DiRT 5: al volante del racing game in uscita anche su PS5 e Xbox Series X

Siete pronti a tornare a correre su piste sconnesse piene di terra, sassi e fango? Abbiamo finalmente provato il nuovo DiRT.

provato DiRT 5: al volante del racing game in uscita anche su PS5 e Xbox Series X
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Annunciato ufficialmente nel corso dell'ultimo Inside Xbox, Dirt 5 è l'ultima iterazione della serie rallistica di Codemasters, in uscita il prossimo 9 ottobre su PC, PS4, Xbox One, PS5 e Xbox Series X. Un capitolo che punta chiaramente a rispolverare l'anima più chiassosa del franchise, proponendo un corsistico alla portata di tutti, ma non per questo rinunciatario. Impressioni che abbiamo avuto modo di consolidare nel corso di un recente hands-on con la versione PC del titolo, preceduto da un evento digitale nel quale gli sviluppatori ci hanno raccontato alcune delle feature principali della produzione.

    Il giro del mondo in 130 corse

    Il nostro primo incontro col nuovo capitolo della serie corsistica di Codemasters si è aperto con una presentazione dedicata alla modalità carriera, che rappresenta a tutti gli effetti la colonna portante dell'esperienza composta dal team britannico. L'obiettivo dello studio è quello di proporre al pubblico una gamma senza precedenti di scenari all'interno dei quali mettere alla prova le proprie abilità, lungo un tragitto costellato di sequenze narrative che scandiranno l'ascesa dei giocatori verso i vertici delle graduatorie mondiali.

    A guidarci verso la vetta ci sarà il veterano A.J. (doppiato da Troy Baker), mentore che offrirà al nostro alter ego digitale consigli e accorati incoraggiamenti per affrontare al meglio ogni tappa del suo percorso competitivo. La nostra nemesi sarà invece Bruno Durand (doppiato da Nolan North), rivale di lunga data di A.J. e disposto a tutto pur di guadagnare il podio.

    Per quanto il coinvolgimento di due tra i più grandi nomi del panorama attoriale videoludico sia un chiaro indicatore delle ambizioni di Codemasters, è altrettanto evidente che la narrazione avrà un peso relativo sul bilancio dell'esperienza: le dispute sportive tra i diversi piloti saranno probabilmente solo un piacevole intercalare tra una corsa e la successiva, e la scelta di optare per dei siparietti in stile fumetto (apparentemente statici) sembra confermare questa ipotesi.

    Considerando le prerogative del genere, ci pare una rotta tutto sommato condivisibile, resa più intrigante dall'aggiunta di una lunga serie di podcast che faranno da collante tra i diversi passaggi della storia. Il contenuto di queste trasmissioni, realizzate in collaborazione con Donut Media, cambierà in relazione ai nostri exploit a quattro ruote, legati a doppio filo alle scelte che compiremo nel corso della carriera. La struttura della carriera offre infatti ai giocatori la facoltà di scegliere liberamente il percorso agonistico da seguire, decidendo quali eventi affrontare in base alle proprie peculiarità al volante.

    Derapate in compagniaAl lancio Dirt 5 supporterà una modalità split-screen fino a 4 giocatori, che permetterà di sfidare gli amici sia affrontando eventi nella modalità libera "Freeplay", sia creando corse ad hoc con l'apposito editor, impostando manualmente ogni aspetto della gara, dal tracciato alle condizioni climatiche. Sarà inoltre possibile affrontare in coop le competizioni della modalità carriera, lasciando ai compagni il compito di completare le sfide secondarie in modo da potersi concentrare esclusivamente sull'esito della corsa. Al momento non sappiamo esattamente quali contenuti offrirà il titolo sul versante multiplayer, e quindi non possiamo escludere che le stesse dinamiche siano disponibili anche per il gioco online.

    Ognuno dei cinque capitoli inclusi nella modalità principale presenta infatti diverse svolte disseminate di eventi di ogni genere, con crocevia pensati per dare agli utenti la possibilità di gareggiare assecondando in pieno le proprie preferenze. Va da sé che sarà sempre possibile "tornare indietro" per recuperare le competizioni saltate: un ottimo modo per riempire il portafogli e trarre il massimo dal quella che promette di essere un'offerta ludica alquanto abbondante. In base ai risultati ottenuti in ogni competizione, ci verrà assegnato un numero variabile di "timbri", utili per sbloccare le gare successive, e ovviamente un premio in denaro da spendere per l'acquisto di nuove vetture. Completando determinate sfide secondarie potremo inoltre sbloccare eventi speciali detti "Throwdows", svincolati dalla progressione principale ma in grado di garantire ai piloti ricche ricompense bonus. Un'altra fonte di guadagno saranno gli accordi che stringeremo nel corso della carriera con i venti sponsor presenti nel gioco (tutti legati a brand reali): questi ci proporranno condizioni aggiuntive da soddisfare durante le gare, per accumulare punti reputazione, salire di livello e mettere le mani su nuovi elementi di personalizzazione.

    Una volta raggiunto il livello massimo con i diversi partner (è possibile passare liberamente da uno all'altro, sebbene cambi troppo frequenti inneschino un malus alla reputazione), otterremo delle speciali livree per i nostri mezzi, da affiancare a quelle create da zero con l'editor in-game. Durante la presentazione non abbiamo potuto dare un'occhiata alla feature in questione, ma il team ha confermato che i giocatori avranno a disposizione un'ampia gamma di strumenti per rendere unici i loro veicoli, da sfoggiare poi sulle bacheche comunitarie utilizzando la "photo mode" inclusa nel gioco.

    Vale la pena di precisare che le modifiche a disposizione degli utenti saranno esclusivamente estetiche, e pertanto non avranno alcun impatto sulle prestazioni delle quattro ruote. Stando alle dichiarazioni degli sviluppatori, il parco macchine di Dirt 5 comprende 12 categorie di veicoli da utilizzare in nove tipologie di eventi (gran parte delle 130 gare presenti nel titolo permette l'utilizzo di più categorie) in giro per il mondo. Gli scenari saranno 10 in totale (New York, Cina, Norvegia, Brasile, Arizona, Grecia, Sudafrica, Marocco, Italia e Nepal), realizzati con cura per regalare ai piloti sensazioni uniche durante ogni corsa, sia in termini di caratterizzazione ambientale che di feeling alla guida. Codemasters ha infatti provveduto a inserire nel gioco un sistema di meteo dinamico che promette di alterare in maniera consistente l'esperienza al volante, con la complicità di un ciclo giorno notte in grado di esacerbare ulteriormente gli effetti di determinate condizioni climatiche, ad esempio riducendo drammaticamente la visibilità durante una tempesta di neve.

    Questo è senza dubbio di uno degli elementi più intriganti della proposta ludica di Codemasters, modellata per offrire agli appassionati una notevole mole contenutistica che fa della varietà uno dei suoi punti di forza. Un potenziale che abbiamo avuto la possibilità di mettere alla prova con una breve demo contenente quattro gare in altrettante locations, che ci hanno lasciato in corpo sensazioni piuttosto positive.

    Un festival della derapata

    Bastano pochi minuti, appena un giro di pista tra audaci derapate e sfide all'ultima sportellata, per distinguere chiaramente la direzione scelta da Codemasters per Dirt 5: archiviata la doppia natura della precedente iterazione, gli sviluppatori sembrano voler riportare la serie al mood più sbarazzino di Dirt 2 e 3, con un approccio fieramente "simcade" tutto votato al divertimento.

    Un simcade per tutte le stagioniTra i tratti distintivi di Dirt 5 c'è anche un sistema di meteo dinamico che influirà in maniera consistente sul gameplay. Le caratteristiche di ogni scenario ed evento cambieranno in maniera radicale a seconda della stagione e dell'orario in cui ci troveremo a gareggiare. Una dinamica pensata per accrescere la varietà generale dell'offerta ludica, e per esaltare le particolarità di ciascun circuito.

    Questa volontà si traduce, pad alla mano, in un modello di handling sì accessibile ma non privo di profondità, contraddistinto da un feeling generale decisamente appagante. Ognuno dei veicoli presenti nella build di prova ci ha quindi offerto sensazioni diverse ma sempre coerenti con le peculiarità della categoria di appartenenza: gestire acceleratore e controsterzo al volante di uno agile - e leggerissimo - buggy Super Lite richiede di abbracciare routine di guida molto diverse rispetto a quelle di un pesante suv Cross Raid, a sua volta nettamente più affidabile sul bagnato ma dotato di una manovrabilità ben meno scattante. Un mezzo praticamente agli antipodi rispetto a una qualsiasi auto da Sprint, tanto indomabile in curva quanto feroce nell'affrontare un rettilineo, a patto di tenere sotto controllo lo sterzo.

    Vale la pena di precisare che, disattivando tutti gli aiuti, il sistema di handling appare ben più impegnativo e impietoso, pur non allontanandosi mai troppo dagli standard dei simcade.

    Differenze che si fanno ancora più chiare quando entrano in gioco condizioni climatiche particolarmente avverse, come fitte nevicate o improvvisi acquazzoni, che influenzano in maniera percepibile il sistema di guida e richiedono quindi buone capacità d'adattamento. Circostanze che, come anticipato, cambiano notevolmente anche in base all'orario della gara: ritrovarsi ad affrontare una tempesta di neve dopo il tramonto, con una visibilità prossima allo zero, impone nervi saldi e un'ottima conoscenza del percorso, onde evitare di concludere il giro finale sul fondo di un dirupo montano.

    Una pletora di variabili che tra l'altro sottolinea l'ottimo lavoro svolto da Codemasters nell'aggiornare il suo EGO Engine, che delizia i sensi con un sistema d'illuminazione di ottima fattura, a braccetto con un'effettistica alquanto generosa in termini di nebbie volumetriche e riflessi. Elementi che valorizzano i pregi di un design dei circuiti efficace e ispirato, che accoglie i piloti su piste ricche di dettagli e ben caratterizzate.

    Dal punto di vista squisitamente tecnico, sono ancora presenti delle piccole dissonanze qualitative, come una fisica non sempre perfettamente credibile (anche per quel che riguarda il sistema dei danni) o qualche incertezza di troppo sul fronte del frame rate, ma bisogna tenere a mente che gli sviluppatori hanno ancora quattro mesi di tempo per limare tutte le asperità del gioco. L'impatto generale risulta comunque già convincente, specialmente considerando le ambizioni del team, che punta a raggiungere i 120 fps su Xbox Series X (le specifiche di PS5 non sono ancora state confermate).

    Un traguardo che probabilmente imporrà qualche compromesso in più sul versante grafico, specialmente considerando che parliamo di un titolo che affonda le radici nella generazione corrente. Giudizio sospeso anche per quel che riguarda l'intelligenza artificiale dei concorrenti, ancora in fase di perfezionamento: la versione di prova mostrava fluttuazioni evidenti nelle performance degli avversari, che lo studio conta di risolvere in tempo per il lancio. Merita sicuramente una menzione d'onore il comparto sonoro del titolo, che propone un audio tridimensionale avvolgente e ben implementato, ricco di sfumature che contribuiscono a dare carattere all'esperienza. Con Dirt 5, insomma, Codemasters sembra aver imboccato una strada promettente, verso la pubblicazione di un simcade di razza capace di offrire agli appassionati ore e ore di divertimento.

    DiRT 5 La prima prova su strada col nuovo capitolo della serie rallistica di Codemasters ci lasciato sensazioni decisamente positive. Il team britannico ha tutta l’intenzione di offrire al pubblico una modalità carriera tanto abbondante in termini di contenuti, quanto ricca di varietà, con la complicità di un sistema meteo ben implementato e coerente con il carattere simcade della produzione. Un carattere che dà il meglio di sé grazie a un modello di guida che propone un buon equilibrio tra accessibilità e profondità, nel quadro di una produzione che sembra aver ereditato la brillante verve di Dirt 2 e 3. Al netto di qualche piccola fluttuazione qualitativa, compatibile con lo stato dello sviluppo, anche il comparto tecnico ci è sembrato convincente, nonché in grado di valorizzare il buon lavoro svolto sul fronte del design di tracciati e ambientazioni. Nel complesso, insomma, la direzione scelta dallo studio sembra promettente, e non vediamo l’ora di metterla alla prova anche sulle console della generazione entrante.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i7 7740X
    • RAM: 16 GB DDR4
    • GPU: RTX 2080

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