Close to the Sun: il sole di mezzanotte

Riproposto in occasione dell'ID@Xbox 2018, l'horror in prima persona degli italiani Storm in a Teacup torna a mostrarsi in tutto il suo fascino ucronico.

provato Close to the Sun: il sole di mezzanotte
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Avreste mai scommesso sul fatto che il nuovo progetto di Storm in a Teacup, il team di Roma che ha siglato esperienze dalla vena spiccatamente onirica come N.E.R.O. e Lantern, potesse avere a che fare con l'horror e l'ucronia di matrice steampunk? Chi vi scrive, trovatoselo davanti agli occhi durante il recente ID@Xbox meneghino, sarebbe probabilmente rimasto stupito se, un annetto fa, non avesse letto l'articolo d'anteprima del buon Todd, quando il gioco venne presentato ufficialmente alla Gamescom di Colonia. Close to the Sun è infatti un nome che ha già suscitato la curiosità di molti dei pellegrini in terra teutonica, e che ora, tornato a mostrarsi alla Microsoft House di Milano, si prepara al conto alla rovescia che, in linea di massima, lo porterà a rimpinguare gli store di Xbox One, PC e PS4 al sorgere del prossimo anno.

    Fuori di Tesla

    Parlavamo di ucronia giacché, in effetti, nell'Ottocento in cui si svolgono i fatti di Close to the Sun le cose non sembrano essere andate esattamente come descritto dai nostri libri di storia. Nikola Tesla, "quel" Nikola Tesla, è (parole di Eleonora Lucheroni, PR Manager di Storm in a Teacup) una sorta di Tony Stark del XIX secolo, inventore geniale e miliardario stramboide il quale, per sfuggire ad ogni possibile restrizione politica e giurisdizionale, decide di costruire un personale impero galleggiante fra le acque internazionali ove dedicarsi alle proprie attività di ricerca scientifica lontano da occhi indiscreti. Il titolo, nello specifico, mette il giocatore nei panni di Rose, una giornalista che, nel seguire le tracce della sorella scomparsa, si ritrova a portare avanti le indagini proprio tra i saloni opulenti della mastodontica nave di Tesla. Un luogo che le appare subito strano, perfino inquietante, tanto più che lungo camere e corridoi pare non vedersi anima viva, quasi fosse successo qualcosa di terribile. E qualcosa di terribile è effettivamente accaduto, come testimoniano le saltuarie visioni della ragazza, la presenza di cadaveri in progressivo aumento, ma anche l'echeggiare di strani rumori tra le stanze vacue di un posto in cui, obiettivamente, non accetteremmo di restare nemmeno per il tempo di un aperitivo.
    La premessa di Close to the Sun è senza dubbio intrigante, ed è un bene che sia così, in quanto l'opera di Storm in a Teacup è prima di tutto un "first-person adventure" in cui la narrazione, neanche a dirlo, dovrà giocoforza sapersi dimostrare di elevato spessore. Da quel poco che abbiamo intravisto, comunque, la scrittura sembra essere decisamente all'altezza del compito, all'apparenza solida e capace di creare un senso di tensione palpabile nonché, soprattutto, di trasmettere tutta la solitudine a cui Rose, minuto dopo minuto, si rende conto di essere costretta. Soli in un mondo sconosciuto ma da subito percepito come minaccioso, la prima volta che s'impugna il pad sembra quasi di trovarsi in una Rapture edificata sopra il livello del mare, ugualmente deprimente e isolata da tutto, sebbene forse più sfarzosa - per altro gli arredi, qui, sono al crocevia tra Art Déco e Nouveau.

    Solitudine angosciante e rimandi scenici a parte, Close to the Sun non ha però molto altro di che spartire con l'immortale BioShock. Fonti d'ispirazione più calzanti - nonché confermate dal team stesso - sono invece produzioni come SOMA e Outlast, ma anche, aggiungiamo noi, esperimenti di avventura in prima persona come Everybody's Gone to the Rapture. Dai primi, naturalmente, l'esperienza attinge per quanto riguarda la vocazione horror e gore, così come per quel che concerne l'incapacità di Rose di difendersi dai nemici più o meno umani che incontrerà nel corso della sua esplorazione; una meccanica di fuga e sopravvivenza, quest'ultima, che non abbiamo ancora avuto modo di provare, ma che si prospetta senz'altro in linea con gli intenti del racconto. Con l'indie targato The Chinese Room, invece, Close to the Sun ha indubbiamente a che fare per le dinamiche di "lore-hunting". La fortezza marina del vecchio Tesla è infatti cosparsa di pezzi di carta di ogni tipo che saranno sicuramente utili ad approfondire questo strano universo di gioco in cui, tra le altre cose, i riferimenti alla mitologia greca sembrano davvero sprecarsi. Rovistare tra gli indizi e gli oggetti è oltretutto fondamentale per risolvere i puzzle che si alternano durante l'avanzamento.

    Enigmi ad interazione che, ad ora, ci sono parsi piuttosto basilari, ma che non dubitiamo si articoleranno sempre più con il prosieguo della sceneggiatura.
    In attesa di rivedere Close to the Sun nel corso di demo future un po' più corpose, non possiamo comunque fare a meno di constatare come Storm in a Teacup, con questo nuovo progetto, stia puntando a un vero e proprio salto di qualità anche dal punto di vista grafico. Cortesia di un Unreal Engine 4 sfruttato a dovere, il titolo si fregia di ambientazioni per lo più al chiuso dal buon dettaglio visivo, che senz'altro potrebbero -e, speriamo, sapranno- sorprenderci ulteriormente con l'avanzare dello sviluppo.

    Close To The Sun L’horror del videogioco si tinge tricolore con Close to the Sun, progetto indie ancora in piena corsa verso la release ma che, già da questa sua fase transitoria, sembra avere le idee molto chiare. Sarà per la sua stuzzicante vena narrativa da thriller ucronico, sarà per la sua atmosfera desolata e ansiogena, ma l’impressione è che l’horror adventure di Storm in a Teacup abbia davvero tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio ben definito in un genere che di spaventi in prima persona ne ha già a bizzeffe. Se saprà avvicinarsi al sole quel tanto che serve per rifulgere oppure rimarrà scottato dalle proprie ambizioni, lo sapremo dire solo col tempo. Per adesso, non possiamo che alzare il nostro pollice verso l’alto, senza particolari patemi d’animo.

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