Crisis Core Final Fantasy 7 Reunion: l'abbiamo provato! Quanto è cambiato?

Abbiamo giocato il prologo e il Capitolo 1 dell'intrigante versione restaurata di Crisis Core. Ecco com'è andata e cosa aspettarvi!

Crisis Core Final Fantasy VII Reunion
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Nonostante abbia goduto di un minutaggio abbastanza ingeneroso nell'originale Final Fantasy, col passare degli anni la figura di Zack si è rivelata a dir poco centrale per la lore della settima fantasia finale. Al punto che il SOLDIER tanto legato al buon Cloud, nel 2007, ricevette un amatissimo prequel per PSP: Crisis Core -Final Fantasy VII-, le cui vicende sono cruciali per capire a fondo gli antefatti dell'avventura di Cloud, sta per tornare in una versione integralmente restaurata che porta il sottotitolo "Reunion", e stando agli aggiornamenti dal Tokyo Game Show sarà disponibile a partire dal 13 dicembre 2022. In contemporanea con la kermesse giapponese siamo dunque volati a Londra, allo Square Enix Plays, per giocare una demo di Crisis Core - Final Fantasy 7: Reunion, ed ecco com'è andata.

    Il ritorno del SOLDIER

    Per chi ha bisogno di rinfrescarsi la memoria, la storia di Crisis Core è ambientata 7 anni prima gli eventi del gioco principale e ha per protagonista Zack, un vivace SOLDIER di seconda classe che sogna di diventare un eroe. Sotto la guida del potente guerriero Angeal, Zack conduce incarichi per conto della Shinra, che intende sfruttare la Mako - preziosa linfa vitale che alimenta il pianeta - come risorsa energetica.

    Proprio per le sue contraddittorie mire industriali, belliche ed espansionistiche, ai tempi di Crisis Core la Shinra è in guerra aperta con la nazione di Wutai, i cui abitanti intendono invece preservare la purezza e l'incolumità della madre terra. Durante le sue missioni al fianco di Angeal e del leggendario guerriero Sephiroth, il protagonista si ritrova coinvolto in una serie di vicissitudini che lo segneranno per sempre, legando indissolubilmente il suo destino a quello del taciturno Cloud Strife, diversi anni dopo. Non ci addentreremo ulteriormente nella trama per non rovinare la sorpresa a chi non ha mai giocato il titolo del 2007, ma che avrà fatto sicuramente la conoscenza di Zack durante l'enigmatico finale del Remake.

    A tal proposito, siamo convinti che Crisis Core Reunion giocherà un ruolo fondamentale all'interno della compilation, e il motivo sta proprio nell'operazione che ci porterà dritti verso FF7 Rebirth: perché i giocatori capiscano a fondo in che modo il destino di certi protagonisti possa cambiare sensibilmente rispetto al classico del '97, d'altronde, è necessario che conoscano e ripercorrano a fondo le peripezie originali di Zack, così da rimanere sconvolti e incuriositi dal ruolo che il SOLDIER potrebbe giocare nel prossimo episodio della trilogia Remake (a questo proposito, avete già letto la nostra anteprima di Final Fantasy VII Rebirth?).

    Ricordando le dichiarazioni del sensei Nomura, che ai nostri microfoni aveva palesato l'intenzione di voler lasciare la trama i personaggi di Crisis Core quanto più "intatti" possibile (per tutti i dettagli correte a leggere la nostra intervista esclusiva al team di Crisis Core Final Fantasy VII Reunion), sin dai titoli di testa abbiamo avuto l'impressione che la narrativa del gioco sia sostanzialmente identica all'originale. Abbiamo seguito, nel rocambolesco incipit, il giovane ed esuberante Zack nel farsi largo all'interno del Settore 8, sgominando soldati Shinra dietro le cui vesti si nascondono spie di Wutai, abbiamo affrontato un feroce Behemot e infine abbiamo persino fronteggiato Sephiroth, per poi perdere rovinosamente ed essere richiamati dal mentore Angeal: non ci trovavamo che in una simulazione di addestramento, in seguito alla quale il dovere non ci mette troppo tempo a chiamare Lazard, leader della fazione dei SOLDIER, convoca i due sicari per coinvolgerli insieme a Sephiroth in una delicata missione di infiltrazione a Wutai.

    Per Zack, rimasto a lungo lontano dai campi di battaglia, l'occasione è ghiotta per dimostrare il suo valore, per cui si dirige in tutta fretta nella terra dei ninja insieme ai suoi due superiori: l'incarico termina però con un colpo di scena, poiché si scopre che i nemici annientati portano il volto del SOLDIER disertore Genesis. Come se i cloni non bastassero, a complicare la situazione si aggiunge la scomparsa di Angeal, che potrebbe aver tradito a sua volta la Shinra.

    La sensazione, insomma, è che Crisis Core Final Fantasy 7 Reunion possa rivelarsi estremamente attento alla filologia nei confronti del gioco originale, replicandone con grande fedeltà avvenimenti e messinscena. Ci è sembrato un trattamento già molto diverso, ad esempio, dal prologo di FF7 Remake: se i primi passi di Cloud al fianco dei ribelli dell'Avalanche si rivelarono pressoché identici - sceneggiatura alla mano - all'incipit del classico, già nei minuti successivi l'ombra incombente di Sephiroth sulla mente del protagonista lasciava intendere un'evidente volontà di riscrittura.

    Un gameplay vecchio ma nuovo

    La stessa filosofia produttiva sembra riguardare anche l'impasto ludico di Reunion, che ad un primo contatto ci è parso una versione leggermente più fluida e spettacolare dell'originale Crisis Core. Per questo capitolo Square Enix rinuncia al gameplay ibrido tra action e Active Time Battle proposto nel Remake per tornare all'intelaiatura action del 2007. E dunque, Zack può sì lanciare fendenti con il suo spadone in quantità illimitata, ma anche l'utilizzo delle Materia e gli attacchi speciali risultano privi delle limitazioni imposte dalla ATB: per lanciare le magie sono necessari i soli MP, mentre per mandare a segno i colpi speciali bisogna consumare i punti AP.

    Sempre rispettando i crismi di movimento classici, Zack può anche assumere la canonica posizione di parata per ridurre i danni avversari, oltre ad effettuare preziose schivate per eludere i pericoli più micidiali. Il lavoro di ammodernamento del team di sviluppo, in tal senso, è abbastanza minimo: il combat System è indubbiamente più fluido, e in generale ci è parso che le animazioni durante i combattimenti siano nettamente migliorate. Ma il colpo d'occhio su questo fronte non ci è parso esaltante: la reattività del protagonista nel passare da una schivata ad una parata, ad esempio, si è rivelata ancora piuttosto legnosa, e in generale ci sembra chiaro che la cura produttiva di Crisis Core Reunion non sia neanche lontanamente paragonabile a quella del Remake. Quel che ci rimane è comunque un feeling migliorato e più spettacolare dell'originale, nonostante il gameplay non si discosti di una virgola dal suo predecessore. Anche stavolta, ad esempio, la meccanica della Digital Mind Wave è centrale per volgere a proprio favore gli scontri: la DMW è un indicatore in continuo movimento e posto nella parte superiore sinistra dello schermo. In questa barra ruotano costantemente numeri e volti iconici di FF7 in una sequenza che ricorda una vera e propria slot machine: periodicamente, a seconda del risultato ottenuto, i ricordi di Zack legati ai personaggi con cui ha interagito possono innescare particolari potenziamenti come MP illimitati o innalzamenti delle statistiche.

    Alle volte è possibile persino attivare una Limit Break, che si concatena attraverso una Super davvero spettacolare. Nulla, in Crisis Core Final Fantasy 7 Reunion, sembra dunque essere cambiato rispetto al 2007, fatta eccezione per la veste grafica. Square Enix, su questo fronte, ha lavorato per creare una continuità piuttosto diretta con la cornice visiva del Remake, a partire dall'interfaccia di gioco e dai menù, del tutto identici al titolo del 2020. Per quanto concerne l'opera di restauro, la grafica di questo nuovo Crisis Core fa indubbiamente eco a quella del Remake: sono i modelli poligonali, in particolare, ad aver subito la trasformazione più notevole.

    I volti dei protagonisti, inclusi una serie di spettacolari dettagli come le capigliature e gli abiti, sono adesso ben più minuziosi. Ci ritroviamo però a confermare le impressioni espresse nella nostra anteprima di Crisis Core Final Fantasy 7 Reunion in merito agli scenari, che graficamente appaiono ben più poveri. Su questo fronte, tuttavia, ci riserviamo un'analisi più dettagliata in fase di recensione finale, poiché per adesso il nostro sguardo si è posato solo su una ristretta porzione di Midgard, pochi corridoi della Shinra e qualche anfratto di Wutai.

    Tuttavia ci sembra doveroso sottolineare che, sulla base di quanto visto, lo sviluppo svolto sulle texture ambientali sembra di gran lunga inferiore agli attori su schermo. In generale, com'era lecito aspettarsi, questa opera di restauro di Crisis Core non raggiunge gli stessi valori produttivi di FF7 Remake, il che spiegherebbe le ragioni per cui Nomura e il suo staff abbiano deciso di considerare questo "soft remake" una remastered piuttosto che un rifacimento vero e proprio. Nonostante le perplessità espresse, comunque, l'impressione definitiva è che con Reunion i fan potrebbero vivere un'esperienza ben più appagante e completa di quella del 2007.

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