Dakar 18: un nuovo modo di intendere le gare di rally

Siamo volati negli studi di Bigmoon in Portogallo per provare con mano un racing game che si ispira alla gara di rally più difficile del mondo.

provato Dakar 18: un nuovo modo di intendere le gare di rally
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Qualche giorno fa siamo stati negli studi di Bigmoon Entertainment nell'affascinante città di Porto, in Portogallo, dove abbiamo potuto conoscere il team e toccare con mano il loro Dakar 18, un racing game estremamente simulativo e piuttosto originale che si rifà alla gara di rally più sporca e difficile del mondo. Il titolo è basato sull'ultima edizione, tenutasi a inizio anno, dell'evento organizzato in Sud America dalla Amaury Sport Organization (A.S.O.) e arriverà ufficialmente sugli scaffali dei negozi per PC Windows, PlayStation 4 e Xbox One, il prossimo 11 settembre. Prima di addentrarci nel dettaglio della nostra prova però, analizziamo brevemente la storia di questa gara e anche quella del giovane team di sviluppo portoghese al suo esordio come sviluppatore indipendente.

    L'uomo e la macchina contro la natura

    Il Rally Dakar, che forse in molti ricorderanno col nome di Parigi-Dakar (dal momento che le prime edizioni avevano come punto di partenza la capitale francese e come punto d'arrivo quella del Senegal), è probabilmente il rally automobilistico e motociclistico più famoso, nonché estremo, del panorama sportivo.

    La gara partiva in Europa e, dopo aver attraversato diversi paesi dell'Africa e il deserto del Sahara, terminava a Dakar. L'edizione del 2008 ha segnato una battuta d'arresto, per via di minacce di attentati terroristici: dall'edizione successiva l'evento è stato spostato in Sud America, pur mantenendo la denominazione di Rally Dakar. La sua ideazione si deve a Thierry Sabine, che dopo aver rischiato di perdersi nel deserto durante la Abidjan-Nizza nel 1976, decise di creare un rally raid che percorresse la direzione inversa, toccando tutti i paesi dell'Africa nord-occidentale e diverse zone dell'Africa centrale e meridionale. Come dicevamo però, dal 2009 la gara si è svolta tra Argentina, Perù e Bolivia, con partenza da Buenos Aires, giro di boa a Valparaiso e ritorno, mentre dal 2012 non si ha più un percorso ad anello, bensì un tracciato che va da costa a costa del Sud America.
    Quattordici tappe per un percorso di oltre 9000 km a cui partecipano da tutto il mondo auto, moto, truck, quad e SxS con le parti meccaniche rinforzate per le sollecitazioni e le condizioni estreme. La sfida che Bigmoon Entertainment si è posta è stata quella di trasportare nel gioco ogni aspetto, ogni dettaglio, ogni sensazione del Rally Dakar nel modo più realistico possibile, così da fornire ai neofiti un'idea concreata e verosimile di cosa rappresenti questa durissima gara, e agli appassionati una sorta di simulazione fedele che fino ad oggi non era mai esistita. Ma chi sono i ragazzi di Bigmoon? L'attuale squadra capitanata da Paulo Gomes è una realtà che conta decine di professionisti tra designer, programmatori e artisti, il cui motto è "sviluppare il miglior gioco possibile"; questo gruppo però è nato dalla volontà di mettere a frutto tutte le conoscenze apprese negli anni lavorando con altri studi per la realizzazione di diversi videogiochi, da GDR come Lichdom: Battlemage e Trapped Dead: Lockdown, fino ai racing game, in collaborazione artistica con la software house milanese Milestone per la realizzazione di MotoGP 13, WRC 3 e WRC 5.

    Tra le sabbie del deserto

    Il momento iniziale del Rally Dakar è quello dei bivacchi, luogo in cui i piloti si riuniscono insieme a navigatori e meccanici, creando dei veri e propri campi temporanei, e nel quale ricevono il road book che indica i diversi obiettivi della corsa del giorno successivo. Il rally raid è una formula di gara molto particolare in cui non è esclusivamente la velocità né la tecnica di guida a stabilire il vincitore: non ci sono mappe, non è possibile portare con sé smartphone o altri apparecchi elettronici, ed il pilota è costretto o da solo (nel caso dei mezzi monoposto) o insieme a un partner col ruolo di navigatore (nel caso di automobili e truck) a decifrare le indicazioni sul road book nella speranza di accumulare punti, non ricevere penalità e, soprattutto, di arrivare alla fine senza perdersi.

    Tutto questo accade nella gara reale come nel videogioco, con una fedeltà impressionante, tanto che è anche possibile fermarsi, scendere dalla vettura, e passeggiare a piedi col proprio avatar. Ma come ci si orienta senza neanche una mappa cartacea da poter consultare? Si usa una bussola e ci si muove orientandosi in gradi e tenendo in considerazione che la vettura indica verso nord quando siamo a zero; si usa inoltre un dispositivo che permette di scalare e azzerare il contachilometri all'occorrenza, dal momento che il road book fornisce indicazioni specifiche come quella di curvare di 90° al km 269. Dakar 18 è un gioco dalle dimensioni colossali che riproduce in un vasto open world lo stesso tracciato dell'edizione 2018 del vero Rally Dakar: tutto ciò che è visibile all'orizzonte è anche raggiungibile, e perdersi è questione di un attimo.

    Difficoltà, tecnica e componente grafica

    Come se non fosse già abbastanza complicato, il gioco implementa tre livelli di difficoltà di cui solo la prima, Rookie, prevede un supporto sotto forma di una piccola freccia direzionale che aiuta il giocatore alle prime armi ad orientarsi tra i vari checkpoint del road book.

    Abbiamo poi la difficoltà intermedia, Competitor, e il gradino più alto, Legend, che non presentano ausili di sorta: se nella prima avremo la possibilità di tornare fino a un massimo di tre volte all'ultimo checkpoint, qualora ci perdessimo, nella seconda dovremo trascorrere molto tempo per ritrovare la giusta via o, con tutta le frustrazione del caso, ricominciare la gara. La parola chiave è dunque realismo, e bisognerà prestare attenzione anche ai veicoli, che possono avere problemi meccanici o ritrovarsi a corto di carburante, per cui premere sull'acceleratore non è quasi mai una buona idea e conviene studiare con calma ogni terreno che si attraversa, per evitare di subire danni contro rocce, alberi, dune o sabbie mobili.
    Tenendo fede alle premesse, Dakar 18 offre anche un modello di guida estremamente realistico e simulativo, benché la fisica dei veicoli, soprattutto nelle fasi sulla sabbia, sia ancora da migliorare, ma siamo sicuri che il team lavorerà duramente per correggere e pulire tutto il possibile da qui all'uscita. Pertanto ci riserviamo di dare un giudizio più approfondito solo in sede di recensione. Ad ogni modo la resa grafica dei veicoli è davvero di altissimo livello (sono contenuti tutti i mezzi ufficiali su licenza KTM, Honda, Yamaha, Husqvarna, Peugeot, Mini, Toyota ecc...), così come quella degli ambienti e i sistemi di illuminazione e di meteo dinamico, grazie all'uso dell'Unreal Engine 4.

    DAKAR 18 Dakar 18 è un gioco estremamente simulativo il cui scopo è replicare quanto più possibile l’esperienza dell’omonimo rally raid, una direzione ben precisa per cui il team di Bigmoon si è detto consapevole di tagliare via gran parte del mercato, rivolgendosi a una nicchia di appassionati. Se fate parte di questo secondo gruppo, però, e la difficoltà della produzione non vi spaventa, troverete pane per i vostri denti. L’idea da cui in Bigmoon sono partiti nello sviluppo del gioco era di valicare i confini del game design classico del genere, ricreando anche un senso di avventura tipico dei GDR. In tal senso Dakar 18 sembra pienamente riuscito, e rappresenta un prodotto inedito nel suo segmento, promettendo quindi di offrire agli appassionati ore di divertimento sia in single player che in multiplayer, online e in split-screen.

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