecchi viaggi fra le camere della dimora di Dracula. Persino i combattimenti seguono in maniera fedele le orme dei classici di Konami, oltretutto molto vari in materia di armi utilizzabili e rispettive diversità di moveset, ma non per questo totalmente rinunciatari dal punto di vista dell'originalità.

    Basti pensare alla meccanica degli Shard, cristalli elementali da conquistare abbattendo certi nemici e poi equipaggiare a proprio piacimento, così da sfruttarli sotto forma di magie; ma anche alle altre possibilità di personalizzazione dell'avatar e a un sistema di crafting strettamente legato alle tematiche alchemiche del racconto, che giocoforza bisognerà sviscerare quando avremo Ritual of the Night fra le mani in versione intera.

    Se la bontà d'intenti del progetto BloodStained - un po' revival, un po' omaggio a un franchise fondamentale - era palese fin dalle prime fasi del suo processo evolutivo, era invece più difficile sbilanciarsi completamente in positivo sul suo reale valore in-game. Le demo presentate fra il 2016 e il 2018 mostravano un'esperienza di gioco francamente acerba, incerta sul fronte della direzione artistica e dall'impianto tecnico ancora tutto da aggiustare.

    A poche settimane dalla release, invece, dobbiamo ammettere che IGA e ArtPlay sembrano aver lavorato bene per smussare quanti più spigoli fra quelli riscontrati durante le presentazioni precedenti. Va da sé che il 2.5D della produzione non sia stato totalmente stravolto, con tutte le potenziali critiche "di gusto" che una scelta stilistica di questo tipo può attirare a sé. Per altro alcune perplessità permangono soprattutto sul versante del monster design, in quanto il campionario di demoni affrontati lungo il nostro pur breve tragitto non ci è parso particolarmente ricco o ispirato, fatta eccezione per i primi boss, caratterizzati al punto giusto. In compenso, la recente operazione di restyling grafico cui il titolo è stato sottoposto ha senza dubbio dato i suoi frutti.

    Risulta chiaro anche solo rigiocando l'ormai arcinoto stage iniziale ambientato sul vascello, ma è ancor più evidente accedendo a un qualsiasi file di salvataggio avanzato, quando la protagonista, Miriam, si trova finalmente all'interno di un castello che trasuda fascino "castlevaniesco" da ogni pixel. Setting molto più dettagliati, texture più definite e un sistema di shader rielaborato sono solo alcune delle migliorie sulle quali Ritual of the Night può ora fare affidamento, di certo una manna per la sua resa visiva finale.

    Più armoniose e realistiche appaiono pure le animazioni dei personaggi, nei momenti di gameplay veri e propri così come durante i dialoghi e le cut scene. Ed è in generale piuttosto fluida l'alternanza d'immagini a schermo, che su PlayStation 4 standard, il sistema alla base della nostra prova, si traduce in una frequenza di fotogrammi finalmente stabilizzata. Qualora ne avessimo l'opportunità in sede di recensione, sarà curioso capire se anche le altre versioni di BloodStained - che ricordiamo essere previsto in veste multipiattaforma - beneficeranno della medesima pulizia.

    Bloodstained Ritual of the Night Non c’è che dire: anno dopo anno, BloodStained: Ritual of the Night è cresciuto in maniera esponenziale. A nemmeno un mese dall’approdo negli store fisici e digitali, il “vania” pseudo-indipendente di Koji Igarashi sfoggia delle qualità ludiche ed estetiche che fino a qualche tempo fa sembrava lontano dal poter sostenere. Oramai pienamente convinti sull’aderenza dell’opera ai canoni dei Castlevania in due dimensioni, resta soprattutto da stabilire l’effettivo livello di sfida nel corso della - chissà quanto longeva - campagna di gioco. Le premesse fanno comunque ben sperare su quello che si prefigura come uno dei titoli di giugno più promettenti in assoluto.

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