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Breakaway: provato il nuovo Team Brawler di Amazon Game Studios

Breakaway è il più recente progetto di Amazon Game Studios, un Team Brawler fortemente orientato al mondo degli eSports. Lo abbiamo provato.

Breakaway
Trailer: PC
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  • Pc
  • Le regole del mercato non risparmiano nessuno, tantomeno quelle dell'industria videoludica; un errore può costare carissimo anche alla più grande delle aziende, e perciò è assai difficile vedere nuovi publisher affermarsi con successo sulla scena mondiale. Amazon, invece, ci sta riuscendo alla grande, e sta facendo parlare di sé sempre più spesso, dimostrando una grinta invidiabile e una visione sempre più convincente. Il segreto del successo di Jeff Bezos? Facile: può contare su risorse praticamente illimitate, un engine proprietario sempre più diffuso e apprezzato, ed ovviamente una piattaforma di streaming non indifferente, leggasi Twitch.
    Un piano ordito nel migliore dei modi, insomma, che proprio in questo periodo si appresta a passare a quella che potremmo rinominare "la fase due". Già, perché come diceva il grande saggio: "un motore grafico versatile e potente come il Lumberyard puoi anche regalarlo in giro, magari sperando che qualcuno ci realizzi un capolavoro, ma ad un certo punto sei tu che devi tirarci fuori qualcosa". E allora prendi uno studio con una certa esperienza come i Double Helix (Silent Hill: Homecoming, Killer Instinct), lo metti al lavoro su un titolo eSport super-accattivante, e il gioco è fatto, come si dice in questi casi.
    Ad ogni modo, il risultato di questa grande operazione è Breakaway: un team-brawler competitivo e profondo, dalle regole semplicissime, eppure sempre divertentissimo da giocare (e da vedere).
    Oggi, finalmente, qui alla Gamescom di Colonia, siamo riusciti a provarlo come si deve per circa un'ora, e con addirittura un coach-tecnico personale. Non vi anticipiamo nulla, se non che dopo l'hands on siamo usciti dal booth con il sorriso stampato in faccia, uno di quelli che somigliano tanto al logo di Amazon...

    Palla a mano e fucilate

    Il titolo non è un caso, e vi assicuriamo che potrebbe bastare un epiteto del genere per rendere l'idea generale del titolo, ma andiamo per ordine: Breakaway è, come amano definirlo gli sviluppatori, un team-brawler con visuale in terza persona, dove si giocano match 4v4 alla Bo5 (better of five). Ovviamente, per rendere meglio l'idea potremmo dirvi che si tratta di una sorta di mix fra un Rocket League e un LoL, ma forse non gli renderemmo sufficiente giustizia.

    Certamente sono presenti tutti gli elementi del MOBA, come ad esempio le classi, le abilità, i potenziamenti ed anche il ritmo da Sport-game, ma la verità è che il risultato finale va oltre il derivativo e riesce a conquistare il giocatore con il suo appeal sin dalla prima partita. Nel dettaglio, si comincia con la selezione del personaggio in quello che è -per ora- un roster abbastanza limitato, ma comunque indicativo dell'idea finale. Ci sono i classici damage dealer melee, i DPS da lunga distanza, i tank ed infine i support/booster. Ognuno di questi avrà a disposizione, oltre al salto e alla scivolata breve, un attacco principale (tasto sx del mouse) ed altre quattro abilità offensive, più una difensiva. Le prime vanno dai classici AoE agli auto-buff, fino ai lanci che permettono di scaraventare i nemici fuori dall'arena (sì, è possibile). Le seconde, invece, hanno un ruolo più strategico, e permettono addirittura di piazzare torrette, muri e spuntoni che fuoriescono dal suolo, tutti ovviamente permanenti. Ci sono poi i potenziamenti, che sono organizzati in categorie, sono accumulabili, e vengono acquistati a fine match e spesi ad inizio del successivo (per farvi un'idea, quelli che vanno per la maggiore sono i tipici boost degli hp e il danno).
    La partita si svolge in maniera semplice, ovvero con due squadre che si fronteggiano su un campo relativamente piccolo e dai tratti morfologici piuttosto sconnessi, con alture e barriere distribuite in maniera speculare da ambo i lati. Al fischio d'inizio compare la palla al centro, che qui prende il nome di Relic, e ci si butta subito nella mischia per prenderne possesso: ogni squadra ha una sua pedana piazzata in base (a mo' di canestro), e lo scopo è quello di trasportare, oppure di lanciare, la Relic all'interno di quella avversaria. "Easy-peasy", dicevano i latini. Niente affatto, perché in men che non si dica si genera il caos, con fuochi incrociati e supermoves che provengono da ogni dove, e quindi non ci si può lanciare a casaccio in mezzo ai nemici, magari solo per inseguire una maledetta kill.

    Bisonga tener d'occhio la propria barra della vita (tornando anche spesso in base per recuperare un po' di hp qualora scarseggiassero), evitare le trappole, le manovre e gli schemi avversari, e soprattutto, conoscere alla perfezione ogni singolo personaggio al fine di non commettere stupidi errori di valutazione. Quando si è in possesso della palla, ovviamente, non si può attaccare, e si è costretti alla fuga o al passaggio, cercando di tenere sempre in vista i nostri compagni di squadra. Anche se le azioni spettacolari e gli outplay si sprecano, Il team-work è ovviamente la chiave, è basta un po' di comunicazione mediante la chat vocale per organizzarsi al meglio ed effettuare manovre sempre più complesse. L'andamento è simile ad una partita di basket: si avanza in formazione, ci si apre sui lati, e poi si cerca inevitabilmente un alley-hoop, con tanto di blocco da parte del tank. Il bello è che nonostante il caos che viene a generarsi naturalmente, la partita risulta sempre leggibile e chiara, ed è piacevolissima e facile da seguire.

    La profondità passa anche per altri elementi, come la telecamera in terza persona, che è gestita piuttosto bene e garantisce quel giusto compromesso fra la lentezza della strategia e il brivido della velocità, nonché una lunga serie di team composition e counter pick. Certo è che, ad oggi, il bilanciamento necessita più di una miglioria, perché alcuni personaggi appaiono troppo più performanti di altri, ma trattandosi di una build pre-alpha siamo sicurissimi che verrà risolto.
    Graficamente, poi, il titolo ci è piaciuto particolarmente, ed anche se va detto che in giro ci sono character design migliori di questo, Breakaway non sfigura, anzi: riesce a subito a mostrare una sua identità ed anche un certo stile, anche in mancanza di una qualsiasi lore. Lo stesso discorso vale per le arene, anch'esse ben caratterizzate e studiate con un certo criterio. Ne abbiamo viste tre per ora, e tutte si sono dimostrate particolari per l'uno e per l'altro motivo; c'è il tempio dalle fattezze Azteche, il ponte di una nave fantasma, e tutti sono progettati con dislivelli, ostacoli e forme diverse, creando così un ulteriore livello di complessità strategica.

    Breakaway Amazon Game Studio entra “a gamba tesa” nel mondo dei videogiochi, confezionando assieme ai Double Helix un team-brawler profondo, intuitivo e con l’eSport nel sangue. Il titolo è ancora in fase pre-alpha, ma si è dimostrato già estremamente completo, rifinito sia nelle meccaniche che nell’interfaccia e, soprattutto, divertentissimo da giocare. È indubbiamente ancora presto per dare un giudizio, e non è facile predire se il capriccioso mondo degli eSport accoglierà una proposta del genere, ma una cosa è certa: Breakaway ha dalla sua un’idea interessante ed uno sviluppo efficace, ovvero tutti i numeri che servono ad emergere dal marasma dei titoli PvP competitivi. Inoltre, la sua naturale vicinanza con l’ecosistema Twitch avrà un certo peso, e noi ci auguriamo velocizzerà i tempi, portandoci al più presto verso un’open beta.

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