Disintegration: il test della Beta Tecnica su PS4

Dopo aver provato con mano la Beta Tecnica di Disintegration, analizziamo cosa ci attende nel prossimo gioco di Marcus Lehto, co-autore di Halo.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La scorsa settimana abbiamo messo le mani sul multiplayer di Disintegration, il nuovo sparatutto in prima persona con elementi strategici ideato da Marcus Lehto, co-creatore di Halo. La prova si è svolta durante il test tecnico, prima privato e poi pubblico, organizzato da V1 Interactive su PC, PlayStation 4 e Xbox One. Abbiamo dunque potuto dare un'occhiata alla versione per console Sony e, nonostante la natura prettamente tecnica della beta, c'è stato modo di farsi un'idea sui pregi e i difetti di un gioco che, appare chiaro fin da subito, darà sicuramente il meglio di sé in modalità single-player. Scopriamo quindi insieme com'è andata!

    Modalità e mappe poco ambiziose

    La Beta ci ha permesso di mettere alla prova le nostre abilità con due modalità 5V5 delle tre previste per il comparto multigiocatore: Retrieval e Control, entrambe rivisitazioni di tipologie di partita ben note agli appassionati delle competizioni online.

    In Retrieval le squadre si alternano nelle fasi di attacco e di difesa con l'obiettivo, nel primo caso, di far avanzare le truppe di terra con un carico da portare una parte all'altra della mappa, e con quello di bloccare le forze avversarie nel secondo. Control, invece, chiede ai giocatori di conquistare e difendere diverse zone d'interesse distribuite in giro per lo scenario, in modo da aumentare il proprio punteggio in base al numero di aree occupate e al tempo trascorso mantenendone il controllo.
    Nulla di nuovo sotto la luce del sole, per una reinterpretazione piuttosto blanda di meccaniche di gioco rese popolari dalle produzioni più acclamate del genere. C'è da lavorare davvero tanto per trovare la quadra del cerchio, perché senza modalità in grado di valorizzare appieno gli aspetti tattici del gameplay, V1 Interactive rischia di fare un grosso buco nell'acqua con il multiplayer di Disintegration.

    Le stesse preoccupazioni, purtroppo, riguardano anche le due mappe disponibili in questa fase: entrambe le location, una discarica e una città rasa al suolo, non sono supportate da un level design particolarmente ispirato, con dei pattern strutturali identici che propongono, sia da una parte che dall'altra, un andamento dei match tendenzialmente molto simile. La conformazione delle mappe, infatti, prevede in ambedue i casi la canalizzazione dei giocatori in sentieri che conducono alle arene dove viene consumata la gran parte dell'azione.

    Un gameplay che va rodato

    Questo primo contatto con Disintegration ci ha permesso di appurare che le dinamiche di gioco da sparatutto in prima persona mescolate a quelle tipiche degli strategici in tempo reale funzionano bene, almeno a livello ideale.

    Il gameplay chiede al giocatore di destreggiarsi tra l'utilizzo delle bocche di fuoco e la gestione dei compagni di squadra a bordo di una moto volante chiamata Gravcycle: una meccanica che, grazie all'ottimo sistema di controllo, risulta fluida e divertente sin dal tutorial iniziale. In questo frangente, è possibile intravedere potenzialità tattiche davvero esaltanti, che purtroppo non vengono espresse al meglio durante i match online.

    Colpa, innanzitutto, delle modalità proposte, che non valorizzano appieno la formula e riducono spesso l'azione a un frenetico "spara-spara", con la complicità di un HUD che ancora necessita di qualche revisione significativa.

    L'interfaccia grafica a disposizione dei giocatori, infatti, in questo momento è uno degli aspetti più problematici della produzione: spesso si ha sensazione di non avere a disposizione tutte le informazioni necessarie per la corretta lettura dei frangenti di gioco, e lo stile minimalista finisce per essere, all'atto pratico, poco funzionale nelle battaglie online.
    La varietà, in termini di scelte e differenziazione degli approcci di gioco, sembra promettente: il giocatore può affidarsi alla costruzione di squadre con stili differenti, personalizzando le abilità e le attitudini del proprio pilota e delle truppe di terra, o scegliendo tra diversi team "preconfezionati". Come in ogni sparatutto che si rispetti, a seconda della selezione potrete quindi alterare il vostro "modus operandi" preferendo uno stile più caotico, veloce o silenzioso. È molto probabile che queste ramificazioni saranno presenti anche nel comparto single-player, un aspetto, quest'ultimo, che fa ben sperare sulla stratificazione e l'evoluzione del gameplay nella campagna.

    Parlando del gunplay, i sistemi di ricarica, spostamento e mira ci sono sembrati tutto sommato soddisfacenti, ma con una riserva di non poco conto. Non c'è una vera differenza in termini di feeling tra una bocca di fuoco e l'altra, mentre l'impatto dei colpi pare quasi impercettibile. Soprattutto nelle fasi più concitate, quindi, la definizione ludica degli scontri a fuoco è totalmente da rivedere: la moltitudine di elementi presenti a schermo rende poco chiari quanti e quali danni si stanno mettendo a segno, nel nome di un caos letteralmente opposto al ritmo compassato dei movimenti del Gravcycle.

    Parlando nello specifico del veicolo, poi, c'è da dire che, per quanto il sistema di spostamento funzioni, le movenze appaiono forse fin troppo pesanti e goffe, anche con le versioni più leggere. La scelta di rendere così lente queste fasi è evidentemente legata alle possibilità tattiche del gameplay, ma a nostro parere V1 Interactive farebbe bene a rivalutare il bilanciamento generale delle componenti in seno alla produzione, e velocizzare quanto basta tutte le fasi di spostamento. Ne gioverebbe non solo il comparto ludico in generale, ma anche l'efficacia adrenalinica ogni partita.

    Artisticamente c'è del potenziale, ma la realizzazione tecnica?

    L'occasione della scorsa settimana ci ha permesso di provare una build strettamente votata a testare la solidità tecnica del titolo, più sul fronte dell'infrastruttura di rete che su quello del comparto grafico.

    Vale comunque la pena sottolineare come, almeno su PlayStation 4, quest'ultimo aspetto non risultasse, nel complesso, particolarmente pregevole, sebbene l'ispirazione artistica dell'opera prima di V1 Interactive sembri comunque attestarsi su buoni livelli. Come sottolineato nelle altre anteprime di Disintegration, pur non reinventando la ruota per quanto riguarda le produzioni sci-fi, l'immaginario sembra avere dalla sua un piglio molto integrante che, condito dalla lore che arricchirà la campagna, potrebbe regalare al pubblico grandi soddisfazioni.

    Ed è proprio quest'ultimo l'appiglio che ci fa ben sperare in vista dei futuri appuntamenti col gioco, per quanto, allo stato attuale delle cose, l'intero versante tecnico lasci un po' a desiderare. La composizione degli scenari multiplayer, come accennato in precedenza, risulta piuttosto banale e scialba, e gli sviluppatori dovranno fare sicuramente di più per valorizzare adeguatamente i meriti della direzione artistica: passi avanti che ci auspichiamo di vedere già al nostro prossimo incontro col titolo di V1 Interactive.

    Disintegration Il primo contatto con il gameplay di Disintegration, dobbiamo ammetterlo, non ci soddisfatto appieno. Il nuovo sparatutto strategico del co-creatore di Halo dimostra di avere dalla sua tante idee intriganti, in parte penalizzate da una realizzazione che, almeno sul versante multiplayer, lascia ancora un po’ a desiderare. In questo senso c’è tanta strada da fare, e speriamo che V1 Interactive si rimboccherà le maniche per valorizzare al meglio i match online della sua opera prima, e renderli più appetibili con modalità e mappe più audaci in termini di design. Lo studio dovrà lavorare molto anche per bilanciare gli elementi tattici del gameplay multigiocatore, in modo da riuscire ad esprimere appieno il notevole potenziale della sua ricetta ludica. Facendo leva sul buon impatto artistico e sull'originalità delle dinamiche di gioco, la produzione ha comunque tutte le carte in regola per stupire, anche sul fronte della campagna in singolo, che speriamo si confermi all'altezza delle ambizioni di V1 Interactive.

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