Endless Dungeon: un viaggio eterno nello spazio profondo

Dopo Humankind, Amplitude Studios e SEGA presentano Endless Dungeon, un gioco ad ambientazione spaziale... da tenere d'occhio.

Endless Dungeon: un viaggio eterno nello spazio profondo
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  • Nel 2014 Amplitude Studios è riuscita a dimostrare che per creare prodotti validi è importante mescolare con sapienza gli ingredienti a disposizione, senza necessariamente innovare o sperimentare a tutti i costi. Nato quasi per caso, Dungeon of the Endless (qui la nostra recensione di Dungeon of the Endless) prendeva spunto da molti generi e riuniva elementi conosciuti per creare qualcosa di inatteso. Ambientato nell'universo degli Endless, il macrocosmo partorito dalle menti dello studio parigino, il titolo non era di facile collocazione a livello ludico: tra la natura roguelike e l'importanza del tower defense, Dungeon of the Endless si presentava al pubblico con una certa dose di coraggio rispetto ai predecessori, degli strategici nudi e crudi ispirati alle più famose serie 4X.

    In un periodo di piena per le uscite indie, soprattutto di genere roguelike è riuscito a sorprendere una buona fetta d'utenza PC, che ne ha accolto positivamente il gameplay. Forti di questo successo, gli sviluppatori hanno deciso di realizzare Endless Dungeon, un sequel spirituale con grafica rinnovata e controlli rivisti, che in realtà non rappresentano le uniche novità introdotte, come abbiamo avuto il piacere di scoprire provando una early build del gioco.

    L'eterno ritorno... nello spazio

    Chiunque abbia apprezzato Dungeon of the Endless, vedrà nell'incipit dell'ultima fatica videoludica di Amplitude più di qualche elemento familiare. Una misteriosa stazione spaziale alla deriva, risalente a eoni ed eoni fa, attrae a sé ogni nave di passaggio nelle vicinanze con una forza misteriosa.

    Naufraghi, criminali esiliati o cacciatori di tesori, si troveranno bloccati su questo enigmatico relitto cosmico, che dovranno esplorare al fine di comprendere come fuggire. Per svelare il mistero di questa struttura e avere una chance per abbandonarla e restare vivi, dovremo quindi assemblare uno squadra fino a un massimo di tre avventurieri, scegliendo tra la rosa di personaggi che progressivamente andranno ad arricchire la popolazione presente a bordo. Una delle prime differenze tra Endless Dungeon e il suo predecessore è da ricercarsi in quel che è una specie di saloon spaziale, a cui fare ritorno a seguito di ogni missione. Qui troveremo mercanti, costruttori, e nuovi esploratori, che oltre a poter entrare a far parte del nostro team ci permetteranno di potenziare l'equipaggiamento o di lanciarci in nuove missioni. Al momento della prova le interazioni all'interno del luogo di ritrovo sono state piuttosto limitate, giacché abbiamo potuto solo scambiare due parole con gli NPC ai tavoli e al bancone.

    La presenza di un hub centrale ci ha portato alla mente non pochi ricordi di soulsiana memoria e a buona ragione. Ogni volta che la salute dei nostri eroi scenderà a zero (e capiterà spesso) saremo teletrasportati nuovamente al saloon da una forza sconosciuta, tutti interi e pronti a ripartire per l'ennesima missione suicida.

    Questa piccola ma sostanziale differenza amplia notevolmente il potenziale narrativo del titolo, che non basandosi più sulla morte permanente del suo predecessore, definisce a tutti gli effetti il passaggio da roguelike a roguelite. Tale scelta insomma è stata compiuta a vantaggio di chiunque sia affascinato dalla millenaria lore spaziale forgiata da Amplitude.

    Dinamiche familiari

    Inutile negarlo, il cuore di Endless Dungeon rimane l'esplorazione di livelli procedurali. Ognuno di essi è composto da un numero casuale di stanze che si confermano diverse a ogni run. Abbiamo potuto affrontare solamente una zona specifica della stazione, a trama già avviata, ma tanto è bastato per capire come dietro una porta si nasconda sempre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo e differente: se questo significherà la salvezza, o la fine dei nostri eroi, dipenderà da quanto saremo preparati a ciò che ci attende.

    In ogni livello sono presenti enormi nidi che, in base alle nostre azioni, generano ondate di insetti in cerca di qualunque cosa in movimento da sgranocchiare. Per difenderci potremo installare nel livello una serie di torrette dagli effetti differenti. Nella nostra prova ne abbiamo avute a disposizione tre: le classiche mitragliatrici, i rigeneratori di scudi e delle armi spara-gelatina che rallentano il movimento nemico. Gli sviluppatori hanno promesso che la varietà non mancherà, perché hanno fondato il gameplay sull'elaborazione di strategie creative e ingegnose. Prima fra tutte le nostre priorità difensive è il crystal bot, giacché attrae la curiosità dei famelici insetti. Siccome parliamo della fonte energetica della nostra nave, se il robottino viene distrutto la missione fallisce, proprio come accadrebbe se gli HP della nostra squadra scendessero a zero. Per nostra fortuna, sparsi nelle stanze troveremo generatori e forzieri per rimpolpare le scorte di risorse (scienza, industria e cibo), utili per costruire e migliorare le torrette o per cercarne di nuove. Allo stesso modo potremo trovare equipaggiamento - anch'esso potenziabile tramite lo scambio di risorse al termine della missione - o degli speciali upgrade con cui affinare gli strumenti in nostro possesso.

    Sempre più in profondità

    Sebbene sia cambiato poco nella struttura generale del gioco, Amplitude sembra essere riuscita nuovamente ad approfondire una formula già solida, tramite un mix esplosivo di strategia e azione a volontà. La build testata era decisamente punitiva in fatto di difficoltà, per stessa ammissione degli sviluppatori, e ci ha costretto a ripensare più volte a quale combinazione di eroi fosse la più adatta. Ognuno di essi può dotarsi di due armi e ha a disposizione abilità uniche, che in base ai nemici generati dal livello affrontato potrebbero rivelarsi più o meno efficaci.

    Ogni tipologia di insetto soffre infatti di debolezze elementali di cui dovremo necessariamente tenere conto, per non ritrovarci ben presto circondati e senza vie d'uscita (se non quella di ricominciare il livello). Tra i personaggi utilizzati nel corso della prova, a stupirci maggiormente è stata Zed, una sorta di metallara-berserker che grazie alla sua minigun e alle onde sonore emesse dagli speaker della sua armatura ci ha tolto dai guai più agilmente rispetto agli altri eroi.

    La squadra arruolata e messa in campo sarà tuttavia completamente controllabile dal giocatore, che in ogni momento potrà cambiare il personaggio sotto il proprio controllo diretto, potendo allo stesso tempo impartire una serie di ordini ai suoi compagni. Se infatti la fase strategica riprende pedissequamente Dungeon of the Endless, è con la componente action che il gameplay risplende sul serio.

    I protagonisti si muoveranno in ambienti tridimensionali e grazie a una visuale isometrica potremo comodamente gestirne il movimento e la direzione di mira. La struttura twin-stick trasforma in uno schiocco di dita il tower defense in un top-down shooter, in cui è necessario sfruttare ogni centimetro delle mappe per riuscire sopravvivere alle orde di infestatori.

    La fase di ricerca, gestione delle risorse e dispiegamento delle forze difensive, non è che il preambolo di sparatorie a tutto spiano, in cui le ondate di insetti spaziali tenteranno in ogni modo di farci la pelle. Shooting e tower defense si confermano un connubio che funziona, almeno stando a quanto visto nella demo, perché Endless Dungeon riesce ad approfondire le dinamiche ibride del gameplay per ottenere una miscela ludica ancor più efficace. Le nostre armi e le abilità saranno i nostri alleati più fedeli, a meno che non si decida di vivere l'avventura in modalità cooperativa. Al lancio del gioco sarà possibile affrontare ogni mappa in multigiocatore e coordinare azione e strategia assieme ai propri compagni.

    Una festa per gli occhi

    Passare da una grafica pixel-art a una presentazione visiva in 3D è un grosso salto evolutivo, che ha permesso agli addetti ai lavori di intervenire anche sulle meccaniche di gioco. Con un predecessore spirituale nato quasi per scommessa, come side project, Endless Dungeon è a tutti gli effetti un progetto su cui Amplitude punta alla pari di ogni altro titolo ambientato nello stesso universo.

    È ovviamente ancora presto per parlare del lato tecnico di un gioco ancora in via di sviluppo, ma quello che abbiamo visto in tal senso non ci ha deluso. Lo stile cartoon in cel-shading ben si abbina con l'atmosfera scanzonata della produzione e appare lontano dal carattere epico che solitamente contraddistingue la saga videoludica degli Endless.

    Elementi di gioco come eroi, torrette e nemici, non sminuiscono in alcun modo la ricchezza di dettagli degli ambienti che vengono esplorati. I tratti colorati dei personaggi e persino gli effetti visivi ispirati ai fumetti e ai film d'animazione, vanno a comporre un coloratissimo puzzle, che si fregia di scenari dettagliati che esplodono (letteralmente a volte) nelle fasi di shooting. In questi momenti infatti, il fuoco delle nostre armi e di quelle dei nostri nemici illumina ambientazioni altrimenti dominate da incantevoli miscele di colori caldi e freddi. Sebbene in stato di abbandono, la stazione brulica di oggetti decorativi, a riprova del buon lavoro svolto dal team in materia di direzione artistica.

    Endless Dungeon Proseguendo la filosofia di Dungeon of the Endless, Endless Dungeon raccoglie a piene mani solide meccaniche videoludiche, cercando di migliorare quella formula che tanto era stata apprezzata nel suo predecessore. Anche in questo caso Amplitude crea senza innovare, ma sfrutta piuttosto le possibilità di allargare l'esperienza di un titolo che non molti anni fa sorprese il pubblico tanto quanto lo studio dietro esso. In definitiva, Endless Dungeon si presenta come un titolo in cui commistione di generi sembra portare beneficio ad ognuno di essi: la componente shooter ravviva fasi strategiche di eguale importanza, in un contenitore roguelite che promette una reale sfida a tutti gli amanti di questi generi. Per quello che abbiamo avuto modo di toccare con mano, chiunque abbia apprezzato il roguelike in pixel-art degli sviluppatori d'oltralpe dovrebbe sicuramente dare una chance a questo titolo al momento della sua release: tutto ciò che ha contraddistinto DotE è ancora presente, trasmesso questa volta sotto una veste grafica molto più dettagliata ed elaborata e un gameplay dal maggiore dinamismo.

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