Control: nuovo viaggio nel soprannaturale con Remedy

Dopo una lunga prova di ben quattro ore con Control, abbiamo iniziato a pregustare i misteri che dovrà risolvere l'agente Jesse Faden

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  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Per qualche strano motivo sembra che il pubblico abbia ancora alcuni sospetti nei confronti di Control, la nuova proposta di Remedy ormai pronta ad esordire sul mercato il prossimo 27 agosto. La colpa di questi timori potrebbe essere legata al fatto che si tratta di una IP completamente inedita, così come al moderato scivolone che la software house finlandese ha fatto con la sua ultima produzione, quel Quantum Break che risultò davvero poco energico dal punto di vista delle meccaniche di gioco e della piacevolezza delle sparatorie. Il fatto che che Control sia stato più volte avvicinato all'esclusiva Microsoft, indicato come "un Quantum Break con poteri telecinetici al posto del controllo temporale" avrà senza dubbio alimentato alcune delle perplessità che si avvertono in giro per la rete.

    La verità, d'altro canto, è che Control appare fin da subito estremamente più stimolante del titolo che l'ha preceduto, mettendo in scena sparatorie più fluide e intense, e soprattutto utilizzandole per punteggiare una progressione meno lineare ma non per questo dispersiva.

    Ecco: forse un altro dei motivi per cui il pubblico ha ancora qualche titubanza dipende anche da una strategia comunicativa molto conservativa, che fino ad oggi non ha fatto percepire il respiro dell'avventura. Si è parlato di backtracking, di ritorno dei Metroidvania tridimensionali, di sistema di sviluppo del personaggio, senza però spiegare approfonditamente quali saranno il passo e l'ambizione dell'avanzamento. Per rimediare a tutto questo, a poche settimane dal lancio, il publisher 505 Games ci ha lasciato giocare quasi quattro ore della campagna.

    Abbiamo così scoperto un titolo che si tuffa con convinzione nel canone degli adventure dei tardi anni novanta, portandoci all'interno di enormi livelli intricati, complessi e pieni di scorciatoie e segreti. Le macro aree che dovremo visitare sembrano avere un pizzico della magia di quelli che ai tempi di Soul Reaver si chiamavano "stage", cancellando d'un colpo la linearità tipica della generazione "PS360", senza tuttavia guardare necessariamente all'open world che tanto va di moda in questi ultimi tempi. Il giusto bilanciamento, insomma, tra il gusto dell'esplorazione ed il rifiuto di spazi troppo dispersivi, valorizzato da un level design quasi sempre brillante e ispirato.

    Prima di addentrarci negli spazi irrazionali del Bureau of Control, tuttavia, sarà bene fare la conoscenza dei suoi protagonisti e del suo impianto narrativo.

    Strange, New World

    Il modo migliore per descrivere Control è quello di identificarlo come un thriller paranormale, un racconto misterioso che affonda le sue radici nella migliore science fiction delle ultime decadi. A dirla tutta la principale fonte d'ispirazione sembra essere la narrativa New Weird, un sottogenere del racconto fantastico che nasce e si sviluppa soprattutto negli anni '90, mescolando suggestioni futuristiche, un pizzico di surrealismo ed in qualche caso persino una serpeggiante vibrazione horror (che non è estranea neppure all'opera di Remedy).

    Il gioco ci mette nei panni di Jesse Fayden, una donna che si trova suo malgrado costretta a rimpiazzare il direttore del Bureau of Control. Questo dipartimento, un po' come gli agenti della Divisione Fringe, ha il compito di monitorare e tenere sotto controllo tutti gli eventi paranormali che accadono nel mondo. Il Brueau è un luogo onirico, al di fuori dello spazio e del tempo, la cui struttura cambia costantemente. Tra le sue mura adesso si muove il Sibilo, un nemico subdolo e strisciante che mette a rischio la vita di tutti i dipendenti: si tratta di una sorta di vibrazione, sonora o luminosa, che si insinua nella testa delle persone per trasformarle in bestie decerebrate.

    Il compito di Jesse sarà quello di scoprire la natura e l'obiettivo del sibilo, liberando i piani del dipartimento dalle creature che lo infestano.

    Fin dalle prime battute il racconto si distingue per stile e tematiche, mettendo in mostra cinematiche incredibilmente ispirate a livello registico ed al contempo estremamente criptiche. L'utente si sente in qualche modo sfasato, spaesato, assorbendo poco a poco gli indizi che gli serviranno per rimettere assieme i pezzi del puzzle.

    Nella volontà di offuscare i punti di riferimento presentando sequenze dallo squisito valore surreale è facile ritrovare l'impronta di David Lynch e soprattutto del suo Twin Peaks.

    Allo stesso tempo la fantascienza di Control recupera qualche influenza dall'immortale X-Files e persino della science fiction antologia di Oltre i Limiti, serie-culto che - come dimostra anche Alan Wake - deve aver lasciato il segno nella memoria di Sam Lake. Fermo restando che dopo appena quattro ore di gioco è impossibile avere certezze sulla tenuta del racconto, possiamo dire che l'incipit mette in mostra una delle più convincenti prove di scrittura dell'autore finlandese. L'immaginario costruito in Control è affascinante, ragiona in maniera lucida e curiosa sul potere dell'uomo e su quella forma di "magia", di controllo e di potere che è rappresentata dalla tecnologia e dalle sue grandi conquiste. Se la qualità della produzione si manterrà costante anche nelle fasi avanzate, la nuova IP di Remedy potrebbe rivelarsi davvero sorprendente.

    La qualità dello shooting

    Basta far fuoco con la Pistola d'Ordinanza di Jesse, colpendo con un proiettile preciso la testa di un agente assoggettato dal Sibilo, per rendersi conto di quanto sia distante la "pesantezza inerziale" di Quantum Break. Le sparatorie di Control sono eccezionalmente più "morbide", scattanti, al contempo rinvigorite (e non invece affaticate) dall'uso dei poteri e dell'interazione ambientale. La forza telecinetica che permette di sollevare ogni oggetto dello scenario e lanciarlo con una velocità impressionante contro un nemico è uno dei tanti strumenti con cui Jesse può controllare il ritmo degli scontri.

    Sebbene sia ancora troppo presto per valutare il bilanciamento delle abilità sovrannaturali della protagonista, e l'impatto di quelle più avanzate sulla piacevolezza delle battaglie, le prime ore di gioco scivolano via gradevolmente, con un'orchestrazione e un passo più che convincenti.

    Completando alcune missioni secondarie del tutto opzionali è possibile sbloccare altri poteri, come uno scatto per allontanarsi dagli avversari o uno scudo "tellurico" composto da cumuli di detriti sollevati rapidamente. L'intelligenza artificiale dei nemici, a dirla tutta, non ci è sembrata troppo brillante: Control è più concentrato sul dinamismo degli scontri, sulla necessitò di gestire le distanze e decimare ondate di avversari nella maniera più efficace, rapida e spettacolare.

    E sempre l'aggettivo "spettacolare" sceglieremmo per descrivere l'interattività ambientale, che permette ad esempio di spaccare muri e colonne per poi raccogliere i grossi frammenti di cemento armato che abbiamo appena generato, usandoli come improprie armi contundenti.

    Se l'IA propone reazioni tutto sommato regolari, bisogna ammettere che Control è uno dei pochi giochi di questa generazione che prova a fare qualcosa di nuovo in quanto a gestione della fisica.

    Giocando il titolo su PS4 "liscia", si capisce anche perché così pochi studi di sviluppo abbiano deciso di perseguire questa strada: la mole impressionante di oggetti ed elementi mobili presente negli scenari mette sotto torchio l'hardware di Sony, che spesso e volentieri cede vistosamente quando si parla di framerate. Le poderose battaglie negli ambienti più aperti risultano veramente difficili da gestire per il modello base della PlayStation, laddove la versione PRO mostra cali meno frequenti e meno vistosi. Il team di sviluppo promette di migliorare la situazione grazie alla day one patch (che a questo punto suggeriremo a tutti di scaricare), ma prima di pronunciarci definitivamente vorremo avere l'occasione di verificare.
    Per stare tranquilli, se possedete un PC all'avanguardia, potreste orientarvi su questa versione, sicuramente la più guizzante: oltre alla cospicua mole poligonale il motore proprietario di Remedy si distingue anche per una delle migliori implementazioni del Ray Tracing che si sia vista da quando esiste questa tecnologia.

    Il Northlight compie comunque un ottimo lavoro nella gestione dell'illuminazione anche su Console, che sfocia in atmosfere sempre molto avvolgenti e suggestive.

    Un pizzico di Gioco di Ruolo

    Un altro degli elementi che distingue Control da tanti altri titoli con elementi da shooter in terza persona è l'arma che imbraccia la protagonista, ovvero la sua Pistola d'Ordinanza. Questa spara proiettili di energia che si ricaricano progressivamente: bisogna però fare attenzione a non consumare tutta l'energia immagazzinata nel caricatore, altrimenti l'operazione di ricarica impiegherà qualche istante in più, esponendoci maggiormente al fuoco nemico.

    La pistola sarà l'unica arma a disposizione di Jesse, ma non temete per la varietà: sarà possibile infatti trasformarla al volo in altre forme, per cambiare cadenza e potenza di fuoco e farle assumere quindi i connotati di una mitraglietta o di un fucile a canne mozze.

    Queste forme andranno forgiate presso uno dei vari checkpoint, utilizzando le futuristiche materie prime recuperate in giro per le ambientazioni. Anche in Control c'è insomma un lieve sottofondo ruolistico, che fortunatamente non ci è sembrato mai preponderante, ma che potrebbe scontentare chi cerca sparatorie "pure" e non "sporcate" da statistiche e livelli.

    Nel titolo Remedy, oltre a migliorare le statistiche della protagonista ad ogni level-up, sarà possibile personalizzare le armi grazie a mod di diversa rarità che spuntano fuori da alcune casse speciali nascoste negli anfratti del Bureau.

    Ci sono anche vari tipi di missioni secondarie che permettono di ottenere mod e risorse particolarmente rare. Alcune sono ottimamente integrate nell'avventura, e prevedono la risoluzione di diversi puzzle ambientali, altre vengono invece presentate come semplici obiettivi da accettare e portare a termine durante l'avanzamento. Dobbiamo ammettere che non ci aspettavamo di trovare questo tipo di elementi in una produzione che non ne aveva mai fatto accenno esplicito, e siamo sicuri che alcuni giocatori proveranno sensazioni contrastanti a riguardo. Per il momento l'introduzione di qualche influenza ruolistica è sembrata equilibrata come tutto il resto della produzione.

    Il fascino dell'avventura targata Remedy, in ogni caso, non dipende soltanto dalle fasi d'azione, ma anche da un'esplorazione stimolante e ben cadenzata. Ognuno dei piani della Oldest House, l'edificio di stampo brutalista in cui ha sede il Bureau of Control, è di fatto un enorme livello ricolmo di stanze, corridoi, segreti e scorciatoie. Il gioco guida l'utente alla scoperta di questi spazi misteriosi e contorti, punteggiando l'avanzamento con qualche enigma ambientale, un tocco di platforming e sfide di diversa natura.

    Forse è proprio la capacità di alternare sequenze movimentate, istanti di tensione e attente investigazioni delle aree di gioco ad essere l'aspetto più convincente di Control. Un gioco che procede, almeno nelle sue fasi iniziali, con un ritmo sostanzialmente perfetto, muovendosi agilmente fra misteri e sparatorie. Con l'ambizione di diventare una delle migliori prove di Remedy.

    Control Control ha tutte le carte in regola per aprire alla grande una stagione autunnale che si preannuncia colma di grandi produzioni. A dispetto delle aspettative moderate di una parte del pubblico, il nuovo titolo Remedy potrebbe risultare addirittura sorprendente, sia per quel che riguarda l'intensità dell'azione che sul fronte narrativo e stilistico. Gli ingranaggi di questa avventura paranormale sembrano ben oliati, anche se dovranno dimostrare di reggere per tutta la durata della campagna. Al netto dello stile narrativo affascinante e misterioso, elemento che se non altro distinguerà Control dalla concorrenza, anche l'approdo del racconto sarà importante per valutare la qualità complessiva della sceneggiatura. Speriamo che il team riesca ad ottimizzare le versioni console per ridurre i cali di framerate. Al di là delle questioni tecniche, che esamineremo in occasione dell'uscita, possiamo per il momento confermare che Control è un prodotto di carattere, un'IP originale e orgogliosa di esserlo. Recupera in parte l'eredità dei grandi adventure degli anni '90, valorizzandola con sparatorie dinamiche e intriganti. Ammesso che tutto vada per il verso giusto, insomma, vi invitiamo a tenere d'occhio la produzione. Molto spesso non è facile riconoscere, difendere e valorizzare il nuovo. Facciamo in modo che il coraggio di Remedy non venga sprecato.

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