Elder Scrolls Online: Lost Depths, esploriamo il nuovo dungeon Graven Deep

Insieme a una squadra composta da sviluppatori di ZeniMax abbiamo esplorato Graven Deep, uno dei due dungeon in arrivo nell'espansione Lost Depths di ESO.

Elder Scrolls Online: Lost Depths, esploriamo il nuovo dungeon Graven Deep
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • La stagione Legacy of the Breton di the Elder Scrolls: Online (qui il nostro speciale su ESO Legacy of the Bretons) si avvia verso la sua seconda metà, procedendo con la struttura classica della coppia di dungeon pack alternata alle due nuove regioni, con la seconda area più piccola della precedente. Il secondo dungeon pack si chiama Lost Depths e arriva in concomitanza con l'update 35, un aggiornamento che tra le altre cose punta a ridurre la forbice tra nuovi giocatori e veterani modificando alcuni aspetti del combattimento. Sono scaturite prevedibili controversie ma, come si legge sul sito ufficiale, l'obiettivo di ZeniMax Online è di continuare sulla strada della maggior accessibilità e dell'uniformazione del livello di abilità richiesto per superare alcune sfide, così che sia più semplice creare contenuti che possano piacere a una grande fetta di giocatori.

    È una strategia che va avanti a tambur battente più o meno dall'aggiornamento One Tamriel e immaginiamo che abbia dato i suoi frutti in termini di successo sul mercato. Chi non apprezza l'attuale deriva intrapresa dal gioco sappia dunque che difficilmente la situazione cambierà nel breve termine. Tornando a Lost Dephts, per gli appassionati di The Elder Scrolls: Online sarà ormai chiaro quale sia la struttura delle pubblicazioni, che segue a stretto contatto il processo di pubblicizzazione e rilascio dei nuovi contenuti per il gioco. Con poca sorpresa quindi siamo stati invitati per un giro in uno dei due dungeon disponibili in compagnia di un team composto da sviluppatori di ZeniMax. Quello di seguito è un resoconto con qualche impressione preliminare della nostra avventura in quel di Graven Deep.

    Nelle profondità di Graven Deep

    A sud dell'isola di High Isle c'è un piccolo lembo di terra dove si sono verificati numerosi disastri navali. Un Triangolo delle Bermuda su cui Dhulef, membro della gilda dei Maghi, vuole vedere più chiaro. Gli eroi si imbarcano per Graven Deep le cui rive sono costellate di relitti e detriti e difese da tribù di Hadolid, crostacei antropomorfi apparsi per la prima volta nell'espansione High Isle.

    I Pangrit sono invece nuove creature. Piccoli animali a metà tra un rettile e un uccello, sbucano dal terreno e dagli Hadolid sono considerati animali da usare come supporto. Per evitare che si riversino sulla squadra in numero eccessivo si può sfruttare un effetto ad area da piazzare sul buco da dove sono soliti fuoriuscire. Come da tradizione nei dungeon, parliamo di una meccanica che spiega come comportarsi nei confronti del primo boss (il dungeon ha la medesima struttura di quelli più recenti: tre boss, ognuno con una modalità più difficile, e dei segreti). A tal proposito, l'Euphotic Gatekeeper è un Hadolid più grande e forte della media. Si muove in un'arena dalla quale sbucano decine di Pangrit sfruttando la velocità come attributo principale. Come dice il suo stesso nome, è un guardiano, primo baluardo di un'antica rovina Dwemer che si estende fino alle profondità dell'oceano. Sconfitto il primo boss, davanti alla nostra squadra si è presentato un paesaggio ben diverso da quello tropicale che ci aveva accolti: caverne oscure e architetture in rovina battute da legioni di non morti e fantasmi.

    Il boss The Euphotic Gatekeeper

    In questo luogo gli avversari sono costituiti dalle anime dei naufraghi riportate in vita da un negromante che vive nei recessi di Graven Deep. È lui il vero nemico. Ma prima di arrivare al suo cospetto c'è un'altra creatura da abbattere: Varzunon, un colosso d'ossa che abita da secoli una sala tappezzata di macchinari antichi.

    L'arena è grande e il bagliore verdognolo delle macchine Dwemer le conferisce un aspetto spettrale. Il boss è piuttosto semplice da affrontare, almeno per quanto riguarda la sua versione di base. Dopo aver perso della vita infatti evoca degli sgherri scheletrici dai quali tenta di assorbire l'essenza: se il gruppo non riesce a impedirglielo in tempo, Varzunon acquisisce dimensioni maggiori e una grande potenza. Archiviata la battaglia si arriva alla fase finale e più affascinante di Graven Deep.

    Ci viene chiesto di usare un ascensore per raggiungere il livello inferiore della struttura, ma anni di incuria e abbandono hanno danneggiato irreparabilmente il meccanismo che si sfonda e ci lascia precipitare giù, fortunatamente in una pozza d'acqua che attutisce la caduta.

    La fase finale

    Mentre ci si guarda attorno, lo scopo della struttura è più chiaro: si tratta di un osservatorio sottomarino. Le pareti non sono più di austera roccia ma di vetro e lasciano intravedere il paesaggio oceanico: l'aspetto del segmento finale di Graven Deep somiglia, e forse si intuisce, agli scenari di Rapture. I virtuosismi estetici non si limitano a questo.

    Poco prima del boss finale, al quale si arriva ripulendo alcune stanze da generici nemici, c'è una sezione in cui la squadra si muove sul fondale dell'oceano protetta da un incantesimo a forma di bolla. È uno degli aspetti più chiacchierati del trailer d'annuncio e sicuramente affascinante, ma non ci si faccia trarre in inganno: la sezione è brevissima e priva di meccaniche particolari, il suo valore risiede perlopiù nell'impatto visivo.

    Larga abbastanza e con una vista panoramica sul fondale, l'arena ospita la carcassa fluttuante di Zelvraak the Unbreathing. Egli usa la negromanzia per evocare golem di carne e mostri assortiti e ogni tanto lancia un potente incantesimo che può essere contrastato distogliendo lo sguardo dalla sua figura.

    Diviso in tre fasi (con quella centrale che di certo è la più interessante), il combattimento fila liscio senza dimostrare particolare estro nel design, e per certi versi riassume le nostre impressioni su Graven Deep. Un dungeon che pur essendo accattivante grazie ai suoi panorami, si è rivelato u po' privo di coraggio in merito alla caratterizzazione di nemici e meccaniche.

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