DOOM Eternal: un feroce massacro prima della recensione

Abbiamo trascorso quasi quattro ore in compagnia dell'FPS id Software, per scoprire quanto faccia godere mettere a ferro e fuoco l'Inferno sulla Terra.

DOOM Eternal
Anteprima: PC
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Alla fine dell'evento organizzato a Milano per permetterci di provare in anteprima i primi tre capitoli di DOOM Eternal è successa una cosa abbastanza particolare: mi è stato chiesto di sintetizzare con pochi termini la mia esperienza con il gioco, in modo da ricevere un riscontro immediato da inserire in un report per la sede centrale di Bethesda. Insomma, un riassunto brevissimo che servisse a condensare le quasi quattro ore di una ricca mattinata trascorsa a maciullare, devastare e riempire di piombo sciami di demoni catapultati sulla Terra direttamente dalle profondità infernali.

    Dopo un elenco di pregi - moltissimi - e di difetti - pochi e tutto sommato veniali - non ho avuto particolari esitazioni sui termini da scegliere per un ipotetico quote: "sangue, proiettili, orgasmo". Anzi col senno di poi direi piuttosto ORGASMO, scritto possibilmente così. Tutto in maiuscolo, come maiuscolo e perentorio vuole essere l'impatto di DOOM Eternal: uno sparatutto brutale come una fucilata a bruciapelo, pesante come un riff delle chitarre distorte del solito, incredibile Mick Gordon e dannatamente godurioso su più fronti.

    Tutta la furia dello Slayer

    Già perché, forte del meritatissimo successo del reboot del 2016, id Software si appresta a tornare alla carica con un seguito che fa tesoro degli innegabili punti di forza del predecessore, spostando in tutto e per tutto l'asticella ancora più in alto. A stupire sin da subito è la massiccia solidità dell'insieme: gli sviluppatori promettono per il 20 marzo 2020 il DOOM più grande e più ambizioso di sempre, e sono sufficienti le battute iniziali dell'avventura per non dubitare in alcun modo delle loro affermazioni, con una fiducia conquistata (o piuttosto rinvigorita, se come me avete adorato l'originale...) a crudeli colpi di motosega.

    L'incipit serve a introdurre il pretesto narrativo alla base delle vicende: l'anno è il 2151, e su ciò che rimane del nostro pianeta si è di fatto scatenata l'Apocalisse. Il 60% del globo è stato consumato dagli invasori, i demoni scorrazzano indisturbati ovunque e le perdite umane sono nell'ordine dei miliardi di innocenti. A opporsi a quello che è ormai un autentico sterminio, solo e soltanto uno: il DOOM Slayer, con la sua inconfondibile armatura verde militare, il casco integrale - che stavolta lascia comunque intravedere qualcosa delle sue machissime fattezze - e l'arsenale di mortali bocche da fuoco sempre a disposizione.
    L'impressione è che in confronto al titolo del 2016 si sia puntato maggiormente se non sulla trama in senso lato per lo meno sulla caratterizzazione del mondo, con dialoghi, situazioni e personaggi di contorno un filo più delineati rispetto al passato (tranquilli no, il DOOM guy non apre assolutamente bocca, e il massimo della risposta che gli ho visto dare è stato di ricaricare il suo fido shotgun come reazione alla spacconata di un avversario...). Al di là di tutto DOOM Eternal resta però più che mai un gioco marcatamente action, e sarà sempre possibile saltare gli occasionali dialoghi e le cutscene - a proposito, il doppiaggio è in italiano e mi è parso di buon livello - per concentrarsi solo e soltanto sugli scontri a testa bassa.

    In questo senso, impossibile non tornare alla sensazione di solidità e di pienezza a cui si faceva riferimento prima: Eternal ti sbatte sul muso un galvanizzante mix di grafica spettacolare, di framerate fluidissimo, di ritmo forsennato. Il tutto scandito da una poderosa colonna sonora dai toni metal/industrial che accompagna, definisce ed esalta massacri tanto disumani quanto appassionanti. Capita di trovarsi quasi spaesati di fronte a un impatto simile, tra scorci spettacolari, mostruosità che serpeggiano ovunque e scontri che ignorano fino all'ossessione il concetto di pausa.

    Solo in DOOM Eternal la già letale doppietta a canne mozze guadagna un micidiale uncino da macellaio: una catena a distanza che permette di lanciarsi in volo sui malcapitati avversari.

    Non a caso è proprio la visceralità dell'azione a lasciare a bocca aperta: id Software parla apertamente, e forse pure con una punta di orgoglio, di "power fantasy da padroneggiare senza che le cose ti vengano imboccate", ed è in effetti la sensazione di trovarsi in una specie di grandguignolesco parco giochi a lasciare il segno, permettendo a DOOM di distinguersi in maniera inequivocabile da tutti gli altri FPS.

    Le novità del sequel

    Come si era già avuto modo di vedere quattro anni or sono, l'idea non è solo quella di sopravvivere, quanto piuttosto di divertirsi a sperimentare con combo di uccisioni creative e manovre al limite dell'impossibile contro orde di abomini vomitati da chissà dove. Le armi di DOOM - che si confermano francamente inarrivabili per il feeling dei colpi e per la sensazione di pesantezza dell'impatto, con le carni dei nemici che vengono letteralmente sbranate dai proiettili - si trasformano così in geniali strumenti per allestire luculliani banchetti di morte, con un approccio libero e concettualmente dalle parti di un vero e proprio sandbox rosso sangue.

    La dirompente novità sta invece nell'inedita svolta "puzzle" data al combattimento: in Eternal è stato infatti introdotto un convincente sistema di ricompense istantanee che aggiunge varietà, strategia e profondità agli scontri. Eliminando i nemici in corpo a corpo con le peculiari Uccisioni Epiche si otterranno così ricariche di salute, incenerendoli con il nuovissimo Getto Infuocato (un lanciafiamme con ricarica cooldown montato sulla spalla sinistra dello Slayer) si incrementerà l'armatura e squartandoli con la motosega si riceveranno generose piogge di proiettili. L'effetto in termini di gameplay si dimostra fresco ed entusiasmante: sul campo di battaglia occorre pensare, adattarsi al contesto, sfruttare costantemente l'ambiente a proprio favore. Con la mobilità di sempre e con il peculiare ritmo mozzafiato, ma anche con un occhio di riguardo agli stessi avversari, che si trasformano di fatto in vere e proprie risorse ambulanti che in certe situazioni conviene non uccidere immediatamente - in quanto in grado di sovvertire l'esito della battaglia nei momenti più disperati, magari con la giusta iniezione di salute quando la fine sembra imminente.

    Le munizioni in Eternal scarseggiano un po', e la rombante motosega diventa il mezzo con cui ricaricare le armi. Non fa una piega, no?

    L'altro significativo cambiamento riguarda invece la struttura dei livelli, con le tradizionali arene in cui si combatte intervallate a passaggi che spesso e volentieri sconfinano nel platforming puro: siete avvisati, in DOOM Eternal c'è parecchio da saltare, soprattutto in combinazione con le nuove abilità che permettono di scattare (sia a terra che in aria) e di arrampicarsi aggrappandosi a particolari superfici.

    Il risultato è un'esplorazione meno diretta e lineare che in precedenza, intrisa di segreti e zone nascoste, che richiede riflessi, tempismo e una certa dose di abilità nel controllo del personaggio. Senza contare poi alcune sezioni un po' troppo implicite e occasionalmente poco chiare, che spezzano la progressione altrimenti incessante spaesando l'utente con situazioni in cui non si capisce bene come procedere: un filo di chiarezza in più non avrebbe fatto male da questo punto di vista, specie contando quello che in media ci si aspetta da un'esperienza come DOOM.

    Confermatissima invece - e anzi ulteriormente approfondita - l'abbondante componente di crescita e personalizzazione del protagonista in stile RPG: col passare delle ore e con l'accumularsi delle kill andrete a sbloccare abilità e potenziamenti legati alle armi, all'Armatura Praetor e al modus occidendi dello Slayer, per un'intrigante varietà di opzioni che vi consentirà di sterminare le legioni infernali a seconda del vostro personale stile di combattimento.

    Durante la campagna ogni tanto vi capiterà di affrontare dei demoni potenziati: creature che hanno ucciso altri giocatori in carne e ossa, guadagnando un boost in aggressività e vitalità.

    Un approccio che, ancora una volta, incentiva alla sperimentazione e al divertimento "libero", senza seguire regole rigidamente predefinite: per carità, il minimo comune denominatore resta sempre la carneficina, ma come arrivare all'estasi data dell'ecatombe perfetta si trasforma in un (sanguinolento) viaggio tutto da scoprire.

    Sempre in tema di scoperta, da sottolineare la virata verso una direzione artistica meno all'insegna della fantascienza pesante, dei macchinari e del metallo spinto in favore di un'estetica che sembra abbracciare un esoterismo reinterpretato in chiave più fantasy: sarà anche per la dimensione tutta terrestre - o forse per l'ormai imminente trionfo delle armate demoniache - ma nel prossimo DOOM vi imbatterete in imponenti cattedrali, in monumenti di roccia, in statue colossali piuttosto lontane dagli scorci offerti da Marte.

    Facce nuove e graditi ritorni

    DOOM Eternal si avvale, com'è ovvio e ragionevole che sia, dell'esperienza e del successo del prequel diretto. In generale la sensazione è quella di un delizioso ritorno a casa: dall'enfasi sulla mobilità spinta alla totale assenza di un tasto per la ricarica dei colpi, Eternal è e vuole essere DOOM al 110%, puntando logicamente a rifinire una ricetta di evidente valore piuttosto che a stravolgerla.

    Per quanto visto id Software sembra essersi divertita a stuzzicare i fan, bilanciando in modo sapiente contenuti completamente inediti e apprezzati ritorni a livello di armi, abilità e demoni. Meritano una menzione particolare tre creature incontrate durante l'hands-on: si parte con l'Arachnotron, uno scattante cervello su zampe metalliche di ragno capace di arrampicarsi su muri e sui soffitti, seminando il panico con la sua torretta (un nemico che rappresenta una vera e propria citazione di DOOM II). Gargoyle e Flagellanti sono invece nuovi di zecca: il primo è una sorta di Imp volante, con ali membranose che gli permettono di attaccare anche in volo. Un avversario affascinante da vedere, che però non rappresenta certo una sfida impegnativa. Diversa al contrario la questione del Flagellante, sfuggente mostro col busto umanoide e la parte inferiore del corpo serpentiforme (che ricorda parecchio la Medusa dei vecchi God of War): i suoi scatti brucianti lo rendono un bersaglio assai complicato da affrontare, e le sue onde di energia a distanza possono confondere e peggiorare le cose.

    DOOM Eternal Le quasi quattro ore in compagnia dei primi tre capitoli di Eternal sono volate senza che nemmeno me ne rendessi conto, in un inebriante tripudio di gore ed esplosioni: non vedo l'ora di scoprire tutto sulla Khan Maykr, la misteriosissima entità angelica che fa da antagonista allo Slayer, e non sto nella pelle all'idea di spegnere le fiamme dell'Inferno con ettolitri di sangue. La mattanza è fissata per il 20 marzo 2020, su PC, PlayStation 4, Xbox One e Google Stadia (con la versione Nintendo Switch in arrivo nei mesi successivi). Da grande fan del DOOM del 2016 - un gioco che ha saputo catturare in modo magistrale l'essenza di un classico senza tempo, attualizzandolo agli standard moderni senza snaturarlo - attendevo con particolare ansia Eternal. Dopo l'apprezzata toccata e fuga in quel di Los Angeles, è stato fenomenale passare una mattinata intera in compagnia dello Slayer, del Mancubus e del Cacodemone: ritrovandosi un po' a casa, fra bulbi oculari strappati senza pietà e assalti in salsa heavy metal, ma anche scoprendo le appaganti novità pensate per variare con qualche apprezzabile sfumatura una formula che in realtà aveva già dimostrato di funzionare a meraviglia. Attenzione, perché dietro l'angolo non c'è solamente quello che promette di essere uno sparatutto pazzesco, ma anche uno degli evidenti candidati al titolo di Game of the Year 2020. A buon intenditor, poche parole (e magari una tanica di benzina extra per ricaricare la motosega).

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel Core i9-9900K
    • RAM: 32GB DDR4 3200Mhz
    • GPU: ROG STRIX RTX2070S GAMING

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