Disaster Report 4: analisi della demo in attesa della recensione

Annunciato nel lontano 2011, Disaster Report 4 Summer Memories è finalmente pronto a vedere la luce: abbiamo testato la versione di prova.

provato Disaster Report 4: analisi della demo in attesa della recensione
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Succede spesso. Siete sull'autobus, seduti, e vedete una signora anziana in piedi. Non ci pensate due volte e le cedete il posto. Si chiama gentilezza. La demo di Disaster Report 4: Summer Memories inizia proprio così, invitandovi a cedere il vostro posto sul bus a questa dolce nonnina giapponese ed evidenziando subito una delle caratteristiche cardine del titolo realizzato da Granzella: la possibilità di scegliere come e secondo quali sfumature comportarvi.

    Atteso per il prossimo 7 aprile su PS4, Switch e PC, Disaster Report 4 appartiene a un genere da noi poco battuto, almeno in ambito videoludico: il catastrofico. Il vero nemico qui è la natura, in tutta la sua imprevedibilità. Tant'è che, subito dopo esservi alzati in piedi, riceverete un messaggio sul vostro smartphone: allerta terremoto. Cosa fare? Fingere tranquillità, rannicchiarvi e aggrapparvi stretti stretti, osservare gli altri passeggeri e comportarvi esattamente come loro?

    Stando alla demo, Disaster Report 4 promette di lasciare molta libertà di scelta al giocatore, a partire dall'opportunità di selezionare il sesso del protagonista e personalizzarne i tratti del viso. Non prima di avervi chiesto come vi comportereste di fronte a una catastrofe naturale: aiutereste il prossimo o pensereste solo a voi stessi? E i vostri cari? Li proteggereste? Sarà interessante vedere come queste scelte incideranno sullo sviluppo dell'avventura. Al di là della concretezza delle conseguenze, si tratta di interrogativi che nei videogiochi vengono posti abbastanza di rado, soprattutto in contesti così "contemporanei", ed evidenziano un'interessante dimensione etica all'interno del gioco.

    Una lunga serie di catastrofi

    A eccezione del terzo capitolo, mai giunto in Occidente, il primo e il secondo episodio della serie Disaster Report sono stati distribuiti anche in Europa su PS2, passando però quasi inosservati. Qualora vogliate recuperarli, giusto per completezza, il primo si intitola SOS The Final Escape; il secondo Raw Danger.

    Da PS2 a PS4 il salto tecnico è tuttavia notevole e per un genere come il catastrofico, così legato alla maestosa pericolosità della natura, poter contare su un hardware più performante potrebbe/dovrebbe fare la differenza. A giudicare dalla demo, il lavoro svolto è più che discreto ma non eccellente. Il gioco tradisce in parte le sue origini old gen (lo sviluppo è partito su PS3) e lo si nota da alcune texture davvero poco definite. A compensare, tuttavia, ci pensa il colpo d'occhio generale, con i grattacieli di questa immaginaria città giapponese che si stagliano imponenti di fronte a voi (e purtroppo crollano anche di fronte a voi). Cromatismi e uso sapiente delle luci conferiscono poi all'insieme una certa credibilità. Appena usciti dall'autobus, che nel frattempo si è ribaltato, vi ritrovate a un incrocio. Le strade sono dissestate; molti edifici hanno subito danni; la gente ha paura. Basterà girare l'angolo per vedere un palazzo crollare, ed è bene mettersi al riparo oppure rannicchiarsi per evitare di perdere energia vitale.

    Dovete fare anche attenzione allo stress, che in queste situazioni è un fattore da non sottovalutare. L'area di Suiren Park sembra essersi cristallizzata: ci sono capannelli di persone che ascoltano le news, c'è un uomo ferito rimasto intrappolato sotto le macerie, un impiegato che ha perso il lavoro e se ne sta depresso seduto su una panchina, un'insegnante alla disperata ricerca delle proprie alunne.

    La dimensione umana

    Quel che colpisce è la dimensione umana e per certi versi personale dell'avventura. L'obiettivo è sopravvivere ma, nel frattempo, vi troverete ad avere a che fare con altre persone che, guarda caso, decideranno di chiedere aiuto proprio a voi. Potete essere gentili oppure chiedere addirittura del denaro in cambio, e con l'insegnante avete persino la possibilità di fare i provoloni (sia che il vostro personaggio sia maschio o femmina, cosa buona e giusta).

    In base alle vostre scelte, guadagnerete punti moralità e immoralità. Dalla demo non è ben chiaro in che modo questi punti andranno a incidere sul gioco. Un po' come la dimensione etica di cui si parlava poco sopra, il fatto di assegnare un giudizio, per quanto sommario, al vostro comportamento, appare sin d'ora molto intrigante. Dando un'occhiata ai menu si notano anche alcune statistiche da tenere in considerazione: la fame o la sete, per esempio.

    Curiosità, con qualche riserva

    Seppur breve, la demo raggiunge un obiettivo non indifferente: incuriosisce, offrendo un giusto assaggio di ciò che ci attenderà tra qualche settimana.

    Non mancano tuttavia alcune riserve, vedi una certa legnosità nell'esplorazione (il/la protagonista non può nemmeno scavalcare un guardrail!) e una struttura delle singole quest molto (troppo?) lineare. Prendiamo il caso dell'insegnante: le studentesse disperse sono tre, ma la terza non appare nello scenario finché non si è parlato con le altre due e non si è fatto un primo report all'insegnante (abbiamo giocato la demo due volte per verificare). Una struttura meno rigida sarebbe stata forse più intrigante, ma probabilmente anche più complessa da gestire, vista la coralità dell'impianto. Infine, rimane da vedere come la storia principale si incastrerà in questo microcosmo di piccole storie personali.

    Prima di darvi appuntamento al 7 aprile, una veloce menzione anche alla modalità VR, che permette di esplorare in prima persona alcuni scenari. Sebbene slegata dalla storia principale, questa consentirà di sbloccare collezionabili e guadagnare punti da convertire in nuovi oggetti da utilizzare durante l'avventura. Forse un po' macchinosa e limitata nell'interazione (il giocatore può giusto andare avanti e indietro e spostarsi da un'area all'altra puntando con lo sguardo verso alcuni punti prestabiliti) ma sospendiamo il giudizio in attesa del gioco completo.

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