Disgaea 6 Defiance of Destiny: la demo per Nintendo Switch ci ha convinto?

Disgaea 6 Defiance of Destiny arriverà a giugno, nel frattempo abbiamo provato la versione demo disponibile per il download sul Nintendo eShop.

Disgaea 6 Defiance of Destiny: la demo per Nintendo Switch ci ha convinto?
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  • Di tutte le folli IP create nel corso dei decenni da Nippon Ichi Software (o NIS, se preferite), quella di Disgaea è senza dubbio la più iconica e longeva, nonché quella più apprezzata dai fan dello sviluppatore giapponese e, più in generale, dagli appassionati di GDR tattici. La pubblicazione del primissimo episodio per PlayStation 2 risale infatti al lontano 2002, mentre il quinto è approdato su PS4 nel 2015 e in un secondo momento anche su Nintendo Switch e PC. Tra port e riedizioni di titoli sia recenti che più datati (come la "complete edition" del capostipite, di cui vi abbiamo parlato nella recensione di Disgaea 1 Complete), vi sono infatti voluti ben sei anni perché NIS escogitasse una nuova avventura ambientata nel sempre caotico e strampalato Netherworld.

    Intitolata Disgaea 6: Defiance of Destiny, la nuova incarnazione del franchise più balordo e imprevedibile che la storia di questo medium ricordi approderà in Europa soltanto il prossimo 29 giugno, in esclusiva su Nintendo Switch. Per ingannare l'attesa e familiarizzare con le svariate novità in dote, abbiamo quindi provato la demo pubblicata su eShop e ve ne proponiamo di seguito le nostre impressioni preliminari.

    Il limite dell'ostinazione

    Se il brand di Disgaea ci ha abituati a eroi abbastanza improbabili, quello di Disgaea 6: Defiance of Destiny è forse il più assurdo e al tempo stesso geniale di tutti. Il protagonista della vicenda è infatti uno zombie alquanto ostinato, che per ragioni ancora non meglio specificate appare più che mai deciso a sconfiggere il potentissimo "Dio della Distruzione", ossia una calamità che sta cancellando dal piano dell'esistenza un mondo dopo l'altro.

    La peculiarità di Zed, che a prima vista potrebbe sembrare uno zombie gracilino e nemmeno tanto forte, è l'incapacità di restare morto, nel vero senso della parola. Ogni qualvolta venga ucciso, Zed torna puntualmente in vita, in quanto il raro incantesimo della Super Reincarnazione fa sì che dopo ogni decesso si reincarni in un mondo differente da quello visitato in precedenza. Come spiegato nel nostro speciale sui JRPG presentati al New Game+ Expo, dopo ogni reincarnazione lo zombie torna al livello iniziale, ma i suoi parametri di base risultano più elevati ad ogni nuova ripartenza, conferendogli la capacità di raggiungere vette sempre più alte. Nonostante Zed sia morto e rinato diecimila volte o poco più, ancora non riesce a diventare abbastanza forte da sconfiggere una volta per tutte il Dio della Distruzione, che durante le loro numerosissime sfide ha sempre finito per eliminarlo in modi piuttosto violenti. Stanco di provare e riprovare, giungendo ogni volta al medesimo risultato, Zed, che fino a questo momento ha sempre combattuto da solo le proprie battaglie, ascolta allora il consiglio del misterioso cane zombie Cerberus, il quale gli suggerisce di mettere assieme un gruppetto di combattenti e cercare la collaborazione della cosiddetta Assemblea Oscura.

    Coadiuvato dai lottatori generici (i membri del party creati dopo aver selezionato una classe specifica) e da una nutrita selezione di personaggi chiave incontrati lungo il cammino, Zed si rimette quindi in viaggio, ignorando di essere destinato a incontrare, tra gli altri, anche gli eroi del primo episodio. Realizzato a circa vent'anni di distanza dal capostipite, Disgaea 6: Defiance of Destiny include infatti anche personaggi fan-favorite come Laharl, Etna e Flonne, che attraverso l'escamotage della reincarnazione in altri mondi avranno un ruolo ricorrente nel post-game del nuovo JRPG.

    Nelle oltre due ore trascorse in compagnia della demo di Disgaea 6: Defiance of Destiny abbiamo completato il primo capitolo della vicenda e buona parte del secondo (di quindici), esplorando rispettivamente il tetro mondo dei Prinny - simpatici demoni dalle fattezze di pinguini, ma che in realtà contengono le anime di umani peccaminosi - e la coloratissima realtà umana governata da un ricco sovrano intenzionato a diventare un eroe.

    In entrambi i luoghi ci siamo imbattuti in situazioni e personaggi al limite dell'assurdo, i quali sono riusciti a mettere a tacere qualche nostro piccolo timore: al netto di una trama un tantino più complessa (e intrigante) del solito, il sesto episodio della saga nipponica non ha rinunciato in alcun modo alla chiassosa comicità demenziale che ha sempre caratterizzato la serie di NIS. Anzi, la nostra impressione è che in questo caso lo sviluppatore si sia persino superato, confezionando una storia che si preannuncia già spassosissima e indimenticabile, persino per i canoni di un brand smoderato e privo di qualsiasi logica come quello di Disgaea.

    Il Disgaea più evoluto (ed esagerato) di sempre

    Sul piano ludico Disgaea si è sempre distinto dai propri simili e la nuova iterazione del franchise non intende affatto sottrarsi a questa ferrea regola di NIS. Laddove la maggior parte dei GDR strategici prevede l'arrivo di un turno per tutte le unità in campo, in Disgaea il giocatore ha un solo turno per poter muovere e attaccare con tutti i propri soldati, prima di cedere l'azione alle truppe avversarie.

    Difatti, nel proprio turno l'utente è libero di posizionare ognuno dei propri guerrieri e innescare interventi singoli, o in alternativa può anche selezionare gli attacchi o gli incantesimi da eseguire con tutti i membri in prima linea ed eseguirli in rapida successione. In ogni caso il più delle volte è la situazione a imporre quale approccio adottare, anche e soprattutto per massimizzare l'efficacia della propria strategia e il rendimento delle singole unità in ciascun turno. In Disgaea 6: Defiance of Destiny in particolare, questa differenza è ulteriormente marcata, in quanto la vicinanza di unità alleate trasforma gli assalti normali in veri e propri "Team Attack", ossia azioni che tendono ad arrecare al nemico più danni del normale, velocizzandone l'eliminazione. È una meccanica molto interessante, che se utilizzata con astuzia tende a capovolgere le situazioni di svantaggio.

    Attenzione però, perché anche i nemici sono in grado di eseguire dei Team Attack mirati a rimuovere dal terreno di gioco le unità più fastidiose fra quelle controllate dal giocatore, come lo stesso Zed. Posizionare correttamente i propri soldati, cercando al contempo di creare occasioni in cui adoperare i Team Attack e prevenire quelli del nemico, assume insomma un'importanza strategica da non sottovalutare, rendendo gli scontri estremamente divertenti.

    Avendo portato a termine soltanto le prime due ore della campagna non ci è stato possibile sperimentare a fondo le altre novità di Disgaea 6, ciononostante questo primo contatto col JRPG ha portato alla nostra attenzione un dettaglio assai curioso. Disgaea 6: Defiance of Destiny è infatti bilanciato per giocare con numeri molto elevati, tant'è che Zed e compagni sono in grado di raggiungere il livello 99.999.999, mentre il danno massimo arrecabile a una singola unità avversaria può oltrepassare la soglia del quadrlione.

    Di conseguenza, anche i punti esperienza ricevuti dopo ogni battaglia sono stati rivisti, infatti durante la nostra prova ci siamo ritrovati con una decina di personaggi al livello 200 o poco più. A primo acchito questa esagerata scelta di NIS sembrerebbe influenzare non poco il bilanciamento complessivo della difficoltà, ma non sapendo come siano strutturati i rimanenti tredici capitoli della vicenda, ogni giudizio in merito è sospeso fino alla recensione finale.

    Quel che è certo è che il prodotto mira a soddisfare tanto le esigenze degli hardcore gamer quanto quelle dei casual, difatti se la funzione di replay attivabile dopo ciascuna disputa permette di ripetere la battaglia appena conclusa per acquisire ulteriori punti esperienza e migliorare la squadra, retry e auto-play vanno incontro agli utenti inesperti, che addirittura potrebbero abusare della meccanica di replay per automatizzare le sessioni di grinding e ritrovarsi in poche ore con un team preparatissimo e overleveled.

    Campo libero al 3D

    Colorato e vivace, Disgaea 6: Defiance of Destiny è il primo episodio della saga a vantare dei modelli poligonali in 3D, che a questo giro hanno infatti sostituito gli storici sprite bidimensionali. Realizzati in stile SD (super deformed) e caratterizzati da un design delizioso, che controbilancia lo scarso livello di dettagli, questi ultimi ci sono parsi deliziosi ed efficaci. Peccato soltanto per la presenza di un filtro antialiasing distratto e non sempre in grado di smussarne gli spigoli. Da sempre tridimensionali, sono però le texture del prodotto ad averci lasciati abbastanza indifferenti, in quanto spoglie, ripetitive e tutto sommato dimenticabili. La speranza, in tal senso, è che proseguendo con la campagna possano sbloccarsi nuovi mondi contraddistinti da paesaggi e fondali più originali e particolareggiati.

    Prima di chiudere ci teniamo a sottolinare che Disgaea 6: Defiance of Destiny presenta al momento tre diverse opzioni grafiche, di cui due mirano a massimizzarne la resa grafica o le performance tecniche. La prima, denominata appunto Graphic Mode, restituisce al giocatore un'immagine chiara e sempre nitida, ma che purtroppo fatica a raggiungere i 25 fps anche in modalità dock; la seconda, cui è stato dato il nome di Performance Mode, incrementa e stabilizza invece il frame rate, sacrificando enormemente la resa visiva e soprattutto la nitidezza, sia in dock che in portabilità.

    Essendo il prodotto un GDR strategico, quindi un titolo che non necessita esattamente di un frame rate elevato, la soluzione più efficace ci è parsa al momento la Balance Mode, ossia la terza opzione che appunto raggiunge i 30 fps senza intaccare eccessivamente la qualità dell'immagine. Ulteriori test in merito verranno effettuati quando avremo tra le mani il codice finale del gioco e la patch già disponibile in Giappone, che a quanto pare dovrebbe intervenire soprattutto sul frame rate.

    Disgaea 6: Defiance of Destiny A primo acchito Defiance of Destiny sembra dotato delle precise caratteristiche che ci aspetteremmo da una qualsiasi incarnazione di Disgaea, ossia una trama fantasiosa, la tipica comicità demenziale nipponica tanto apprezzata dai fan del genere, e non per ultimo un sistema di combattimento articolato e soddisfacente. Abbiamo però qualche riserva sull’utilizzo di numeri elevati e sul bilanciamento complessivo della difficoltà, che al momento ci pare tarata verso il basso. Augurandoci che l’ultima fatica di NIS riesca a sorprenderci, vi diamo appuntamento alla recensione finale per scoprire se Disgaea 6 saprà dimostrarsi all’altezza del suo illustre predecessore.

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