Donkey Kong Country Tropical Freeze: provaci ancora, scimmione!

Il buon vecchio Donkey Kong torna alla ribalta su Nintendo Switch con Tropical Freeze: sarà la volta buona, dopo il successo a metà ottenuto su Wii U?

provato Donkey Kong Country Tropical Freeze: provaci ancora, scimmione!
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  • Switch
  • Senza troppi giri di parole, bisogna ammettere che, anche se non soprattutto alla luce del suo valore, Donkey Kong Country: Tropical Freeze non sia stato un gioco particolarmente fortunato. Il quinto capitolo della saga che ha visto per la prima volta la luce su Super Nintendo, nell'ormai lontano 1994 (con al timone di comando una certa Rare, oggi studio first party di proprietà di Microsoft recentemente visto all'opera con Sea of Thieves), non è infatti nato sotto una stella particolarmente felice: non tanto per demeriti suoi - anzi è vero il contrario, perché la produzione in sé era e rimane ancora adesso solidissima - quanto piuttosto per una serie di circostanze sfavorevoli in cui la pelosa mascotte Nintendo si è venuta suo malgrado a trovare.
    Da una parte abbiamo la delicata situazione di Wii U, il predecessore di Switch che non è fondamentalmente mai riuscito a ingranare: una condizione di impasse che ha impedito a diverse esclusive di spiccare il volo, limitando così il successo e la visibilità di titoli di pur indubbio livello. Dall'altra l'hype per usare un eufemismo non esattamente alle stelle, con una sorta di malcelata insoddisfazione principalmente dovuta al fatto che, dopo il pur ottimo Donkey Kong Country Returns (pubblicato su Wii nel 2010 e riproposto nel 2013 su 3DS), ci si aspettasse qualcosa di ben più rivoluzionario e coraggioso da quella Retro Studios che aveva saputo stregare milioni di cuori in epoca GameCube, reinventandosi dal nulla una serie come Metroid.

    DK is back!

    Niente è ad ogni modo immutabile: al contrario tutto scorre ed i tempi cambiano, anche in maniera significativa. Come dimostra appunto la seconda e per certi versi insperata giovinezza di titoli quali Mario Kart 8 Deluxe, Bayonetta 2 e dell'imminente Hyrule Warriors: videogiochi che avranno o hanno avuto una nuova chance di brillare grazie a Nintendo Switch, una piattaforma che in poco più di tredici mesi non solo ha già sbriciolato i record di vendita dell'intero ciclo di vita di Wii U, ma che è riuscita a raccogliere presso il grande pubblico una quota di fiducia, di simpatia e di riscontro tale da permettere di provare a riscattare un destino forse ingiusto.

    Il fatto di non doversi preoccupare delle spine e di altri tipi di ostacoli a terra è solo uno dei molteplici vantaggi offerti dal prode Funky Kong.

    Ecco che allora quello che una volta era il gioco sbagliato al momento sbagliato - come nel caso del nostro Tropical Freeze - può adesso diventare quasi per magia un'uscita nient'affatto trascurabile, un riempitivo sostanzioso nell'attesa dei pesi massimi che si spera non tarderanno ad arrivare in futuro. Anche perché, per la stragrande maggioranza dei possessori di Switch, queste riedizioni prese di peso dal catalogo Wii U hanno un pregio innegabile, in grado di renderle diverse da tante altre remastered viste altrove: si tratta in sostanza di vere e proprie novità, spesso e volentieri inedite ai più.
    Come ci è stato illustrato da Filippo Ghisolfi di Nintendo of Europe durante l'evento milanese di anteprima stampa, l'idea alla base di questa seconda pubblicazione di Donkey Kong Country: Tropical Freeze nasce proprio dal desiderio di (ri)proporre uno dei platform hardcore di maggior qualità apparsi negli ultimi anni: un titolo ispirato, profondo e stracolmo di sorprese, genuinamente pervaso dallo spirito di una Grande N intenta a fare sul serio in un'ottica 2.5D, che purtroppo in tanti non avevano avuto modo di godersi all'epoca. Insomma, un prodotto importante che non soltanto si meritava un'altra occasione, ma che può trovare ulteriore linfa vitale grazie al DNA di Nintendo Switch, vista la compatibilità totale tra la filosofia di divertimento condiviso che è propria della console e l'anima multiplayer di un gioco di piattaforme che, con la giusta compagnia, dà il meglio di sé.
    Le direttive alla base del lavoro di conversione ed adattamento sono fondamentalmente tre: l'incremento della risoluzione allo standard Full HD (l'originale era invece a 720p, la stessa risoluzione della versione Nintendo Switch in modalità portatile), il ritocco di minuscoli dettagli di contorno a livello grafico ed un'importante apertura sul fronte dell'accessibilità, viste le critiche a un livello di difficoltà considerato nell'edizione 2014 - per lo meno da un certo tipo di utenza - a tratti eccessivo. Intendiamoci: per i puristi esiste comunque il cosiddetto Original Mode, ovvero la riproposizione 1:1 della versione Wii U con upscaling a 1080p, in perfetto accordo con la visione iniziale di Retro Studios.

    Visivamente Tropical Freeze fa ancora la sua figura niente male, con una chicca in più: tenendo immobile il personaggio per qualche secondo, vedrete Donkey Kong estrarre dalla tasca uno Switch per giocare (al posto del 3DS visto nell'originale).

    La principale novità in arrivo su Nintendo Switch risponde invece al nome di Funky Mode: una modalità semplificata che consente di godersi i diabolici sessantatré livelli che compongono l'avventura con un minimo di calma in più, andando a intervenire a piacimento sul tasso di sfida. Optando per il Funky Mode si controllerà infatti ciascuno dei quattro protagonisti canonici, usufruendo di un cuore-energia extra (passando così da due a tre tacche di vita). Non solo: si acquisiranno gli oggetti speciali pagandoli meno (vedendone al contempo aumentata l'efficacia), e si potranno raccogliere le celeberrime lettere K-O-N-G in più di una run, invece che in un'unica playthrough del livello. Il tutto senza poi considerare l'autentica new entry del gioco, vale a dire quel Funky Kong che passa da personaggio secondario - nel Tropical Freeze originale vestiva i panni del venditore di potenziamenti... - a indiscussa superstar della faccenda.
    Già, perché selezionando il folle scimmione surfista, contraddistinto da immancabili occhiali da sole, canotta d'ordinanza e bandana, le cose si faranno ancora più agevoli: Funky Kong non solo può respirare liberamente sott'acqua, ma è anche capace di eseguire capriole infinite e di resistere alle avversità più disparate, vantando addirittura cinque cuori di vita.
    E non è nemmeno tutto, perché l'atletico primate si dimostra la summa esemplare di ciascuna delle abilità speciali di ogni altro protagonista: può infatti estendere i salti in lungo come Diddy Kong, in alto come Dixie Kong e sopravvivere sulle spine come Cranky Kong. Insomma, è senza dubbio la scelta da preferire per chiunque che voglia vivere il viaggio senza troppe ansie, lasciandosi stupire da un platform che si diverte a cambiare continuamente ritmo, level design e persino estetica, negli iconici schemi in stile silhouette.

    Donkey Kong Country: Tropical Freeze Al contrario del suo problematico debutto su Wii U, Donkey Kong Country: Tropical Freeze non sembra davvero avere nulla da perdere in questa sua vita extra su Nintendo Switch: se in passato vi siete persi per strada l'avventura sottozero di DK & Company, il prossimo 4 maggio potrebbe valere effettivamente la pena di recuperare un platform hardcore duro come il ferro, destinato a regalare brividi ed emozioni anche in modalità portatile, magari condividendo un Joy-Con con un amico. Certo, il prezzo pieno (59.99€) potrebbe essere un ulteriore ostacolo imprevisto sul cammino del gorilla verso la gloria, ma si sa: nessuno è perfetto.

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