Die Young: un nuovo survival tutto italiano

Die Young è un promettente survival game tutto italiano, attualmente disponibile in Early Access su Steam: lo abbiamo provato per voi.

provato Die Young: un nuovo survival tutto italiano
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  • Pc
  • La protagonista di Die Young è una ragazza che ama vivere al limite, indossa vestiti costosi, si getta nell'opulenza di festicciole a base d'alcol e droga, e viaggia a velocità folli su auto sportive fiammanti, dono di qualche genitore straricco. Una giovane come tante, che cerca il piacere nell'adrenalinica sensazione dell'eccesso, del rischio, come se la dissolutezza fosse uno sport estremo. Ma ad un certo punto tutto ciò non le basta più: il suo corpo, ormai quasi refrattario a qualsiasi brivido di piacere, necessita di emozioni ancora più forti e travolgenti.
    Così raduna un drappello di amici e si reca in un'isola sperduta del Mediterraneo, vicino alle coste della Turchia. Una meta misteriosa e visitata da altri giovani che, come la protagonista e la sua combriccola, sono trascinati dalla forte attrazione verso l'ignoto. Quel luogo, e la nostra sventurata lo scoprirà ben presto, è in realtà una vera e propria trappola mortale, un placido inferno che, dietro una maschera di bucolica tranquillità, cela un volto arcigno e lo sguardo folle di qualcuno che ha visto, e commesso, un'infinità di nefandezze.

    The Island

    La giovane donna si sveglia senza memoria in un pozzo, indosso ha dei vestiti stracciati e delle escoriazioni su tutto il corpo. L'unico dettaglio che le permette di avere qualche informazione sul luogo dove si trova è una mappa malridotta, che in maniera piuttosto approssimativa indica una sorta di strada da seguire per raggiungere una misteriosa torre. Sale su alcune rocce facendo affidamento sulle sue doti da agile scalatrice e si ritrova davanti agli occhi un panorama desolato: campi di girasoli si estendono a perdita d'occhio, ruderi di antichi casolari si stagliano sullo sfondo, mentre il sole picchia violentemente.
    Non il suo ambiente ideale: le sue orecchie, abituate a sentire le assordanti composizioni di un DJ esagitato, ora devono convivere con il frinire dei grilli e il fastidioso ronzare delle mosche. Nelle sue serate tipo scorreva gin tonic a fiumi e si mangiava cibo prelibato, adesso deve combattere per trovare una fonte d'acqua e deve cibarsi di strane bacche per sopravvivere.

    L'avventura della giovane protagonista di Die Young è un modo per raccontare (come a suo tempo fece anche Far Cry 3) la metamorfosi di una ragazza licenziosa alle prese con una realtà che ringhia, graffia e attenta alla sua vita. Sebbene non presenti nulla di nuovo ed originale, il lavoro dell'italico team Indiegala si muove in più direzioni, senza cercare d'inventare alcunché. Dietro la "scorza" da survival game, che è il dettaglio più vistoso sul biglietto di presentazione di Die Young, c'è in realtà la voglia di creare un ibrido multiforme che pesca da numerose produzioni e che si muove anche più in profondità, narrando la storia dell'isola e dei suoi abitanti (sia morti che vivi). Se all'inizio, lasciati senza briglie alla mercé di una fauna aggressiva, ci sembrava di essere davanti al classico, approssimativo clone che infesta i banconi virtuali di Steam, pian piano abbiamo abbandonato quest'idea. Die Young, del resto, non spinge così forte sulla sopravvivenza. Sono presenti ricette di sorta, materiali da raccogliere, un contatore per misurare il nostro stato d'idratazione e gli strumenti si usurano piuttosto velocemente, ciononostante questi elementi sembrano asserviti a dei padroni ben più presenti ed incisivi: il mondo di gioco e la narrazione.

    Dobbiamo dire che la versione testata è ancora in Early Access, di conseguenza ci sarà tutto il tempo per aggiungere nuovi elementi (ad esempio il ciclo giorno/notte, assente in questa build), finanche per modificare l'incidenza di alcune caratteristiche sull'esperienza globale, che tuttavia allo stato attuale risulta discretamente armonica.
    L'esplorazione dell'intrigante isola è piacevole e quasi mai frustrante, per via di una simulazione "soft" dei bisogni della nostra sfortunata pulzella. Niente indicatori che si svuotano in un batter di ciglia, né la necessità di dover riposare per via della stanchezza oppure di costruirsi rifugi improvvisati all'ombra di un albero. Chiaramente bisognerà sottostare ad alcuni imperativi "caratteriali", quali la possibilità di salvare solo in presenza di un focolare, un bel po' di danni da caduta (e salute che non si autorigenera) e la necessità di fuggire da una masnada di energumeni esaltati, pitbull rabbiosi e altri esponenti del regno animale che non ci vedono di buon occhio. All'interno di tutto ciò trova posto una spruzzata di stealth, per ora limitato e relegato esclusivamente a specifiche zone, e una buona dose di parkour, anch'esso utile solo in determinate situazioni, ma senza dubbio un elemento portante dell'intera produzione Indiegala. L'agilità della protagonista sarà infatti utilissima nell'esplorazione dei luoghi abbandonati, in cui sono stati allestiti dei percorsi ben visibili dove saltellare allegramente. Il level design di queste "sezioni" che abbracciano il platforming non è sempre leggibile con semplicità, ma ci è sembrato già abbastanza buono, nobilitato da qualche trovata intelligente, come ad esempio delle casse "checkpoint" che facilitano la risalita qualora si sbagliasse un salto. Malgrado ciò, gli unici momenti in cui ci siamo trovati ad imprecare davvero è stato proprio nei frangenti in cui ci era richiesto di alternare balzi e piroette ad una sostenuta velocità: questo perché i salti vanno spesso calcolati al millimetro e i danni da caduta non lasciano scampo (e i checkpoint ci costringono a ripetere tutto il percorso da capo).

    Inoltre, se salire su alte strutture si rivela più o meno semplice, fare l'operazione inversa è nella maggior parte dei casi letale. Questo aspetto è, quindi, quello che necessita di più limature, ma allo stesso tempo è l'elemento che dona più brio all'esplorazione, ricordando da vicino una versione meno cinetica di un Dying Light o di un Mirror's Edge.
    A proposito di rifiniture, bisogna aggiungere che Die Young, al contrario di altri esponenti della stessa categoria con ambientazioni ampie ed open world, se la cava anche dal punto di vista dell'ottimizzazione. C'è ancora tanto lavoro da fare per sistemare qualche bug e problema di fluidità, ma confidiamo nelle capacità degli sviluppatori, che hanno dimostrato di saper utilizzare l'Unreal Engine 4 abilmente. Dopotutto la bellezza del mondo di gioco rapisce fin da subito, e non importa che sia sporcata da qualche difetto di gioventù: il contrasto tra le bellezze di un paesaggio mediterraneo rigoglioso e la turpitudine di luoghi in cui si sono consumate terribili tragedie è forse l'elemento che più colpisce nello stile del gioco. Al lato di fascinose ambientazioni c'è anche una narrazione che avanza su due binari paralleli e complementari: una parte che si basa sul reperimento di appunti e lettere nascoste negli ambienti ed un'altra, con cui si entra in contatto solo più avanti, che invece include dialoghi con oscuri personaggi, apparentemente felici di vivere in quella terribile realtà. La storyline di Die Young è composta da premesse intriganti: sembra che gli abitanti dell'isola abbiano rinunciato alla loro identità - si fanno chiamare "Fratelli"- per condurre un'esistenza priva di turbamenti, mentre alcuni tra loro, appartenenti ad uno strano culto, rapiscono dei ragazzi per costringerli a superare delle prove. La trama appare insomma molto avvincente e trasmette la giusta sensazione di mistero: per riuscire a vederne la conclusione, però, bisognerà attendere un po' di tempo.

    Die Young Die Young ha bisogno di un po’ di aggiunte, limature e perfezionamenti, ma già a poco più di due settimane dall’uscita in Early Access dimostra delle qualità che, francamente, non ci aspettavamo, e abbiamo motivo di credere che il tempo porterà solo benefici a questo progetto tutto italiano. Il nostro consiglio è di scrivere il suo nome nell’elenco di titoli da seguire e, se volete, anche di supportarlo su Steam, perché c’è la seria possibilità che all’uscita Die Young possa rivelarsi ancor più sorprendente di come appare allo stato attuale. D’altronde le potenzialità per far bene ci sono davvero tutte.

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