Civilization VI: Provato il DLC Rise & Fall

Abbiamo provato Rise & Fall, l'espansione di Civilization VI: vi raccontiamo la nostra esperienza con i 150 turni in compagnia dello strategico Firaxis.

provato Civilization VI: Provato il DLC Rise & Fall
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  • Pc
  • Switch
  • La carriera di ogni nuovo Civilization è sempre molto simile a quella del precedente: la stampa parla di capolavoro e il pubblico si lamenta, poi esce la prima espansione che rende il gameplay più raffinato ma non è mai abbastanza. Il punto di svolta è sempre o quasi nella seconda espansione, ed è da lì in poi che il gioco viene finalmente riconosciuto da tutti come un nuovo capolavoro della serie. Anche Civilization VI sembra per il momento seguire passo passo il destino dei suoi predecessori e di conseguenza l'intento di questo primo DLC intitolato Rise & Fall, pur aggiungendo nuove meccaniche di cui parleremo più avanti, sembra più quello di rimescolare certe regole del gioco base, per farle funzionare meglio e in alcuni casi per dargli una maggiore profondità.

    Perspective

    Nei 150 turni che la versione in nostro possesso ci ha permesso di fare (per il momento solo due volte, ma il tempo a nostra disposizione era tiranno), Rise & Fall non si è rivelata fin da subito così incisiva, non come avremmo immaginato.

    Le novità più importanti si fanno sentire nel medio e lungo periodo: è a quel punto che la nostra civiltà si sarà costruita una porzione di storia sufficiente per permettere al nuovo impianto di gioco di respirare e dare il meglio di sé. Come forse già saprete, il fulcro di Rise & Fall è l'introduzione di una nuova meccanica che darà modo a una civiltà di entrare in un periodo straordinariamente prolifico e in uno particolarmente buio, esattamente come è avvenuto nella storia umana. Rispetto alle "golden ages" già presenti nel gioco base, il sistema messo in piedi da Firaxis è molto più complesso, e soprattutto permette esiti che nel bene e nel male influiranno molto di più sull'epopea di ogni popolo in gioco. L'andamento della civiltà viene riassunto in una nuova schermata che, proprio come un libro di storia scritto in tempo reale, ripercorre ogni momento importante vissuto, da cui poi ogni manciata di turni (parliamo di un lasso di tempo simile al cambio di epoca, quindi abbastanza lungo) il gioco decreterà se saremo stati sufficientemente bravi per continuare a vivere senza problemi. Naturalmente dopo un'epoca storica particolarmente prospera potremo godere i frutti di una età dell'oro, ma se le cose saranno andate particolarmente male saranno le pene dei una "dark age" ad attendere il destino del nostro popolo. In più, se si riesce ad entrare in una golden era dopo aver vissuto una dark age, la civiltà potrà beneficiare di ulteriori bonus in grado di cambiare, forse addirittura per sempre, il destino dell'umanità.

    Mother of Violence

    Gli effetti più importanti di un'epoca aurea e del suo contrario si riflettono principalmente sulla fedeltà delle città in nostro possesso che ora possono anche decidere per l'autonomia e per la successiva annessione a una nuova civiltà. Tale sistema esplode in tutta la sua potenza soprattutto quando i confini tra le diverse popolazioni si saranno fatti più stretti, quando le diverse civilità potranno utilizzare i nuovi strumenti a loro disposizione per conquistare territori limitrofi già occupati sia in modo passivo, anche attraverso vere e proprie "rivoluzioni di seta", sia con la solita veemenza del conquistatore e relativo spargimento di sangue.

    Come ogni angolo di gameplay di Civilization, tutto questo potrà essere sfruttato dal giocatore e dall'intelligenza artificiale, ma la nostra esperienza con il gioco è ancora troppo limitata per capire se quest'ultima sarà già all'altezza del compito (quando vengono inserite nuove formule di gioco ci vogliono sempre una manciata di patch per fare in modo che l'IA si adatti per bene). Nella prima "run" l'impressione è che le civiltà avversarie fossero ancora un po' troppo passive nei confronti delle nuove meccaniche, ma nella seconda ci siamo ritrovati in una situazione del tutto diversa e che lascia decisamente ben sperare). Pedine fondamentali di Rise & Fall sono i governatori, per un sistema che ci ha ricordato da molto vicino esperienze passate con la serie Total War di Creative Assembly, giochi in cui proprio i governatori vengono mandati nelle diverse città per specializzarle ulteriormente. I governatori di Rise & Fall sono al momento sette, ognuno con le sue peculiarità e una specifica pressione diplomatica che potrà influire sulle città avversarie nelle vicinanze. Oltre alle novità più importanti questo DLC, come ogni add-on dedicato a Civilization che si rispetti, include molte modifiche al sistema di gioco base. Quelle di Rise & Fall sono tante e di diverso peso: da una parte abbiamo otto nuove civiltà e altrettanti (+1) nuovi leader, dall'altra l'introduzione delle emergenze, ovvero delle situazioni al limite tipo un attacco nucleare che si trasformeranno in missioni dinamiche in cui le diverse popolazioni potranno collaborare. Un'altra novità assolutamente da non sottovalutare coinvolge il sistema diplomatico del gioco: le vecchie alleanze infatti si moltiplicano e possono anche salire di livello, rendendo più chiara ed efficace la collaborazione tra civiltà.

    Games Without Frontier

    Lo scopo di Rise & Fall è quello di stratificare ulteriormente l'ultimo Civilization sia perfezionandone le meccaniche preesistenti che aggiungendone di nuove. La rinnovata diplomazia promette di risolvere parecchi problemi, ed eventi speciali come le emergenze creeranno senza dubbio nuove interessanti variabili per le nostre partite.

    Il suo obiettivo principale però resta quello di rendere più dinamica e interessante la parte geopolitica delle epoche moderne, quando nel gioco base i confini sono già inevitabilmente tracciati e l'unica opzione per riscrivere la storia è la guerra. Ora non ci resta che testare a dovere questa nuova espansione con un'ultima partita fiume, questa volta però senza limiti di turni, di tempo e di opzioni. A presto per la recensione.

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