Diablo Immortal gratis: Blizzard ci riporta all'inferno

Abbiamo trascorso qualche giorno in compagnia di una versione ad accesso anticipato di Diablo Immortal, il nuovo gioco gratis per PC, iPhone e Android.

Diablo Immortal alla prova
Anteprima: Android Games
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  • Tra poco più di 24 ore inizierà l'avventura dei giocatori di tutto il mondo nel nuovo Diablo Immortal, il free to play targato Blizzard che porta uno dei brand più amati e conosciuti in ambito videoludico su PC e dispositivi mobile. In attesa che le porte dell'inferno si aprano per tutti, il team di sviluppo ci ha fornito l'opportunità di accedere a una Beta del titolo che, al netto di alcune limitazioni, è molto vicina alla versione che potremo giocare a partire da domani, 2 giugno 2022 (ecco quando aprono i server di Diablo Immortal).

    Aspettando di poterci calare nell'incarnazione definitiva del gioco, che ci permetterà di esplorare l'endgame e le modalità online con maggiore attenzione, vi spieghiamo perché Diablo Immortal non è un'esperienza da prendere sotto gamba.

    One Way Ticket to Hell

    Prima di iniziare a parlare del nostro contatto con Diablo Immortal, facciamo una piccola premessa. La versione del gioco che ci è stata messa a disposizione non permetteva la selezione dei server e l'unico disponibile era quello americano, motivo per cui l'esperienza di gioco è stata afflitta da episodi di lag non dovuti al netcode ma alla nostra posizione.

    Gli stessi progressi che abbiamo compiuto sono stati già cancellati mentre stiamo scrivendo, motivo per cui non c'è stata l'occasione di raggiungere l'endgame e di testare le attività multigiocatore online, che tratteremo in sede di recensione per fornirvi un quadro più completo sull'offerta contenutistica confezionata da Blizzard.

    Dopo aver visto la sequenza animata che funge da introduzione all'avventura, abbiamo deciso di prenderci una breve pausa per effettuare il download di ogni singolo pacchetto di dati, al fine di migliorare tanto il comparto sonoro quanto quello grafico ed evitare di gravare sulla connessione per via dello streaming.

    Completata questa piccola operazione, ci siamo subito fiondati nell'editor del personaggio, che non si limita a chiederci di selezionare la classe e il sesso dell'eroe ma ci permette anche di apportare una serie di modifiche estetiche. Non si tratta di una sezione particolarmente approfondita, almeno non come la controparte vista in altri recenti MMO ma ne abbiamo comunque apprezzato la presenza, così da poter modificare i tratti del nostro alter ego per differenziarlo dagli altri guerrieri che popolano i server. Visto che al lancio creeremo un Negromante, in questa prova abbiamo voluto testare una classe incentrata sugli attacchi a distanza e abbiamo quindi optato per un Cacciatore di Demoni. Conclusa la modellazione del nostro eroe armato di doppia balestra, ci siamo sentiti subito a nostro agio.

    I vari tutorial a schermo sembrano quasi superflui, poiché se c'è un aspetto in cui Diablo Immortal eccelle, quello è il sistema di controllo: muovere il guerriero, direzionare gli attacchi e attivare le abilità è semplice e immediato, anche per chi non vuole ricorrere all'utilizzo del controller, e grazie alla miriade di opzioni disponibili è possibile personalizzare ogni dettaglio dell'interfaccia. Nel corso dell'intervista agli sviluppatori di Diablo Immortal si parlava di come i giocatori storici della serie si sarebbero sentiti a casa e ora vi possiamo confermare che è esattamente così.

    Complice anche la somiglianza dal punto di vista estetico con il terzo capitolo, sia per quello che riguarda il bestiario che sul fronte degli scenari che fanno da sfondo all'avventura (almeno quelli che caratterizzano le prime fasi di gioco), chiunque abbia trascorso anche solo qualche ora in Diablo 3 saprà subito come muoversi, gestire l'inventario oppure fare ritorno al centro città con un portale creato sul posto. La stessa interfaccia dei menu è ben congegnata e consente in pochi istanti di avere perfettamente chiaro il quadro della situazione e comprendere se abbiamo raccolto pezzi d'equipaggiamento migliori di quelli attualmente in uso.

    È proprio grazie alla sua immediatezza che Diablo Immortal risucchia il giocatore in un vortice fatto di sangue e loot dal quale è difficile uscire. Malgrado la consapevolezza che la nostra prova sarebbe terminata da lì a qualche giorno con la conseguente cancellazione di tutti i progressi, abbiamo faticato parecchio a frenare la nostra caccia ai boss in giro per la mappa per ottenere armi, armature ed esperienza (nelle prime ore si livella che è un piacere).

    Probabilmente questo è il segnale più evidente che il gioco funziona e si adatta tanto a brevi sessioni per chi vuole solo massacrare qualche demone mentre è in fila alle poste, quanto a periodi di gioco prolungati, magari nella versione PC che siamo molto curiosi di provare in Open Beta al lancio ufficiale.

    Questo inferno non è un paradiso

    Al netto dei pregi della produzione Blizzard, vi sono anche degli aspetti apparentemente meno riusciti. Uno di questi è sicuramente il bilanciamento del livello di sfida, tarato verso

    il basso senza che vi sia la possibilità di aumentarlo fino al raggiungimento del livello 60, fattore che costringe i più esperti a una vita sin troppo facile contro gli avversari, almeno per un discreto lasso di tempo. Persino i dungeon che dovrebbero essere affrontati da gruppi di quattro giocatori sono filati lisci come l'olio in solitaria, senza che nemmeno il boss finale riuscisse a metterci i bastoni tra le ruote. Anche la storia, che coinvolge celebri personaggi della serie come Deckard Cain, non ci è sembrata altro che il solito pretesto per inviarci in giro per la mappa a massacrare demoni, sebbene le nostre parole riguardino al momento sono una piccola porzione della campagna, che verrà espansa con aggiornamenti gratis.

    Abbiamo qualche riserva anche nei confronti delle microtransazioni, poiché solo il tempo potrà dirci quale sarà il loro peso sull'economia di gioco. Infatti, oltre alle splendide skin a pagamento, Diablo Immortal offre la possibilità di acquistare un abbonamento mensile che amplia le dimensioni dello zaino e fornisce altri piccoli benefici che, pur non avendo un impatto diretto sulle prestazioni del personaggio, rendono sicuramente più agevole l'esperienza di gioco.

    Nutriamo qualche dubbio su alcuni specifici acquisti in app, perché potrebbero creare un divario tra gli utenti disposti a spendere dei soldi e quelli non inclini a farlo. Ci riferiamo in particolare ai bundle contenenti Gemme e acquistabili con il Platino - una valuta che si può anche accumulare gratuitamente - e agli Emblemi, una sorta di ticket il cui utilizzo garantisce una collezione di drop preziosi al termine dei dungeon.

    L'impressione che abbiamo avuto è che, a discapito delle dichiarazioni del team di sviluppo, ricorrere agli acquisti possa avere una certa influenza sulla progressione. Insomma, per il momento ci limitiamo a esprimere qualche dubbio e indagheremo scrupolosamente questo aspetto all'uscita della versione finale. Passando invece al comparto grafico, Diablo Immortal è un prodotto che si allinea alla media dei giochi mobile odierni se giocato al massimo delle sue possibilità. Pur senza offrire un livello di dettaglio incredibilmente elevato, la direzione artistica simile a quella di Diablo 3 - con una leggera deviazione verso tinte più dark - rende l'azione a schermo sempre piacevole. Le impostazioni grafiche sono tante e permettono di scalare tutta una serie di elementi per migliorare le prestazioni e influire meno sul consumo della batteria, che tra l'altro non è mai andata a esaurirsi troppo in fretta durante le nostre sessioni.

    Diablo Immortal Il bilancio di questo periodo trascorso sui server di Diablo Immortal è più che positivo ma per poter dare un giudizio sul free to play di casa Blizzard sarà fondamentale prendere in considerazione ogni singolo aspetto del gioco, inclusi il sistema di microtransazioni, la qualità delle missioni più avanzate della storia e la struttura dell'endgame, che speriamo riesca a proporre un livello di sfida adeguato e con ricompense che giustifichino gli sforzi per il completamento delle attività. Nel frattempo, non vediamo l'ora di tornare a trucidare orde di mostri infernali anche su PC, così da sfruttare il pieno supporto al cross-save e dare il via a lunghe sessioni di grinding con un letale Negromante.

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