Dragon Ball FighterZ: Provata la Closed Beta

Grazie ad una closed beta distribuita da Bandai-Namco, abbiamo potuto testare più a fondo la componente online di Dragon Ball FighterZ.

Dragon Ball FighterZ
Anteprima: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Inutile negarlo: oramai siamo così tanto entusiasti di Dragon Ball FighterZ da seguirne ogni singolo spostamento, come se fossimo armati del Dragon Radar: Ovunque vada il nuovo picchiaduro di Arc System, infatti, noi siamo pronti a seguirlo: che sia a Los Angeles durante l'E3 o a Colonia nel corso della Gamescom, non abbiamo perso occasione per ammirarlo, celebrarlo, affrontarlo. Fortuna ha voluto che in questo fine settimana il Radar evidenziasse la posizione di FighterZ proprio nel nostro salotto: grazie ad una closed beta, Bandai-Namco ha permesso al grande pubblico di conoscere e sperimentare a fondo la magnificenza del suo potenziale capolavoro. Dal canto nostro, non potevamo certo lasciarci sfuggire l'occasione: la versione dimostrativa, del resto, pensata per "allenare" la stabilità dei server, ci ha concesso anche l'opportunità di prendere confidenza con l'hub centrale della produzione, in cui - a modello della Toki Toki City di Xenoverse - potremo incontrare gli altri Guerrieri Z e partecipare a diverse competizioni multiplayer.

    Ad accoglierci abbiamo quindi trovato un ampio numero di lobby, fino ad un massimo di 64 giocatori ciascuna: una volta connessi, si sono spalancate le porte di un micro mondo che riassume in sé tutti i luoghi tipici dell'immaginario di Dragon Ball. Da una piccola arena circolare si collegano a raggiera altre zone visitabili, ognuna ispirata a setting celeberrimi, dal Torneo Tenkaichi fino alla sede del Red Ribbon, passando per la Kame House e per il ring del Cell Game. Ovviamente durante la build di prova queste aree ci erano precluse, ma la loro presenza lascia presagire un buon numero di modalità extra che si affiancheranno al canonico scontro 3vs3 o al Party Match, in cui sei giocatori controlleranno ognuno un singolo personaggio durante i combattimenti. Lungo questo mini universo ci muoveremo nei panni di un avatar in formato "chibi": i lottatori, rappresentati con un tratto super deformed, verranno differenziati gli uni dagli altri unicamente in base al colore dell'abbigliamento.

    Abbandonando il sistema di personalizzazione di Xenoverse, tramite il quale agghindare i nostri eroi con vari vestiti e gadget, a schermo - in verità - finisce per crearsi un po' di confusione: nei server più affollati, osserveremo infatti una masnada informe di giocatori fin troppo simili tra di loro, il che - alle volte - rende persino difficile distinguere il nostro alter ego. Non c'è nulla di male nella rivisitazione "caricaturale" dei protagonisti: tuttavia, la versione finale dovrà necessariamente aumentare gli strumenti per la customizzazione, in modo da garantire una maggiore diversificazione e una pulizia visiva più limpida e leggibile. Un po' caotico ci è parso anche il sistema di comunicazione tra i combattenti: per rivolgerci ad un altro giocatore, infatti, potremo selezionare alcuni "adesivi", ossia sagome ritagliate direttamente dall'anime e dal manga che esprimono, quando utilizzate, una particolare emozione, sia essa un semplice saluto oppure il desiderio di sfidare l'interlocutore nell'arena. Laddove i disegni di questi sticker ci sono parsi semplicemente eccezionali - un concentrato di puro e delizioso fanservice - il loro sfruttamento non è sempre pienamente oculato: considerate le ridotte dimensioni dell'area esplorabile, quando gli adesivi iniziano a sommarsi in contemporanea risulta piuttosto faticoso riuscire a comprendere con chiarezza quale utente stia tentando di "dialogare" con noi. Superati questi piccoli ostacoli iniziali, giunge finalmente il momento di mettere alla prova i nostri pollici opponibili. Nella beta era disponibile soltanto il classico scontro 3vs3: prima di dare il via alla lotta dovremo comporre la nostra squadra, scegliendo sia quali eroi portare con noi sul campo di battaglia, sia l'arena nella quale confrontarci, sia - addirittura! - la musica di sottofondo che accompagnerà la frenesia degli incontri. Paradossalmente, nei server con più di giocatori, il matchmaking ci ha abbinato agli altri partecipanti in modo sempre rapido e preciso, mentre in quelli composti soltanto da quattro utenti, alle volte siamo stati costretti ad aspettare anche un paio di minuti prima di individuare un avversario, nonostante le combinazioni possibili fossero decisamente limitate. Se si escludono, infine, lievi problemi di lag, l'esperienza con Dragon Ball FighterZ ha mantenuto la stessa, stupefacente bellezza già saggiata nelle nostre prove precedenti: un connubio fuori parametro di tecnicismo, immediatezza, profondità e meraviglia visiva, probabilmente superiore a qualsiasi altro tie-in mai realizzato.

    Se è vero che nella struttura della componente online Arc System mostri ancora qualche ingenuità di troppo che - auspichiamo vivamente - possa essere limata in occasione dell'uscita, in termini di puro gameplay il team imbastito un prodigio con pochi eguali. Allontanandosi dalla complessità eccessiva di un picchiaduro fortemente competitivo, il combat system resta in perfetto equilibrio tra leggerezza ed elaboratezza: i giocatori meno smaliziati troveranno ad attenderli, infatti, un sistema di combo piuttosto semplificato, che alla concatenazione del medesimo tasto può dar vita (se messo a segno col giusto tempismo) ad una serie di attacchi poderosi e spettacolari, i quali culminano con una appariscente mossa speciale. Tutto questo non rende affatto meno strategiche le battaglie: anzitutto perché questi colpi ripetuti appagano soprattutto la vista, senza apportare eccessivo danno all'avversario; in secondo luogo perché la meccanica del teletrasporto o della parata ci dà la capacità di schivarli con relativa agilità, senza rimanere invischiati in un loop infinito di button mashing. È chiaro che simili combo di default, da inanellare con sufficiente facilità, siano state inserite per garantire un ampio grado di divertimento anche ai fan di Dragon Ball che posseggono poca familiarità con i fighting game. Chiunque non desideri impegnarsi troppo potrà quindi comunque godere di un picchiaduro avvincente, esplosivo e mirabolante, dove ogni singola animazione è stata riprodotta tenendo a mente le tavole del maestro Toriyama.
    Le pose di vittoria, le frasi di ogni lottatore al termine dei match e le mosse segrete restano fedeli al materiale originale in modo quasi maniacale. Per gli appassionati, FighterZ diviene insomma puro godimento, esaltazione, commozione. Aver potuto giocare più a fondo il titolo rispetto alle fugaci prove durante gli eventi di settore, ci ha dato la possibilità di notare un'infinita serie di piccoli dettagli che prima ci erano sfuggiti, capaci di dar forma ad un vero e proprio omaggio videoludico, mai così vivo, sincero, emozionante. Abbiamo già discusso ampiamente delle peculiarità di ogni singolo personaggio fino ad ora annunciato, e delle diverse mosse combinate, attivabili a seconda delle coppie di lottatori prescelte: la closed beta, d'altronde, conteneva gli stessi guerrieri già analizzati in occasione del nostro hands-on teutonico, ossia Goku, Vegeta, Gohan, Mirai Trunks, Freezer, Cell, Majin Bu, Crilin, Piccolo, il cyborg numero 16 e l'androide 18 (quest'ultima capace di chiamare in campo anche il fratello 17).

    I loro moveset sono incredibilmente vari e ben definiti, ed inoltre le mescolanze dei vari attacchi, rese possibili dallo Z-Change e dagli Z-Assist, offrono al gameplay un'anima prepotentemente tattica, che in nessuna istanza viene soverchiata dall'altissimo tasso di spettacolarità di ogni scontro. Sotto i colpi dei nostri eroi le inquadrature si modificano in modo dinamico ed elegante, mentre le arene si deformano e si distruggono in un boato di effettistica e particellari da antologia, che nulla ha da invidiare alle migliori puntate dell'anime. In mano a giocatori esperti, Dragon Ball FighterZ si tramuta in un'esplosione di virtuosismo: per capire fino in fondo l'altissimo grado di tecnicismo che un simile gioco è in grado di raggiungere, basta dare un'occhiata ai match consigliati dagli sviluppatori nella modalità "replay" contenuta nella beta. Qui gli utenti più abili mettevano palesemente in mostra tutte le potenzialità dell'opera dal punto di vista squisitamente competitivo, dando vita a battaglie straordinarie. Inutile girarci intorno: Dragon Ball FighterZ è un fighting game immediato da giocare ma difficilissimo da padroneggiare a dovere, che richiederà tempismo, pazienza, abilità e piena conoscenza di tutti i membri del roster. È per questo che, come abbiamo più volte ripetuto, è inutile aspettarsi un cast assai numeroso: Arc System, difatti, preferisce solitamente concentrarsi più sulla qualità che sulla indiscriminata quantità. Di recente, tuttavia, sono state rivelate ben tre new entry: accanto agli storici Yamcha e Tenshinhan (che avrà Jiaozi come supporto), fa il suo ingresso in scena un personaggio del tutto inedito, l'androide Numero 21 (il cui character design è curato da Toriyama in persona), che sembra avere un ruolo di rilievo nello Story Mode del gioco. La trama, lo ricordiamo, prevede l'avvento di una nuova minaccia per i Guerrieri Z, incarnata da un redivivo Numero 16. A questo punto, ci permettiamo di avanzare una brevissima teoria per quanto concerne la storyline principale e l'identità del villain: stando agli screen dalla rivista giapponese V-Jump, è ipotizzabile che sia proprio l'androide 21 a risvegliare o ricostruire Numero 16.

    Siccome Toriyama rivelò in un'intervista che il dottor Gelo ha modellato l'aspetto di 16 ispirandosi al figlio deceduto, forse il desiderio dell'antagonista di ripristinare il corpo del cyborg annientato da Cell lascia presupporre che tra di loro esista una sorta di "legame", magari di tipo famigliare. Che Numero 21 sia in realtà un altro parto del folle genio del Red Ribbon (a sua volta trasformatosi in androide con la sigla di Numero 20), creata quindi ad immagine e somiglianza della moglie di Gelo? Le nostre sono chiaramente solo idee senza alcun fondamento, piccoli voli di fantasia utili a rendere meno doloroso il tempo che ci separa dall'edizione definitiva, prevista a febbraio del prossimo anno. Potrà sembrare assurdo, e forse anche un tantino esagerato, ma aspettiamo l'uscita di Dragon Ball FighterZ con lo stesso fervore con cui, da ragazzini, attendevamo trepidanti l'arrivo della nuova puntata della serie TV o dell'ultimo numero del manga.

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