DiRT Rally 2.0: sete di simulazione per il nuovo racing di Codemasters

Direttamente dalla Red Bull Gaming Sphere di Londra, abbiamo visto da vicinissimo (e toccato con mano) il nuovo DiRT Rally 2.0, in uscita a febbraio 2019.

provato DiRT Rally 2.0: sete di simulazione per il nuovo racing di Codemasters
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Vedere all'opera Jon Armstrong, pilota professionista nonché campione anche nel mondo squisitamente digitale degli Esport, è davvero qualcosa di sbalorditivo: il modo in cui Jon controlla in maniera assoluta il suo mezzo, danzando nervosamente sullo sterrato della Nuova Zelanda e affrontando ogni curva con traiettorie fatte di sterzate e controsterzate al limite dell'impossibile, lascia davvero esterrefatti. La concentrazione è massima, così come risulta concretamente palpabile lo sforzo a livello fisico: Armstrong domina il gioco con una consapevolezza sovraumana, arrivando a limitare al minimo persino lo sbattere delle palpebre, in modo da non perdere di vista il tracciato neppure per un istante. Perché, per l'appunto, nel rally - e di conseguenza in DiRT Rally 2.0 - un istante può fare tutta la differenza del mondo, soprattutto a certi livelli.

    Questione di feeling

    La parola d'ordine del nuovo capitolo dell'apprezzata serie Codemasters vuole infatti essere "simulazione": un termine orgogliosamente ripetuto a più riprese durante l'evento di presentazione del gioco tenutosi alla Red Bull Gaming Sphere di Londra. Non è insomma un caso che sia stato scelto un autentico pilota in occasione della primissima apparizione pubblica del titolo: DiRT Rally 2.0 ambisce a incarnare l'essenza stessa del rally con una fedeltà e un'accuratezza senza precedenti, e per riuscire nel suo ambizioso intento il Chief Game Designer Ross Gowing e il resto del team hanno deciso di coinvolgere attivamente nello sviluppo non uno, ma addirittura tre piloti professionisti. Armstrong in particolare non si è infatti limitato all'ospitata tanto per, magari condita dalle immancabili frasi fatte per la felicità del reparto marketing di turno: il giovane nord irlandese è stato assunto da Codemasters per lavorare quotidianamente al progetto, fornendo agli sviluppatori preziosi input alla luce del suo know-how fuori dal comune (come accennato in precedenza Armstrong è il primo professionista ad essere contemporaneamente una promessa del rally classe WRC2 e il campione del mondo del videogioco WRC 7).

    Cieli con nuvoloni drammatici e una certa enfasi sulla spettacolarità delle luci donano al gioco un tono vagamente cinematografico: JJ Abrams apprezzerebbe i lens flare.

    L'idea di Codemasters è in questo senso piuttosto precisa: creare il perfetto connubio tra realtà e simulazione, sfruttando il feedback di chi conosce le vetture e il brivido di certe gare al limite meglio di chiunque altro. A sentire Armstrong siamo comunque già arrivati a un punto come minimo significativo, con l'esperienza in game che può servire da effettivo allenamento anche per le corse a quattro ruote (come dimostra inequivocabilmente la sua storia personale). Certo, su schermo mancano per forza di cose elementi imprescindibili come le temperature infernali all'interno dell'abitacolo o le intense sollecitazioni al collo e alla schiena a cui si è sottoposti mentre si è alla guida, ma ci si può lo stesso accontentare. A maggior ragione se, come si sta cercando di fare con DiRT Rally 2.0, ci si concentra con attitudine maniacale su aspetti quali l'interazione tra i pneumatici e le diverse superfici, la resa del differenziale o i cambiamenti nel sistema di guida dovuti al naturale modificarsi del fondo stradale. Argomenti appunto particolarmente cari a chi vive di motori, inquadrati da una prospettiva leggermente diversa da quella del tradizionale game designer cresciuto a metà strada tra controller e volante.

    L'ossessiva ricerca dell'autenticità, il desiderio di proporre qualcosa di davvero fedele ed evoluto (rispondendo anche alla esigenze dei fan più accaniti, con una fetta di community coinvolta direttamente attraverso una fase di closed beta) diventa così il cuore pulsante di DiRT Rally 2.0: un racing game che nel suo tentativo di abbracciare il realismo e di riportare al centro del discorso la simulazione non intende scendere a compromessi, tagliando sul nascere qualsiasi concessione a eventuali modalità arcade pensate per strizzare l'occhio a un pubblico più vasto.

    Niente da fare allora: schiena dritta e massimo impegno sia profuso che richiesto, per un videogioco alquanto esigente, deliberatamente non destinato a chiunque - nonostante esistano comunque veicoli più o meno adatti ad apprendere le meccaniche base, e al netto di una serie di tutorial live action che verrano diffusi via social, per i temerari desiderosi di imparare i segreti del rally partendo dai fondamentali.

    La fisica credibile e il modello di guida inattaccabile sono tuttavia elementi sì indispensabili ma di per sé non sufficienti ad assicurasi la gloria ambiziosamente ricercata da Codemasters: ecco perché la ricetta di DiRT Rally 2.0 prevede anche un certo tipo di attenzione alle performance e alle licenze, fattori che possono fare la differenza tra un titolo interessante e uno davvero degno di nota. In materia di prestazioni, si segnalano i 60 frame al secondo anche su PlayStation 4 e Xbox One, con ulteriori incrementi della risoluzione fino a 4K su PS4 Pro e Xbox One X: per quanto la resa grafica non sia francamente al livello dei pesi massimi del genere (specie in termini di dettaglio e di impatto globale), è comunque confortante sapere di poter contare su una fluidità assoluta, senza cedimenti nel framerate e con anzi una reattività invidiabile. Il discorso contenuti prevede invece sei location particolarmente iconiche - al momento sono stati annunciati stage in Nuova Zelanda e in Argentina - e le prime otto tappe del calendario ufficiale del campionato FIA World Rallycross, con tanto di relative squadre aggiornate al 2018. Il tutto avendo a disposizione oltre cinquanta veicoli, con anche mezzi d'epoca presi dagli anni '80 e '90.

    L'intelligenza artificiale è stata creata basandosi sulle telemetrie e sulla condotta dei piloti reali: l'ennesimo spunto derivante dal coinvolgimento diretto dei professionisti.

    Come però è stato esplicitamente sottolineato a più riprese, l'intenzione è quella di rendere DiRT Rally 2.0 un prodotto in continua evoluzione, anche e soprattutto a seconda dei desideri della community: Codemasters si è dichiarata infatti pronta ad ascoltare le richieste dei fan e a procedere di conseguenza nei mesi a venire (ad esempio, Ross Gowing si è detto disponibile a rimettersi al lavoro su una corposa modalità VR, qualora sia effettivamente quella la direzione da intraprendere secondo gli appassionati). Scopriremo ad ogni modo il destino di DiRT Rally 2 a partire dal prossimo 26 febbraio, quando il racing game debutterà su PlayStation 4, Xbox One e PC.

    DiRT Rally 2.0 DiRT Rally 2.0 nasce con in mente un obiettivo ben preciso: diventare nientemeno che il punto di riferimento nel panorama delle simulazioni di genere, riportando il feeling della simulazione prepotentemente al centro della scena. Con un chiaro focus sulla fisica, sull'accuratezza del modello di guida e sulle interazioni con le superfici derivanti dal coinvolgimento diretto di tre piloti professionisti, la nuova era del rally Codemasters sembra lanciata verso traguardi ambiziosi: scopriremo soltanto nei mesi a venire se gli sforzi della software house inglese saranno davvero premiati, ma la partenza sembra quantomeno promettente.

    Che voto dai a: DiRT Rally 2.0

    Media Voto Utenti
    Voti: 3
    7.7
    nd