Dead or Alive 6: scendiamo nell'arena del nuovo picchiaduro di Koei Tecmo

A poco più di un mese dall'uscita, abbiamo provato il sesto capitolo della saga di Koei Tecmo, in equilibrio tra accessibilità e profondità.

provato Dead or Alive 6: scendiamo nell'arena del nuovo picchiaduro di Koei Tecmo
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • C'è stato un tempo in cui il genere dei picchiaduro si poneva come punto di riferimento per il progresso tecnologico dell'industria videoludica; era il periodo dei cabinati, illuminato dalla luce sfolgorante di opere come Street Fighter II, Fatal Fury, Mortal Kombat e Killer Instinct, e poi l'indimenticabile Virtua Fighter, che aprì la strada all'era 3D, a Tekken, Soul Blade e a Dead or Alive. Proprio quest'ultimo arrivò nel 1996 in versione arcade, e venne poi adattato l'anno successivo per PlayStation e Saturn. Con l'evoluzione dei videogiochi, che pian piano si sono trasformati in un fenomeno di cultura pop, anche le diverse tipologie di gioco hanno intrapreso un processo evolutivo irrefrenabile. Il picchiaduro, nello specifico, vive oggi di un rinnovato vigore soprattutto grazie all'avvento della scena eSport, Ed è in questo contesto che cerca di muoversi il sesto capitolo della serie Koei Tecmo: Dead or Alive 6 pare infatti seguire una strategia bipartita nel tentativo di spiccare tra il marasma di fighting game, puntando da un lato su una maggiore accessibilità per i neofiti, e dall'altro su una struttura ricca di contenuti, più profonda e stratificata, che guarda anche al mondo dell'eSport.

    Modalità di gioco: tra certezze e novità

    Siamo volati a Londra per testare in anteprima una versione quasi definitiva del nuovo picchiaduro del Team Ninja, che - in seguito al recente rinvio utile per limare gli ultimi dettagli - arriverà su PC, PlayStation 4 e Xbox One il prossimo 1° marzo. Il contatto inziale con la produzione è avvenuto tramite il nuovo Story Mode del titolo: abbiamo quindi giocato il prologo e un paio di missioni del primo e del secondo capitolo della storia, che presenta la classica struttura a incontri introdotti o intervallati da cinematiche con le quali si sviluppa la narrazione.

    I principali personaggi incontrati nuovamente in questi primi capitoli sono Kasumi, Helena, Marie Rose e Hayate: la particolarità di questa modalità risiede nello schema con cui si avanza lungo l'arco narrativo. Da una parte ci muoveremo "in verticale", seguendo l'ordine cronologico degli eventi narrati, e dall'altra "in orizzontale", vivendo diverse situazioni che avvengono nel medesimo momento ai diversi lottatori.
    L'impegno proposto nello storytelling è certamente più ricercato in rapporto al passato, e lo si evince anche dalla scelta di riservare interi atti della storia a sole sequenze filmate (la spettacolarità d'altronde è sempre stata parte del DNA della serie).

    Non aspettatevi comunque rivoluzioni sostanziali per quanto concerne la qualità scrittura, la quale - almeno per quanto abbiamo potuto ammirare - si attesta al livello dei diretti concorrenti, senza brillare per guizzo ed inventiva.
    La seconda modalità che abbiamo provato, invece, introdotta per la prima volta in Dead or Alive 6, si chiama DOA Quest Mode. Qui il personaggio di NiCO, new entry di questo capitolo, ci introduce a diverse sfide nelle quali saremo chiamati a concludere un incontro eseguendo azioni specifiche (ad esempio atterrare tre volte l'avversario o terminare il duello con una combo di almeno 10 colpi consecutivi): quanti più requisiti soddisferemo, tanti più saranno i crediti di gioco da poter poi spendere nel DOA Central, tra nuovi costumi o accessori per i guerrieri, musiche ed altri extra. L'aspetto più interessante della Quest Mode è che tra le sue 96 prove (ciascuna con in media tre richieste) permette ai giocatori di acquisire una maggiore conoscenza degli attacchi e delle combinazioni più complesse: nel caso in cui un utente non sia in grado di completare un determinato obiettivo, alla fine della sfida il gioco proporrà un tutorial per imparare proprio l'azione che non è stato capace di eseguire.

    Di "addestramenti" veri e proprio comunque ce ne sono parecchi, e per tutti i gusti, all'interno della modalità Training, in cui troviamo l'Allenamento Libero, il Tutorial Semplice, il Command Training e la Combo Challenge (pensata per chi vuole giocare in competitivo). Non manca poi l'immancabile Fight Mode in cui fanno ovviamente capolino il Versus, l'Arcade, il Time Attack ed il Survival. Nella nostra prova non abbiamo purtroppo potuto sviscerare tutte queste opzioni di gioco, né toccare con mano l'offerta dell'online, per la quale si potrà scendere più nel dettaglio solo in sede di recensione.

    Come avvicinare i neofiti a Dead or Alive

    Come detto in apertura, parte della strategia di Dead or Alive 6 consiste nel rendersi ancor più accessibile di quanto già non fosse in passato, e per questo è stata inserita una novità sostanziale in termini di gameplay.

    Prima di addentrarci nella spiegazione di quest'aggiunta, tuttavia, è bene precisare che i fan di vecchia data possono dormire sonni tranquilli: il combat system, d'altronde, non è stato certo stravolto, e si basa ancora sulla classica tripartizione colpo - proiezione - prese. I moveset dei personaggi sono bene o male gli stessi di sempre e i tempi della lotta rimangono molto familiari: a scardinare un po' le carte in tavola, in ogni caso, subentra l'enorme elemento di novità di cui vi abbiamo appena accennato. Stiamo parlando del Fatal Rush, una mossa speciale attivabile premendo il dorsale destro del controller, che dà il via a una serie di quattro attacchi che non può essere interrotta da chi la subisce. Se il primo colpo va a segno, i tre successivi, per cui dovrete continuare a premere il dorsale, andranno a chiudere una combo rapida e spettacolare. La visione dietro a questa inedita feature è quella di dare anche ai giocatori meno esperti uno strumento d'attacco efficace e visivamente molto potente, così da poter infliggere un buon danno anche senza inanellare combinazioni complesse ed elaborate.
    Al dorsale è poi legata anche un'altra novità, il cosiddetto Break Gauge: colpendo l'avversario e incassando i suoi pugni si caricherà infatti un'apposita doppia barra posta sotto quella dei punti vita, che ci darà l'opportunità sia di eseguire un attacco speciale con tanto di animazione (Break Blow), sia di usare una contromossa utile contro qualsiasi tipo di colpo (Break Hold). Sempre presenti, infine, anche le Danger Zone e le interazioni con gli scenari, grazie alle quali arrecare ancora maggiori ferite ai nostri malcapitati contendenti.

    Nell'insieme, il rapporto con l'arena ci è parso molto più solido e realistico rispetto al passato, merito soprattutto del nuovo engine grafico, che - sul piano del dettaglio e dell'illuminazione - garantisce a Dead or Alive 6 un impatto estetico di valore.

    Dead or Alive 6 Tirando le somme, dalla nostra prova è emersa principalmente la volontà di Dead or Alive 6 di allargare la propria platea di giocatori rivolgendosi alle nuove leve, non solo proponendo loro modalità che riescano ad avvicinarle ai suoi personaggi e alle sue dinamiche, ma anche innovando il gameplay sulla scia di una semplificazione che è propria ormai da anni di alcuni picchiaduro. Con un occhio di riguardo per i nuovi arrivi, e senza snaturare l’essenza della serie, Dead or Alive 6 sembra avere tutte le carte in regola per conquistare una buona fetta degli estimatori dei fighting game. In ogni caso, il sesto capitolo del brand intende fare dell’equilibrio la sua arma vincente: in tal senso, per valutare adeguatamente la maggior stratificazione del gameplay sul piano competitivo, dell’eSport e dell’online, bisognerà aspettare la versione finale del gioco, che potrebbe insomma decretarne “la vita”, o “la morte”...

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