Destiny 2 provato a Los Angeles: Gameplay e PvE

Invitati da Bungie a Los Angeles, abbiamo avuto modo di provare Destiny 2 e di scoprire tutte le novità sul gameplay e sul comparto PvE.

Destiny 2 - Story Mode e PvE
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Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Quando la raffica fulminea del fucile a impulsi si infrange sul nucleo centrale dei Goblin Vex, o quando il colpo preciso di un ricognizione fa saltare la testa di una Falange Cabal, ci si sente subito a casa. Destiny 2, dal punto di vista delle sensazioni di gioco, non si discosta molto dal suo predecessore, e in fondo va benissimo così. Ritoccare il gunplay stratosferico del primo capitolo, sconvolgere il feeling delle armi, sarebbe stato quasi criminoso, e la community avrebbe mal sopportato il cambio integrale di paradigma. In Destiny 2, insomma, si salta e si spara come si è sempre fatto, e pure il colpo d'occhio generale non è cambiato troppo (se non si guarda all'eccezionale versione PC, che stacca di diverse lunghezze il look di quella PlayStation 4). Ciò detto, chi si ostina a dire che il nuovo episodio dello shooter Bungie sembra più un enorme DLC che un capitolo inedito, deve avere completamente frainteso la presentazione avvenuta al Jet Center di Los Angeles.
Perché se è vero che si riconosce un'evidente continuità con la strada tracciata da Bungie in questi primi tre anni di vita del progetto, bisogna anche riconoscere che in Destiny 2 cambierà la struttura di quasi tutte le attività portanti, il sistema di progressione, e dettagli fondamentali come la categorizzazione delle armi. Se avete passato qualche centinaia di ore sui server dello sparatutto Bungie, saprete benissimo che non si tratta di una questione di poco conto, ma di un intervento di restauro che muta profondamente gli equilibri di PvP e PvE.
Oltre alle novità contenutistiche (pianeti inediti, tre nuove sottoclassi, mezzi pilotabili, aggiunte nel PvP), bisogna riconoscere insomma che Luke Smith, il nuovo game director di Destiny 2 (nonché colui che aveva riscritto la progressione dei personaggi introdotta dopo l'Anno 1), ha lavorato per superare quasi tutte le criticità riconosciute ed imputate al prodotto.
Destiny 2, insomma, è con tutta probabilità il frutto di un processo produttivo che è corso parallelamente allo sviluppo delle ultime espansioni, cominciato qualche anno fa e sfociato in una mole di novità decisamente consistente. Tanto che per raccontarle tutte serve un bel po' di impegno, e che pure dopo la lunga presentazione californiana, c'è ancora molto da scoprire nel corso dei mesi che verranno.

La Luce in trappola

Punto debole della prima incarnazione dello Shared World Shooter di Bungie, la storia e la narrazione avranno un ruolo fondamentale in Destiny 2. Che il team di sviluppo abbia lavorato attentamente a questo aspetto, lo dimostrano proprio le cinematiche che hanno fatto capolino in conferenza: i filmati approfondiscono in maniera interessante la mitologia del mondo di gioco, mostrando il risveglio di Zavala ed il lungo processo di costruzione della torre, avvenuto anni prima della venuta dei giocatori sulla Terra.

Destiny 2, tuttavia, racconterà un'altra storia, cupa e dolorosa. Racconterà infatti dell'attacco di Ghaul e della sua Legione Rossa, e dell'assalto spietato che porterà alla distruzione della torre. Bungie spiega che la nuova minaccia sarà molto diversa rispetto a quelle affrontate fino ad adesso: l'obiettivo di Ghaul non è infatti quello di distruggere la Luce, di ricacciare il Viaggiatore nelle cupe profondità del cosmo. Il "Dominus" dei Cabal si ritiene invece l'unico legittimo erede dei suoi poteri, e vuole fare in modo di "imprigionarli", raccoglierli per se e per il proprio esercito.
L'utente si troverà così a scoprire una figura in qualche modo duplice, spietata ma animata da un sincero desiderio di giustizia. L'attacco di Ghaul, in ogni caso, farà cadere le mura e costringerà gli abitanti della torre a fuggire e vivere da esuli. La flotta Cabal riuscirà a racchiudere il Viaggiatore dentro una sorta di barriera di contenimento, e -privati del potere dei loro spettri- Cayde, Zavala e Ikora cadranno senza scampo. Il primo obiettivo dei giocatori sarà quello di liberare il viaggiatore, per far risorgere così gli esponenti dell'avanguardia.
Come si svilupperà poi il racconto è un mistero, ma sappiamo che mentre sulla terra i guardiani cercheranno di ricostruire il proprio insediamento, i tre personaggi storici che finora presidiavano l'ultimo baluardo della luce si divideranno, diretti su tre pianeti in cui potranno saziare la propria sete di conoscenza (Ikora), gesta eroiche (Zavala), o più semplicemente di... loot (ça va sans dire: Cayde-6).

Al di là delle trascinanti cinematiche che porteranno avanti il plot di Destiny 2, l'idea di "disseminare" gli NPC nei vari mondi di gioco ci sembra potenzialmente molto interessante, soprattutto se oltre alla vecchia avanguardia troveremo nuovi personaggi pronti a darci missioni secondarie di diverso tipo. Anche la struttura delle missioni storia ci è parsa molto migliore: più spettacolarizzata (senza arrivare ai livelli di un Call of Duty), ritmata, e possibilmente meno iterativa rispetto al passato.
L'idea sembra davvero quella di separare nettamente l'avanzamento dello Story Mode dalle altre attività PvE, come gli Assalti (molto classici nello svolgimento e nella struttura) e le fasi Open World.
Ecco: se c'è una novità che forse avrebbe meritato più spazio all'interno della conferenza, è proprio quella legata al superamento delle pattuglie: da sempre una delle attività meno gradite dalla community di Destiny. In questo secondo capitolo le aree liberamente esplorabili dei quattro pianeti saranno notevolmente più vaste rispetto a quelle di Marte, Giove e Venere, e piene di sorprese. Ci saranno mappe del tesoro, questline secondarie da scoprire chiacchierando con qualche NPC, e soprattutto i "settori perduti", delle zone segrete presidiate da un boss, spietato custode di una cassa da cui recuperare armi ed equipaggiamenti. Finalmente, insomma, l'esplorazione assumerà una discreta importanza nell'economia di gioco, e le sequenze open world verranno "parificate" con le altre tipologie di attività, rappresentando una soluzione percorribile per lo sviluppo del personaggio.
Per il momento, tuttavia, non abbiamo avuto modo di mettere piede sui nuovi pianeti, e le promesse di Bungie andranno quindi valutate più avanti. Siamo molto curiosi di scoprire le atmosfere delle nuove zone, anche se a dire il vero il look di certi scorci intravisti nei trailer ci ha lasciato perplessi: alcune aree sembrano davvero troppo simili alle aree sulfuree di Venere, mentre certe mappe del Crogiolo (come la Corte della Vedova) ci avevano già dato un'idea di cosa aspettarci nella Zona Morta Europea, la nuova area collocata sulla Terra.
Oltre al nostro pianeta natale, in Destiny 2 potremo comunque mettere piede su Io (la luna di Giove che è stata l'ultimo corpo celeste toccato dal Viaggiatore prima della Caduta), Titano (satellite di Saturno completamente ricoperto da un oceano in tempesta, da cui svettano antiche strutture costruite su piattaforme isolate), e Nessus (un planetoide completamente consumato dai Vex, che ne hanno modificato profondamente la struttura). Un'altra notizia che renderà felici tutti i membri della community è che il passaggio da un pianeta all'altro avverrà senza bisogno di tornare in orbita: era ora!

A ciascuno la sua arma

Abbiamo detto in apertura che in Destiny 2 si spara come nel primo capitolo. Il feeling, in fondo, è quello, ma in verità ci sono delle revisioni importantissime al sistema di categorizzazione delle armi, e pure la gestione delle sottoclassi è stata pesantemente modificata.
In questo sequel, anziché avere tre slot dedicati alle armi primarie, secondarie e pesanti, troveremo armi cinetiche, energetiche e "Power Weapon". Nelle prime due categorie rientrano, oltre alle tipologie di armi tradizionali (cannoni portatili, fucili da ricognizione, impulsi, automatici), anche le armi da supporto e la nuova categoria delle Submachine Gun (possiamo considerarle come fucili mitragliatori ad alto rateo di fuoco, con una portata non eccezionale ed un caricatore molto esteso).

L'unica differenza sta nel fatto che le armi del primo slot non avranno danno elementale, mentre quelle del secondo slot spareranno colpi solari, ad arco o da vuoto. In pratica, sarà un po' come andare in giro con due primarie, la seconda delle quali potrà essere estratta all'occorrenza per distruggere gli scudi di qualche nemico.Fucili a pompa, fusion rifle e cecchini, invece, sono stati spostati nella categoria delle Power Weapon, dove incontrano i classici lanciarazzi e i nuovi lanciagranate: tendenzialmente, in questo slot si troverà tutto quello che può uccidere un altro guardiano con un singolo colpo. Ovviamente, recuperare le munizioni per le Power Weapon sarà molto difficile.
Questa trovata ci è sembrata importantissima sia sul fronte del PvP che su quello del PvE. In Crogiolo, ad esempio, viene annullata la possibilità che un colpo di sniper ponga fine alla vita di un guardiano dopo pochi secondi dall'inizio del match. Tutte le armi che con cui è possibile nuclearizzare un avversario con una singola bordata - a corta, media o lunga distanza - insomma, si potranno usare molto più raramente. Assieme ad un'operazione di leggero depotenziamento delle granate, questo rende i match molto più equilibrati.

Ma anche in PvE sembra disinnescata la dipendenza dalle armi secondarie, e Destiny 2 costringe insomma a stare più attenti, procedere meno speditamente, trovare le distanze giuste e alternare le due "primarie" a disposizione, senza la foga di disintegrare nugoli di avversari svuotandogli addosso due caricatori di shotgun. Notevoli modifiche sono state apportate anche al sistema di sottoclassi. Ce ne saranno tre inedite, che si affiancheranno ad alcuni (graditi?) ritorni. Il cacciatore, oltre al nuovo Fulminatore (in grado di evocare una lancia elettrica con cui attaccare i nemici), avrà a disposizione il ben noto Pistolero.
Il titano, oltre all'Assaltatore, potrà reinventarsi Sentinella, e utilizzare uno scudo intriso del potere del vuoto, da lanciare come fosse quello di Capitan America.
Lo stregone perderà la Radianza del Cantore del Sole, in favore di Lama Dell'Alba, che gli permetterà di evocare una lama fiammeggiante da lanciare contro gli avversari (un po' come i temuti Martelli dell'Alba che furono dei titani). Tutte le super delle varie sottoclassi, in ogni caso, potranno essere personalizzate, sbloccando delle abilità che ne modificheranno leggermente il comportamento. I guardiani ottengono infine una nuova abilità di classe, ricaricabile proprio come le granate e i colpi corpo a corpo. Si tratta di skill che permettono di vivacizzare le strategie di approccio allo scontro: gli stregoni possono attivare un cerchio che cura o potenzia chiunque si trovi al suo interno, i titani evocano un scudo protettivo in grado di bloccare i proiettili (ma molto più facile da aggirare rispetto alla vecchia bolla), mentre i cacciatori eseguono una schivata, che oltre a tirarli fuori dai guai permette di ricaricare completamente tutte le armi (o alternativamente l'energia del corpo a corpo).
Provate nel corso di un assalto, le tre classi divertono notevolmente, mantenendo una continuità con quelle del vecchio capitolo, ma mettendo in mostra un ritrovato dinamismo. L'impressione che abbiamo avuto è stata quella che le modifiche apportate al sistema di armi e sottoclassi siano sfociate in scontri più intensi, tesi, duri e prolungati.

Le unità che abbiamo dovuto fronteggiare, in ogni caso, erano in larga parte quelle che già conoscevamo, leggermente rivisitate per l'occasione. I nuovi fregi sulle armature degli Psionici, i tentacoli delle Arpie Vex che escono dalla loro corazza frontale, o i nuovi scudi delle Falangi Cabal ci si estendono fino a formare un'ampia barriera protettiva sono dei piccoli dettagli che solo i fan di lungo corso coglieranno. L'intelligenza artificiale non è cambiata di molto, ma vista la varietà di situazioni che gli assalti sono in grado di proporre non è un problema. Ci sono alcune "new entry", come le unità Cabal armate di lanciafiamme, o i Gladiatori che si precipitano sul giocatore pronte a tranciarlo con le loro lame. O ancora le "Bestie da Guerra", dei quadrupedi bardati con un'armatura corazzata che caricano a testa bassa i Guardiani. Per essere un "primo contatto" con Destiny 2, insomma, le novità non sono mancate: speriamo ovviamente di vedere altre unità inedite, e che pure le fila dei Caduti e dell'Alveare possano arricchirsi di qualche altro nemico. Per le prime impressioni sul Crogiolo (PvP), matchmaking e versione PC vi rimandiamo al nostro articolo di approfondimento. Per concludere, ecco dieci cose da sapere su Destiny 2.

Destiny 2 La lunga presentazione losangelina ha appena scalfito la superficie di quel prodotto mastodontico che sarà Destiny 2. Dobbiamo ancora scoprire quale sarà il sistema di progressione dei personaggi, e come verrà gestito il livello di luce (che era ancora presente nelle demo che abbiamo giocato). Engrammi, equipaggiamento e drop rate sono elementi fondamentali per valutare la tenuta di quello che sarà uno degli aspetti più importanti della produzione: l'endgame. E poi c'è il raid, ovviamente tutto da scoprire, e soprattutto le fasi open-world, molto promettenti stando alle parole del team, ma lasciate fuori da questo primo incontro con la produzione. Quel che è certo, al momento, è che Bungie ha lavorato per eliminare selettivamente tutte le mancanze del primo episodio, conservandone però inalterato lo spirito, il feeling, e soprattutto la qualità dell'immaginario. Destiny 2 è esattamente quello di cui i vecchi fan avevano bisogno, e allo stesso tempo un titolo che potrebbe essere la perfetta soglia d'ingresso per nuovi giocatori. In attesa della beta pubblica che si terrà in estate, speriamo di poter esplorare i territori selvaggi di Io, Titano e Nessus durante l'E3, e di mettere le mani anche sulle nuove sottoclassi. Il percorso che ci porterà fino al lancio, previsto per l'8 settembre è ancora molto lungo, e siamo sicuri che Bungie abbia in serbo molte altre sorprese.

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