Dusk Diver 2: torniamo a Ximending in questo nuovo action rpg stile anime

Il sequel di Dusk Diver arriva a fine agosto, noi lo abbiamo provato, vi raccontiamo le nostre prime impressioni.

Dusk Diver 2: torniamo a Ximending in questo nuovo action rpg stile anime
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS5
  • Eravamo ormai rassegnati all'idea di dover importare la versione asiatica di Dusk Diver 2, quando il publisher Idea Factory International ha comunicato a sorpresa l'intenzione di pubblicare il prodotto in Europa e Nord America. In attesa che il titolo sviluppato da WANIN International e già disponibile su Steam approdi ufficialmente anche sulle Nintendo Switch, PlayStation 4 e PlayStation 5 occidentali, nelle ultime settimane abbiamo provato i primi tre capitoli della nuova avventura di Yang Yumo, al fine di saggiare in anteprima le principali novità che lo studio taiwanese ha escogitato per differenziare il sequel dal capostipite della saga.

    Ricordandovi che questo invaderà i negozi il 30 agosto 2022 (a proposito, avete già dato uno sguardo alla lista dei giochi in uscita ad agosto su PS4 e PS5?), di seguito vi proponiamo dunque le nostre impressioni preliminari sul beat'em up dalla spiccata componente ruolistica.

    Ritorno a Ximending

    Pubblicato nel 2019, Dusk Diver è stato il primo videogioco ambientato nello Ximending, un popolare quartiere commerciale situato nel distretto di Taipei. Proprio questo affascinante luogo in cui si fondono antichità e modernità nasconde un incredibile quantitativo di "Dragon Vein" (la particolare energia alla base dell'avanzatissima tecnologia sviluppata dalle divinità del Kunlun), che non a caso ha generato uno strato dimensionale instabile e attirato le fameliche Bestie del Caos.

    Involontariamente risucchiata in uno squarcio dimensionale, la giovane Yang Yumo - una comunissima studentessa all'ultimo anno di liceo - si è ritrovata per caso nell'inquietante realtà meglio nota come Youshanding, dove ha acquisito la capacità di assorbire i poteri dei Guardiani e combattere al loro fianco per proteggere le strade di Ximending dalle mostruose creature affamate di Dragon Vein.

    È già trascorso un anno da quando Yumo e i suoi alleati hanno ripristinato l'equilibrio fra le varie dimensioni, e sebbene l'incidente di Youshanding abbia lasciato delle profonde cicatrici sul corpo della studentessa giunta al primo anno di college, si direbbe che questa stia conducendo un'esistenza tutto sommato tranquilla.

    Al termine della difficile battaglia con la piccola Nemea, infatti, Yumo ha continuato a lavorare part-time nel negozio di Boss, abbattendo le Bestie del Caos che di tanto in tanto sono riapparse nello Youshanding. Mentre una potente compagnia sta rilevando tutte le storiche attività di Taipei, nuovi nemici e addirittura fazioni inedite si apprestano ad allungare le mani sul Dragon Vein, ragion per cui Yumo, Leo, Bahet e Le Viada saranno ben presto costretti a tornare in azione.

    Avendo potuto provare soltanto i primi tre capitoli della campagna, al momento non disponiamo ancora di elementi sufficienti per valutare l'impianto narrativo del titolo, anche perché questi fungono grossomodo da prologo e reintroducono, a turno, i vari personaggi conosciuti nel precedente episodio del brand.Attraverso un breve riassunto iniziale, schede biografiche consultabili nell'apposito archivio e qualche dialogo incastrato qua e là, lo sviluppatore ha infatti cercato di fornire ai neofiti gli strumenti necessari per comprendere quanto avvenuto in Dusk Diver, allo scopo di rendere il sequel un prodotto autoconclusivo. Chiusa questa indispensabile (e neanche troppo efficace) parentesi, il nostro auguro è che Dusk Diver 2 esplori il prima possibile - e soprattutto a dovere - i nuovi antagonisti del racconto, al fine di non reiterare quanto era accaduto con Nemea nel proprio predecessore. Come saprà chiunque abbia già vissuto la prima avventura di Yumo, non solo la principale avversaria della combattente dai capelli infiammati faceva il suo debutto soltanto ad un passo dalla fine, ma oltretutto la campagna si interrompeva in maniera alquanto brusca subito dopo la sua sconfitta, lasciando parecchi interrogativi al giocatore.

    A ragion veduta, sospettiamo che proprio Dusk Diver 2 possa rivelarsi l'occasione perfetta per conoscere qualche dettaglio aggiuntivo sulla stessa Nemea, che a questo giro potrebbe persino diventare un personaggio giocabile.

    L'unione fa la forza

    Del resto, se nel primo Dusk Diver potevamo controllare soltanto Yumo, che nel corso degli scontri aveva la facoltà di evocare le divinità alleate e prendere in prestito le loro armi per esibirsi in spettacolari attacchi speciali, la principale novità del sequel va ricercata nella possibilità di trascinare in battaglia un massimo di quattro personaggi giocabili.

    Non sappiamo ancora se il roster includa altri combattenti o meno, ma in questa fase preliminare dell'avventura abbiamo potuto assumere il controllo di Yumo, Leo, Bahet e Le Viada, i quali ci hanno meravigliati con pattern di attacco adeguatamente diversificati. Leggera e abile nel corpo a corpo, la protagonista è il personaggio ideale da controllare durante le boss fight, giacché le sue mosse di base consentono di creare combo lunghissime e parecchio efficaci nel combattimento uno-contro-uno. Un discorso più o meno simile va fatto per il compagno Leo, il cui stile di lotta prevede soltanto colpi pesanti, che come prevedibile tornano particolarmente utili quando ci si ritrova a dover fronteggiare Bestie del Caos molto resistenti.

    Potendo contare su un'ampia gamma di attacchi a lungo raggio, la pistolera Le Viada è invece in grado di colpire diversi nemici simultaneamente, conservando al tempo stesso una certa distanza di sicurezza. È però Bahet il lottatore più abile del roster, in quanto la sua gigantesca falce gli permette di concatenare colpi rapidi quanto precisi, che per giunta tendono a dilaniare le carni di tutti i bersagli circostanti. Sia a terra che a mezz'aria, Bahet sembra effettivamente possedere una marcia un più, non a caso, una volta sbloccato, il versatile musicista è subito diventato il nostro combattente primario.

    Sebbene il costume di Yumo sia l'unico a subire una trasformazione in modalità Burst, durante la nostra prova abbiamo scoperto che tutti i lottatori hanno accesso al temporaneo power-up che incrementa la forza fisica e velocizza il recupero di SP necessari per scatenare il potere degli attacchi speciali. Ricorrere a schivate, skill e contrattacchi consente inoltre di accrescere il livello del Burst, che una volta raggiunto il 180% dà accesso al micidiale "Burst Ultimate": una mossa spettacolare che arreca ingenti danni a tutti i nemici ingaggiati e che addirittura può rompere la "super armatura" dei boss. Spronando il giocatore ad assumere continuamente il controllo di un diverso componente della banda, il rinnovato combat system di Dusk Diver 2 permette quindi di adattarsi alla situazione ed elaborare strategie sempre nuove, nonché volte a sfruttare appieno le abilità univoche dei singoli.

    Luci e ombre del sequel

    Se l'introduzione di altri tre lottatori almeno ha giovato non poco al già frenetico combat system del franchise, abbiamo qualche riserva sul sistema di crescita di Yumo e soci.

    Per quanto strano possa apparire, i personaggi non salgono automaticamente di livello, ma i punti esperienza ottenuti vincendo le battaglie vanno spesi manualmente per migliorare i parametri dei singoli: ogni volta che l'utente accrescere la forza, la stamina, la fortuna e gli altri valori di Behet e compagni, questi salgono di livello, ottenendo interessanti bonus. Purtroppo, però, i punti EXP non sono condivisi in maniera equa, ma è il giocatore a stabilire quanti investirne sui singoli: tenendo presente che la percentuale di esperienza ricevuta è sempre molto bassa, questa inspiegabile scelta degli sviluppatori complica e rallenta la crescita del party. Durante la nostra prova abbiamo infatti cercato di bilanciare il dispendio dei punti EXP, affinché i quattro membri del team avessero grossomodo lo stesso livello: complice un bilanciamento della difficoltà da rivedere, tale decisione ci ha tuttavia penalizzati, giacché la ripartizione dell'esperienza ha talvolta creato un piccolo gap tra il livello raggiunto dai nostri beniamini e quello degli avversari.

    A meno che non vogliate sottoporvi a lunghe sessioni di grinding, l'unica concreta soluzione al problema potrebbe essere quella di investire la maggior parte dei punti sul combattente più vicino al vostro stile di gioco, destinando i rimanenti al resto della squadra. Certo, la crescita dei compagni ne risentirebbe tantissimo, ma in compenso potreste adattare la difficoltà alle vostre necessità e preferenze.

    Passando al piano tecnico, Dusk Diver 2 vanta prestazioni mediamente migliori di quelle offerte dal suo predecessore, specie per quel concerne i tempi di caricamento: dimenticate i lunghi tempi di attesa del primo episodio, giacché - quantomeno su PlayStation 5 - i caricamenti sono rapidissimi, anche quando ci si sposta da una zona all'altra di Taipei. Stesso discorso per il frame rate, che al netto di qualche sporadico calo si aggira quasi sempre attorno ai 60 FPS.

    Ad averci fatto storcere il naso è il fastidioso effetto pop-up che tuttora affligge gli NPC: considerando che gli slenderman di colori diversi prendono forma solo quando ci si avvicina, e per giunta non hanno nemmeno il volto, siamo convinti che un'ottimizzazione più meticolosa avrebbe risolto il fastidioso problema già accusato dal primo Dusk Diver.

    Dusk Diver 2 Il nostro secondo viaggio nel quartiere di Ximending è appena cominciato, e sebbene il prodotto abbia ancora molte carte da giocare, le notevoli migliorie escogitate dai ragazzi di WANIN International ci stanno regalando una traversata più soddisfacente. Benché il sistema di crescita dei personaggi lasci molto a desiderare, anche a causa di un inefficace bilanciamento della difficoltà, la scelta di ampliare il roster giocabile ha invero impattato in positivo sulla componente strategica. Ci auguriamo dunque che il sistema di combattimento rimanga solido per tutta la durata dell’avventura.

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