DiRT 5: il racing game Codemasters alla prova su Xbox Series X

Abbiamo messo alla prova il nuovo DiRT 5, ecco come se la cava il primo gioco di corse in arrivo (anche) su console next-gen.

DiRT 5 Xbox Series X: demo 120fps
Anteprima: Xbox Series X
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Colorato e scattante, Dirt 5 ti lancia in pista dopo pochi minuti dall'avvio, senza perdere troppo tempo in lunghe spiegazioni, tutorial estenuanti, minuziosi editor di piloti e scuderie. La "cornice narrativa" della modalità carriera, rappresentata da una serie di Podcast che raccontano la vertiginosa scalata del giocatore nell'ambiente delle corse offroad, è ben confezionata ma resta tutto sommato marginale nell'economia della produzione, al fine di lasciare spazio a quello che più conta: le derapate sullo sterrato, le sensazioni al volante, la carrozzeria dell'auto che si sporca di fango. E quel clima di festosa celebrazione sottolineato dai fumogeni variopinti, dalla musica martellante, dai colori saturi delle livree e da un track design sempre sopra le righe.

    Dirt 5, avrete capito, prosegue nel solco tracciato dai suoi predecessori, mettendo in disparte il rigore simulativo del suo "fratellastro" Dirt Rally: qui siamo dalle parti dell'arcade con pochissime concessioni al realismo, come del resto ribadisce anche il menù delle opzioni. Disattivando i pochi aiuti a disposizione si può ottenere un sistema di guida leggermente più impegnativo e "severo", che in nessun caso sacrifica però l'accessibilità in nome del senso di sfida.

    I comportamenti dell'intelligenza artificiale, la manovrabilità delle auto, la stessa varietà di veicoli che nel corso della carriera ci troveremo a guidare, comunicano in maniera cristallina la filosofia della produzione: ovvero che Dirt 5 è un gioco pensato in primis per divertirsi con leggerezza, anche in compagnia (grazie allo split screen per 4 giocatori), se non addirittura assieme a tutta community (spulciando le creazioni della modalità PlayGrounds). Se cercate qualcosa di più intransigente, fidatevi, è meglio puntare su altri brand.

    Di nuovo in pista

    La modalità carriera di Dirt 5 ha una struttura semplice e immediata, proprio come il modello di guida della produzione targata Codemasters. Una scia di eventi vi trascina su e giù per il mondo, di tanto in tanto concedendovi la possibilità di scegliere quale gara affrontare. Non ve la sentite di imbarcarvi in una cronoscalata sulle brulle pendenze della penisola greca? Nessun problema: potete invece sfrecciare sul ghiaccio della baia di New York, giocandovela tutta sul controllo in curva invece che sulla velocità in salita.

    I "bivi" della carriera sono pensati per garantire una buona varietà di situazioni, anche se nel corso delle prime ore l'esperienza di gioco è così piacevole che sentirete la voglia di non lasciare indietro neppure un singolo tracciato, anche solo per la curiosità di scoprire le affascinanti ambientazioni in cui i designer del team hanno ideato le piste. Dentro Dirt 5 c'è davvero di tutto: circuiti innevati in Nepal, tornanti pericolosi "scavati" nelle cave di marmo a Carrara, gare "point-to-point" che vi conducono tra le foreste di bambù della Cina. Dal punto di vista della creatività il team non si è certo risparmiato, riuscendo ad infondere un carattere unico a quasi ogni percorso.

    C'è da dire che all'atmosfera sempre vivace si contrappone una componente tecnica non proprio allo stato dell'arte. La nostra prova su Series X ha evidenziato anzi un impatto visivo un po trattenuto: la modellazione degli elementi a bordo pista non è proprio straripante di dettagli poligonali, alcuni segmenti delle piste risultano leggermente vuoti, ed in generale il team sembra aver puntato di più sull'ottimizzazione che sulla ricchezza e sulla densità visiva.

    Bisogna in ogni caso ribadire che Codemasters ha lavorato su tracciati completamente inediti, cercando di dare il massimo sul fronte della varietà (di stili, di colori, di oggetti), e puntando alla massima fluidità e risoluzione. A tal proposito, su Series X il titolo gira a 60 fps granitici, nello splendore della risoluzione nativa 4K, e anzi riesce persino a spingersi oltre.

    Avendo a disposizione una TV con HDMI 2.1 è possibile impostare l'uscita video della nuova console Microsoft a 120fps, sbloccando quindi l'omonima modalità di rendering. In questo caso si avverte una differenza piuttosto netta in termini di fluidità, percepibile soprattutto se si utilizzano le visuali interne o comunque quelle "in prima persona" (a tal proposito, gli interni delle auto non sono modellati con particolare attenzione alla caratterizzazione dei mezzi).

    C'è anche da dire che per sostenere un refresh rate così elevato Dirt 5 deve lavorare di fino con il level of detail, e questo determina fenomeni molto evidenti di pop-in, che rischiano in qualche caso di rovinare l'immersione. Molti elementi a bordo pista compaiono dal nulla mentre di sfreccia lungo il tracciato, le geometrie di certi oggetti cambiano di colpo, e alle volte persino le texture del manto stradale si aggiornano a pochi metri dal frontale dell'auto. Difetti di questo tipo si verificano anche nella modalità a 60fps, ma sono molto meno evidenti e per nulla costanti, mentre a 120fps diventano estremamente invadenti, soprattutto in alcuni circuiti (come quelli con il rivestimento stradale innevato). Insomma, vista la grande serenità con cui Series X gestisce i sessanta frame al secondo, senza nessun tipo di incertezza o sbandata, continuiamo senza dubbio a preferire quest'ultima modalità a quella - più "sporca" - che raddoppia il refresh rate.

    Tracciati su misura

    Ad ulteriore conferma che la varietà di situazioni sarà probabilmente la chiave di volta della produzione, il quinto capitolo di Dirt introduce una modalità completamente inedita, PlayGrounds, che vi abbiamo già presentato nella nostra anteprima di DiRT 5 PlayGrounds. Si tratta, in linea di massima, di un editor che permette di costruire tracciati di ogni tipo, dando libero sfogo alla creatività (o alla follia?) dei giocatori.

    Il sistema di creazione è molto semplice e intuitivo, ma anche chi non si sente portato con il "fai da te" dovrebbe fare un giro sui server di PlayGrounds. Spulciando il catalogo (già traboccante) delle creazioni assemblate dagli utenti si può trovare davvero di tutto. L'elenco delle sfide è comodamente organizzato in varie modalità: Gymkhana prevede tracciati molto tortuosi e pieni di ostacoli, da affrontare con un piede sempre fisso sul freno al fine di innescare lunghe e spettacolari derapate; in Gate Crasher troviamo "semplici" gare a checkpoint; e Smash Attack è una insolita corsa a tempo in cui distruggere alcuni oggetti specifici per guadagnare secondi extra.

    Nonostante sia possibile creare circuiti credibili e "realistici", sempre e comunque nello stile delle location che ci sono concesse, molte delle prove approntate dalla community assumono le sembianze delle stralunate sfide di GTA o di Trackmania. Blocchi sospesi, salti da far impallidire un capitolo di Trials e geometrie stravaganti spadroneggiano nelle creazioni del pubblico, così che PlayGrounds risulti una modalità decisamente atipica, in cui il balzo in direzione dell'arcade è ormai completo e integrale.

    DiRT 5 Per valutare al meglio l'apporto che i membri più creativi della community potranno garantire a Dirt 5, ovviamente, ci sarà bisogno di aspettare il lancio ufficiale della produzione, previsto per il prossimo 6 novembre. Al lancio di Series X (e di PlayStation 5) il racing game di Codemasters si aggiornerà con la modalità 120fps di cui abbiamo parlato, senza tuttavia migliorare mole poligonale, texture o gestione dell'illuminazione. Nei pressi della release torneremo a raccontarvi le nostre impressioni su Dirt 5, valutando anche la tenuta della campagna e la qualità complessiva del pacchetto assemblato dallo studio inglese.

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