Circle of Sumo Online Rumble: spanciate in multiplayer

Circle of Sumo, l'opera di Yonder, torna in versione free to play e con una modalità multiplayer tutta da scoprire.

provato Circle of Sumo Online Rumble: spanciate in multiplayer
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Disponibile per
  • Pc
  • Switch
  • Cosa c'è di meglio, magari dopo una giornata di lavoro e sbattimenti assortiti, che sfogarsi prendendo a morbide ma devastanti panciate un estraneo mosso dallo stesso desiderio? Praticamente nulla, ovviamente restando sul pacifista piano virtuale. E finalmente, ad un anno e qualche mese dall'uscita, il circoletto del Sumo è pronto a diventare un fenomeno mondiale e non più solo locale, aprendo i suoi ring, anzi dohyo, alla competizione online che mancava come l'aria al Circle of Sumo "1.0", di cui vi avevamo parlato a fine 2018 (recuperate la nostra recensione di Circle of Sumo). Un po' picchiaduro ma molto più party game, sembra quasi la versione estesa di qualche folle micro-game di un Wario Ware a caso, quindi capace di sfoggiare un appeal irresistibile, già solo ammirandone estetica e animazioni. Arcade puro ed esilarante, sì, ma da oggi con una carica agonistica non indifferente!

    Spanciate sudate

    Abbiamo provato la nuova modalità della simpaticissima opera Yonder, rigorosamente made in Italy, in accesso anticipato e stand alone (quindi free-to-play, già disponibile gratuitamente da qualche giorno su Steam e entro il primo quarto dell'anno su Switch), scoprendo un'offerta al momento molto semplice e diretta: un antipasto gustoso che apre lo stomaco ma che, per forza di cose, non vuole saziare. Una sfida "tutti contro tutti" con lottatori scelti random dal roster (quindi con diverse caratteristiche di sprint, potenza e accelerazione da fermo, come fossero macchine da guerra), a meno di acquistare a parte il Competition Pack.

    Quattro rikishi pescati dal matchmaking (a tratti fulmineo, altre volte un po' lento) e posti ai punti cardinali delle arene, che sia un vulcano in eruzione dal terreno instabile, il torrione di un castello con una botola al centro o il palco di un teatro dove la luce di un ondeggiante riflettore diventa un ring immaginario, e tanto sudore. Perché la sensazione tattile che trasmette la fisica del combattimento è quella di quattro corpi sudati che collidono, creando onde d'urto devastanti che li fanno poi scivolare da una parte all'altra del dohyo, fino a oltrepassare fatalmente il suo limite e chiamarsi fuori dal round.

    È un gioco di potenza ma soprattutto astuzia, con la schivata che diventa un'azione tanto esilarante quanto esaltante quando va a buon fine, vedendo l'avversario oltrepassare la nostra figura e cadere dritto in acqua senza neanche capirne il motivo. Ci sono poi contrattacchi, attacchi caricati, spintoni in corsa: una rosa di tecniche che messe insieme possono dare vita a incontri ben più profondi di quel che sembrerebbe. Ma è altrettanto divertente giocare a casaccio, tattica che paga più spesso di quanto si creda, anche grazie a una fisica imprevedibile che, con un colpo ben assestato, può portare a uno strike esplosivo.

    Chi si aggiudicherà per primo tre combattimenti (restando in piedi per ultimo) vincerà la partita e verrà ricoperto di gloria e sakè, andando a concorrere poi per il titolo di miglior rikishi dell'ora, della settimana o del mese nelle apposite classifiche, dette banzuke. Una trovata interessante e stimolante, anche se al momento, data l'offerta limitata, difficilmente si tenderà a restare attaccati al gioco per tante ore e avere voglia di costruircisi una "carriera" sopra. Oltretutto il primo giorno di prova era disponibile anche la una modalità uno contro uno, scomparsa però durante l'ultimo test prima di scrivere questo articolo.

    Vivere per la lotta

    Mancano anche le modalità più particolari del pacchetto base, come il fantastico calcio-sumo, disciplina che si spera venga riconosciuta al più presto dal Comitato Olimpico Internazionale, e che aggiungerebbe ulteriore peso alla competizione. Ora come ora questa Online Rumble è uno sfizio, un'ottima demo gratuita per scoprire l'opera, tirando dentro chi era stato respinto dalla natura fortemente ancorata al multiplayer locale dell'originale. Adorabile lo stile grafico, a metà tra la pixel art e e gli Ukiyo-e, le classiche stampe giapponesi, capace di creare un'estetica estremamente minimale ma riconoscibile, unica, di grande carattere pur nella sua semplicità.

    Rimane un titolo comunque brillantissimo, un concept geniale che sfocia in momenti ludici ridicoli alla Takeshi's Castle (in attesa di Fall Guys, uno dei migliori indie dell'E3 2019), vuoi per i trabocchetti delle arene, vuoi per la goffaggine di certi KO: perché caricare un colpo al massimo e mancare l'avversario per poi finire dritti in mezzo al pubblico pagante fa ridere anche dopo 100 volte, garantito. Bravi Yonder quindi, per la voglia di dare nuova linfa al progetto, trasformandolo un po' nel loro Windjammers, e per un'esecuzione comunque competente, in linea con le dinamiche e i contenuti di un free-to-play, ma anche un ottimo stimolo per far tornare sul gioco chi aveva già acquistato Circle of Sumo. Adesso dobbiamo solo vedere quale sarà la prossima evoluzione.

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