Destiny 2 Ombre dal Profondo: l'assalto alla Fortezza Scarlatta

Dopo la prova della campagna di Shadowkeep, analizziamo gli assalti della nuova espansione di Destiny 2 in uscita il primo ottobre.

provato Destiny 2 Ombre dal Profondo: l'assalto alla Fortezza Scarlatta
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Tra le novità che Shadowkeep porterà con sé, oltre ad una questline focalizzata sulla terribile scoperta di Eris Morn e sulle insidie che si nascondono sotto la superficie lunare, troveranno spazio due assalti inediti. Rispettivamente ambientati su Io e sulla Luna, questi nuovi Strike saranno accompagnati da una totale riscrittura dei meccanismi che regolano il Cala la Notte, pensata per rendere questa attività più stimolante, complessa e significativa nell'economia dell'Endgame.

    L'idea di Bungie è quella di introdurre nuovi modificatori che garantiscano un ulteriore grado di profondità, favorendo soprattutto due cose: l'utilizzo dell'Artefatto stagionale, vero protagonista di questo update, ed una maggiore personalizzazione delle build, indispensabile per amplificare gli elementi ruolistici del gameplay. Nel corso della nostra visita a Seattle abbiamo potuto provare l'assalto ambientato nella Fortezza Scarlatta, dando un'occhiata approfondita alle meccaniche che Ombre dal Profondo porterà in dote.

    Sulle pagine di Everyeye.it trovate anche la prova della campagna di Destiny 2 Shadowkeep.

    L'attacco alla Fortezza Scarlatta

    Cominciamo col dire che l'assalto ambientato nella Red Keep sembra un grado, per struttura e sviluppo dell'azione, di scalare la classifica dei migliori Strike proposti da Destiny 2. L'obiettivo dei guardiani è quello di inseguire e neutralizzare Hashladun, Figlia di Crota, terribile maliarda che si annida all'interno del torrione che si erge al centro della fortezza.

    L'impresa che siamo chiamati a compiere è lunga e tortuosa: bisogna infilarsi nelle lugubri sale che le unità dell'Alveare scavano sottoterra, per poi finalmente riemergere nei cortili interni del forte. Districandosi fra ondate apparentemente interminabili di Schiavi, e sfuggendo alle lame implacabili dei Cavalieri, sarà necessario guadagnare l'accesso alle cerchie interne, superando ponti sospesi nel vuoto che ricordano le architetture già adocchiate nei santuari di Crota.

    Il colore rosso dei muraglioni e l'imponente presenza della torre, che come un enorme faro maligno ribadisce la sua presenza invadendo ogni scorcio, sottolineano in maniera convincente l'emergenzialità di una missione dura e opprimente.

    L'ultima fase dell'assalto prevede un'ascesa verso la vetta della struttura, in un ascensore che lentamente ci porterà allo scontro finale. Le meccaniche della battaglia con Hashladun ci sono parse tutto sommato regolari, ma il viaggio che porta a questo confronto è sicuramente interessante dal punto di vista scenico e valorizzato dall'intensità delle battaglie.
    Al netto delle caratteristiche dell'attività quello che più conta è, come dicevamo, la presenza di nuovi modificatori che si attivano affrontando lo Strike in modalità Cala la Notte. Da ora in poi il Nightfall (che viene persino indicato con un nuovo nome: Calvario) potrà essere giocato in cinque diverse difficoltà, e ciascuna aggiungerà specifici ostacoli.

    Non aspettatevi quindi un banale incremento del livello dei nemici, perché ci saranno alcune meccaniche esplicitamente pensate per i singoli Assalti, e soprattutto un ruolo fondamentale sarà giocato dai Campioni, unità nemiche con caratteristiche speciali. Questi pericolosi avversari potrebbero avere scudi più resistenti del normale, oppure una determinazione così forte che renderà impossibile stordirli con le armi classiche.

    Ancora, ci saranno Campioni "caricati" capaci di infliggere una poderosa quantità di danni. La presenza dei campioni verrà sottolineata da un piccolo simbolo geometrico (triangolo, quadrato o cerchio) collocato a fianco del loro nome: un suggerimento che permetterà di capire come neutralizzarli nel migliore dei modi. Per affrontare questi tenaci colossi dovremo infatti utilizzare un'arma con la giusta mod: ci saranno Colpi Perforanti in grado di bucare gli scudi speciali, proiettili capaci di Stordire i Campioni infuriati, e colpi che invece disturberanno gli avversari caricati, riducendo la rigenerazione della salute e il danno inflitto. La particolarità di queste mod è che potranno essere ottenute soltanto grazie all'Artefatto Stagionale. Non sappiamo ancora quanta esperienza dovremo investire per ottenere tutti i modificatori dell'Artefatto, ma siamo certi che i suoi "doni" siano l'unico modo per superare le attività più ardue. Per sperare di concludere l'Assalto a difficoltà Leggenda (la quarta su cinque disponibili) sarà infatti indispensabile che il team lavori sulle proprie build, personalizzando le armi per aggiungere gli effetti di cui dicevamo.

    I Guardiani dovranno insomma "specializzarsi", per risultare più efficaci contro determinate tipologie di nemici: un aspetto che aumenta l'importanza del substrato ruolistico di Destiny ed aggiunge un ulteriore livello di profondità oltre a quello dei danni elementali.

    Le funzioni dell'Artefatto

    La prova diretta ha confermato che per portare a termine il Calvario è necessario coordinarsi con i compagni ed avere un "loadout" ben studiato, a tutto vantaggio del senso di sfida e soddisfazione. La contropartita sarà ovviamente determinata da ricompense più interessanti, fra cui le risorse utili a perfezionare i pezzi di armatura ed una maggiore probabilità di ottenimento degli Esotici.

    La funzione dell'artefatto non si esaurisce qui. Bungie ribadisce, anzi, che in ogni stagione investire esperienza nell'artefatto permetterà di continuare a salire di livello ben oltre il cap, in un processo idealmente infinito di sviluppo del personaggio.

    Ovviamente tutti questi progressi verranno azzerati durante la stagione successiva (che del resto porterà con sé un nuovo artefatto), ma insomma chi vorrà giocare con continuità nel corso delle "season" non si troverà mai di fronte ad un blocco integrale dei progressi. Un'idea interessante per tenere sempre attiva la community e ridurre il malcontento dei fan più attivi.

    Fra le mod dell'artefatto, inoltre, ne troviamo alcune dedicate alle nuove Mosse Finali. Queste possono essere eseguite su un nemico in fin di vita, quando sulla sua testa compare un apposito indicatore.

    Normalmente questi attacchi permettono di uccidere in maniera rapida e, soprattutto, spettacolare, ma grazie alle mod sarà possibile fare in modo che abbiano delle funzioni aggiuntive. Una mossa finale andata a segno potrebbe per esempio generare un pacchetto di munizioni pesanti, consumando al contempo metà della barra della Super.

    Questa è un'altra delle novità più importanti di Shadowkeep: l'indicatore della Super Abilità sarà diviso in quattro segmenti, che potranno essere "sacrificati" per attivare gli effetti speciali dei colpi letali. Si tratta di una trovata che aumenta ulteriormente la pluralità di approcci garantita ai giocatori, ampliando le possibilità di personalizzazione delle Armature 2.0.

    Ovviamente dopo una prova preliminare è impossibile valutare con esattezza l'impatto che queste novità avranno sugli equilibri di gioco, ma per il momento le impressioni sono estremamente positive. Bungie vuole rendere il gameplay distintivo di Destiny 2 più profondo e malleabile, senza per questo rinunciare alla piacevolezza delle sparatorie per concentrarsi soltanto sulla componente matematica e statistica. Unitamente al ritorno dei valori di Forza, Disciplina e Intelletto, le Mod stagionali permetteranno un grado di personalizzazione delle build mai visto all'interno dello Shared World Shooter dei ragazzi di Seattle. Guardiamo quindi con molto interesse a queste operazioni di restauro e perfezionamento delle meccaniche di gioco, nell'attesa di scoprire, fra qualche giorno, come reagirà la community e se sarà possibile parlare di una piccola rivoluzione ludica in seno a Destiny 2.

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