E3 2017

Crackdown 3: Provata la campagna single player

All'E3 di Los Angeles abbiamo avuto modo di provare Crackdown 3, titolo annunciato nel 2014 e pronto a vedere la luce su Xbox One, PC e Xbox One X.

Crackdown 3
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Inutile girarci attorno, gente: sotto il profilo comunicativo di Microsoft continua ad essere lontana anni luce dalle qualità mesmeriche della concorrenza, specialmente quando si parla di esclusive.
    Trattandosi di una delle tre produzioni first party "nel taschino" del colosso di Redmond sulla rotta di avvicinamento all'E3, l'appuntamento più importante dell'anno per smanettoni incalliti ed estimatori della decima arte, era legittimo nutrire qualche corposa aspettativa sulla qualità della produzione di Sumo Digital. Questo al netto della buona dose di preoccupazioni evocata nell'animo del fan da mesi di silenzio uniti all'ormai comprovata tendenza di Microsoft a liquidare tutti quei team interni non in grado di soddisfare appieno le aspettative della compagnia, anche nel caso di prodotti già in dirittura d'arrivo. Sul palco del Galen Center, Crackdown 3 si è palesato con un trailer inadeguato, debole malgrado l'indiscutibile possanza di una guest star d'eccezione, quello stesso Terry Crews che molti giocatori vorrebbero vedere vestire i panni poligonali dell'eroe Doomfist di Overwatch.
    Un presagio preoccupante, che avremmo tanto voluto veder smentito con una bella sessione di gioco ad alto tasso di devastazione. Anche perché l'esordio ludico del titolo, durante la Gamescom del 2015, poggiava interamente sulla promessa di una distruttibilità senza pari, alimentata dalle incredibili potenzialità - almeno sulla carta - del cloud computing. Una tecnologia di cui Microsoft parlò a lungo nei mesi successivi alla kermesse teutonica, salvo poi sfumare gradualmente verso un silenzio non assordante come sarebbe stato lecito aspettarsi. Questo perché, onestamente, in questa cosa del cloud computing iperpotenziante ci avevano creduto in pochi, specialmente considerando le caratteristiche di un mercato di massa con dotazioni "connettive" fortemente disuguali. Malgrado tutto, all'E3 del 2016, un nuovo trailer del gioco - rigorosamente prerenderizzato - arrivò a chetare gli animi dei fan proponendo scenari altamente sminuzzabili, in linea con i "giurin giurello" pronunciati un anno prima. Questo malgrado il ritorno a uno stile grafico molto più cartoonesco, quasi a vaticinare l'involuzione tecnica di un prodotto forse fin troppo ambizioso. Una predizione che la nostra "prova su strada" durante questo E3 2017 , come probabilmente avete già intuito, ha tristemente confermato.

    Crackdown 1... pardon, 3

    La prima cosa che salta all'occhio, una volta impugnato il pad, è l'estrema somiglianza tra l'estetica di Crackdown 3 e quella del capitolo d'esordio della saga. Fin qui nessun problema: funzionava allora e può funzionare anche oggi, anche in un'ottica di coerenza stilistica. Peccato che, nel suo complesso, l'opera di Sumo Digital sembri piuttosto indietro rispetto al canone tecnico di una generazione che dovrebbe aver ormai raggiunto il suo apice. Una mancanza ancor più grave se si considera la particolare congiuntura del momento, che vede Microsoft sul punto di lanciare sul mercato la sua nuova macchina high end, Xbox One X. Attenzione però, durante il Media Briefing di Microsoft non abbiamo potuto testare con mano la versione in questione, ma il fatto che il titolo girasse su di un PC di fascia alta ci ha offerto buone garanzie circa la vicinanza "muscolare" con la bestia supercompatta di Redmond. Malgrado queste considerazioni sulla potenza di calcolo sotto il cofano della demo provata a Los Angeles, non abbiamo potuto fare a meno di notare più di qualche calo di framerate e fenomeni di pop-in piuttosto pronunciati. In Crackdown 3 torneremo a vestire i panni di uno degli operatori tecnopotenziati dell'Agenzia, un gruppo d'intervento globale contestualmente impegnato in un'azione di caccia al criminale tra i palazzi di una città altamente tecnologica collocata su un'isoletta del Pacifico. Il primo impatto con la città, nonostante le considerazioni di cui sopra, è piuttosto convincente: la metropoli appare dinamica e densamente popolata, quasi brulicante, con una caratterizzazione paesaggistica che, malgrado la sostanziale mancanza di spunti originali, risulta piacevole. Basta scendere al livello della strada, però, per rendersi conto della fastidiosa ridondanza dei modelli poligonali dei cittadini che, tra l'altro, sembrano muoversi randomicamente, senza cognizione di causa. Poco male, si tratta di difetti più che tollerabili, a patto che tutto funzioni a dovere sul fronte del gameplay.Eh, magari.Bastano un paio di piroette artificialmente esuberanti per rendersi conto di quanto il sistema di movimento sia insoddisfacente, fiacco, non reattivo quanto dovrebbe, malgrado l'aggiunta del doppio salto (con annesso colpo di jetpack) e dello scatto aereo. Altrettanto farraginose le meccaniche di arrampicata, rese quasi frustranti da un level design non particolarmente brillante, che porta il giocatore a cozzare con il cranio contro una serie apparentemente infinita di cornicioni e protuberanze strutturali assortite.

    Scesi in strada la situazione non migliora, a causa di un modello di guida caratterizzato da un handling affatto convincente, malgrado la natura ovviamente arcade del tutto. Stesso discorso per il combattimento a mani nude, ritmato da animazioni legnose e scarsamente appagante. Decisamente migliori le meccaniche di shooting (sia libero che con lock-on), sebbene il feedback offerto dalle armi in dotazione al protagonista della demo, selezionabile tra una ventina di modelli predefiniti divisi per genere, non risultasse proprio entusiasmante. Dinamiche di combattimento che tra l'altro evidenziano una distruttibilità ambientale non solo lontana anni luce da quella promessa dagli sviluppatori, ma anche piuttosto sottotono rispetto allo standard di produzioni di genere meno votate alla promozione dell'entropia.

    Durante la breve demo messa a disposizione dal team, abbiamo scaricato sulla città di Crackdown 3 una quantità di razzi tale da far invidia all'arsenale battagliero di un rispettabile signore della guerra, eppure, fatta eccezione per qualche timida frammentazione fortemente circoscritta (ma proprio tanto) non siamo riusciti a provocare alcun danno consistente. Basti considerare che nessuno dei nostri exploit vandalici ha generato tracce persistenti, in parte per la rapida dissolvenza eterica di detriti e affini, e in parte per l'apparente refrattarietà delle superfici all'effetto di fiamme et similia distruttiva. A parte questo, la sezione testata (tratta dalla campagna in singolo del gioco) non offriva particolari punti di interesse o obiettivi che permettessero di farsi un'idea sull'effettiva varietà dell'azione ludica oltre i confini di qualche estemporaneo atto di vigilantismo superomistico. Per il resto, il sistema di progressione alimentato ad "orbs", ottenibili esplorando la mappa o eseguendo azioni legate ai parametri di base del personaggio (armi da fuoco, mischia, agilità, guida), così come il tono generale della produzione riporta alla mente, con prepotenza, il primo capitolo della saga. Nel caso specifico, si tratta di una rimembranza che manifesta una stagnazione creativa quasi dolorosa, specialmente se si considera il potenziale intravisto un paio d'anni fa in quel di Colonia.

    Crackdown 3 Dopo mesi passati a dubitare dell'effettiva esistenza del titolo di Microsoft, Crackdown 3 si presenta all'E3 2017 in una forma giocabile molto lontana - qualitativamente parlando - dalla visione generata dalle aspettative dei fan del brand. Il titolo manca di reali novità e risulta imperdonabilmente piatto, tanto dal punto di vista ludico, quanto da quello tecnico. Viene quasi da pensare che Microsoft, a un certo punto nel corso degli ultimi due anni, abbia deciso di riscrivere in toto il progetto, adottando una soluzione “di comodo” che permettesse al progetto di arrivare sul mercato malgrado l'effettiva inapplicabilità del modello cloud-potenziato.

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