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Call of Duty Black Ops Cold War: tutti in guerra nel multiplayer

Scopriamo il nuovo multiplayer di Call of Duty Cold War tra loadout, perks, mappe e modalità. La guerra fredda si avvicina.

COD Black Ops Cold War Multiplayer
Anteprima: PlayStation 4 Pro
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Dopo avervi raccontato le ambizioni della campagna di Cold War, il nuovo capitolo di Call of Duty sviluppato da Treyarch e Raven Software (recuperate la nostra anteprima sulla storia di COD Cold War), è arrivato il momento di parlare approfonditamente del multiplayer competitivo. In attesa dell'uscita prevista per il 13 Novembre abbiamo infatti provato con mano una versione alpha della produzione, così da avere un'idea più precisa del feeling di gioco, delle modalità inedite che il nuovo Black Ops porterà con sé, e della (sorprendente) struttura di alcune mappe.

    Prima di addentrarci nell'analisi del comparto multigiocatore di COD Black Ops Cold War è bene tuttavia strappare qualche informazione "confidenziale" (fortunatamente non segretata) dal menù principale del gioco, che mette bene in evidenza la presenza di due voci importantissime per molti giocatori. Stiamo ovviamente parlando di Warzone e della Modalità Zombi, rispettivamente fiore all'occhiello dell'ultima edizione e di tutti i capitoli sviluppati da Treyarch. Per quel che riguarda il game mode cooperativo, traboccante di spietati morti viventi, possiamo soltanto limitarci a confermare la sua presenza, più che convinti che si tratterà di uno dei pilastri portanti della produzione. Non ci sono al momento informazioni sulla sua struttura, sulla caratterizzazione dei personaggi e sulle novità di gameplay, ma siamo sicuri che Activision ci racconterà di più nei due mesi che ci separano dal lancio.

    Per quel che riguarda Warzone, invece, sembra che il publisher non voglia operare uno strappo netto, realizzando una nuova versione della sua modalità Battle Royale. Con tutta probabilità sarà necessario mantenere installata la versione attualmente disponibile di Warzone, a cui verranno semplicemente aggiunti contenuti, armi (e una mappa?) a tema Cold War. Una scelta più che opportuna, visto l'enorme successo di questo popolarissimo game mode.

    Soldati in guerra

    Arriviamo adesso al multiplayer competitivo, che ovviamente recupera, anche nella selezione delle mappe e nelle modalità inedite, quella vibrazione "spionistica" legata alla nuova ambientazione e al contesto sociopolitico della Guerra Fredda. Prima di approfondire le aggiunte in termini di contenuti e modalità, tuttavia, è bene cominciare dalla struttura del Loadout, che recupera alcune caratteristiche dell'ultimo Modern Warfare ma non rinuncia alla "firma" di Treyarch, rappresentata in questo caso dalle ben note Wildcards.

    La schermata di creazione (o di personalizzazione) della classe permette ovviamente di scegliere due armi, ciascuna delle quali può essere migliorata con l'innesto di 5 gadget.

    Il meccanismo, in questo caso, è identico a Modern Warfare: oltre ad un buon numero di ottiche avremo a disposizione silenziatori, caricatori, calci e impugnature, che potranno avere sia effetti positivi che negativi, migliorando ad esempio la stabilità ma allungando il tempo necessario per mirare. Si tratta anche in questo caso di scegliere le mod più adatte al proprio stile di gioco.
    Sarà poi possibile selezionare granate letali e tattiche, e un tris di perk selezionati da tre diversi "rami" (nuovamente contraddistinti dal colore blu, rosso e giallo). Nella selezione dei perk abbiamo notato alcuni imprescindibili ritorni (come Fantasma o Sangue Freddo, che riducono l'efficacia degli UAV e di altre tecnologie di supporto richiamate sul campo dagli avversari), oltre a qualche novità come Tracciante, che evidenzia le impronte degli avversari e permette di evidenziarli nella minimappa dei compagni.

    Abbiamo avuto l'impressione tuttavia che la selezione di Perk disponibile in questa Alpha non fosse definitiva, quindi è molto difficile dare un giudizio complessivo e concentrarsi anche sul bilanciamento. Se non abbiamo citato il Perk che in Modern Warfare permetteva di trasformare le Killstreak in Scorestreak, è Cold War punta proprio su queste ultime, legando la possibilità di attivare le tecnologie speciali (fra cui ricompare una piccola auto radiocomandata imbottita di esplosivo) all'accumulo di punti piuttosto che di uccisioni.

    Anche il concetto di Scorestreak, del resto, è storicamente legato ai prodotti firmati da Treyarch, e personalmente non ci dispiace ritrovarlo come elemento portante di questo multiplayer. Del resto questo approccio ha sempre permesso anche ai giocatori meno furiosi di sfogarsi un po', dal momento che i punti accumulati si conservano anche dopo ogni morte.

    Tornano in questo Black Ops anche i Potenziamenti da Campo, ovvero aiuti e gadget il cui utilizzo è regolato da un semplice cooldown: si va da microfoni in grado di segnalare la posizione dei nemici più rumorosi, disturbatori che limitano l'efficacia dei radar in una specifica area della mappa, e postazioni anti-aeree che prendono di mira gli elicotteri di supporto.

    Come accennavamo all'inizio del paragrafo troviamo infine le Wildcard, ovvero delle specializzazioni che permettono di "forzare le regole": nell'Alpha a nostra disposizione avevamo una card che permetteva di proiettarsi in battaglia con due armi primarie, una che permetteva di equipaggiare 6 perk, e una che invece sbloccava tre slot aggiuntivi per gli attachment su una singola arma.

    Ovviamente un paio d'ore di gioco non sono sufficienti per testare i loadout migliori e capire come le Wildcard possono influire sull'esperienza di gioco e sulla personalizzazione delle classi, ma tutto lascia pensare ad un multiplayer estremamente stratificato.

    Gli scenari del conflitto

    Tralasciando le questioni più tecniche, quali sono le sensazioni "pad alla mano", una volta che si viene spediti in battaglia? La prima mappa ad accoglierci è Armada, forse una delle migliori che ci sia mai capitato di vedere in un Call of Duty. La zona di guerra si estende tra due navi da guerra, come se ogni squadra dovesse muovere l'arrembaggio alla fregata nemica. Ci sono cavi tesi tra i due colossi metallici, che permettono di lanciarsi in direzione del ponte avversario, e numerose mitragliatrici fisse con cui bersagliare l'altro fronte. Attorno alle due navi sono ormeggiati dei natanti più piccoli, uno dei quali evidentemente danneggiato e parzialmente sommerso dall'acqua.

    L'impatto scenico è potente, e il primo contatto con Cold War estremamente soddisfacente. Il ritmo di gioco è sempre molto acceso, ma la mobilità non è mai esagerata o iper-accelerata, conservando una buona sensazione di fisicità e concretezza; disinnescata come sempre dalle scivolate, ancora molto rapide ed estremamente utili per gettarsi in copertura o sorprendere un nemico.
    Nella mappa ci sono molti elementi con cui interagire, tra corde per passare dai ponti inferiori a quelli superiori e zipline per cambiare fronte. É possibile gettarsi in acqua, immergersi e nuotare, magari per raggiungere uno dei punti di controllo o uno dei jetski ormeggiati al largo.

    Appaganti le sensazioni di fuoco, nonostante la permanenza di alcuni problemi con hitbox che di tanto in tanto sembrano decisamente... fantasiose. Nella maggior parte dei casi, comunque, gli scontri si risolvono in maniera efficace e diretta; nella versione Alpha il team di sviluppo aveva lasciato attive, come opzione di default, le barre della vita che compaiono rapidamente sulla testa degli avversari quando vengono colpiti, veicolando una buona sensazione di controllo sull'andamento del confronto a fuoco.

    L'opzione (che può essere disattivata) era presente anche in Black Ops 4, e non cambia ovviamente le logiche del gioco, che resta affezionatissimo al suo passo intenso e alle uccisioni letteralmente fulminee. Il Time to Kill non ci è sembrato troppo breve o eccessivamente rapido, e Treyarch sembra aver trovato il giusto bilanciamento tra frenesia e controllo. Con le dovute distinzioni che intercorrono tra un fucile d'assalto e una LMG, le armi ci sono sembrate ben differenziate, sebbene anche Cold War promuova una certa "leggerezza", con tempi di mira ridotti e un rinculo appena accennato.

    La sostanza di Call of Duty, insomma, non cambia, e la sopravvivenza sul campo di battaglia è sempre legata ai tempi di reazione, alla mobilità, alla precisione.

    Un design da battaglia

    Se c'è un aspetto in cui Cold War brilla in maniera evidente, questo è senza ombra di dubbio il design delle mappe. La più affascinante tra quelle che abbiamo provato è la già citata Armada: estremamente complessa e strutturata su più livelli, alterna angusti spazi interni a prospettive più aperte per scontri sulla media distanza; senza disdegnare alcuni spot perfetti per il cecchinaggio estremo.

    La sua estensione è tale che pure la modalità Dominio si esalta nella nuova versione 12 contro 12: Armada è un campo di battaglia diversificato che disincentiva un approccio troppo statico, spingendo gli utenti a muoversi molto e cambiare spesso fronte e linee di ingaggio.

    Le altre mappe presenti nell'Alpha ci hanno accolto in modalità classiche che non potevano mancare in questa iterazione del brand: parliamo di Kill Confirmed, Team Deathmatch e Hardpoint.
    Ci sono due arene cittadine ambientate rispettivamente a Mosca e Miami. Entrambi gli scenari alternano spazi aperti ad aree interne, ma mentre architetture e atmosfere della capitale russa non sono particolarmente travolgenti, lo scenario notturno di Miami conquista al primo colpo d'occhio: non solo per le luci al neon che trasmettono una vibrazione "anni '80", ma anche per la varietà di scorci che è possibile incontrare, spostandosi dalla spiaggia al resort di lusso che la sovrasta, e muovendosi poi dalla piscina lussuosa alle camere che si affacciano sulla zona centrale. "Satellite" è una mappa ambientata nel deserto, che come il nome lascia intendere ruota attorno ai detriti di un enorme satellite precipitato al suolo. La visibilità, negli spazi aperti, è ridotta dalla presenza delle dune sabbiose, a cui si oppone un'area caratterizzata da piccoli canyon rocciosi che promuovono scontri ben più ravvicinati.

    Crossroads, infine, è un'ambientazione innevata pensata per operazioni di varia scala: in questa zona abbiamo giocato sia la modalità Dominio (sempre in versione 12 contro 12), sia l'inedita Vip Escort. Questa nuova opzione è pensata per risuonare con le atmosfere da Spy Story della campagna, e prevede che un team riesca ad estrarre uno dei suoi membri (marchiato appunto come VIP) conducendolo in uno dei due punti di fuga presenti sulla mappa.

    Considerando che il VIP può utilizzare soltanto una pistola, è richiesta buona coordinazione e rapidità; d'altro canto il team in difesa dovrà decidere come dividersi per controllare entrambe le zone di estrazione. VIP Escort è una modalità molto rapida che prevede continui cambi di fronte e richiede una grande adattabilità, per questo potrebbe dire la sua anche nei tornei competitivi.

    In Cold War torna infine la modalità Controllo, che Treyarch aveva inserito già in Black Ops 4, e che possiamo quindi considerare parte di quegli elementi distintivi che caratterizzano e distinguono l'approccio operativo del team.
    Il nostro test è stato effettuato su PS4 PRO, quindi non abbiamo potuto entrare in contatto con le novità tecniche e visive che distingueranno la versione Next Gen, tra cui un sistema gestione della global illumination e una maggiore attenzione per la qualità delle texture.

    Il colpo d'occhio si avvicina, per quantità di dettagli e feedback generale, a quello già visto in Modern Warfare, con l'ovvia conferma dei 60 fps granitici. In qualche caso, tuttavia, il team di sviluppo è riuscito a spingersi ancora oltre, ottenendo risultati decisamente impressionanti. Le increspature del mare, con le onde che si infrangono sulla chiglia metallica delle fregate militari, sottolinea ancora una volta l'eccezionalità di Armada, anche se poi l'illuminazione degli interni risulta più piatta rispetto a quella di altre mappe. A Miami, per esempio, il lavoro svolto sui riflessi e sui riverberi colorati delle insegne è un notevole tocco di classe, e non vediamo l'ora di scoprire come questi dettagli verranno valorizzati e amplificati dai nuovi hardware.

    Call of Duty Black Ops Cold War Complessivamente, il primo contatto con il multiplayer di Cold War ci ha colpiti positivamente. Treyarch è ben consapevole della posizione delicata in cui si trova, e del successo che ha reso Modern Warfare uno dei capitoli più apprezzati dell'ultimo decennio. La soluzione è stata quella di assorbirne l'insegnamento, almeno sul fronte del map design e delle sensazioni ludiche, aggiungendo alcuni elementi distintivi che sono apprezzatissimi dai fan della saga Black Ops. Ci sono poi le classiche novità in fatto di modalità, tra graditi ritorni e opzioni completamente inedite. È presto per sbilanciarsi, ma pare che Activision sia sulla strada giusta per riconfermare l'ottimo risultato dell'anno scorso.

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