Dreams Creators Beta: i giochi sono fatti della stessa sostanza dei sogni

Abbiamo avuto modo di provare la Beta della nuova, straordinaria opera di Media Molecule: un sogno ad occhi aperti per tutti gli aspiranti artisti.

provato Dreams Creators Beta: i giochi sono fatti della stessa sostanza dei sogni
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • È difficile raccontare un sogno a qualcuno: spesso si tratta più che altro di condividere immagini evanescenti, che piano piano iniziano a sfumare nella memoria, a volte senza nemmeno un preciso filo logico che le unisce. È arduo comunicare le sensazioni che riaffiorano al risveglio e le emozioni provate durante il sonno: sarebbe decisamente tutto più facile, se i sogni potessero essere registrati e poi mostrati agli altri sotto forma di raffigurazione visiva. Solo così si potrebbe comprendere davvero la potenzialità del subconscio creativo di ognuno di noi. Per permetterci di condividere le nostre visioni, i ragazzi di Media Molecule hanno compiuto un piccolo miracolo, costruendo uno spazio virtuale dove digitalizzare e materializzare le idee che ci frullano nella testa.

    È per questo che il loro Dreams è un vero e proprio sogno ad occhi aperti: una fabbrica di idee in continuo fermento, una fucina che dà letteralmente a chiunque la facoltà di plasmare un nuovo mondo di pixel. Sembrerà una caratteristica comune a tanti altri software che si affollano nel panorama videoludico, come l'ormai dimenticato Project Spark o il recente CoolPaintrVR. Ma la verità è che Dreams va oltre tutti i suoi predecessori spirituali per la sua incredibile capacità di mescolare la profondità tecnica con la semplicità concettuale. In poche parole, gli autori di LittleBigPlanet hanno intenzione di insegnare ai videogiocatori come si sogna, fornendo loro una materia vergine da modellare, e guidandoli passo dopo passo verso la concretizzazione della loro fantasia. A tal proposito, la Creators Beta, disponibile da qualche giorno per alcuni fortunati giocatori, ci ha dato piena dimostrazione dello straordinario progetto del team, che inizia ad assumere connotati sempre più definiti.

    A million dreams are keeping me awake

    Il viaggio di Dreams inizia lentamente: Media Molecule ci introduce al suo mondo digitale con una sorprendente delicatezza, e con un tono quasi fiabesco. È come se il team stesse leggendo agli utenti una leggiadra favola della buona notte, nella quale si racconta di un piccolo folletto chiamato Imp, una sorta di spiritello guida che rappresenta l'estensione su schermo della nostra mano immaginaria. Questo diavoletto sorridente e colorato, da personalizzare a piacimento, sarà il nostro avatar nell'universo sconfinato di Dreams: tramite il controllo dell'Imp potremo agire praticamente con qualsiasi elemento dello scenario, in modo tale da ricostruire lo spazio intorno a noi secondo i nostri gusti. L'opera di Media Molecule ci accoglie infatti con un'introduzione utile a farci comprendere le basi del gameplay: ci insegna come muoverci nello scenario, come prendere possesso degli oggetti circostanti, come rimpicciolirli, ingrandirli, riposizionarli nell'ambiente. Ci chiede, insomma, di allestire la nostra "base operativa", una sorta di Hub centrale che funge da anticamera dei sogni. La personalizzazione dell'Imp, e della sua dimora virtuale, non va presa sottogamba, sia perché è fondamentale per permetterci di sperimentare varie soluzioni prima di rimboccarsi le maniche con costruzioni più complesse, sia perché incarna il nostro "biglietto da visita" per gli altri sognatori che visiteranno il nostro profilo.

    Dreams è infatti un ecosistema condiviso dove ciascun viaggiatore può intrufolarsi nei sogni altrui, osservarne le statistiche, le preferenze e le attività. D'altronde, completando piccole quest, che lo studio ha inserito per dare ai neofiti un senso di "progressione" che diminuisca lo spaesamento iniziale, il nostro diavoletto salirà di livello ed avrà accesso a nuove possibilità artistiche. Già nella beta erano presenti giocatori di grado elevatissimo, che si sono sbizzarriti nel comporre creazioni di ogni genere e risma, fino a diventare un punto di riferimento per gli utenti meno esperti.

    Avere dei modelli a cui ispirarsi è essenziale per non perdere la bussola nel reame immaginifico di Dreams: sarà infatti possibile utilizzare anche progetti di altri sognatori come supporto per ideare i propri, estrapolare una base musicale, un modello poligonale, e persino avvalersi di una collaborazione a tutto tondo. Nel mare di produzioni amatoriali disponibili nella fase Beta, erano tantissimi gli esempi di cooperazioni, di giochi e cortometraggi nati dalla simbiosi di due visionari. L'idea di Dreams è proprio quella di dar forma ad un oceano da cui tutti possono attingere, comunicare, scambiarsi feedback e suggerimenti.

    La voce Dream Surfing che campeggia nel menù principale ci spalanca le porte di un mondo dove navigare tra le creazioni dei giocatori: un comodissimo sistema di categorie e di tags ci dà l'opportunità di orientarci senza troppa fatica alla ricerca della produzione che più ci interessa, da un gioco single player di stampo ruolistico ad uno multiplayer, passando per una visual novel o per cortometraggi animati.

    Ogni prodotto è poi valutato tramite un sistema di rank legato ai voti ricevuti, che gli consente di schizzare in cima alla lista delle opere "raccomandate" ed ottenere quindi maggior visibilità. In questa primissima fase di test, i server erano già pieni zeppi di lavori, alcuni costruiti con una cura notevole, ed altri decisamente approssimativi: in mezzo alle creazioni dei giocatori spuntavano di tanto in tanto quelle modellate dagli sviluppatori di Media Molecule, che chiaramente si ergevano al di sopra della massa per resa qualitativa, esempi virtuosi di ciò che può essere ideato una volta presa piena padronanza con i meccanismi di Dreams. Ci occuperemo delle migliori composizioni nate in seno alla community in un articolo appositamente dedicato: in questa sede ci piacerebbe ribadire che l'opzione Dream Surfing è pensata sia per quei giocatori che amano condividere le loro opere e far nascere collaborazioni con altri sognatori, sia per gli utenti meno abili "manualmente", che guardano a Dreams come ad un parco giochi dove rifornirsi di esperienze sempre nuove, anche senza contribuire effettivamente a rimpinguare la lista di titoli a disposizione. E chissà che, dopo ore trascorse a vivere i sogni degli altri, non scatti in loro una scintilla che li spinga a volersi mettere alla prova. A quel punto basterà tornare nel menù e selezionare la voce Dream Shaping.

    I dreamed a dream in times gone by

    Un lungo tutorial ci aspetta per spiegarci i fondamenti di Dreams, e lo fa con assoluta semplicità, con una leggerezza tale da darci quasi l'illusione che il nostro sogno si materializzerà in poco tempo.

    Ma non sarà così: occorre comprendere che il software architettato da Media Molecule è sì intuitivo ed estremamente chiaro, eppure tutt'altro che elementare. Senza dedicare il dovuto tempo a Dreams, in breve, il rischio di partorire aborti artistici sarà piuttosto elevato. Al fine di evitare che ciò accada, il team ha organizzato diverse "lezioni" interattive, nelle quali un video ci mostrerà le fasi di costruzione, e noi potremo riprodurle in tempo reale. Tramite l'Imp, da usare come un puntatore, sfrutteremo i sensori di movimento del Dualshock 4 per spostarci nello scenario: sulla parte alta dello schermo troveremo un menù a scomparsa, composto da differenti voci che riguardano la modellazione, le texture, la musica, la colorazione, la logistica e quant'altro.

    Ogni opzione sarà a sua volta suddivisa in varie sotto categorie, come una matrioska digitale, che ci daranno accesso a possibilità di personalizzazione via via più complesse. Combinare gli elementi non è particolarmente difficile, ed il tutorial sarà sufficientemente esemplificativo da non lasciarci del tutto senza linee guida. Meno facile sarà invece "dar vita" alla scena che abbiamo in mente, sia essa una sequenza platform, una routine dell'intelligenza artificiale o una cinematica per un cortometraggio.

    In questi casi ci toccherà elaborare una timeline, impostare dei chip che stabiliscono i pattern d'azione dei singoli oggetti in scena, posizionare un background musicale, mescolare le tracce, rifinire i contorni della scenografia e molto altro ancora. Ci aiuterà per fortuna un'interfaccia snella ed efficace, che semplifica il processo di elaborazione nelle sessioni più avanzate. Per testare in corso d'opera la nostra creatura potremo passare in un istante dall'editor alla fase "in game", così da giocare la porzione del livello programmata ed aggiustare eventuali imperfezioni. I differenti segmenti in cui è articolato il tutorial, pur variando in base al grado di complessità, forniscono però solamente una corposa infarinatura generale: le armi vincenti di ogni creativo saranno sempre e comunque la sperimentazione estrema, l'apprendimento dal fallimento, la voglia di migliorarsi costantemente. Nel primissimo contatto con Dreams sembra quasi di attraversare le cinque fasi del sonno: all'inizio (addormentamento) la mente comincia ad entrare con molta lentezza nella logica che sorregge la struttura del software; si passa poi al sonno leggero, in cui il giocatore si sente abbastanza rilassato, dopo aver appreso i rudimenti basilari del sistema; a questa fase segue il sonno profondo, dove le istruzioni si fanno più difficili da seguire, ed in cui si rischia di avvertire un senso di spaesamento e confusione dato dalla mole sempre più ampia di informazioni; il quarto stadio è definito del sonno profondo effettivo, durante il quale l'utente è immerso appieno nel mondo di Dreams, e prenderà sempre più familiarità con il tool di creazione.

    A questo punto sarà davvero difficile riuscire a destarlo. Chiude il percorso la fase del sonno Rem, ossia quella in cui si sogna, e le visioni artistiche assumono le forme desiderate. A questo punto, anche quando vi sveglierete, non potrete mai dimenticare ciò che avrete sognato.

    Dreams Considerate le premesse sperimentate nella Beta, non osiamo immaginare quali potenzialità riserverà la creatura di Media Molecule al momento della sua uscita. È vero che il futuro del software si baserà prevalentemente sull’affiatamento dell’utenza, ma gran parte della responsabilità verterà sulle spalle del team di sviluppo, chiamato all’ardua impresa di trasformare Dreams in un universo senza confini, invogliando gli artisti a produrre contenuti ad oltranza, e valorizzando le loro idee con un supporto continuo. Nella versione di prova erano già disponibili dei contest a tema, nei quali venivano premiate le opere più brillanti ed ispirate, e siamo convinti che nell’edizione definitiva non mancheranno stimoli sempre nuovi per coinvolgere i creativi che abitano i lidi virtuali: tutti accomunati dal desiderio genuino di condividere i loro sogni con una community che non debba solo immaginarli, ma anche osservarli, apprezzarli e viverli in prima persona.

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