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Disintegration: provato il nuovo gioco del co-creatore di Halo

Disintegration si mostra in anteprima alla Gamescom, destando non poca curiosità: ecco le nostre impressioni sul gioco di Marcus Lehto.

Disintegration
Anteprima: Multi
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  • Pc
  • Agli esordi Disintegration doveva essere uno strategico in tempo reale, ma quando i ragazzi di V1 Interactive, il team impegnato nello sviluppo, si accorsero che l'esperienza aveva un gusto troppo classico e banale, venne deciso di rivedere tutto: la telecamera divenne in prima persona, furono introdotte dinamiche da shooter ma la componente strategica non andò persa del tutto, ed anzi venne integrata con gli altri elementi così da dare vita ad un ibrido interessante ed originale. Una curiosità su Disintegration che abbiamo scoperto durante una chiacchierata con il co-creatore di Halo Marcus Lehto, presente in persona alla fiera di Colonia insieme ad una demo giocabile della modalità multiplayer. Vi raccontiamo la nostra esperienza.

    L'umanità sull'orlo del baratro

    L'idea per l'universo narrativo di Disintegration nasce da alcune considerazioni che Lehto e i suoi colleghi hanno elaborato dopo un'osservazione della realtà: bisogna immaginare che la sete di tecnologia e progresso continui a caratterizzare profondamente le vite degli uomini e che in un certo momento questa acceleri improvvisamente, fino a condurre la realtà in uno stato critico.

    Sfruttamento dell'ambiente, epidemie: l'umanità si trova costretta a pagare i frutti della sua stessa sete di progresso, ma è proprio quest'ultima a presentare la migliore soluzione per la preservazione della specie. Attraverso un progresso chiamato "Integration", gli uomini sono in grado di trasportare il cervello in un corpo metallico dalle fattezze umane, resistente abbastanza per sopportare le insidie del nuovo mondo. Questa pratica ha così dato vita a nuove tipologie di "gusci", sempre più attenti a soddisfare le varie necessità o semplicemente la fantasia. In un certo momento, tuttavia, l'umanità si rende conto che è possibile far qualcosa per ritornare alle condizioni primordiali, lasciandosi alle spalle gli involucri metallici in favore di corpi in carne ed ossa clonati.
    Ma il grosso gruppo militarizzato degli "Integrated", che ha trovato la nuova forma artificiale molto più vantaggiosa rispetto a quella più vecchia e debole, vuole impedire con la forza che l'umanità torni ad essere quella di un tempo.

    Si sviluppa da qui la storia di Romer, il leader di un gruppo di ribelli intenzionato a mettere i bastoni tra le ruote alla fazione degli Integrated: un ordito narrativo, ci ha promesso Lehto, che esplorerà le vicende dei personaggi in maniera molto intima e personale, si concentrerà sulle relazioni tra i membri della squadra e verrà supportato da un buon numero di sequenze cinematiche. Il co-creatore di Halo si è spinto anche più in là, dicendoci che la storia raccontata in Disintegration è solo l'anticamera di quello che è un universo incredibilmente più ampio e sfaccettato e sul quale potranno esser raccontate tante storie nuove, magari con capitoli successivi.

    Questo ci ha fatto capire che gli sviluppatori nutrono grandi aspettative sulla riuscita del loro progetto, anche se le tematiche iniziali alla base della storia di Disintegration rischiano di incappare nel banale e già visto. Dopotutto l'idea di un'umanità che supera i suoi limiti grazie a corpi di metallo è legata a doppio filo ai temi del transumanesimo, sempre interessanti quanto rischiosi da affrontare: in questo caso ci è sembrato che la lettura parossistica di un eventuale società del futuro sia troppo semplicistica e poco credibile. Così come la presenza di un malvagio antagonista che si oppone ad un gruppo di rivoltosi troppo triviale. Ci sarà tempo in futuro, immaginiamo, per scoprire di più sulla campagna singleplayer del gioco di V1 Interactive, che ha comunque attirato la nostra curiosità.

    Gioco di squadra

    Romer è alla guida di un "Gravcycle", una motocicletta a reazione armata di tutto punto che gli permette di avere una migliore visione del campo di battaglia. Questo è un dettaglio importante, perché la fusione tra gameplay da RTS e quello da shooter in prima persona si basa proprio sulla necessità di combattere in maniera più tradizionale, utilizzando la potenza da fuoco del Gravcycle, e contemporaneamente di gestire una piccola squadra di combattenti guidati dall'intelligenza artificiale.

    Ognuno di essi è definito da una classe che ne descrive potenzialità e debolezze, nonché l'abilità attiva associata: con la pressione dei tasti direzionali del pad si può quindi impartire, ad esempio, l'ordine di lanciare una granata a concussione in direzione di un gruppo di nemici, oppure evocare un campo di rallentamento. Con il dorsale destro si suggerisce invece la posizione in cui la squadra deve muoversi.

    La caratteristiche del gameplay singleplayer vengono integralmente trasportare in un contesto multiplayer, che vede affrontarsi due team da cinque giocatori ciascuno in mappe ad obiettivi. La demo giocata includeva una sorta di cattura la bandiera sui generis, in cui era necessario recuperare dei nuclei di reattore e di posizionarli su una zona della mappa. In questa battaglia le squadre di minion rivestono un ruolo di fondamentale importanza: sono solo loro, infatti, quelle in grado di recuperare i nuclei e vanno dunque protette e guidate attraverso le insidie.

    L'operazione di attacco non è però semplice, visto che una volta caduti a terra per diverso tempo, i nuclei detonano colpendo le unità e i giocatori nei paraggi per poi riapparire nel punto in cui sono stati raccolti originariamente. Le strategie di attacco o quelle di difesa dipendono poi dal tipo di "crew" selezionata dai giocatori, un'opzione che sostanzialmente funziona come la selezione di una classe. Ogni crew è dotata di una personalità estetica e ludica molto riconoscibile: se il team Neon è più portato ad attacchi repentini, quello dei Samurai dispone di un lanciarazzi con missili a ricerca lento ma potente. L'aspetto estetico potrà inoltre essere soggetto a personalizzazioni di vario tipo, che includono badge, emoticon e skin differenti.

    Solo dopo aver giocato qualche match e - come nel nostro caso - dopo aver ascoltato qualcuno con più esperienza, siamo riusciti a vedere il grado di complessità che avvolge gli aspetti ludici di Disintegration. Bisognerà certamente spendere più di qualche partita per avere un'idea più chiara di quanto sia effettivamente stratificata la componente ludica, come funzioni il bilanciamento e la resa sulla lunga distanza, ma per ora l'originale formula del gioco di V1 Interactive ci è parsa carica di potenzialità.

    Disintegration Disintegration propone una crasi tra dinamiche tattiche e da shooter in prima persona, immerso in un contesto sc-fi in cui l’umanità ha deciso di trasferire la propria coscienza all’interno di involucri di metallo per preservarsi dall’estinzione. La campagna principale rivestirà insomma un aspetto di primaria importanza anche se ci sembra che il modo in cui il gioco vuol trattare alcune tematiche possa risultare troppo triviale. Il multiplayer cinque contro cinque provato in occasione della Gamescom ci ha invece convinto per le sue idee originali, i ritmi e la profondità ludica che emerge se si usa un approccio curioso e si sperimenta in maniera creativa con le diverse crew a disposizione.

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