Destiny 2: le prime ore con Ombre dal Profondo in attesa della recensione

Destiny 2 Shadowkeep è arrivato, e dopo diverse ore passate con l'espansione dello sparatutto di Bungie possiamo dare qualche giudizio preliminare.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Nonostante i problemi di accesso ai server di Ombre dal Profondo che hanno tormentato i giocatori per diverse ore dopo il lancio ufficiale, l'arrivo di Shadowkeep ha dato una bella sferzata alla community di Destiny 2. I fan dello sparatutto di Bungie si sono riversati in massa sulla Luna, per scoprire quali segreti avesse riportato alla luce Eris Morn e, soprattutto, quanto efficaci possano risultare le nuove meccaniche di gioco e l'inedito sistema di progressione.

    Prima di dare un giudizio definitivo sugli interventi di restauro operati da team di Seattle dovremo ovviamente aspettare qualche settimana, se non altro per valutare con cognizione di causa i contenuti della Stagione dell'Intramontabile, che aggiungeranno un Raid ambientato nel Giardino Nero e un'attività specificatamente correlata all'invasione Vex. Per il momento, comunque, possiamo già condividere le nostre impressioni sul racconto e sui primi contenuti di Shadowkeep, mentre ancora siamo impegnati nella scalata che ci porterà verso il nuovo level cap.

    Una svolta necessaria

    La campagna di Ombre dal Profondo testimonia in maniera evidente che Bungie ha finalmente deciso di cambiare passo, almeno per quanto riguarda la qualità della sceneggiatura e l'intensità degli eventi che da ora in poi travolgeranno il mondo di Destiny 2. Il racconto di questo DLC si focalizza interamente sulla terribile scoperta effettuata da Eris Morn che, seguendo le indicazioni della Regina degli Insonni e d'accordo con l'Avanguardia degli Stregoni Ikora Rei, si era imbarcata in una missione solitaria per scovare i veri nemici del Viaggiatore.

    Il giocatore viene quasi colto alla sprovvista quando, varcati gli enormi cancelli della Fortezza Scarlatta, si trova all'interno di una gola che scene in profondità, portandolo di fronte all'immane profilo di una nave piramidale. Uno degli elementi più chiacchierati e misteriosi della mitologia di Destiny viene quindi tirato in ballo, ed in maniera piuttosto concreta. Tutto ci fa capire che all'interno di quella smisurata piramide, arenata da secoli nelle profondità della Luna, ci sia la manifestazione più vera e concreta dell'Oscurità.

    Anche solo la prospettiva di entrare all'interno della nave sarà uno stimolo fondamentale per il giocatore, che di buona lena si dedicherà a tutti gli incarichi suggeriti da Eris. La questline principale di Shadowkeep, tuttavia, si focalizza soprattutto sull'Alveare, o meglio sui suoi artefatti: l'obiettivo è quello di recuperare un potente Criptoglifo, oggetto che riesce a forgiare armi e armature a partire dalle essenze oniriche degli Incubi.

    Questi "nuovi" nemici non sono altro che le manifestazioni concrete di traumi latenti nella mente dei Guardiani, risvegliate proprio dalle entità nascoste all'interno della nave piramidale. Purtroppo a livello di gameplay l'introduzione degli Incubi, ammesso che si possa considerare un'aggiunta vera e propria, non sposta di una virgola gli equilibri del gioco, visto che modelli e routine comportamentali sono esattamente gli stessi dei nemici di sempre, riproposti qui in versione potenziata.
    In ogni caso il viaggio necessario ad esplorare le profondità della Fortezza Scarlatta, uccidere la Maliarda che veglia dall'alto della sua Torre, impossessarsi del Glifo e plasmare l'armatura con cui entrare nella nave durerà circa sette ore, portandovi alla scoperta di tutte le attività disponibili sullla Luna e dei principali punti d'interesse della nuova destinazione.

    La conclusione della questline, purtroppo, risulta un po' meno forte di quanto ci aspettassimo, con un cliffhanger che rimanda ancora una volta l'incontro con gli emissari dell'Oscurità. L'ultima missione incuriosisce ed emoziona, soprattutto se siete giocatori di lungo corso e fate attenzione ai dettagli, ma il filmato finale rimane troppo criptico e poco esplicativo.

    Avremmo preferito scoprire qualche dettaglio in più sui nemici che ben presto dovremo affrontare, osservarne in qualche modo le fattezze, e invece abbiamo solamente la conferma delle loro temibili capacità, cioè quelle di giocare con la mente e la coscienza dei Guardiani (e addirittura degli Spettri).

    Al netto di questa parziale delusione siamo ben felici di riscontrare un netto miglioramento dei dialoghi e della caratterizzazione dei personaggi. Nelle parole di Eris Morn e nella sua voce piagata ritroviamo finalmente lo stesso bagliore che fino ad oggi si scorgeva soltanto nei testi dei Trionfi. Eris ci appare come una figura dolente, costretta a portare addosso le cicatrici di un fallimento che la tormenta senza sosta. Le sue reazioni aspre e perentorie, il distacco con cui liquida il senso di colpa di Ikora in uno dei dialoghi delle scene d'intermezzo, sono momenti preziosi che ci riempiono di speranza per il futuro di Destiny, almeno sul fronte narrativo.

    Non ti avevo già visto prima?

    Venendo alle varie attività proposte da Shadowkeep, è purtroppo inevitabile utilizzare ancora una volta una parola che i giocatori di Destiny hanno incontrato fin troppo spesso: riciclo.In questo caso la situazione è un po' diversa dal solito, dal momento che tutti i contenuti sono estratti dal primo capitolo della saga e trascinati di peso all'interno dell'episodio più recente.

    Non si tratta quindi un un semplice "riutilizzo", come spesso accadeva nelle espansioni del Destiny originale, ma di una sorta di "riqualifica". Fra l'altro potrà capitare che alcuni utenti arrivati nell'universo Sci-Fi di Bungie solo in occasione della Guerra Rossa possano avvertire un forte senso di meraviglia di fronte alle prospettive lunari ed alle storie che queste raccontano.

    Anche questo è un dettaglio che va messo in conto: se siete fra quei giocatori che non conoscono le origini del brand (potete recuperare la nostra recensione di Destiny 2), la proposta di Shadowkeep vi sembrerà eccelsa anche in termini di novità e contenuti.

    Un po' meno stupiti saranno invece gli utenti che frequentano Destiny da tempo immemore; per loro, semmai, sarà più avvertibile un effetto-nostalgia comunque piacevole e positivo. Questa sensazione si avvertirà anzitutto esplorando la Luna, destinazione che recupera in larga parte le aree già solcate ai tempi di Crota. Il lavoro di allargamento e reinterpretazione degli spazi, in ogni caso, rimane potente ed efficace, e non solo per l'ingombrante presenza della Fortezza Scarlatta e della sua torre minacciosa, ma anche per l'introduzione di quattro Settori Perduti davvero incredibili.

    Una volta ancora questi contenuti apparentemente secondari si rivelano preziosissimi per Destiny 2, ed il lavoro di Bungie si conferma impressionante a livello di scenografie e narrativa emergente. All'interno di queste aree si riscoprono infatti i resti delle prime spedizioni lunari effettuate durante l'Età dell'Oro: architetture e tecnologie sono molto più simili a quelle dei nostri tempi, per un effetto quasi straniante che amplifica ancora di più le qualità sceniche del meraviglioso universo sci-fi assemblato da Bungie.
    Mentre la nuova destinazione e l'assalto inedito sono promossi a pieni voti, è un po' più difficile mandar giù l'approccio utilizzato con le Cacce all'Incubo, nuove attività affrontate durante la storia e poi disponibili liberamente (legate, fra l'altro, ad una delle "pietre miliari" settimanali). Queste non sono altro che mini-assalti, nel senso più pieno del termine: si tratta infatti di stralci degli Strike inseriti nel primo Destiny, che ci riportano ad esempio nel ketch di Taniks o nella fossa di Phogoth.

    Per un utente di lungo corso è davvero difficile giustificare pienamente un approccio del genere, ed è chiaro che il piacere di percorrere, ancora una volta, "il viale dei ricordi", non può essere l'unico valore di un DLC importante come Shadowkeep. Speriamo quindi che, pur essendo ambientato nel Giardino Nero, almeno il Raid ci faccia esplorare aree completamente inedite.

    Resta comunque vero che, sotto certi aspetti, l'approccio di Bungie può essere, se non giustificato, quantomeno compreso. In seguito all'allontanamento da Activision e quindi alla perdita dei due team di supporto del publisher (Vicarious Vision e High Moon Studios), andare a ripescare i contenuti del capitolo originale era l'unico modo presentare un pacchetto corposo in breve tempo.

    D'altro canto nessuno ha mai veramente accettato la perdita di tutta la grande ricchezza contenutistica accumulata nei tre anni di vita del primo Destiny, ed è quindi importante che il team voglia in qualche modo recuperarla. La speranza, se questa tendenza dovesse continuare, è che Bungie non lo faccia a spese dei giocatori, ma magari grazie ad update dal costo ben meno esoso.

    Vincere la battaglia, ma non la guerra

    Fermo restando che l'introduzione delle Cacce all'Incubo non influirà in maniera consistente sulle routine del "ciclo di farming", e che una volta raggiunto il soft cap di 900 si dovrà comunque procedere grazie ad Engrammi Eccelsi, sfide settimanali e attività di alto grado (Raid e Cala la Notte), il sistema di progressione stagionale e l'introduzione dell'Artefatto ci sembrano due novità più che ottime.

    L'accumulo di esperienza diventa finalmente fondamentale non solo per ottenere un misero engramma dell'Everversum, ma per sbloccare una serie di ricompense piuttosto interessanti. Il progresso di livello nel pass stagionale è ben scandito, si articola lungo 100 livelli, e i premi risultano comunque interessanti.

    Ancora più utile è l'Artefatto, che oltre a permettervi di guadagnare Mod specifiche utili per affrontare il Calvario (come vi abbiamo spiegato nel nostro provato su Destiny 2 e la Fortezza Scarlatta) può anche farvi ottenere un bonus di potere, velocizzando l'ottenimento di preziosi livelli extra. Questo sistema di sviluppo si integra ottimamente con le taglie, che adesso possono essere acquistate ad oltranza spendendo un misero quantitativo di Lumen.

    Chi vuole continuare a giocare incessantemente, insomma, può farlo senza dover aspettare i reset quotidiani, e avendo bene in mente un obiettivo concreto legato al progresso dell'Occhio del Guardiaporta. Basterebbe quest'ultima affermazione per far capire quanto concretamente Bungie abbia ascoltato i feedback degli utenti più affezionati, cercando di delineare una progressione più estesa ed evitando quindi che i contenuti stagionali si consumino troppo in fretta.

    Ovviamente per saggiare l'efficacia di questi nuovi meccanismi servirà un po' di tempo, ma per il momento la direzione intrapresa dal punto di vista della struttura ci sembra più che giusta. Nelle prossime settimane, mentre affronteremo l'invasione dei Vex, vi faremo sapere se le impressioni positive dei primi giorni di gioco potranno essere confermate.

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