Dauntless: provato il nuovo Action RPG multiplayer ispirato a Monster Hunter

Dauntless è un gioco d'azione multiplayer con una forte componente co-op ora in fase Open Beta: l'abbiamo provato, ecco le prime impressioni.

provato Dauntless: provato il nuovo Action RPG multiplayer ispirato a Monster Hunter
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Quando Capcom ha annunciato che la versione PC di Monster Hunter World sarebbe uscita mesi dopo quella console, la reazione non è stata delle migliori. Si potrebbe allora pensare che i ragazzi di Phoenix Lab (studio composto da alcuni ex di BioWare, Riot Games, Capcom e Blizzard) abbiano presentato Dauntless per accogliere chi è in attesa che l'hunting game di Capcom approdi su personal computer. Ma la realtà è ben altra: l'annuncio di Dauntless risale infatti al 2016, e gli sviluppatori non avevano idea che un anno dopo, all'E3 2017, sarebbe stato mostrato Monster Hunter World. Dauntless prende infatti molti spunti dalla serie venatoria per eccellenza, ma ripropone alcune delle sue meccaniche cardine solo dopo averle semplificate e rese più accessibili. Per giunta il gioco sarà disponibile (per ora esclusivamente su PC) in formato free-to-play. Se però il progetto di Phoenix Lab avrebbe voluto essere l'alternativa a Monster Hunter su computer, con l'arrivo del gioco di Capcom che si avvicina il team di sviluppo avrà dovuto ripensare ai suoi piani. In ogni caso, ad una prova diretta Dauntless si è comportato piuttosto bene, sebbene la versione sia ancora la 0.4.

    Un mondo in rovina e mostri da ammazzare

    L'introduzione narrativa di Dauntless è giusto un pretesto per giustificare l'abbattimento dei mostri: il mondo è stato squarciato da un cataclisma di proporzioni immani ed è ridotto ad isole fluttuanti in cui scorrazzano temibili Behemoth. L'unica speranza per il genere umano risiede nell'abilità dei cacciatori, gli unici in grado di affrontare le belve ed impedire che devastino gli ultimi insediamenti sopravvissuti alla catastrofe. L'attività principale è quindi quella di mazzuolare le povere bestie e pian piano incrementare il potenziale offensivo del cacciatore grazie ai materiali raccolti: nulla di troppo di diverso da Monster Hunter. Dopo uno sguardo più attento è tuttavia evidente che lo stacco dal gioco di Capcom è molto marcato. È assente, ad esempio, tutta l'operazione di ricerca della creatura: trovare l'obiettivo è infatti estremamente semplice per via della ridotta dimensione delle mappe di gioco, ma anche per diversi aiuti, come una lanterna che può essere usata per rivelare la direzione da seguire.

    Durante il combattimento, inoltre, non ci sono vere e proprie trappole da utilizzare per bloccare il mostro, ma son comunque presenti strumenti e pozioni utili per facilitare lo scontro. Ma ciò non vuol dire che Dauntless rinunci del tutto ad integrare nel gameplay un'intelaiatura strategica: se all'inizio le cacce sono piatte e semplici, con il progresso si trasformano in battaglie impegnative dov'è essenziale leggere il moveset dei Behemoth, fare un uso saggio degli oggetti ed equipaggiare strumenti che sfruttano le debolezze delle diverse creature (per ora ci sono solo armi di ghiaccio, fuoco e fulmini, che provocano danni bonus contro particolari nemici). Ci vuole dunque flessibilità ed anche pazienza, giacché non sempre saremo nell'adatta condizione per dar briga alle bestie più possenti, e sarà necessario riprovarci dopo aver perfezionato il nostro setup.Il crafting è un elemento essenziale in Dauntless e possiamo dividerlo in due branche: alchimia e fabbricazione.
    Grazie all'alchimia è possibile creare pozioni e tonici che incrementano temporaneamente le statistiche, per poterli distillare è necessario però raccogliere piante e minerali durante l'esplorazione delle arene. La fabbricazione è molto più stratificata e vorace di risorse: tramite essa ci è concesso creare e potenziare armi ed armature, ma solo dopo essersi procurato i trofei del mostro di cui vogliamo realizzare il set. Più il pezzo d'equipaggiamento è potente, più le risorse da utilizzare sono rare. Talvolta è necessario menomare specifiche parti di una creatura (la coda piuttosto che una gamba) per ottenere un ingrediente specifico, questo innesca un processo di grinding che, con sorpresa, non è poi così noioso come potrebbe sembrare.
    Va detto che la nostra prova è durata circa una ventina d'ore, facile che chi vorrà spenderci su dieci volte tanto crollerà di fronte ad una ripetitività che s'avverte già dopo poco. Bisogna tuttavia considerare che il gioco ha ancora tanta strada davanti, e confidiamo che Phoenix Lab sappia gestire al meglio questa situazione. Attualmente il nemico più grande della godibilità sul lungo termine è l'assenza di strumenti che possano rendere i combattimenti più interessanti e profondi, dato che, acquisite una serie di competenze e conoscenze, le cacce possono risultare un po' piatte.
    La strada imboccata da Dauntless è comunque promettente, ed anzi non ci saremmo mai aspettati d'incappare in un esperimento così curato e con una personalità. Certo è che l'ispirazione al suo collega nipponico è evidentissima, sia nell'impostazione ludica che nel design di mostri, armi ed armature. Con quel suo stile cartoon coloratissimo, la creazione di Phoenix Lab risulta almeno gradevole, anche se non proprio iconica. La varietà delle creature non manca, sebbene siano presenti alcuni reskin e bestie dai simili connotati (tutti con un moveset unico, però).

    Ecco, magari ci piacerebbe vedere una maggiore differenziazione delle ambientazioni, che per ora son presenti nella forma di una regione boschiva, una savana ed una distesa gelata, nessuna delle tre particolarmente caratteristica. A parte un art design al quale si sarebbe potuto lavorare (e, auspicabilmente, si lavorerà) di più, Dauntless è insomma un gioco già da ora godibile e, per quanto accessibile, anche moderatamente complesso. Le build da poter costruire sono diverse, è possibile equipaggiare anche differenti tipologie di armi (spada, martello e doppi lame, a cui poi sono affiancate asce e lance dopo aver raggiunto un certo livello) ognuna di queste con diverse combo ed una "ultimate" con effetti unici. Per personalizzare ulteriormente i set si possono infondere armi ed armature con celle di diversa rarità, le quali si ottengono da lootbox assegnate al passaggio di livello o al completamento di talune missioni. È presente pure un sistema di microtransazioni poco invasivo e soprattutto che non garantisce benefici eccessivi a chi è intenzionato a spender quattrini. Per ora si possono acquistare animazioni per i cacciatori, modifiche estetiche, ingredienti oppure dei boost all'esperienza. Non ci è parso si possano acquistare direttamente le lootbox.

    Dauntless Dauntless ci ha sorpreso: non ci aspettavamo un gioco così curato ed avvincente, nonostante la sua dichiarata tendenza all’accessibilità. Ci sono gli elementi chiave che hanno reso celebre la serie di Monster Hunter, ai quali son però son stati sottratti gli aspetti che la rendono un po’ più elitaria. Nel gioco di Phoenix Lab, dunque, tutto è più semplice e veloce: il farming non è così estenuante, mentre i combattimenti non richiedono una grossa preparazione strategica. Non si faccia tuttavia l’errore di bollare Dauntless come un progetto banale e superficiale, perché dietro una curva di difficoltà molto permissiva risiede una struttura che contempla comunque una buona dose di grinding e che costringe a studiare i nemici e l’equipaggiamento da adoperare. C’è tempo prima del lancio ufficiale, le prime impressioni son però piuttosto convincenti.

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