Daemon x Machina: Mech 2.0 su Nintendo Switch

Nuovo incontro con l'esclusiva Switch a base di mech customizzabili e cel shading, per scoprire com'è cambiato il gioco Marvelous rispetto alla demo.

provato Daemon x Machina: Mech 2.0 su Nintendo Switch
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  • Sarò sincero, diretto, forse persino un un filo tranchant: Daemon X Machina, action game a base di mech corazzati in sviluppo presso Marvelous, mi aveva conquistato nello spazio di all'incirca mezzo trailer grazie a quei suoi robottoni modellati sulla base delle armature degli antichi samurai dal character designer di Armored Core Shoji Kawamori, alla colonna sonora heavy metal e all'accattivante direzione artistica in cel-shading. Inaspettatamente però - e quasi con la medesima rapidità - la demo Missioni Prototipo rilasciata negli scorsi mesi era riuscita a raffreddarmi parecchio: non saprei nemmeno stabilire con precisione il perché, ma Joy-Con alla mano non era purtroppo scattata la proverbiale scintilla al cospetto di un gioco che mi era parso macchinoso, un po' goffo e con qualche oggettivo problema di bilanciamento e di framerate.

    Sensazioni abbastanza condivise (o per lo meno così mi è parso discutendo con alcuni colleghi e leggendo un po' di commenti online...) che hanno forse in qualche modo raffreddato l'hype verso un titolo che rimane comunque senza dubbio promettente, in arrivo il prossimo 13 settembre sulla console ibrida della Grande N.

    Robot all'assalto

    Come ho avuto modo di sperimentare durante una breve sessione di hands-on concessami da Nintendo, c'è tuttavia da sottolineare quella che rappresenta a tutti gli effetti un'ottima notizia: Marvelous ha fatto tesoro dei feedback offerti dagli utenti dopo aver testato le Missioni Prototipo, e già oggi Daemon X Machina sembra essere un videogame almeno in parte diverso da quanto visto e provato tempo fa.

    Premendo Y si può ora variare in tempo reale la stance del mech: a seconda delle armi in dotazione cambia l'approccio allo scontro, conun'attitudine più o meno offensiva.

    I cambiamenti apportati al titolo spaziano su più fronti, e al netto del ridottissimo tempo a mia disposizione - appena quindici minuti di orologio su un save file con quattro ore e mezza di gioco, di cui almeno la metà spesa a navigare fra menu vari ed eventuali, per testare la profondità della customizzazione che sarà disponibile nel corso dell'avventura - posso dire che rispetto alla demo l'esperienza appaia certamente più funzionale, più godibile e in definitiva più immediata. L'elemento che per primo saltava all'occhio era ovviamente il framerate: a rigor di logica la fluidità è destinata a rimanere uno dei possibili talloni d'Achille della produzione, eppure i miglioramenti rispetto alle Missioni Prototipo mi sono parsi piuttosto degni di nota, con un framerate in media migliore (a occhio assai più stabilmente attorno ai 30fps in modalità TV, l'unica che ho potuto provare).

    Un fattore quello della fluidità che presenta chiare ripercussioni sulla qualità dell'azione e sul feeling dei combattimenti, resi ora più sfiziosi anche grazie a una serie di accortezze più o meno marginali che spaziano da una migliore leggibilità dell'HUD nell'identificazione dei nemici alla possibilità di mirare tramite giroscopio, alla Splatoon 2. Risolto anche il problema della scarsità cronica di proiettili, in modo da non lasciare troppo spesso le armi a secco di munizioni - detto che una delle peculiarità di Daemon X Machina rimane l'idea di equipaggiare al volo le armi dei nemici uccisi - così come modificati anche i campi di energia che delimitavano l'area delle varie missioni, con i fastidiosi muri invalicabili sostituiti da un timer che consente di uscire per qualche secondo dalla zona designata, magari per inseguire un avversario particolarmente sfuggente.

    Come accennato in precedenza, la rapida preview è servita anche a mostrare le ampie possibilità di customizzazione che Daemon X Machina metterà a disposizione degli utenti: nella versione di prova erano sbloccati tantissimi equipaggiamenti, dando modo di personalizzare il proprio mech sia a livello estetico che soprattutto in termini di arsenale. Una scelta strategica fondamentale, da effettuare idealmente prima di ciascuna missione, che andrà a impattare sulle performance e sullo stile di gioco del vostro avveniristico esoscheletro di metallo.

    Non che gli upgrade e le modifiche strutturali siano riservati solo e soltanto agli Arsenal (il nome con cui vengono appunto identificati i mech): al contrario dovrete intervenire spesso e volentieri anche sul pilota, con abilità passive da sbloccare attraverso uno skill tree che andranno a determinare dei cambiamenti anche estetici sul personaggio, con una serie di innesti cibernetici che si manifestano sul corpo dell'Outer dando un che di innegabilmente badass.

    Daemon x Machina È onestamente difficile dire, alla luce di un hands-on davvero mordi e fuggi, se questo secondo contatto con Daemon X Machina sia riuscito a "vendermi" di nuovo la prossima IP Marvelous, dopo un'esperienza così così con la demo. Certo è che gli sviluppatori sembrano aver ascoltato le impressioni del pubblico, introducendo una serie di migliorie e di aggiustamenti a più livelli che hanno dato un volto nuovo al gioco, incrementando non di poco la qualità globale dell'esperienza. Basterà ad assicurare il successo di questa affascinante esclusiva Nintendo Switch? Ancora un paio di mesi di pazienza e potremo scoprirlo insieme, ovviamente su queste pagine.

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