Daemon x Machina: l'ultima prova prima della recensione

La nuova demo disponibile sul Nintendo eShop ci ha trascinati nel cockpit dell'Arsenal, fugando buona parte dei dubbi che nutrivamo su Daemon x Machina.

provato Daemon x Machina: l'ultima prova prima della recensione
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  • Switch
  • Annunciato come un fulmine a ciel sereno nel corso dell'E3 2018, Daemon X Machina ha subito sorpreso gli appassionati di mecha col suo vivace art style in cel-shading ed un gameplay frenetico. Il nostro totale entusiasmo iniziale era tuttavia incappato in una battuta d'arresto provocata dalla fuorviante demo pubblicata su Nintendo eShop lo scorso febbraio: intitolata "Missioni Prototipo", questa poneva infatti sotto i riflettori un prodotto affetto da gravi carenze, che spaziavano dalla traballante fluidità all'imperfetto bilanciamento complessivo della difficoltà. Come confermato di recente dal team di sviluppo, la suddetta versione di prova non rispecchiava affatto lo "stato di salute" del titolo, che dopo lo scorso Nintendo Direct è tornato a mostrarsi in tutta la sua potenza bellica. In attesa della recensione finale di Daemon X Machina, siamo dunque tornati a bordo degli Arsenal per raccontarvi le nostre impressioni preliminari sulla nuova proposta dello studio Marvelous.

    Newtype artificiali

    Superato il soddisfacente editor del personaggio già sperimentato nella precedente demo di Daemon X Machina, la nuova build del prodotto ci ha permesso di cimentarci stavolta con le prime sei missioni della campagna principale, per un totale di 80 minuti circa. Va detto che lo starting point della vicenda non risulta né brillante né coinvolgente, in quanto l'intero prologo del titolo fornisce un deludente quantitativo di informazioni sul canovaccio narrativo, che di conseguenza continua ad essere avvolto da un fitto alone di mistero.

    Un fenomeno ancora inspiegato ha provocato la caduta della Luna, spingendo alcune IA a considerare l'intera umanità come una grave minaccia da estirpare. È fondamentalmente questa la ragione per cui i giganteschi Immortal - forme di vita robotiche dotate di un proprio linguaggio e di personalità individuali, ma soprattutto in grado di corrompere IA e armi umane per assimilarle nei propri ranghi - hanno da tempo dichiarato guerra alla nostra specie.

    Anziché accettare la sentenza di morte proclamata dalle macchine, il genere umano ha riposto le proprie speranze di sopravvivere nei cosiddetti Outer, ossia individui potenziati attraverso la chirurgia e la biotecnologia, nonché in grado di pilotare i potenti robot chiamati Arsenal.

    Missione dopo missione, il loro compito è quindi quello di eliminare i nemici all'interno delle aree designate o comunque contenerne l'avanzata, evitando che sempre più territori possano cadere in mano alle macchine ribelli. Come anticipato in precedenza, questa fugace svolazzata nel cockpit dell'Arsenal non ci ha permesso di valutare la genuinità del racconto, ma la presenza di un cast assai variegato ha comunque lasciato intendere la presenza di una narrazione complessa e volutamente enigmatica, e che con tutta probabilità si risolverà poco per volta. I personaggi incontrati dal nostro alter-ego hanno infatti mostrato delle personalità tutt'altro che abbozzate, e che dunque non vediamo l'ora di esplorare appieno.

    A bordo dei Mecha

    Al termine di questa ennesima prova su strada, l'aspetto più convincente di Daemon X Machina è stato proprio quel gameplay su cui, soltanto qualche mese fa, avevamo sollevato tanti dubbi e criticità (leggete il nostro precedente provato di Daemon X Machina).

    Al netto di una mappatura dei comandi ancora poco intuitiva - ma assimilabile attraverso un costante uso dell'Arsenal - il combat system del titolo sembra essersi lasciato alle spalle i gravi cali di frame rate che affliggevano le scorse build: in tutte le missioni affrontate, infatti, l'azione è rimasta sorprendentemente fluida, riaccendendo le nostre speranze di trovarci fra le mani un prodotto appagante e curato nei minimi dettagli.

    Delegando l'analisi del comparto tecnico alla recensione finale, ci siamo focalizzati stavolta sulla personalizzazione dell'avatar e del suo fedele mecha: un elemento che Daemon X Machina, anche grazie alla firma di Kenichiro Tsukuda, ha ereditato dall'indimenticata serie di Armored Core, e che dunque giocherà una valenza altrettanto massiccia nell'economia dell'action game.

    Durante la demo non è stato possibile apportare miglioramenti al nostro alter-ego, ma un apposito laboratorio situato nell'HUB principale consentirà al giocatore di alterare chirurgicamente il proprio Outer.

    Il risultato della suddetta operazione dovrebbe influenzare non solo l'aspetto fisico dell'avatar, ma anche le abilità dell'Arsenal pilotato, con margini di miglioramento che al momento risultano poco chiari. La personalizzazione del mecha, invece, suggerisce un target di esperti, in quanto l'intricato editor delle macchine pilotabili dagli utenti richiederà un ragionato dispendio delle risorse a disposizione.

    Sebbene gli Arsenal possano essere equipaggiati con qualsiasi componente acquistato nel negozio o rinvenuto durante le varie missioni, le suddette macchine sono caratterizzate da una capienza limitata e rappresentata dalla memoria, che i giocatori potranno incrementare attraverso l'installazione di processori sempre più performanti.

    Ogni arma o pezzo di corazza riduce infatti la memoria disponibile, costringendo il pilota a selezionare con estrema cura i power-up da apportare alla macchina: almeno inizialmente, di conseguenza, l'attenzione dell'utenza dovrà dunque focalizzarsi sulla mera forza bruta, rimandando ad un secondo momento la ricerca di un design unico e accattivante, capace di differenziare la propria unità da quelle di qualsiasi altro giocatore incontrato attraverso le modalità multiplayer.

    Una componente, questa, su cui lo sviluppatore sembra puntare molto, e che favorirà sia i giocatori avvezzi alla cooperazione in locale che attraverso l'online. Sfortunatamente il prologo di Daemon X Machina non ci ha posti dinanzi a Immortal colossali come quello affrontato durante la precedente demo, impedendoci dunque di valutare se il bilanciamento complessivo sia stato rivisitato o meno, ma una nuova meccanica assente al nostro primo rodeo potrebbe, in ogni caso, riequilibrare gli scontri più ostici.

    In qualsiasi momento, infatti, gli Outer possono ricorrere al "Miraggio" per evocare una copia fisica del proprio Arsenal e cambiare le sorti della battaglia creando uno scenario 2 contro 1 o sfruttando il clone come esca per distrarre gli aggressori.

    Una volta attivato, il Miraggio consuma il Femto dei nostri Arsenal e svanisce quando questo si esaurisce. Tuttavia, dal momento che la suddetta barra si ricarica in pochissimi istanti, la copia può essere schierata in campo ripetutamente, eliminando la necessità di portare in battaglia ulteriori NPC.

    Una volta cementati i rapporti coi personaggi incontrati durante la campagna, l'Outer potrà in effetti chiederne la partecipazione in qualsiasi missione, purché sia disposto a spendere una somma che, almeno per il momento, ci sembra piuttosto esosa o comunque non adeguatamente proporzionata al premio in denaro offerto dai vari incarichi.

    Daemon x Machina È stata un’annata alquanto piatta per i fan di mecha, che da troppo tempo ormai chiedono a gran voce un nuovo titolo di Gundam o comunque una valida alternativa al longevo franchise di casa Bandai. Daemon X Machina, dopo i primi contatti, sembrava essere assai lontano dal poter soddisfare le esigenze dei suddetti, ma le nuove build diffuse da Marvelous hanno fugato molti dei dubbi sollevati nei confronti della produzione. Le migliorie apportate al comparto tecnico, unite all’elevato livello di personalizzazione offerto dal titolo e alle intriganti meccaniche di gameplay come il Miraggio, potrebbero invece portare sui nostri schermi qualcosa di nuovo e di travolgente. Appuntamento alla prossima settimana per scoprire se Daemon X Machina, con le sue esplosioni e le frenetiche battaglie in campo aperto, abbia o meno la potenza di fuoco necessaria per farsi strada fra gli indiscussi capolavori che nella corrente stagione estiva hanno invaso la console ibrida di Nintendo.

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