Destiny 2: provata la Beta del nuovo sparatutto Bungie

Abbiamo provato la Beta di Destiny 2 che permette di testare (tra le altre cose) la prima missione della campagna e l'Assalto La Spirale Invertita.

Destiny 2 Beta
Anteprima: Playstation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La beta di Destiny 2 si presenta ai nastri di partenza con il difficile obiettivo di rassicurare i fan di lungo corso e conquistare nuovi proseliti, convincendo anche chi era rimasto scottato dal primo episodio dello sparatutto Bungie. Un compito dannatamente complesso, soprattutto per quanto riguarda il secondo punto: chi non ha seguito fino in fondo la parabola del primo episodio, del resto, potrebbe non cogliere l'importanza di alcuni fondamentali cambiamenti alla categorizzazione delle armi, al bilanciamento complessivo delle abilità, e pure al sistema di statistiche del personaggio. Si tratta di piccoli ma significativi interventi correttivi, che puntano in direzione di un'esperienza di shooting decisamente più equilibrata, tenuta e piacevole.
    Per chi ha giocato con costanza al primo Destiny, insomma, queste modifiche sono tutt'altro che secondarie, ed anzi rappresenteranno probabilmente uno dei punti di forza di un secondo capitolo che, in ogni caso, non vuole certo stravolgere l'impasto ludico di base. È ovvio, insomma, che in linea di massima Destiny 2 appaia molto simile al sui predecessore, soprattutto in termini di colpo d'occhio e gunplay.
    E va bene così, in fondo: perché se nel primo capitolo c'erano due elementi indubitabilmente saldi e capaci di risaltare nel panorama degli shooter moderni, questi erano sicuramente la solidità dell'immaginario e -soprattutto- il glorioso feeling delle sparatorie. Il peso delle armi, il ritmo delle raffiche, la traiettoria delle granate, la chirurgica precisione degli headshot: tutti questi dettagli tornano sostanzialmente immutati, per metterci di fronte -ancora una volta- ad un gameplay intenso, palpitante, avvolgente.
    Quindi sì, è bene ribadirlo una volta per tutte: che Bungie abbia deciso di percorrere la strada della continuità, almeno sul fronte della componente ludica, non può che essere considerato un fattore positivo. Ovviamente ci si aspetta che, a livello di contenuti, panorami, tipologie di nemici e di attività, Destiny 2 possa riservarci qualche sorpresa: uno "scossone" che magari questa beta non ha ancora lasciato intravedere.
    Ma per discutere di questo aspettoo ci toccherà ovviamente aspettare il gioco finale (o qualche altra versione di prova).

    Uno dei più grandi problemi identificato sia dai "profani" che dai giocatori assidui, in ogni caso, è sempre stato quello riguardante la qualità della trama. La versione "vanilla" di Destiny fu abbastanza disastrosa, e al di là dei picchi del Re dei Corrotti e qualche solido spunto colto solo a metà da Rise of Iron, il lavoro sul fronte narrativo non è mai stato esuberante. Ecco, se c'è una cosa che questa beta riesce a fare, è rassicurarci un bel po' sulla direzione che Bungie ha voluto prendere.
    La versione estesa della missione iniziale, con tanto di mini-boss e cut-scene conclusiva, è una esplicita dichiarazione d'intenti. Il racconto della caduta è ben sviluppato, l'attività sufficientemente lunga e articolata, con diversi momenti memorabili (come l'assedio della piazza della torre) ed un bel respiro narrativo. Le scene d'intermezzo non spezzano il ritmo dell'avanzamento, e riescono finalmente a mettere al centro della scena personaggi che fino ad oggi avevano avuto un ruolo decisamente passivo.
    E poi c'è lui, Ghaul, il mattatore della Legione Rossa: quasi una versione Cabal di Darth Vader, con la faccia sfregiata ed un respiratore che gli copre la bocca: una sorta di Bane alieno, che disprezza la debolezza degli uomini, e vuole catturare il potere del viaggiatore. La scena finale, che in pochi istanti racconta della tragica caduta dei guardiani, lascia il giocatore con la voglia di rivalsa, e prepara il terreno per quella che speriamo possa essere un'avventura grandiosa.

    Shottami

    Dicevamo, in apertura, delle modifiche operate al bilanciamento e soprattutto al sistema di armi.In questo sequel, anziché avere tre slot dedicati alle armi primarie, secondarie e pesanti,
    troveremo armi cinetiche, energetiche e "distruttive". Nelle prime due categorie rientrano, oltre alle tipologie di armi tradizionali (cannoni portatili, fucili da ricognizione, impulsi, automatici), anche le armi da supporto e le nuove Mitragliette (in originale "SMG", bocche da fuoco ad alto rateo, con una portata non eccezionale ed un caricatore molto esteso).L'unica differenza sta nel fatto che le armi del primo slot non avranno danno elementale, mentre quelle del secondo slot spareranno colpi solari, ad arco o da vuoto. In pratica, sarà un po' come andare in giro con due primarie, la seconda delle quali potrà essere estratta all'occorrenza per distruggere gli scudi di qualche nemico. Fucili a pompa, fusion rifle e cecchini, invece, sono stati spostati nella categoria delle Armi Distruttive, dove incontrano i classici lanciarazzi e i nuovi lanciagranate: tendenzialmente, in questo slot si troverà tutto quello che può uccidere un altro guardiano o un nemico di basso rango con un singolo colpo. Ovviamente, recuperare le munizioni per le Power Weapon sarà molto difficile.
    Questa trovata ci è sembrata importantissima sia sul fronte del PvP che su quello del PvE. In Crogiolo, ad esempio, viene annullata la possibilità che un colpo di sniper ponga fine alla vita di un guardiano dopo pochi secondi dall'inizio del match. Tutte le armi che con cui è possibile nuclearizzare un avversario con una singola bordata - a corta, media o lunga distanza - insomma, si potranno usare molto più raramente. Assieme ad un'operazione di leggero depotenziamento delle granate, questo rende i match molto più equilibrati.
    Ma anche in PvE sembra disinnescata la dipendenza dalle armi secondarie, e Destiny 2 costringe insomma a stare più attenti, procedere meno speditamente, trovare le distanze giuste e alternare le due "primarie" a disposizione, senza la foga di disintegrare nugoli di avversari svuotandogli addosso due caricatori di shotgun. Bisognerà ovviamente capire se questa "tensione" verrà mantenuta indipendentemente dal livello di luce, o se una volta "maxato" il nostro guardiano sarà possibile chiudere gli Assalti in una manciata di minuti e senza la opportuna difficoltà che in questa Beta invece si avverte.
    Per il momento, come dicevamo, tutti gli interventi di "restauro" operati dal team ci sembrano davvero ottimi.

    Spariscono ad esempio i valori di Forza, Intelletto e Disciplina, così che i tempi di ricarica di granate, corpo a corpo e Super Abilità siano uguali per tutti i guardiani. E ci sembra davvero strano sentire utenti che si lamentano che questi caricamenti sono troppo lenti, quando uno dei problemi più evidenti del primo Destiny, soprattutto negli ultimi tempi, era proprio relativo all'abuso di granate, palmate fulminanti e spallate (a proposito, niente più "sky diving" per il Titano!). Adesso le granate sono meno determinanti per l'andamento di un match in PvP, e le super sono generalmente più rare anche in PvE (così da fare in modo che la raccolta di sfere di luce diventi un elemento più importante).Si tratta, fondamentalmente, di un graditissimo "ritorno alle origini", di una salvifica operazione di pulizia che rende, nell'economia di gioco, più importanti i proiettili che le esplosioni.Da notare che pure il funzionamento delle statistiche di Agilità, Recupero e Armatura è cambiato: adesso le prime due si chiamano Mobilità e Resilienza, ma al di là delle questioni lessicali, non sono più legate alle build della sottoclasse, quanto ai pezzi di armatura equipaggiata. Ciascun elemento della corazza (tranne la corazza di classe e lo spettro) avrà un tris di valori, e sarà quindi grazie al proprio "loadout" che il giocatore potrà decidere se privilegiare la resistenza ai colpi, la rapidità dei movimenti o la velocità con cui gli scudi cominceranno a ricaricarsi.
    Da citare, in ultimo, l'arrivo di nuove sottoclassi che si affiancano ad alcune conferme, così come l'aggiunta di un'abilità di classe distintiva per Stregoni, Cacciatori e Titani. Vi suggeriamo di dare un'occhiata all'articolo che abbiamo redatto in occasione del reveal e della prima prova con mano, per avere un'idea più precisa anche di queste novità.

    Destiny 2 Al netto di qualche intoppo di connettività e alcune problematiche riscontrate da diversi utenti (ma del resto le beta servono anche a rilevare e correggere per tempo problemi del genere), la versione di prova di Destiny 2 ci lascia molto ottimisti sulla riuscita del prodotto finale. Si tratta di una beta sicuramente meno densa rispetto a quella del primo capitolo, e per una precisa scelta del team di sviluppo: che decide di non giocare subito tutte le sue carte, e fa ancora il misterioso per quanto riguarda le fasi di esplorazione libera, la vastità dei quattro pianeti esplorabili, la qualità delle questline. Ovviamente saranno anche questi elementi (assieme alla varietà di modalità in Crogiolo ed alla struttura del Raid) a determinare il successo di Destiny 2. Per tirare le somme, quindi, bisognerà quindi aspettare ancora un bel po'. Tuttavia al momento il gioco convince, e pure sul fronte tecnico: giacché i miglioramenti al colpo d'occhio sono evidenti, fra effetti particellari più convincenti, shader molto efficaci, effetti di luce migliorati, e pure una maggiore quantità di dettagli poligonali. E poi c'è un impasto sonoro che stacca di diverse lunghezze quello del predecessore, se non come intensità dei temi d'accompagnamento, almeno per tridimensionalità e limpidezza dei sample. Anche le novità del Crogiolo, di cui parleremo più approfonditamente in altra sede, ci sembrano indovinate. Ma a convincere più di ogni altra cosa è l'approccio generale: Destiny 2 non sconfessa le conquiste del suo predecessore, e ci presenta lo stesso gunplay travolgente, in una versione che ad oggi sembra più bilanciata, meno chiassosa, più intensa. E con una trama che, fin da subito, punta in alto. Vedremo come andrà a finire, ma il potenziale per tenersi stretta la sua community e tentare di allargarla poco a poco non manca di certo. Noi, sicuramente, ci saremo fin dal Day One.

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