Desperados 3: ritorno nel Far West, abbiamo provato la demo

Dopo un breve incontro alla scorsa Gamescom, abbiamo finalmente testato la Beta di Desperados 3, ricavandone delle buone impressioni.

Desperados 3 4K
Anteprima: PC
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La nostra prima prova con Desperados 3 alla Gamescom ci ha permesso di scoprire questo nuovo titolo, e non c'è bisogno di ricordarvi che si è trattato di un colpo di fulmine; il lavoro svolto da Mimimi Games, infatti, sembrava già perfettamente a fuoco e soprattutto in linea con le nostre (sempre altissime) aspettative. Certo, mezz'ora di giocato non è sufficiente neanche per scalfire un Tetris, figuriamoci uno strategico in tempo reale con un tale livello di complessità. Perciò siamo rimasti in attesa, abbiamo ingannato il tempo con un revival di Shadow Tactics, e alla fine THQ Nordic è venuta a bussare alla nostra porta con un bel codice beta e una montagna di tempo per poterlo analizzare in tutta calma.

    Con questa nuova prova abbiamo messo le mani su ben sei missioni, incluso il tutorial e due provenienti dalle fasi avanzate del gioco, e in questo modo è stato possibile capire la vera entità del livello di sfida, comprese tutte le possibilità che i cinque personaggi giocabili sono in grado di offrire. Diciamo subito che l'atmosfera è identica a quella originariamente creata da Spellbound: stessa impostazione grafica, stessa qualità e raffinatezza del gameplay e perfino il medesimo "humour" che sferza le conversazioni fra i protagonisti. In poche parole Mimimi Games ha ricalcato il passato, ammodernando il possibile, e inserendo un buon numero di miglioramenti qua e là, a partire dall'interfaccia grafica. Insomma, nonostante gli anni che ci separano dal primo "Wanted Dead or Alive" (quasi venti!), il Far West strategico funziona ancora alla grande, e adesso vi spieghiamo come...

    Varietà e difficoltà

    Il copione è lo stesso: visuale dall'alto, prospettiva ruotabile e zoomabile a piacimento, e poi cinque personaggi da manovrare liberamente e in tempo reale contro un esercito di cowboy fasciati di rosso. Ogni missione corrisponde ad un'area piuttosto grande, e man mano che si avanza nella campagna queste diventano sempre più complesse, articolate e soprattutto sorvegliate. In genere ci si muove da un punto A ad un punto B, si raccolgono alcuni oggetti specifici necessari ed altri opzionali, e infine bisogna terminare qualcuno possibilmente senza alzare troppa polvere.

    Benché gli obiettivi di ogni incarico non siano mai troppo elaborati sul piano concettuale, il modo di completarli si rivela ben più sfaccettato. Ogni mappa è infatti distribuita su più livelli ed è colma di interazioni, regole e di modificatori sempre nuovi, pensati per far sì che non si ripeta mai due volte la stessa esperienza. Quando eravamo in Colorado, ad esempio, potevamo girare liberi per le vie principali delle città e, atteggiandoci in maniera normale fra la folla nessuno poteva dirci nulla, mentre nelle paludi della Lousiana -in piena zona di guerra- non potevamo nemmeno permetterci di lasciare impronte nel fango fresco o di calpestare pozzanghere, altrimenti venivamo scoperti e impallinati a dovere anche da cento yard di distanza.

    Nel nome della varietà si può nuotare, adottare un travestimento, nascondersi momentaneamente all'interno delle strutture e compiere tutte quelle piccole azioni che si fanno in uno stealth game, ovviamente tenendo sempre ben presenti i coni visivi dei nemici, tutt'altro che ciechi anche a difficoltà normale. Ecco, già che ci siamo parliamo un attimo di difficoltà, perché è una di quelle cose che vorrete senz'altro sapere: Desperados III è impegnativo, richiede capacità di analisi e velocità d'esecuzione, e vi diciamo subito che in alcuni casi può essere persino frustrante.

    Talvolta si ha addirittura la sensazione di trovarsi in un puzzle game, dove esiste un'unica (e in genere difficilissima) via possibile. Dopo aver fatto esperienza e aver lanciato un buon numero di imprecazioni, però, ci si rende conto che non è così, poiché alcuni percorsi sono semplicemente più cervellotici di altri, ma comunque sempre percorribili.

    Bisogna imparare ad amare -davvero- lo stealth, essere sempre concentrati e allo stesso tempo occorre avere la flessibilità di cogliere tutte quelle piccole opportunità che si manifestano in tempo reale fra noi e il nostro obiettivo. Ad ogni modo, già nella versione demo abbiamo incontrato missioni che superavano abbondantemente l'ora di gioco, e se la qualità che abbiamo assaporato in queste cinque mappe proseguirà per tutta la durata della campagna, ci sarà sicuramente da divertirsi.

    Vecchi banditi e nuovi furfanti

    Oltre alla varietà delle situazioni e alla complessità dell'ambiente di gioco, l'altro ingrediente fondamentale per la riuscita di un titolo del genere sono sicuramente i suoi personaggi, che con le loro abilità scolpiscono il gameplay stesso. Anche in questo capitolo sono cinque e, oltre ai grandi evergreen come Cooper il pistolero, Mc Coy il cecchino e O'Hara l'adescatrice, ci sono delle new entry piuttosto interessanti.

    Vogliamo concentrarci proprio sui nuovi arrivati, partendo proprio da Hector Mendoza, che è sicuramente un'ottima aggiunta al party, e che si potrebbe considerare come una via di mezzo fra i vecchi Sam e Sanchez del primo capitolo datato 2001. Oltre ad essere particolarmente simpatico Hector è anche gigantesco, praticamente una montagna bardata di pelliccia che porta sempre con sé la sua fidata tagliola XXL, e la ama a tal punto da avergli perfino dato un nome (Bianca).

    È talmente grosso che è l'unico in grado di abbattere nel corpo a corpo i nemici più coriacei a colpi di ascia, ed è anche capace di trasportare enormi pesi sulle sue spalle (tipo un bel barile colmo di olio infiammabile). Come avrete capito si tratta di un Trapper, ovvero quella tipologia di personaggi che ama le trappole e l'aria aperta, eppure -stranamente- non sa nuotare. Poco male, visto che si possono studiare i percorsi delle sentinelle per poi piazzare la famigerata tagliola nel loro percorso.

    È un tipo di tattica molto riflessivo, da veri amanti dello stealth, che però regala grandi soddisfazioni; un po' come il meccanismo di un orologio svizzero, a patto di ricordarsi di recuperare trappola e cadavere. Se poi non riuscite a prevedere i movimenti dei nemici, potete sempre chiamarli con il suo fischio collaudato, oppure stenderli con la doppietta d'ordinanza, ovvero l'unica arma in grado di sfoltire interi gruppi di avversari con il suo raggio d'azione a forma di cono.
    Dicevamo che Hector è un simpaticone e può svoltare facilmente una missione, ma se dovessimo stilare una classifica l'eroe più divertente sarebbe sicuramente Isabelle Moreau, il secondo nuovo acquisto della banda. È una sorta di maga voodoo di origini creole, viene dal profondo Bayou e ha sempre al suo fianco una gattina a mo' di minion, un po' come faceva Mya Jung con la sua scimmietta.

    Oltre al suo impeccabile accento locale, saprà sicuramente conquistarvi con il suo eccentrico set di skill, tutte estremamente utili e capaci di dare origine a delle vere carneficine su larga scala. Oltre all'abbattimento corpo a corpo estremamente silenzioso, infatti, Isabelle può contare sul controllo mentale dei nemici, costringendoli ad eseguire ogni vostro comando. Per esempio possiamo imporgli di portarci un oggetto, aprire una porta e ovviamente fargli sparare al collega vicino.

    L'unico limite è quello della distanza: bisogna rimanere entro un certo raggio, ma con un po' di pratica si ottengono ottimi risultati, anche perché se un cowboy spara ad un altro quello risponde, e senza fatica ne mandiamo a terra due al prezzo di uno. La cosa si fa ancora più interessante con l'aggiunta della sua terza abilità, ovvero il collegamento mentale. Proprio come si fa con le bambole voodoo, Isabelle può "legare" due personaggi fra di loro, e così quello che accade a uno si riflette automaticamente sull'altro. Scommetto che riuscite già ad assaporare il caos.

    Quest'ultima abilità si può usare anche in modo difensivo, curando sé stessi e in contemporanea un alleato, anche a lunga distanza. Se non bastasse, abbiamo anche un diversivo niente male, ovvero la gattina-minion che in qualsiasi momento può essere inviata a distrarre gli avversari per qualche secondo, e in caso li abbiate già collegati l'effetto verrà duplicato. Il bello di Desperados III è che, come accadeva in passato, i personaggi del party si compensano a vicenda, sono complementari, e dopo qualche missione si impara a gestirli al meglio e a sfruttare il loro pieno potenziale.

    Fenomenale è poi la modalità attacco sincronizzato, accessibile con il tasto shift, che corrisponde ad una pausa tattica in cui si può programmare ogni movimento degli eroi, per poi premere il grilletto e realizzare delle multikill chirurgiche e spettacolari: sicuramente una delle funzioni più riuscite del titolo, che non vediamo l'ora di approfondire a dovere. Se poi ad un certo punto il silenzio si facesse troppo assordante, potete sempre estrarre la sei colpi e scatenare il putiferio: non è elegantissimo, di sicuro attirerà ancora più guardie e vi renderà la vita difficile, ma vi garantiamo che il risultato è decisamente "catartico".

    Desperados 3 È con grande piacere che usciamo indenni e soddisfatti da questo secondo incontro con Desperados III, la cui uscita è ancora fissata per un generico 2020. Il titolo sviluppato da Mimimi Games e distribuito da THQ Nordic sembra praticamente ultimato, e tutto fila già liscio come l’olio, ad eccezione di qualche trascurabilissimo bug; vista la fedeltà al genere l’innovazione è quasi assente, e piuttosto si tratta di un restyling grafico e di un ammodernamento di alcune meccaniche al fine di renderlo più svelto ma non di certo meno complesso. La ricetta funziona ancora alla grande, e si dimostra in grado di rapire anche i più esigenti appassionati di strategia in tempo reale, soprattutto grazie ad un level design attento e strutturato e ad un poker di personaggi che sa tenere in piedi ogni scena. Resta ancora da confermare la varietà e l’effettiva libertà d’azione, che deve essere in grado di sorreggere una campagna ricca di sfida e magari anche altrettanto longeva. Insomma, la speranza è che venga presto annunciata la data di uscita, perché noi non vediamo l’ora di scoprire le origini della famigerata banda di Cooper.

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