Divinity Original Sin 2 Definitive Edition: la (seconda) rinascita di un genere

Uno dei giochi di ruolo più acclamati degli ultimi anni, è pronto a sbarcare su console: siamo volati in Belgio per provarlo e incontrare gli sviluppatori.

Divinity Original Sin 2 Definitive Edition
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Che il 2017 sia stata per i videogiochi una delle annate più grandiose che si ricordino a memoria d'uomo è abbastanza oggettivamente un dato di fatto: The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Super Mario Odyssey, Persona 5 e Horizon: Zero Dawn, tanto per citare alcuni dei devastanti pesi massimi pubblicati nel corso degli scorsi dodici mesi. C'è però un titolo magari meno celebrato degli altri, o comunque nettamente meno finito sulla bocca di tutti, che con la sua straordinaria media Metacritic di 93/100 si è dimostrato la migliore esclusiva PC in assoluto: sto parlando di Divinity: Original Sin 2, un RPG ispirato ai grandi classici del passato come Ultima VII o Baldur's Gate 2, sviluppato con passione e coraggio dai belgi di Larian Studios. Una produzione in evidente controtendenza con i moderni trend di mercato, che - anche grazie al successo di una profittevolissima campagna Kickstarter capace di riscuotere oltre due milioni di dollari a fronte dei cinquecentomila richiesti in origine - è riuscita a stregare perdutamente pure il nostro Tommaso "Todd" Montagnoli, come illustrato nell'esaustiva recensione di Divinity Original Sin 2 risalente allo scorso settembre.

    Quando il passato è di nuova generazione

    Inutile specificare quanto sia raro vedere assegnato un 9.4 (tanto in generale quanto nello specifico su questi lidi), eppure, anche volendo freddamente ridurre la questione alle mere cifre, una valutazione del genere non dovrebbe ammettere repliche di sorta. A maggior ragione se accanto a quel fatidico numerino si trovano parole come queste: "Si tratta senza dubbio di uno spartiacque, di un titolo con cui - da ora in avanti - ogni gioco di ruolo dovrà confrontarsi. Un titolo immenso e completo, che vi consigliamo senza batter ciglio, poiché non dovrebbe mancare nella libreria di ogni amante del genere". Insomma, ci siamo capiti: la qualità degli sforzi profusi da Larian Studios non si discute, e il risultato finale si dimostra nettare per gli esigenti palati di un certo tipo di giocatori, viziati dal ricordo dei grandi classici di un genere persosi un po' per strada. Già, a proposito del genere e di ciò che una saga come Divinity rappresenti: qualche giorno fa vi ho raccontato, in un apposito speciale, diversi retroscena in merito al particolare approccio al game design degli sviluppatori e alla filosofia di Larian Studios. Concentriamoci però ora sul gioco vero e proprio, e in particolare sull'imminente riedizione dello stesso.

    Dopo la fortunata esperienza con il porting su console del primo Divinity: Original Sin, anche il diretto successore è infatti pronto a sbarcare su PlayStation 4 e Xbox One (e pure su PC, attraverso un aggiornamento gratuito per i possessori dell'edizione originale) in una versione riveduta e corretta denominata Definitive Edition. Il titolo, in arrivo il prossimo 31 agosto sotto etichetta Bandai Namco, ambisce a porsi come l'esperienza ruolistica definitiva: un RPG story driven con una campagna da oltre un centinaio di ore, pensato per offrire un grado di libertà e di approfondimento senza pari in virtù di una narrativa gustosamente non lineare, che vi permetterà di base di andare ovunque, di parlare con qualsiasi NPC e addirittura di uccidere chiunque - subendo naturalmente le conseguenze delle vostre azioni. Il tutto, come se non bastasse, con tanto di pieno supporto al multiplayer cooperativo drop in/drop out: in locale, tramite split screen, per un massimo di due giocatori, mentre fino a quattro utenti online. Così, per non farsi mancare nulla e anzi per vivere un'avvincente epopea fantasy con un'inedita dimensione di gruppo.
    Iniziamo da una precisazione fondamentale. L'esperienza di Divinity: Original Sin 2 - Definitive Edition è talmente vasta, imponente e ricca da risultare, soprattutto sulle prime e per eventuali nuovi arrivati, quasi soverchiante: si parte da cinque diverse razze (umani, nani, elfi e uomini-lucertola, più la versione non-morta di ciascuna delle altre quattro razze!), con uno fra sei personaggi con una storia pre-impostata dai quali si è liberi di iniziare (o al contrario, si può scegliere di creare tutto da zero). Il bello è che il mondo reagirà al protagonista che deciderete di essere, con un sistema senza classi che tiene conto dei rapporti tra le specie - dovendo ad esempio avere a che fare con un nano le reazioni saranno diverse se vi relazionerete con lui nei panni di un odiato uomo-lucertola o di un umano... - nonché delle caratteristiche di razza - per capirci, essendo fondamentalmente uno scheletro ambulante, un non-morto può resistere al veleno o usare un dito ossuto per provare a scassinare una serratura.

    Come da input dei fan, il quarto atto, forse il principale punto debole di Original Sin 2, è stato rivisto e corretto. Ma i miglioramenti non si limitano a quello...

    A dare ulteriore pepe a una ricetta nient'affatto banale interviene poi un sistema di combattimento rigorosamente a turni, con più di duecento abilità e incantesimi a disposizione e una formula sandbox che regola le interazioni fisiche fra i vari elementi. Già, perché in Divinity: Original Sin 2 - Definitive Edition sarà possibile innescare esplosioni, far propagare il fuoco, creare sbuffi di vapore, tempeste elettriche e molto altro ancora, andando a influenzare pesantemente l'esito degli scontri attraverso effetti ambientali che potranno diventare preziosi alleati oppure ostacoli da aggirare con astuzia. Senza contare poi i vantaggi tattici dettati dall'altezza, dalle coperture e da altre variabili legate al campo di battaglia, fattori di cui tenere conto per cercare di avere la meglio su un'IA che sa essere spietata. Pad alla mano occorrono strategia, pazienza e cervello per poter sopravvivere nell'ingarbugliato mondo di Rivellon: esistono cinque livelli di difficoltà a seconda dell'esperienza che si desidera avere, ma vi posso assicurare che già a livello "Classic" (che sarebbe poi quello intermedio) il gioco vi darà del gran filo da torcere. Esattamente come succedeva una volta, appunto.
    In che cosa differisce ad ogni modo questa "Definitive Edition" rispetto alla versione pubblicata su PC una decina di mesi or sono? In occasione del debutto su console, Larian Studios è intervenuta, anche sulla base dei sempre preziosi feedback della community, per apportare una serie di piccole e grandi migliorie a una formula che come si diceva all'inizio già era molto più che degna di nota. Per prima cosa, il gioco è stato ripensato per essere fruito su una TV - magari persino in 4K - e ovviamente tramite controller: non manca il supporto all'HDR, sono stati migliorati alcuni indicatori legati alla mappa, sistemato l'inventario e rivisto il tutorial (oltre ad avere aggiunto il livello di difficoltà denominato "Story Mode", da preferire se si vuole privilegiare la componente di trama). Per non parlare del ribilanciamento della difficoltà, dei nuovi livelli della modalità Arena e del supporto a quel tipo di modalità in versione "hot seat", vale a dire il tradizionale PvP passandosi di mano in mano un unico controller.

    Le performance su console sembrano notevoli, anche in modalità split screen a schermo condiviso. Non abbiate paura di esplorare Rivellion in compagnia!

    I principali cambiamenti riguardano ad ogni modo la struttura narrativa: migliaia di linee di dialogo sono state sistemate e rese in una forma migliore, a tutto vantaggio dell'immedesimazione e dell'atmosfera a cui in quel di Ghent tengono tantissimo. Alcune quest sono state poi completamente stravolte ed estese attraverso un level design diverso, meno lineare, con tanto di cambi di ritmo e qualche aggiustamento nei puzzle - un altro dei punti fermi della serie, con enigmi che ammettono diversi tipi di risoluzione a seconda delle risorse e della creatività del giocatore. Insomma, la carne al fuoco non sembra mancare affatto, e a partire dal prossimo 31 agosto ci sarà davvero di che divertirsi.

    Divinity: Original Sin II Come suggerisce il titolo stesso, Divinity: Original Sin 2 - Definitive Edition promette di essere la versione deluxe di un capolavoro amatissimo da una cerchia di fan sempre meno ristretta. Una riedizione rivisitata e corretta, ideale per farsi conquistare da un'epopea sconfinata, che non potrà non entusiasmare chi è cresciuto a pane e Baldur's Gate 2. Per tutti gli altri, potrebbe invece essere un'ottima scusa per scoprire, nella comodità del salotto, forse la summa assoluta di un genere di certo assai poco immediato, ma dal fascino tutt'altro che trascurabile. Peccato solo per l'assenza della localizzazione in italiano, cruccio che non potrà che scontentare qualcuno (anche se un gruppo di appassionati è al lavoro su una monumentale opera di traduzione, con Larian Studios che aspetta all'orizzonte...).

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