DOOM Eternal Battlemode: esaminiamo la modalità multiplayer dell'FPS

Il gioco id Software gode di un inedito comparto multigiocatore, ed ora che i server sono aperti, ci siamo lanciati nella Battlemode di Doom Eternal.

DOOM Eternal: Battlemode 4K 60fps
Speciale: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Quattro anni fa, in occasione del lieto ritorno del supersoldato in verde, una buona fetta degli estimatori di Doom aveva accolto con una certa freddezza il comparto multigiocatore del gioco, ritenuto piuttosto lontano dagli standard di eccellenza segnati dalla campagna in singolo. Un trattamento che aveva spinto id Software a rivedere la propria collaborazione con Certain Affinity, lo studio che aveva sviluppato la componente online del gioco, e a riprendere in mano le redini del multiplayer per tentare di risollevarne le sorti. A prescindere dagli esiti di questo nuovo passaggio di consegne, lo studio ne trasse una lezione preziosa, riassumibile col vecchio motto "chi fa da sé, fa per tre".

    Ed ecco che Doom Eternal arriva sugli scaffali con una modalità multigiocatore tanto lontana da quella del predecessore, quanto vicina allo spirito incandescente che anima l'avventura in solitaria, della quale rappresenta una naturale estensione. Come anticipato nella recensione di Doom Eternal, la Battle Mode rimane una componente secondaria dell'esperienza, una porzione che non altera in maniera consistente gli equilibri del titolo, ma questo non la rende necessariamente una propaggine rinunciataria o insignificante. Anche perché la modalità in questione ha tutte le carte in regola per offrire agli appassionati ore e ore di frenetico appagamento, col contributo di una lunga serie di scelte di design azzeccate, che la rendono un eccellente diversivo ad alto tasso di adrenalina.

    Scontro fra titani

    La Battle Mode di DOOM Eternal è una modalità multigiocatore asimmetrica che coinvolge gli utenti in intensi scontri uno contro due, schierando il DOOM Slayer contro una coppia di abomini demoniaci. Un scontro solo apparentemente impari, dato che il Marine può contare su una resilienza di base ben maggiore rispetto a quella dei suoi avversari, sostenuta dalle nuove meccaniche di "caccia alle risorse" inserite da id Software nella ricetta ludica di Eternal.

    Meccaniche di autosostentamento valorizzate da un arsenale al gran completo, comprensivo di tutti i moduli secondari disponibili per ciascuna delle bocche da fuoco. Dall'altra parte della barricata, ognuno dei cinque demoni inclusi nella selezione iniziale (Archvile, Elementale del Dolore, Razziatore, Mancubus e Revenant) è dotato di specifiche capacità di movimento, attacco e difesa, in sostanza quelle viste all'opera sui campi di battaglia della campagna principale.

    Ogni partita si svolge al meglio dei 5 round in arene di dimensioni contenute, caratterizzate da un design intelligente che offre a entrambi gli schieramenti una buona gamma di opportunità tattiche per il raggiungimento di un unico obiettivo: annientare il nemico. Nei panni del colosso corazzato, il gameplay
    eredita in tutto e per tutto i ritmi ipercinetici che caratterizzano la campagna, in un tornado di sinfonie balistiche, squartamenti acrobatici e sinapsi in fiamme.

    Per ottenere la vittoria è dunque necessario mantenersi in continuo movimento, cercando di sfruttare al meglio le caratteristiche dello scenario (teletrasporti, piattaforme di salto, barriere, ecc.) e utilizzando ogni pezzo d'armamentario per infliggere danni ai avversari, senza dimenticare di trarre il massimo dalle nuove routine "puzzle combat" di Doom Eternal per mantenere salute e armatura a livelli ottimali. In giro per la mappa non mancheranno infatti demoni minori da convertire brutalmente in risorse per la sopravvivenza dello Slayer, che dovrà inoltre gestire saggiamente i suoi sforzi bellici per soddisfare senza sforzo una condizione chiave per il suo trionfo: entrambi i contendenti dovranno morire entro un massimo di 20 secondi l'uno dall'altro, onde evitare che quello abbattuto ritorni in vita (con metà della salute). Il modo migliore per raggiungere lo scopo è quindi dosare in maniera assennata il danno inflitto a ognuno dei demoni, al fine di ridurre al minimo i tempi tra un'uccisione e la successiva, e conquistare così la vittoria del round.

    Dinamiche che, esattamente come avviene nella modalità principale, richiedono abilità, sangue freddo e grande consapevolezza situazionale, da sfruttare per comporre alla velocità della luce strategie con un buon equilibrio tra rischio ed efficacia offensiva. Sul fronte opposto, la priorità numero uno è mantenere un ottimo controllo del terreno di scontro, in modo da ostacolare la corsa del nemico con ogni mezzo possibile, costringendolo a incassare più colpi di quanto non sia in grado di sopportare.

    A questo scopo, oltre al proprio assortimento di poteri unici, ogni demone può infatti scegliere tra due set di azioni tattiche, con abilità che permettono di evocare sul campo di battaglia alleati (Cacodemoni, Droni Maykr, Predatori, Aracnotron, Carcasse, Soldati Scudo e Cavalieri Infernali), creare pericoli ambientali aggiuntivi (zone che infliggono danno quando lo Slayer le attraversa), o attivare vantaggi di vario genere (bonus a velocità e difesa, o zone curative).

    Tutte queste build includono inoltre un comando che impedisce al Doomguy di raccogliere risorse aggiuntive per 3 secondi (la regola non vale per i mostri evocati), ottimo per limitare le facoltà rigenerative del nemico in vista del colpo fatale. Va da sé che ciascuna di queste capacità ha tempi di cooldown coerenti con la sua efficacia, comprese quelle che compongono la dotazione principale dei cinque demoni.

    L'avanguardia dell'inferno

    L'assortimento delle forze infernali garantisce al gameplay un ulteriore strato di profondità, non solo in virtù delle caratteristiche offensive e difensive di ogni "classe", ma anche del modo in cui queste contribuiscono al gioco di squadra. Schierando assieme un Mancubus e un Archvile, ad esempio, i giocatori potrebbero riuscire a imprigionare il Doom Slayer in un'imboscata mortale, utilizzando lo scudo di fuoco del secondo per bloccare i movimenti dell'avversario e costringerlo a un doloroso faccia a faccia con quello che è a tutti gli effetti un carro armato tecnorganico, peraltro spalleggiato da un numero variabile di minion.

    Un'altra buona combinazione è quella tra Razziatore ed Elementale del Dolore, due demoni agli antipodi per quanto riguarda le strategie d'approccio: il primo, armato di ascia e doppietta, dà il meglio di sé a corto raggio, mentre il secondo è perfetto per colpire dalla distanza e seguire in volo i movimenti del Marine (che viene segnalato da un'aura luminosa fintanto che è nel campo visivo di uno dei nemici). Come intuibile, per massimizzare l'efficienza letale del team si fa necessaria una buona comunicazione tra i compagni, facilitata dalla chat vocale integrata nel gioco.

    I perk aggiuntivi che entrambi gli schieramenti possono selezionare tra un round e l'altro (fino a tre per partita) ampliano ulteriormente lo spessore tattico del gameplay, alterandone gli equilibri e rendendo l'esito degli scontri ancor più incerto. Lo Slayer può ad esempio aumentare la quantità di salute guadagnata con ogni uccisione, ottenere una granata aggiuntiva per il lanciatore o perfino mettere le mani su qualche munizione per il potentissimo BFG 9000 (che infligge danni solo in caso di colpo diretto).

    I demoni possono invece accrescere la forza d'attacco delle evocazioni o fare in modo che i loro assalti garantiscano un bonus alla salute: due perk che si combinano alla perfezione, specialmente sbloccando la possibilità di richiamare in battaglia un possente Barone dell'inferno. Queste abilità supplementari sono pensate per amplificare l'imprevedibilità delle partite e mantenere sempre alto il livello di tensione, e per questo motivo le più potenti saranno selezionabili solo in caso di svantaggio. Una cornucopia di variabili e meccaniche che fanno della Battle Mode un concentrato di frenesia e divertimento, tra le maglie di una modalità che eredita in pieno i punti di forza di Doom Eternal e li esalta con una serie di scelte di design ben ponderate.

    Questo al netto di qualche piccolo problema di bilanciamento che riguarda in particolar modo la fazione dei demoni, dotati di un rapporto non ancora ottimale tra caratteristiche offensive e difensive. Uno squilibrio che richiede all'utente nei panni del Doom Slayer un livello di abilità tendenzialmente superiore rispetto a quello delle controparti, sebbene la disparità non sia così netta da inficiale la godibilità complessiva dell'esperienza. Nessun appunto invece per quanto riguarda la solidità del netcode che - almeno in queste prime ore - si è sempre dimostrato robusto, anche sul fronte del matchmaking.

    DOOM Eternal Dopo aver passato qualche ora nelle arene della Battle Mode, non possiamo che dirci soddisfatti della direzione scelta dal team di sviluppo per il comparto multigiocatore di Doom Eternal. La ricetta ludica della modalità propone un mix di dinamiche competitive e cooperative amalgamate in maniera intelligente, che si traducono in un’esperienza di gioco insospettabilmente profonda e appagante. Caratteristiche in buona parte ereditate dalla campagna single player, e valorizzate da elementi che rendono ogni scontro tanto esaltante quanto imprevedibile, col contributo di un gameplay ipercinetico e tattico al punto giusto. Una proposta complessivamente solida, con qualche lieve intoppo sul fronte del bilanciamento che potrebbe sparire già nel giro di un paio di patch. Nel prossimo futuro dovrebbe peraltro fare il suo esordio anche la meccanica delle Invasioni, l’ultimo tassello di un mosaico contenutistico che, già ora, appare più che soddisfacente.

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