Devil May Cry 5: le ultime lacrime dei demoni prima della recensione

Ci siamo divertiti a far piangere qualche creatura dell'inferno nella demo del nuovo action game Capcom, in arrivo a marzo su PC, PS4 e Xbox One.

provato Devil May Cry 5: le ultime lacrime dei demoni prima della recensione
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Dinanzi ai nostri occhi si manifestano ondate di demoni ripugnanti, che spuntano tra le vie di una città inghiottita da tentacoli ed escrescenze infernali. È uno spettacolo a metà strada tra il gotico ed il post apocalittico, suggestivo ed inquietante, capace di farci sentire subito "a casa". Nero si muove in mezzo alle strade dissestate con una certa nonchalance e con una strafottenza che, a grandi linee, ricorda un po' quella del nostro ammazza-mostri preferito. Il ragazzo è un bel po' cambiato rispetto a quanto visto in Devil May Cry 4: ha tagliato i capelli, ha accentuato notevolmente quel lato più pungente del suo carattere e, cosa più importante, ha perduto il suo Devil Bringer, il braccio demoniaco con cui ci siamo tanto divertiti nel quarto capitolo della saga. Nonostante le ovvie differenze, riprendere il controllo di Nero in Devil May Cry 5 ci ha immediatamente riportato a galla antiche emozioni, non tanto per un gameplay che - pur con un certo classicismo di fondo - apporta comunque qualche novità alla formula, ma soprattutto per quella scarica di adrenalina, esaltazione e frenesia che solo la serie di Capcom sa trasmettere ai suoi adepti.

    Ecco perché sul palco dell'E3 2018 l'autore giapponese ha affermato a gran voce "Devil May Cry è tornato", consapevole di avere tra le mani l'episodio che intende riassumere in sé le caratteristiche principali del brand. Se le ambizioni di Itsuno saranno rispettate, lo sapremo soltanto il prossimo 8 marzo: ora come ora, possiamo però saziare la nostra voglia di sangue di demoni con la nuova demo disponibile sugli store di PlayStation 4 ed Xbox One. Si tratta di una sezione di gioco già sperimentata in altre occasioni: questa build, tuttavia, anche mantenendo una certa riservatezza sulla dimensione narrativa, ha saputo fornirci, per fortuna, un rapido assaggio del sistema di personalizzazione che ci attenderà nella versione definitiva.

    Nel braccio della morte

    Saranno ben 3 i protagonisti giocabili di Devil May Cry 5: oltre a Nero, l'unico che al momento abbiamo potuto controllare, si aggiungeranno al lotto anche l'immancabile Dante ed un personaggio tutto nuovo, chiamato V, le cui reali capacità combattive andranno saggiate pad alla mano. Armato di un bastone con il quale è in grado di evocare altre creature, questa new entry svolgerà certamente un ruolo di grande rilevanza nel plot del quinto episodio che, lo ricordiamo, si colloca cronologicamente dopo i fatti di Devil May Cry 4. Siamo alquanto curiosi, inoltre, di scoprire il significato del nome V, un chiaro rimando alla numerazione di questo capitolo (non a caso, il 5 in numeri romani si scrive proprio con la lettera V): attualmente, sappiamo solo che Nero è partito alla ricerca di questa sorta di stregone, esplorando la città in rovina in cui si ambienta la demo. Senza troppi preamboli narrativi, vestiti i panni del giovane guerriero, reinventatosi uccisore di demoni su commissione, potremo cominciare ad allenarci con il nostro nuovo braccio protesico, l'ideale per squartare qualche abominio infernale in combo con la ruggente Red Queen, la spada in dotazione al nostro (anti)eroe. Come abbiamo avuto modo di ribadire nei nostri precedenti contatti con la produzione, il gameplay recupera l'inconfondibile spirito del brand, dove tamarraggine, intuitività e tecnicismo si amalgamano in un'unica soluzione. Un tasto per attaccare con la lama, un altro per far cantare le pistole ed un altro ancora per azionare il nostro arto meccanico sono i tre elementi basilari del combat system, semplici ed essenziali, perfetti per i neofiti poco avvezzi alle combinazioni interminabili.

    Mescolando i vari input con la classe di un ballerino e la precisione di un pianista, Devil May Cry 5 dà sfoggio di uno stile unico e francamente inimitabile, eguagliato solo dai virtuosismi della Strega di Umbra. Prodigarsi in sferzate verso l'alto, salti acrobatici e fendenti a mezz'aria, intervallati da fiumane di piombo e da potenti onde d'urto, sarà la routine prediletta di ogni ammazza-demoni che ambisce ad ottenere il punteggio più elevato. Al fine di massimizzare la valutazione, è importante non interrompere mai le combo per più di una manciata di secondi e - ancor più fondamentale - non lasciarsi mai colpire dagli avversari, pena l'azzeramento del contatore. Nel segno di VUn video gameplay diffuso in rete ci ha permesso di dare uno sguardo un po' più approfondito al combat system di V. Come ampiamente noto, si tratta di un evocatore che combatte tramite il supporto dei suoi animali ombra, nello specifico una pantera ed un grifone: la prima attacca soprattutto a distanza ravvicinata, mentre il secondo mette a segno assalti a lungo raggio. Una volta riempite le barre del Devil Trigger, inoltre, V può richiamare in campo Nightmare, un golem decisamente pericoloso per i poveri demoni circostanti. Per rifocillare di energia l'indicatore, nel bel mezzo della battaglia V può leggere il libro che porta sempre con sé: bisognerà però stare molto attenti al tempismo con cui decideremo di immergerci nella lettura, perché rimarremo alla mercé dei colpi nemici. Infine, data l'impossibilità degli spiriti di attuare il colpo di grazia sui bersagli, spetterà al protagonista porre fine alla loro esistenza, pugnalandoli col suo bastone quando sono agonizzanti.

    Per evitare gli assalti nemici dovremo imparare a leggerne i comportamenti, prevederne le routine ed agire con cognizione di causa, senza limitarci a premere forsennatamente i tasti sul pad: comprendere i ritmi di attacco, le finestre di recupero ed i tempi di schivata diviene insomma indispensabile per padroneggiare al meglio il meccanismo ludico di Devil May Cry 5. Ma se queste premesse incarnano l'ABC di ogni fan della serie, l'inedito valore aggiunto del quinto episodio sarà una novità anche per gli utenti che bevono sangue di mostro a colazione. L'eliminazione del Devil Bringer di Nero ha infatti portato alla creazione del suo sostituto artificiale, il Devil Breaker, il capolavoro di Nicoletta "Nico" Goldstein, la nipote di quella Nell Goldstein a cui si deve l'invenzione di Ebony & Ivory. La peculiarità della protesi del protagonista consiste nella sua "mutevolezza": le braccia meccaniche non sono eterne, ed anzi possono essere sostituite da varie tipologie di protesi, le quali - dopo essersi esaurite - andranno recuperate lungo le ambientazioni o acquistate nel furgoncino della bella Nico.

    Nella demo abbiamo fatto la conoscenza di tre tipi di Devil Breaker: Overture può colpire gli avversari con una scarica elettrica; Gerbera permette di annullare gli attacchi con il potere dell'elettricità; ed infine Punch Line (il più intrigante, a nostro avviso) sfrutta l'energia della propulsione per sferrare pugni piuttosto vigorosi, ed inoltre può addirittura essere cavalcato a mo' di surf volante per proseguire con le combo aeree.

    L'utilizzo di simili gadget dona un po' di pepe extra ai combattimenti, non solo perché ciascun Devil Breaker possiede abilità specifiche, ma anche perché le loro riserve limitate ci impongono di adattare il nostro stile di combattimento alle esigenze del momento. Una volta impostati nei quattro slot a disposizione, infatti, gli arti artificiali verranno equipaggiati esattamente secondo l'ordine di posizionamento, senza la possibilità di alternarli al volo durante le battaglie. Soltanto quando finiranno le munizioni per un braccio, potremo automaticamente passare al successivo: nel caso in cui, di contro, volessimo selezionare una protesi posta nel secondo slot, nulla ci vieterà di far esplodere forzatamente il Devil Breaker in uso.

    Di primo acchito, l'incapacità di passare da un arto all'altro secondo le nostre volontà ci ha lasciati un po' spiazzati: sembra quasi che il gioco ponga un freno alla nostra libertà di manovra, impedendoci di mettere a segno combo rocambolesche e devastanti mischiando tra di loro stili assai diversi. Ma è probabile che, nelle intenzioni di Capcom, una simile "limitazione" risponda ad obiettivi particolari, legati alla dimensione strategica di DMC 5.

    Occorrerà insomma dosare l'uso dei Devil Breaker in funzione dei risultati che intendiamo ottenere, senza abusarne come scriteriati: allo stesso modo, quando chiameremo Nico da una delle cabine telefoniche sparse per i livelli, dovremo accuratamente scegliere quale braccio posizionare e quale ordine seguire in base alle tecniche che preferiamo adottare. Insomma, l'impressione è che Itsuno ci invogli a valorizzare l'anima tattica della sua ultima creatura. In una demo di appena venti minuti, ripetibile ad oltranza per testare varie combinazioni, non possiamo certo confermare quanto questo sistema funzioni sulla lunga distanza. Per il momento riconfermiamo la bontà di un gameplay che palesa apertamente tutte le sue virtù, pronto - si spera! - a triplicarle con l'avvento di Dante e V, ognuno dei quali sarà dotato, ovviamente, di uno stile tutto suo. Mentre sappiamo già cosa aspettarci dal figlio di Sparda, in questo capitolo accompagnato dalla sua moto/arma Cavaliere, non mancano alcuni dubbi sulle capacità del nuovo arrivato, che non vediamo l'ora di sviscerare a dovere.

    Tornando a Nero, avremo la facoltà di perfezionarne l'armamentario ed i talenti spendendo le iconiche sfere rosse nell'emporio semovente di Nicoletta, apprendendo così nuovi potenziamenti per la Red Queen ed anche alcune tecniche che incrementano i movimenti del protagonista. Tra queste si fa notare la presenza del doppio salto che, una volta comprato a suon di gemme cremisi, permette di schivare con più agilità ed anche di raggiungere superfici maggiormente elevate: in tal modo, potremo anche scoprire delle piccole aree segrete dove rifocillarci di sfere, a patto di eliminare preventivamente le minacce che ci assaliranno.

    E a proposito di nemici, anche in questo caso la demo si è conclusa con un'esaltante battaglia contro un gigantesco golem, nella quale il RE Engine ha potuto dar prova delle sue prodezze tecniche, benché non sia mancato qualche rallentamento abbastanza evidente (quantomeno su PS4 base) nelle sequenze in cui l'effettistica si è fatta un po' più invasiva.

    La versione di prova si conclude proprio sul più bello, quando Nero sta per sferrare il colpo di grazia alla sua vittima colossale: in rete è però spuntata di recente una cinematica in cui, subito dopo questo segmento, V fa la sua comparsa sulla scena in una maniera decisamente teatrale e raffinata, recitando i versi di una poesia di William Blake (illustre poeta inglese del XVIII secolo verso il quale pare nutrire una forte predilezione):
    I curse my stars in bitter grief and woe,
    That made my love so high and me so low.

    Già da queste prime apparizioni, V risulta dunque un coprotagonista indubbiamente affascinante, dotato di un'eleganza comportamentale e culturale in netto contrasto con l'atteggiamento sbruffone di Nero e Dante.

    Devil May Cry 5 Abbiamo solo scalfito la superficie di Devil May Cry 5, e già le nostre dita tamburellano al ritmo di musica e grida di demoni. Le premesse lasciano presagire un ritorno in grande stile per la serie a marchio Capcom, ed ormai manca davvero poco tempo prima di scoprire tutto ciò che ci attende nella nuova opera di Itsuno-san. Tamarro, esagerato, virtuoso e istrionico, questo quinto capitolo sembra proprio tutto ciò che dovrebbe essere: nell'attesa del suo arrivo sugli scaffali, la demo è un'arena ideale per addestrare i nostri istinti, i nostri riflessi e le nostre abilità con la spada. Senza indugiare oltre, quindi, noi ci ributtiamo subito nella mischia. Del resto, la nostra Red Queen ha sete di lacrime demoniache, e non è certo elegante far aspettare una signora.

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