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Devil May Cry 5: a caccia di demoni nel nuovo gioco Capcom

Dopo l'annuncio all'E3 di Los Angeles, Capcom approfitta della Gamescom per mostrare una demo giocabile di Devil May Cry 5.

Devil May Cry 5
Anteprima: Xbox One X
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Devil May Cry è tornato. Quello vero, s'intende: quello delle origini, senza nessuna abbreviazione né protagonisti "emo" in crisi esistenziale. Potremo riassumere così, in buona sostanza, il messaggio che Capcom vuole mandare alla sua fanbase con la demo approntata per la Gamescom, prima occasione in cui il quinto capitolo di una delle saghe action che hanno scolpito la storia del genere si è lasciato toccare con mano. Stringendo il Joypad bastano pochi istanti per sentirsi a casa: sebbene il protagonista di questa nuova avventura non sia più Dante (che a giudicare dal primo trailer sembra un bel po' invecchiato), il ritmo dei fendenti ci riporta subito alla mente gli episodi più tradizionali, lontanissimi dalla contestata (ma comunque interessante) parentesi di Ninja Theory. Pervasi da una sincera esaltazione, mentre al margine dello schermo compare e vibra la valutazione alfabetica (da Brutal ad Awesome, salendo su fino a Stylish), affettiamo schiere di demoni e affrontiamo bestioni giganteschi, fermamente convinti che dopo il rilancio di Resident Evil, Capcom abbia le carte in regola per fare un altro grande centro, con questo Devil May Cry 5.

    Mi stacco il braccio e te ci meno

    Il sistema di controllo è semplice ed essenziale. Il tasto per l'attacco principale è uno solo, e basta una rapida pressione per vedere Nero esibirsi in un fendente rapido e deciso, eseguito con un gesto esibito, quasi plateale. L'esecuzione delle combo, si basa, proprio come un tempo, sull'alternanza di pause e pressioni, e ovviamente sull'utilizzo dei modificatori direzionali. Inclinando in avanti la levetta analogica Nero si lancia a testa bassa contro un nemico, "tirandola" indietro - invece - lo solleva con a mezz'aria con un colpo ascendente, eventualmente per raggiungerlo in salto così da innescare una spettacolare combo aerea. Del resto l'obiettivo, in Devil May Cry 5, non è quello di uccidere tutti gli avversari che infestano le aree di gioco, ma di farlo nella maniera più stilosa possibile. Per non perdere la combo ci si può aiutare con i colpi a distanza: i tonanti proiettili della pistola che servono, eventualmente, anche per mantenere gli avversari in elevazione dopo averli scagliati in aria.

    La gestione della telecamera è libera, ma c'è un sistema di aggancio dell'inquadratura che permette di focalizzarsi su un singolo nemico, trasformando il tasto usualmente adibito al salto in una schivata laterale. Il gameplay non è solo familiare, ma è anche rapido, intenso; accessibile ma profondo. Non è difficile giocare a Devil May Cry 5, e massacrare impunemente le orde di demoni che ci si parano davanti: difficile è invece raggiungere l'esecuzione perfetta, l'estasi della combo, inanellando senza un errore un colpo dopo l'altro, e spostandosi di avversario in avversario senza tempi morti. È questa la differenza (perdonateci l'espressione in linea con la personalità esplosiva del protagonista) fra "giocare a Devil May Cry" e "spaccare i culi"!
    Direttamente dal quarto capitolo (ma anche dallo "spin-off" apocrifo di Ninja Theory), qui torna pure la possibilità di afferrare i nemici grazie al braccio meccanico di Nero, per avvicinarli al protagonista e riempirli di colpi. È anche grazie a questa trovata che, sebbene l'esecuzione degli attacchi sia abbastanza "stanziale" (Nero resta ben piazzato sul posto ad ogni fendente), il gameplay è discretamente movimentato, dinamico e dal ritmo decisamente sostenuto.
    E rimanendo in tema di braccio meccanico, sembra che questo abbia un ruolo fondamentale durante gli scontri. Grazie alla sua protesi fiammante, infatti, Nero è in grado di eseguire un paio di mosse fondamentali: un attacco ad area per intontire i gruppi di nemici che lo stano accerchiando, ed una sorta di "fucilata" energetica che pare in grado di interrompere tutti gli attacchi. Il punto chiave di questa nuova feature è che Nero sacrifica fisicamente il suo braccio durante l'esecuzione della mossa, fino a lasciare bene in vista il suo moncherino. Nelle aree di gioco, oltre alle immancabili sfere rosse e verdi, possiamo però recuperare altre "munizioni", dei bracci usa-e-getta imprescindibili per movimentare l'azione di gioco. Sembra inoltre che questi "proiettili prostetici" abbiano una diversa funzione a seconda del colore, e sembra verosimile che proseguendo nell'avventura si possano sbloccare, oltre che mosse inedite, anche nuovi attacchi speciali.

    Purtroppo nella build della Gamescom il sistema di sviluppo e progressione era bloccato, e su questo aspetto non abbiamo dettagli da condividere. Sappiamo solamente che in alcune aree di gioco, utilizzando una cabina telefonica, potremo richiamare Nico, la co-protagonista vista nel primo trailer, e con lei il van che ci permetterà di spendere i "red orb" per acquistare potenziamenti di ogni genere. Dovremo dunque valutare in seguito come si evolverà il gameplay, come cambierà il bilanciamento, e quali elementi di originalità gli sviluppatori avranno eventualmente inserito in questo quinto capitolo.

    Gerarchie demoniache

    Devil May Cry 5 è mosso interamente dallo scintillante RE Engine, lo stesso motore su cui è stato costruito il settimo capitolo di Biohazard e che sosterrà il remake del secondo episodio. Un engine che anche in futuro avrà un'importanza strategica per Capcom, e che proprio con Devil May Cry 5 dimostra di essere incredibilmente plastico e malleabile. La qualità del rendering è infatti più che solida, e sebbene ci sia ancora qualche problema relativo al caricamento delle texture (che di tanto in tanto compaiono in ritardo), le geometrie poligonali sono piuttosto complesse, la quantità di dettagli più buona, e gli effetti speciali adeguati a sottolineare la spettacolarità di certe sequenze (comprese le titaniche boss fight). Devil May Cry 5 gira poi a 60 fps, almeno su Xbox One X, moltiplicando quindi il senso di responsività e la piacevolezza dell'azione.

    Anche a livello di immaginario, in ogni caso, il titolo sembra voler tornare dalle parti della prima trilogia, forse in questo caso rinunciando ad uno degli elementi più riusciti di DmC. Nero si muove attraverso piccoli borghi dallo stile medievale, in cui troneggiano le guglie di cattedrali gotiche. L'area di gioco pare tuttavia infestata da una non meglio specificata piaga demoniaca, che in qualche maniera sembra essere una rilettura "infernale" di una parte della mitologia nordica. All'orizzonte si leva infatti una versione corrotta dell'Yggdrasill, l'albero della vita che qui sembra germogliato per portare morte e distruzione sulla terra. Dappertutto si levano inoltre i tentacoli squallidi del serpente del mondo, il Nidhogg, trasformato per l'occasione in uno strisciante parassita.
    Fra i nemici che abbiamo affrontato ci sono vecchissime conoscenze (per aggiungere una nota di nostalgia) e nuovi demoni che si presentano invece come luridi insetti antropomorfi, assaltandoci con i loro sozzi cheliceri. Al termine della breve demo abbiamo inoltre affrontato una creatura enorme, il feroce e focoso Goliath, nel corso di una boss fight ben movimentata. La battaglia, non particolarmente complessa in fatto di routine comportamentali, era divisa in tre fasi: iniziata sul tetto di una chiesa, ha visto i due avversari precipitare all'interno dell'edificio, per uno scontro sicuramente più claustrofobico. Spazientito dagli spazi angusti, il nemico ha poi distrutto una delle pareti laterali della struttura, scaraventando Nero in una zona più aperta, dove non si è fatto scrupolo di raccogliere le carcasse arrugginite di qualche auto, per trasformarle in sfere roventi decisamente pericolose. Il team di sviluppo pare essere insomma alla ricerca di un dinamismo più accentuato, sostenuto da una varietà di situazioni che già al primo contatto sembra interessante. Schiettamente divertente, inoltre, il fare sempre smargiasso del protagonista, che ha affrontato l'avversario con la stessa scostante spavalderia ereditata dal primo, storico protagonista di Devil May Cry 5.

    Devil May Cry 5 Se il primo trailer del quinto Devil May Cry non era bastato a scacciare tutti i sospetti, rassicurandoci tuttavia sul carattere del protagonista e dell'ambientazione, il contatto diretto con l'action game targato Capcom ci ha colpito positivamente. La saga vuole dimenticare le sperimentazioni di Ninja Theory, raccogliere l'eredità ludica e stilistica dei capitoli originari (o perlomeno di quelli più riusciti) e renderla tuttavia più moderna. Un engine rodato ed efficace (sebbene con qualche incertezza da eliminare prima della release) è l'impalcatura su cui Capcom costruisce un action game veloce, stiloso, accessibile, ritmato. C'è ancora tanto da scoprire, ma la prima prova indica un titolo più che promettente. Che stia per riaccendersi la sfida fra gli eredi di Dante e la flessuosa Bayonetta?

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